Nora Cocian.

Il fuoco della verit.

Parte 1.

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Ciclo Mac Talbot Family 1.
2016 Nora Cocian.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Blantyre, Scozia, l'ultimo luogo in cui Roscoe Mac Talbot vorrebbe rimettere piede dopo anni di assenza; se fosse per lui la famiglia potrebbe andare anche al diavolo. L'unico motivo per tornare al castello Mac Talbot  recuperare un anello che vale pi di ogni altra cosa al mondo. 
Ad aspettarlo a Blantyre non ci sono solo Gladys, la sorella di ghiaccio, e il gemello Damian dalle mille sorprese, ma un passato turbolento e tentatore che ormai non gli appartiene pi. La ricerca del tesoro  pi complicata del previsto e gli mette sulla strada Rose, la donna del passato e Chiara, un'italiana piccola e tosta, lontana anni luce dal suo ideale di bellezza femminile. 
Tra colpi di scena, tentativi di seduzione e intrighi, la passione divampa. Quali altri misteri nasconder per Roscoe il clan Mac Talbot? 
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I fatti riportati in questo romanzo e le persone vive o defunte descritte appartengono puramente alla fantasia dell'autore.
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Dedico il mio lavoro alle tre amiche che mi hanno supportato e spronato ad andare avanti in questa esperienza all'inizio folle, maturata durante una passeggiata al Parco degli Acquedotti in un tiepido pomeriggio di marzo di due anni fa. Benedetto fu quell'incontro.
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1.
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Avanti, piccola. Uhm, quella bocca!. La suoneria del cellulare interruppe i grugniti di piacere ai quali facevano eco i gemiti della donna inginocchiata tra le cosce intenta a succhiargli il meraviglioso cazzo. Maledicendo il mondo Roscoe allung indolente il braccio alla sua destra e al terzo tentativo raggiunse il cellulare sul tavolino. Con gli occhi fissi sulla donna, senza nessuna intenzione di perdersi lo spettacolo, accett la chiamata, facendo scorrere l'indice sullo schermo dell' IPhone. 
Spero per te che sia una cosa importante Ringhi quasi vicinissimo all'orgasmo. Sembrava stupido e impensabile interrompere quello che Lorna gli stava facendo e il piacere che quella bocca bollente gli stava procurando o ....
La voce dall'altro capo del telefono risult fredda e decisa, per nulla intimorita dal tono minaccioso del fratello. Gladys pronunci solo una breve frase, abituata a comandare, lei Accendi la TV sulla CNN.
Non la sentiva da mesi, no meglio da anni, ma ci non bast a intenerirlo. Erano passati da un pezzo i tempi della cordialit nei confronti della famiglia a cui neanche sentiva pi di appartenere.
Col cazzo, sorellina. Ora sono... Era difficile impegnarsi nella conversazione quando si aveva altro a cui pensare. La mano agganciata ai capelli della donna indicava solo una cosa, voleva che continuasse e al diavolo la televisione. 
Accendi idiota! Fu la risposta dall'altra parte.
Non troppo convinto, sospirando, Roscoe allung di nuovo la mano sul tavolino e non con poco sforzo agguant stavolta il telecomando. Lo schermo al plasma si illumin proprio nel momento in cui lo speaker della CNN annunciava:  giunta notizia che poco fa sulla zona delle Highlands, poco lontano dal centro abitato, l'aereo privato che avrebbe dovuto riportare a casa i coniugi Mac Talbot, famosi armatori scozzesi, sia scomparso nel nulla. Si teme il peggio...
Wow fu il commento irriverente. O forse era quello entusiastico a ci che stava per accadere. Roscoe si abbandon sulla poltrona.
Ti aspettiamo a casa domani. Cerca di sbrigarti a venire Non se lo fece dire due volte. Come se avesse sentito quel comando, Lorna cominci a muovere la bocca a ritmo frenetico sull'uccello ormai gonfio e pronto ad esplodere. E in quel momento Cazzo, si! Oh cazzo! lui venne. 
Sei sempre il solito stronzo! La voce femminile sput disgustata prima di riagganciare. Roscoe si abbandon ad una risata sarcastica e liberatoria, che peccato non averla sentita. 

E dai, Sean, ma da quando i Ranger si fanno fregare cos in campionato? La voce di Brian saliva un tono su tutte le altre quando si trattava di calcio. Il suo locale, il The Castle, era noto in paese come il miglior ritrovo per gustare della buona birra e gli alcolici migliori in compagnia e per discutere di qualsiasi cosa di cui valesse la pena parlare. Alle dieci di mattina il bar era affollato delle solite persone che abitualmente scendevano dagli uffici per il break. I gustosi panini di Alvin, il cuoco, erano i pi rinomati di Blantyre. Brian Law ne era il proprietario e la sua presenza costante dietro al bancone era sinonimo di folla, specialmente femminile. Brian era uno scozzese vero. Bastava dargli un'occhiata per rimanere a bocca aperta. Aveva un viso da uomo fatto e finito con gli zigomi alti e il naso dritto, reso ancora pi marcato dal pizzetto che incorniciava una bocca da baciare, il tutto abbinato a capelli biondi a spazzola, ricordo dei suoi trascorsi nell'esercito. Questo era sufficiente per innamorarsi di lui. In pi, incrociare i suoi occhi chiarissimi di ghiaccio, significava restare immobilizzati come davanti ad un cobra e le donne questo lo sapevano bene. Ammirandone i bicipiti muscolosi e il torace tonico non poteva sfuggire il perch del via vai femminile al locale a tutte le ore. Giravano strane storie per in citt. Brian aveva s la fama di dongiovanni, ma era anche considerato uno snob impenitente. A trentotto anni suonati era ancora single. Doveva essere anche ricco, visto come gli andavano gli affari. Aveva rilevato l'attivit del cognato emigrato in America con tutta la famiglia e, dopo un breve periodo di rodaggio, aveva trasformato il The Castle da bar di poche pretese in un locale all'avanguardia adatto a tutti i gusti. Chiunque si fosse trovato nell'ampio salone di entrata avrebbe incontrato con lo sguardo il bancone da un lato che abbracciava tutta la parete nord con le sue luci intermittenti e i cristalli riflettenti che conferiva al locale quel non so che di giovanile e accattivante e lo rendeva unico in tutta la regione. Gli arredi di legno e vetro smerigliato, impreziosivano l'ambiente. Lampade antiche e colorate campeggiavano a ogni angolo dividendo la zona in tanti piccoli ambienti specifici. C'era la parte dedicata al caff vero e proprio, un'altra pi ampia per consumare i pasti con pi calma, un'altra per godersi la pay-tv e poi la zona relax, pi intima, con divani allegramente rivestiti di tappezzeria fiorata e l'angolo lettura. La cucina era ben fornita e parzialmente a vista al lato del bancone. Una scala a chiocciola in faggio, portava al piano superiore ricavato con un soppalco, con una zona riparata e pi intima, adibita anche a saletta privata per riunioni. Brian era orgoglioso della sua creatura che ormai da pi di dieci anni era diventato il quartier generale di Blantyre, il piccolo centro a tredici chilometri a sud di Glasgow. Se si voleva conoscere o sapere le ultime novit su questo o quello, bastava recarsi al The Castle e aver la fortuna di incrociare il saggio Kline, meglio conosciuto come The journal. Come le diceva lui le notizie, non lo faceva neanche la BBC. Come facesse a sapere tutto, era un vero mistero. Fu proprio quando entr Kline ansimando che tutto cambi. 
Ehi, amico, sembra che il molosso di Richard sia scappato dal recinto, ti abbia rincorso e si sia preso finalmente la vendetta per tutte le volte che gli hai tirato i sassi nella cuccia. La risata di tutti i presenti accompagn le parole di Brian intento a pulire i bicchieri prima di riporli sullo scaffale. 
Che accidenti ti  successo? Coraggio, vieni. Il tuo scotch  pronto e dato che te la sei vista brutta, offre la casa. 
Kline si avvicin al bancone e si lasci andare sullo sgabello. Tir un respiro profondo: Cambia canale e sintonizzati su Channel One. Ragazzi,  una notizia bomba, lo giuro! 
Brian gli riserv un'occhiata sospetta prima di prendere il telecomando e cambiare il canale suscitando le sonore e colorite rimostranze degli astanti intenti a tifare per il Glasgow contro il Dandee United nella quinta di campionato. Stava andando in onda il telegiornale e lo speaker parl con voce impostata: Sembra ormai ufficiale che l'aereo privato dei Mc Talbot, dato per disperso qualche ora fa sulle colline delle Highlands, sia effettivamente precipitato. I soccorsi sono all'opera nella zona, ma si teme per la vita dei viaggiatori. Si sa per certo che a bordo del velivolo ci fossero soltanto i proprietari: il sig. Arthur Mc Talbot e sua moglie Chrystel, di ritorno da un viaggio d'affari. Al momento non abbiamo notizie sulle loro condizioni. Potremo essere pi precisi tra poco 
Il silenzio cadde pesante come un macigno sul locale. Nessuno fiat per qualche minuto.
I Mc Talbot erano conosciuti in citt, proprietari del magnifico castello sulla collina poco fuori Blantyre. Arthur era armatore, a capo dell'industria navale pi imponente del nord Europa. Dai suoi cantieri uscivano le navi migliori di tutte le flotte delle compagnie marittime dei paesi scandinavi e nord asiatici. Ora Il mercato si stava allargando anche in Canada e America del nord. In pi i Mc Talbot discendevano da una famiglia nobile che si era distinta nel corso dei secoli nelle innumerevoli battaglie tra i vari clan per la conquista della citt, un tempo feudo della famiglia. Ricchi per nascita e amministratori di un'ingente fortuna, i Mc Talbot avevano tre figli; due gemelli, Roscoe e Damian e una femmina, Gladys. E Brian li conosceva bene, almeno fino a quando la vita non li aveva allontanati e le loro strade si erano divise, ognuno a inseguire le proprie esperienze. 
Cazzo, questo si che  una sciagura! Sean ruppe il silenzio e subito dopo si scol quello che rimaneva della birra direttamente dalla bottiglia. 
Sicuramente sar stata un'avaria. Quegli aggeggi sono trappole infernali. Basta un soffio di vento e pfff! Cadono come se fossero di carta. Io lo dico sempre:  meglio camminare col culo ben piantato su un sedile comodo di un'auto che poggia per terra. Gli altri che con lui stavano vedendo la partita, annuirono dimostrando sonoramente che la pensavano allo stesso modo. 
Brian inspir rumorosamente, era venuto il momento di fare una telefonata, una maledetta chiamata che si sarebbe voluto risparmiare, ma alla quale non poteva sottrarsi per nulla al mondo. Cosa si diceva in quelle circostanze? Era preda di una totale amnesia. Si rec in cucina cercando di mettere insieme un paio di frasi nella sua testa. Non era troppo bravo con i discorsi seri, si trovava molto meglio alle prese con qualche battutaccia o un paio di doppi sensi. Invece, stava per fare una delle telefonate pi impegnative degli ultimi anni. 
Alz la cornetta del vecchio telefono fisso sulla parete pi nascosta, vicino al registratore di cassa e compose il numero che conosceva a memoria. 
Damian, ho saputo il silenzio dopo le sue parole lo fece desistere dall'aggiungere altro. Cosa si poteva dire a chi aveva perso in una sola botta entrambi i genitori? Si affrett a concludere: Se posso esserti utile in qualche modo... conta pure su di me. 
La voce dall'altra parte fu cortese e composta come sempre, un muro di contegno, praticamente: Grazie, Brian, lo apprezzo. Ti chiamer. Ora scusa, ma sai... - pass qualche secondo di silenzio, poi un colpo di tosse gli conferm che il suo amico stava ricominciando a parlare dopo essersi schiarito la voce - ho molte cose da decidere e da organizzare... scu... scusa, grazie. 
Damian aveva agganciato. Brian rimase con la cornetta all'orecchio e la fronte appoggiata alla parete del telefono. Odiava i momenti come quello in cui non riusciva ad esprimersi come avrebbe voluto. Cazzo, lo conosceva da una vita; era cresciuto nei giardini di quell'enorme castello, o almeno a lui era sempre sembrato cos. Aveva appena otto anni quando, dopo aver fatto merenda e assaporato le prelibatezze che la cuoca di casa Mac Talbot cucinava ogni giorno per i ragazzi, si era alzato per rincorrere Damian giurando al cielo che gliele avrebbe suonate di santa ragione se lo avesse raggiunto. Gli avrebbe fatto ingoiare a suon di pugni la frase: Respira, Bri! E' solo mia sorella. Tanto lo so che ti piace, ora lo dir a tutti gli altri Non aveva fatto in tempo a tappargli la bocca con uno schiaffo che Damian era sgattaiolato via dirigendosi verso il boschetto. Che credeva l'idiota, di potersi nascondere ed evitare la sua furia? No, affatto. Si alz di slancio e per poco non travolse Gladys ferma in piedi intenta a leggere le ultime righe scritte sul diario. Brian, in men che non si dica, raggiunse Damian e con uno spintone lo sped a gambe all'aria. L'altro non finiva di ridere, contento della reazione suscitata. Brian lo ferm a terra mettendosi a cavalcioni e stringendogli i fianchi; alz la mano stretta a pugno minacciosa e grid: Smettila di dire queste stupidaggini, bambino! Non  vero niente di ci che dici e se non la smetti subito... Fu interrotto dalla risata di Damian e dalla successiva mossa tanto veloce quanto inaspettata che lo butt a terra. La scena era cambiata e ora era il damerino a stargli sopra. Bambino a me non lo dici. Ho due anni pi di te e non mi minacci neppure, hai capito? Poi una luce strana illumin i suoi occhi quando si abbass e lo spiazz mordendogli la punta del naso. Rimase a terra paralizzato subendo le risa di scherno di Damian che si alz e corse via gridando: Brian ama Gladys, Brian ama Gladys... Piccolo bastardo impudente! Il solo pensiero ora lo fece sorridere. Come doveva soffrire. Gli venne in mente Gladys, anche lei stava soffrendo. Prese di nuovo la cornetta in mano e compose il numero della sua vecchia fiamma. Attese parecchi squilli prima di attaccare e pens che quella sera avrebbe dovuto farle visita. Quanto odiava dover dare le condoglianze e sforzarsi di essere civile avvolto come un salame nell'abito scuro e con in faccia ben stampata la maschera dell'ipocrisia, lui che preferiva di gran lunga jeans e maglietta e parlare chiaro, senza filtri. Al bar lo conoscevano tutti: Brian Law, l'uomo che non deve chiedere mai e che se dice che sei stronzo lo fa con cognizione di causa, e non aspetta la risposta per prenderti a pugni se sa di essere nel giusto. Ma forse stavolta sarebbe stato diverso. In fondo erano suoi amici e Arthur e Christel Mac Talbot erano persone rispettabili in citt. Avevano fatto del bene alla comunit dando lavoro a molte persone che grazie al cantiere avevano cambiato la loro vita e quella della cittadina. E poi c'erano loro: Gladys e Damian, i suoi amici pi cari, non poteva deluderli. 
Torn al bancone e riprese le sue faccende senza una parola. Di colpo il silenzio cal nella sala come se la morte fosse presente e stesse sorseggiando una vodka fredda seduta al tavolo prendendosi come al solito burla di tutti loro. Oh merda! Cominci Sean. Immagino che succeder ora. La citt non sar pi come prima intervenne Kline. 
Credete che il figlio porter avanti gli affari al cantiere? Cazzo, mi domando se ha le palle per farlo. Il padre era uno squalo negli affari. Nessuno gli stava dietro. Lui si che ha avuto il coraggio di azzittire quella boccaccia di Logan, vecchia baldracca. Lo sanno tutti che aspira al posto di comando nel cantiere e per arrivarci non disdegnerebbe di ripassarsi la bella ereditiera. 
Non fece in tempo neanche a deglutire che si ritrov a terra con la gola stretta nella morsa di Brian Prova ancora a dire una cosa simile e ti dovranno prendere le impronte dentali per riconoscerti! 
Ehi, calma Brian, che cazzo fai? Stavolta fu Kline a bloccarlo. Lo faceva sempre in effetti, ogni volta che ci si ritrovava in una situazione simile. Brian era focoso di temperamento e non aspettava certo il permesso prima di buttarsi in qualche mischia dove sapeva di picchiare duro. 
Lo so che  tua amica, ma ci non toglie che il vecchio Logan ha mire sulla direzione del cantiere e su di lei Lo guard fisso negli occhi. 
Togliti di mezzo Kline. Non ho bisogno di un padre
Lo so, ma hai bisogno di rimettere in moto il cervello, vecchio mio. Lascialo e io mi sposter, ok? 
Brian abbass gli occhi su Sean ormai cianotico, poi guard Kline e di nuovo l'uomo sotto di s. Fece un bel respiro prima di allentare la presa e di alzarsi. Allung la mano per tirarlo su e si scus a modo suo, offrendogli un altro bicchiere di scotch. 
Non voglio sentire queste cose su Gladys. Se quel maiale osa solo sperare di metterle le mani addosso...
Calmati Brian, cazzo. Non  pi la tua donna da molto tempo ormai ed  anche in grado di badare a s stessa. Quella  una donna con i coglioni, lo sanno tutti. Intervenne Liam finora in silenzio seduto al tavolo. Non  un mistero che da quando ha divorziato  la donna pi corteggiata e invidiata della zona. Chi sposa lei, sposa le industrie Mac Talbot, almeno una parte.
Peccato che lei non voglia proprio saperne di sposarsi di nuovo. Il povero Hector Affleck ha subito la dolce mogliettina, tutta ghiaccio e formalit. Quando la incrociavi, il suo modo di fare ti obbligava ad abbassare gli occhi. Guai se la guardavi. Potevi bruciare... Kline rise portandosi dietro anche gli altri. Poi tutti guardarono Brian preoccupati per un'eventuale ulteriore reazione incontrollata. Sembrava sempre come se sentire parlare della giovane signora Mac Talbot gli procurasse una scossa elettrica, come se un nervo scoperto venisse pizzicato con violenza. Un tempo infatti tra Brian e Gladys sembrava ci fosse una storia e tutti in citt pensavano potesse essere duratura. I due si conoscevano da parecchio e non perdevano occasione per passare del tempo insieme. Quando passeggiavano per le vie del centro suscitavano l'ammirazione degli amici per la loro avvenenza. Gladys era una ragazza colta, alta e stupenda con i suoi capelli biondi che da sempre amava portare lunghi sulle spalle, gli occhi scuri e profondi come quelli di suo fratello Roscoe e il fisico mozzafiato che per non legava molto con il suo carattere glaciale. Solo con Brian riusciva a ridere e a divertirsi. Ma come sempre succede nel caso delle dinastie, dovette crescere in fretta ed entrare nel mondo degli affari e nel cantiere per diventare uno dei consiglieri del padre. I giorni spensierati svanirono presto e la ragazza di un tempo lasci il posto alla donna fredda e calcolatrice tutta lavoro e famiglia. 
Gi riprese Kline, Ed  proprio per questo che ora la frigida signorina Mac Talbot si guarda bene dal farsi avvicinare. Continu ad annuire anche dopo aver ingollato un lungo sorso di whiskey dal bicchiere.
Povera ragazza... disse Sean battendo l'indice sul bancone ... diversamente da suo fratello, lei  rimasta in citt a sopportare gli sguardi e i pettegolezzi della gente. L'altro s che ha fatto la scelta giusta.
Chi Roscoe? E' sempre stato un cavallo matto. D'altronde il vecchio lo ha messo alla porta dopo il processo.
Ma  vera la storia che sia diventato pi ricco del povero Arthur, buonanima? Liam, ormai appassionatosi alla discussione aveva lasciato il tavolino per raggiungere gli altri al bancone. Pensate che torner per i funerali?
Chiss se lo hanno avvertito, devi dire. Tu che li frequenti pi di noi, Brian, credi che il figliol prodigo ritorner? Se non altro per brindare sulle ceneri del padre? 
Kline, sei un dannato figlio di puttana, lo sai vero? Brian non aveva tanta voglia di sopportare scherzi e battute in quel momento. Lo sguardo che gli rivolse per poco non lo incener. La mano di Sean sulla spalla lo fece tranquillizzare. 
Avanti Brian, ricordi bene quello che si dissero padre e figlio quando Roscoe fu arrestato. Quindi non scaldarti troppo. Kline non  molto lontano dalla verit
Ok,  vero si calm Brian continuando a riempire i bicchieri Mi ricordo bene cosa successe, ma ora  diverso. Per me i signori Mac Talbot sono stati splendidi e mi dispiace per i figli. Che cazzo! lanci la salvietta a terra e appoggi le mani tremanti sul bancone. Il pensiero corse di nuovo a Damian. 
Ehi Brian, dove sei con la testa, ragazzo? Sean gli agit il bicchiere vuoto sotto il naso. Hai sentito cosa ho detto?
Brian sbatt le palpebre e si ritrov nel suo bar dietro al bancone con il locale che cominciava ad affollarsi. Che hai chiesto? Non credi di aver bevuto abbastanza?
Ti ho chiesto se pensi che Roscoe verr e se sar lui il capo del cantiere ora. Prevedo guerra tra i figli, tu che ne pensi?
Che vuoi che ne sappia? Roscoe da quello che so  felice a New York. Non credo voglia perdonare i fratelli ora. Quello che mi preoccupa  Damian pens. Pur essendo il suo gemello, era molto pi debole dell'altro. Decise allora che doveva parlare con lui per dirgli che lo avrebbe appoggiato e aiutato anche contro il fratello, se fosse stato necessario. Alz gli occhi verso gli altri prima di prendere il telecomando del televisore. Un click e il video si illumin sul canale per le ultime news. ... E dalle ultime indiscrezioni fornite dalla polizia sappiamo che sar il detective Gleason a portare avanti l'indagine che accerter se l'incidente in cui i coniugi Mac Talbot sono morti, sia o no doloso. Vi aggiorneremo nel corso della giornata con edizioni straordinarie.
Un fischio si lev nel bar. Sembr che tutti avessero avuto lo stesso pensiero: il detective Gleason era un osso duro e se c'era del marcio, lui era la persona giusta per scoprirlo. Ma andiamo,  la prassi in questi casi. Si sa che  stata colpa del temporale. Kline afferm e si gir chiedendo conferma al suo compagno di seduta. 
Vero, hai ragione! Conferm Sean.

2.

Non era cambiato niente o forse s. Sembrava proprio che gli ultimi tredici anni avessero mutato tutto il paesaggio nella valle sottostante, senza intaccare per l'austerit del castello. Roscoe fece fermare il taxi al lato della strada, poco prima del cancello e scese. L'aria fredda della mattina gli accarezz il viso spigoloso che non radeva dal giorno prima. Spost indietro la testa inspirando a pieni polmoni. Non poteva crederci, a distanza di tutti quegli anni trascorsi aldil dell'oceano, provava ancora la stessa inconfondibile e assurda sensazione di casa. Che strano. E come sempre gli accadeva in giovent, quel sentimento anche allora fu accompagnato da un impeto di rabbia. Tredici anni prima di tornare a casa! Non era ancora pronto, si disse, ad affrontare i fratelli, la gente, i ricordi. Gi, i ricordi... Almeno qualcuno lass si era mosso a compassione evitandogli l'umiliazione della presenza dei genitori. 
O cazzo! Sono morti, dovresti almeno sentirti... La risata proruppe dalla bocca pi aspra del dovuto. Che stronzo, pens, neanche una lacrima, un pensiero, un ripensamento. No. Ci che aveva provato dopo la notizia della morte dei genitori era solo indifferenza. Tredici anni! Lo avevano scacciato come un cane rabbioso e il messaggio gli era pervenuto forte e chiaro: non era degno della famiglia Mac Talbot. Ma ora era tornato, per riprendersi ci che gli avevano tolto ingiustamente. Aveva scontato la pena e si sentiva pulito e sebbene fosse andato via, non rimpiangeva ci che aveva perso. Mai. Lui era fatto cos, un uomo freddo, distaccato da ogni affetto e profondamente egoista. Il clacson del taxi lo fece voltare. 
Arrivo. Roscoe raggiunse lo sportello, lo apr e sal in macchina. Si sporse sul sedile anteriore e ringhi Andiamo, che la farsa abbia inizio.
Bastarono pochi attimi per farsi riconoscere all'interfono e il grosso cancello in ferro battuto con una gigantesca M e la T a fare da punta, si apr lasciando libera la via alberata verso l'inferno. Roscoe squadr dal finestrino il susseguirsi dei pini svettanti intervallati da aiuole di erica e ginestra, il prato sempre ben curato che sembrava un mare verde increspato dal vento freddo invernale. Se lo ricordava bene quando le mattine di gennaio si affacciava dalla finestra della camera da letto e rimaneva a fissare l'erba che si piegava immaginando avventure di vascelli di pirati. A destra, a un chilometro dalla tenuta, lo accolse il pozzo in pietra dove da piccolo era solito nascondersi facendo dannare cos il suo gemello poco prima dell'ora di cena. Oppure quando da bambino, Roscoe aveva trovato il modo di scivolare lungo la parete senza precipitare per raggiungere il suo luogo segreto. Gli piaceva nascondersi in una feritoia abbastanza grande che aveva scoperto sulla parete a met della discesa. Dentro si apriva una stanza buia e fredda con le pareti ricoperte di muschio e il pavimento in pietra grigia. Sorrise pensando che a quel tempo, a dieci anni, la stanza gli sembrava immensa e giusta per trascorrere momenti solitari in cui fantasticare senza timore di essere interrotto. L dentro presero vita storie bizzarre e paurose da raccontare agli amici di scuola o alle ragazzine sperando di fare colpo e magari chiss anche di invitarle a verificare l'autenticit delle storie. Fu l che speriment per la prima volta cosa voleva dire baciare una ragazza. Come si chiamava? Neanche se lo ricordava il nome, ma ricordava benissimo il seno florido che lei gli aveva permesso solo di guardare. Quanto poteva essere piacevole la riconoscenza di una donna. Il bacio pieno di appassionata gratitudine che aveva ricevuto in quella circostanza, lo aveva sconvolto pi del dovuto. Gi, quello lo ricordava bene, ma il resto?
Chi se ne frega. abbai appoggiandosi alla spalliera del sedile posteriore dell'auto. Per lui ormai era tutta una perdita di tempo. Il taxi avanz e altri ricordi gli invasero la mente, come se qualcuno avesse dischiuso il vaso di Pandora e lasciato uscire tutto ci che conteneva senza un ordine preciso. L'auto arriv davanti alla scalinata che conduceva al portone millenario. Roscoe pag l'autista e scese con l'unico bagaglio che aveva con s. 
Ci vorr una settimana, Lorna. Sbrigo le formalit e torno indietro. Non star l un minuto di pi. Erano state le esatte parole che aveva ripetuto alla sua segretaria particolare, quando si erano salutati all'aeroporto di JFK. Per tutto il viaggio non aveva pensato altro che all'eredit e all'anello che il nonno gli aveva destinato. Maledetto il momento in cui non aveva potuto prenderlo! Aveva lasciato il castello troppo frettolosamente tredici anni prima. Ma ora nulla e nessuno si sarebbe frapposto tra lui il simbolo delle sue origini...
Del resto, non gliene fregava un cazzo, della casa, del cantiere o dei soldi. Era ricco e famoso di suo e non aveva bisogno di interessarsi di navi e petroliere. I diamanti erano la sua vita, con tutte le conseguenze che il loro commercio comportava. Spesso, quando gli amici di Manhattan gli chiedevano novit sulle tenute dei Mac Talbot rispondeva: Io sono l'unico Mac Talbot che conti. Gli altri non esistono pi, quindi non so a chi vi riferiate.
In pi, doveva affrontare i fratelli, da molto tempo dimenticati e snobbati. Sapeva che esistevano dalle notizie riportate dai giornali o nei telegiornali, ma non se ne curava pi di tanto. Nel corso degli anni era cos che aveva saputo del divorzio di Gladys, del premio di Damian per il progetto relativo all'ampliamento del porto, ma era come sentire o leggere di estranei. In fondo, Roscoe non aveva mai avuto bisogno di loro, non li amava pi, al pari dei genitori che lo avevano gettato via come un barbone il giorno di Natale. Cosa gli aveva gridato contro suo padre? Ah certo, come dimenticarlo: Tu non sei pi mio figlio! Mi fai schifo, Roscoe Owen Mac Talbot. Non sei degno di portare il nome di mio padre e di questa onorata famiglia. Non meritavo tutto il tuo disprezzo, n io, n tua madre che non riesce pi a scendere dalla sua stanza senza provare vergogna. Avresti fatto meglio a conficcarle un pugnale nel cuore e a premerlo a fondo, invece che farle vivere questa agonia! La voce dura di Arthur era rimbombata nel ballatoio davanti alla porta della camera da dove, l'allora ventenne Roscoe, sent provenire solo singhiozzi e gemiti. Avrebbe voluto entrare e piangere con la madre, abbracciarla e consolarla e farsi abbracciare a sua volta, perch ne aveva un disperato bisogno, ma ogni tentativo di entrare nella stanza dei suoi genitori veniva rintuzzato dal corpo massiccio del padre fermo davanti a lui. 
Roscoe alz la testa e inspir. Che diavolo, era solo da un'ora che si trovava in Scozia e gi si sentiva rammollito! Dov'era finita la risolutezza e la freddezza, punti fermi della personalit che gli avevano conferito negli affari il nomignolo de lo squalo dei diamanti? Doveva ripartire quanto prima. Blantyre e il castello Mac Talbot erano un passato lontano e perso per sempre.
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Eccoti finalmente! Deduco dal tuo aspetto che il viaggio  andato bene. Roscoe volt la testa oltre la fontana riconoscendo la voce algida della sorella. Era in piedi sopra la scalinata di pietra, davanti al portone, bella e austera come la ricordava. Il tempo era stato galante. Era sempre impeccabile nel suo tailleur pantaloni blu di lana, e l'espressione stanca. 

Gladys, per tua sfortuna s, il viaggio  stato ottimo e io sono qui. Ti sei gi scordata di avermi mandato a chiamare?
Sal i gradoni a testa alta e con il ghigno dell'uomo arrogante che era. Aggiust il giaccone nero di lana alzando il colletto avvicinandosi alla sorella e guardandola dall'alto del suo metro e novanta di statura. Non si abbass per salutarla calorosamente baciandole le guance e non cerc altro contatto. Non ce n'era bisogno dopo tredici anni di silenzio. 
Ah, vero, scusami se ieri ho interrotto una riunione di lavoro. Giusto? La risposta fredda e acida di Gladys non tard a fare coppia con l'espressione del fratello. Come erano simili quei due: belli, alti, invidiati, letali negli affari, dominanti nella vita e con due paia d'occhi uguali, capaci di far capitolare ai loro piedi anche gli avversari pi ritrosi. Tutto si poteva dire sui giovani Mac Talbot, ma una cosa era inconfutabile: la loro spregiudicata avvenenza. Ma non si amavano, o almeno non pi. Roscoe sorrise mettendo in mostra la dentatura perfetta e le labbra sensuali, bigliettino da visita per le sue notti folli a Manhattan. Mi dispiace contraddirti, sorellina, ma hai interrotto  vero, o per lo meno hai cercato di interrompere un delizioso interludio tra una allegra e servizievole fanciulla e il mio cazzo. Non possiamo proprio parlare di lavoro.
Sei disgustoso, Roscoe Gladys fece per andarsene voltandogli le spalle e rientrare in casa, ma il fratello la blocc afferrandola per un braccio e costringendola a voltarsi. 
Vuoi dire che sei cresciuta senza sapere come poter deliziare quella parte anatomica maschile? Dovresti provare, sorellina. Magari se ti lasciassi andare di pi, prenderesti la vita meno seriamente e secondo me ne gioverebbe anche il tuo aspetto. Ti sono venute le zampe di gallina intorno agli occhi. La sua risata riemp l'aria quando Gladys lo fulmin con lo sguardo prima di divincolarsi dalla morsa della sua mano facendo ondeggiare i boccoli colore del grano sulle spalle. Ma come ti permetti? Non hai rispetto neanche per il nostro dolore? Che razza di mostro sei diventato? L'altro la guard stringendo gli occhi. L'ilarit di un momento prima scomparve lasciando il posto all'astio covato in tutti quegli anni: Dolore? Rispetto? Ah, Fantastico. E per chi? Per cosa? Non me ne frega un cazzo della morte di due vecchi arroganti ipocriti che hanno preferito salvare il nome e la faccia buttando al fiume la vita del loro primo figlio. Dimmi, sorella cara, dov'erano quando mi sono sciroppato sette anni di galera, vivendo nella paura di non riuscire a sopportare la pena? Sai cosa significa restare chiuso in prigione e pregare che tua madre venga a prenderti tra le braccia dicendo che tutto andr per il meglio e che lei non avrebbe permesso che ti sarebbe successo nulla di male? Sai quante notti insonni ho passato per guardarmi le spalle? Sai quanta vergogna e umiliazioni ho sopportato per poter sopravvivere? gli occhi gli si incendiarono di una furia temibile. Gladys indietreggi di un passo mentre Roscoe ne fece uno in avanti invadendo il suo spazio personale.
Non c'eri tu e neanche i nostri cari genitori a ripulirmi dopo che i vecchi avevano giocato a palla con la mia testa. E la gamba? - batt con fermezza sul ginocchio - hanno preso me a martellate perch non sono stato abbastanza riconoscente quando...- tese la mascella e gli occhi lampeggiarono di cattiveria al solo parlarne...- non mi hanno ucciso per. Gi, lo avrei preferito a quello che mi hanno fatto. Cosa credi mi abbia fatto pi male, eh? I due si guardarono per un lungo istante prima di ritrovare la voce. E Gladys chiuse gli occhi e respir a fondo per ricacciare indietro le lacrime. 
Roscoe... Il fratello la interruppe e le parole che le rivolse trasudavano puro astio. Non era un ragazzo impaurito quello che aveva davanti, era un uomo grande e grosso capace si qualsiasi violenza. Per un momento le tremarono le gambe. Che c'? Provi compassione per me? Non provarci, Gladys. Non cercare di farmi sentire ancora sporco come allora. Quel tempo  passato e morto cos come il fratello che ricordi e come i nostri genitori. Quindi, conserva le lacrime per il funerale e per la stampa, non sprecarle per me.
La sorella deglut e riacquist il contegno freddo e altezzoso degli ultimi dieci anni. Raddrizz la schiena e alz il mento per guardarlo dritto in faccia: Benissimo, come vuoi. In effetti sapevo di aver perso mio fratello da molto tempo, ma non pensavo di trovarmi di fronte un estraneo indemoniato fino al punto di non provare piet per la morte di nostro padre e nostra madre. Roscoe, non posso crederci! Perch sei venuto allora? Avresti potuto benissimo sbrigartela inviando un telegramma di condoglianze e tanti saluti. L'espressione che lesse su quel viso rispose prima ancora delle parole. Le si fece vicino bisbigliandole quasi accanto all'orecchio: Sono venuto per riprendermi ci che mi spetta di diritto e che non lascer qui per nessuna ragione al mondo. Tanto so che il vecchio mi ha cancellato dal testamento. Me lo disse chiaramente quando espresse senza equivoci che io non ero pi suo figlio. Ma sono qui per la parte che il nonno ha destinato a me e che dopo la morte di nostro padre avrei acquisito. Se permetti, sorellina cara, quello  mio e non lo lascer n a te, n alla cara mammoletta. A proposito, come sta Damian? Troppo debole per affrontarmi? Gladys lo fiss fremendo di rabbia. Se quello era il suo scopo, ci era riuscito. Lasci perdere il desiderio di essere civile nel tentativo di riallacciare un rapporto che un tempo era stato forte e speciale. Parl con distacco, come se davanti non avesse suo fratello, ma un dipendente delle Mac Talbot Industries: Penso di aver sbagliato a farti venire. Mi sarei dovuta limitare ad avvertirti dell'accaduto e niente pi.
Roscoe batt le mani in segno di approvazione: Cristo, Gladys, ...- mise la mano sotto la giacca all'altezza del cuore e tir fuori il portafoglio con uno scatto - ... mi sarebbe bastato sentire la notizia in televisione. I mitici Mac Talbot defunti! Tutto il mondo ne avrebbe parlato per giorni e giorni, fino alla nausea. Ma non fare quella faccia. Ti pagher il disturbo. Cinquanta dollari credi possano bastare per la telefonata? 
Roscoe, sei davvero insopportabile! Gladys lo trapass con lo sguardo prima di fare un giro su s stessa e entrare in casa a passo svelto dirigendosi verso il salone. Non riusc a scrollarsi di dosso la snervante risata del fratello che la segu. Sicuramente, pens, non era ancora sazio delle umiliazioni che le stava infliggendo. Che cosa era diventato? Maledisse il momento in cui aveva deciso di chiamarlo, ma da qualche parte, in cuor suo, aveva sperato che forse era giunto il momento di riabbracciare il fratello che tanto aveva amato da bambina e che ora invece stava iniziando ad odiare per la sua villania e arroganza.
Davvero, sorellina? Di tanti aggettivi coloriti e spregevoli con cui attaccarmi, ti fermi ad un misero e fiacco insopportabile? Povera la mia piccola Gladys, ancora legata al bon ton di famiglia. Non comportarti cos, non parlare cos... e bla bla bla... Rise di nuovo, ma il suono che usc da lui non aveva nulla di divertente. 
Sei sempre la solita reginetta del ballo, vero? Tutta d'un pezzo, fredda, austera. Guardatemi, sono bellissima, ma irraggiungibile. E chi ci prova viene buttato via come un vestito dell'anno prima. Vero? Come  successo a Hector? Giusto sorellina? Tu, la degna erede del grande e crudele Arthur. Ti d una notizia:  morto, quindi sei libera dal potere paterno che ti ha sempre soggiogato.  arrivata l'ora di ribellarti. Prova a offendermi come hai sempre sognato in tutti questi anni! la sfid parandosi davanti a lei. Ci che Gladys vide negli occhi del fratello le fece male oltre ogni dire. Cap dallo sguardo che davvero li odiava tutti e percep una stretta al cuore. Boccheggi nel tentativo di rispondergli per le rime. Non sopportava che proprio il suo un tempo amato Roscoe si prendesse gioco di lei e dei suoi cari. Si fece forza, riacquist la sicurezza necessaria per tenergli testa: Tu non sai niente della mia vita, Ros. E non sai pi niente di nessuno. Quindi ti sarei grata se d'ora in avanti ti rivolgessi a me con un tono adeguato al mio rango che, a quanto vedo, tu hai abbandonato per qualcosa di pi volgare che a una pi attenta analisi della tua persona, credo ti calzi a pennello. Ora se vuoi scusarmi, ho cose importanti a cui dedicarmi, come organizzare il funerale dei nostri genitori. Nella tua camera troverai tutto ci che ti occorre. Ma se hai bisogno di altro, chiedi pure a Rudolph. Gladys sostenne lo sguardo sperando che il respiro affrettato non tradisse la sua falsa calma. Dentro stava morendo e avrebbe preferito farlo davvero piuttosto che lasciarsi intimorire dal fratello. 
Rudolph! Il maggiordomo apparve nella stanza e sembr piombato nel ventunesimo secolo direttamente da un romanzo della Bronte. 
S, signora.
Mio frat... il signor Mac Talbot sta andando nella sua stanza. Spero sia tutto in ordine come ti avevo chiesto.
Tutto in ordine, signora.
Bene. A stasera Roscoe, se vorrai. Con passo deciso usc. Roscoe scosse la testa e sospir pensando che davvero quella sarebbe stata la settimana pi lunga della sua vita. Salut Rudolph con un caldo sorriso e una pacca amichevole sulla spalla. Rudy, vecchio mio! Sei ancora qui, eh? Che costanza! Ma dimmi come fai a sopportare tutto questo? Dio santo! Siete sepolti in questa tomba gigantesca!
Rest sbalordito vedendo che davvero poco o niente era mutato nella casa. Imprec e nello stesso tempo, realizz che quello non era pi il suo mondo, troppo statico e diverso dalla vita dinamica e senza scrupoli di Manhattan. Il maggiordomo si pieg in avanti, ma Roscoe lo blocc prima che raggiungesse il bagaglio precedendolo e insieme si avviarono su per la scalinata di marmo rosa tirato a lucido tanto da risplendere anche sotto la pesante guida di seta rossa e grigia. 
Non so se invidiarti perch sei riuscito a sopravvivere, o commiserarti. Oppure devo considerarti uno dei vampiri di questo mausoleo?
Milord, che piacere rivederla. Non dica cos. I suoi genitori mi hanno trattato benissimo e sono profondamente dispiaciuto per la disgrazia. Le porgo le mie...
Roscoe alz un dito e lo azzitt. Non provarci nemmeno.  la vita, non lo sapevi? Tutti dobbiamo morire e loro sono andati via per primi. Ma francamente non me ne frega niente. Abbiamo preso strade diverse tanto tempo fa. Non c' dolore in me, ma solo un nome che ci lega e l'eredit.
Entrarono in quella che un tempo era stata la sua stanza e Roscoe rimase stupito nel constatare che l'arredamento non aveva subito alcun cambiamento. Lasci cadere la valigia a terra accanto alla poltrona di velluto marrone. Era la sua poltrona, con i braccioli di legno chiaro intagliato, posta come allora al lato destro della porta. Fischi meravigliato Cazzo, Rudy, sicuro che ci troviamo nel 2013? Se non mi sentissi addosso tutti e quaranta gli anni che ho, penserei tranquillamente di averne solo diciotto. Wow! Guarda qui, tutto come prima...
Si avvicin alla scrivania in corno, lucida come appena uscita dalla fabbrica e rise di gusto: ... Oh mio... Ma non ci posso credere davvero! Adoravo questa stanza. Soltanto qui dentro mi sentivo al sicuro senza il timore di offendere il grande capo. Non pensavo l'avrei pi detto, ma qui dentro c' il mio mondo.
Era vero, da giovane amava passare la maggior parte il tempo libero seduto alla scrivania che il padre gli aveva regalato prima del diploma. Ormai era grande e doveva avere una camera con dei mobili consoni all'et. Arthur aveva pronunciato le parole con un tono che trasudava orgoglio e stima per suo figlio. Come erano lontani quei tempi! Roscoe richiam alla mente come aveva convinto la madre che voleva ad ogni costo rivestire le pareti di tutta la casa, ad usare per la sua stanza il tartan con i colori del kilt che amava indossare alla festa della citt. Aveva ammansito Chrystel sfoggiando uno dei suoi sorrisi che gi allora facevano breccia nel cuore delle donne, piegandole al suo volere. Sorrise ricordando l'abbraccio, forse l'ultimo, che segu dopo che lei aveva acconsentito alla richiesta. 
Nella stanza era come se il tempo si fosse cristallizzato per sempre e la sensazione divenne pi forte quando Roscoe vide il letto con la spalliera scura imbottita e l'enorme tenda pesante che lo sovrastava. Il cassettone e l'armadio in legno chiaro, scelti ad arte per contrastare l'austerit della camera, erano stati l'unica concessione che Roscoe aveva fatto a sua madre. Ma quello che lo commosse fu vedere il ritratto del nonno. Era vestito con un completo di velluto blu seduto sulla poltrona di pelle nera del salone, con il nipote prediletto fermo sulle sue ginocchia. Era un dipinto a olio, posto sopra il caminetto nella parete centrale della stanza,. L'espressione dei due era del tutto simile, fiera e sprezzante. In quel momento guardando il ritratto, Roscoe ritrov l'orgoglio di far parte della famiglia, ma soprattutto di essere il nipote di Owen Mac Talbot.
Tir un lungo respiro per ricacciare indietro i ricordi. Non voleva cedere alla nostalgia n lasciarsi andare quindi, seppur a malincuore, distolse gli occhi dal quadro e si avvicin alla grande finestra che dava sul giardino interno. Guard fuori. Nonostante il cielo minacciasse pioggia, quello che trov lo indusse ad aprire la grossa vetrata per lasciar entrare aria fresca e la vita. Inspir a fondo. Rudy, ti far una proposta.
Ai suoi ordini, Milord.
Manda tutti al diavolo e vieni con me a New York la prossima settimana. Qui moriresti prima del tempo.
Si volt verso di lui e lo scrut attentamente. Siete morti qui, tutti morti. Ma non lo capisci? Come fate a vivere cos? Non succede niente in questo posto dimenticato da Dio. Anzi no, ora che ci penso, la morte dei miei genitori avr dato la scossa alla gente gi in citt. Ma fino a quando? 
Scoppi a ridere e si lasci cadere col il suo grosso corpo sul copriletto di seta nocciola teso sul letto. Punt i gomiti sul materasso e si tir su per fissarlo di nuovo. 
Il maggiordomo non fece una piega.
Milord, la ringrazio dell'invito, ma qui sono nato e, ahim, non ho pi l'et per i cambiamenti radicali. E poi, mi trovo bene. La sua famiglia mi ha accolto in casa ormai da cinquant'anni e non potrei lasciarla neanche ora che i suoi genitori, che Dio li abbia in gloria, se ne sono andati.
Sempre ligio al dovere, il nostro guardiano! Lo chiamavano cos i fratelli specialmente quando aveva il compito di riferire alla signora se i figli erano tutti nelle loro stanze per la notte. Il pensiero suscit la risata di Roscoe che subito si alz dal letto e si avvi al bagno. Sulla soglia si volt di nuovo: Dov' la principessa?
Il maggiordomo l'osserv confuso per alcuni istanti prima di ricomporsi e rispondere dopo essersi schiarito la voce: Ehm, il signor Damian  ancora al cantiere. Di solito non rientra prima delle sette, Milord.
Roscoe accolse la notizia annuendo pi per istinto che per vero e proprio interesse. Ok, ora ho bisogno di una doccia. Tagli corto. In bagno  tutto pronto, signore. Se dovesse aver bisogno di qualcosa, mi chiami. 
Rudolph fece per uscire quando la voce di Roscoe lo ferm.
La mia Jaguar, non l'hanno venduta come tutte le mie cose, vero? Magari sar stata benedetta o esorcizzata, ma dimmi che riposa ancora nel garage.
Vide Rudolph reprimere un sorrisetto di genuina soddisfazione: Sissignore, la sua auto  ancora qui. Nessuno l'ha mai pi guidata da quando  partito, Milord.
Che bella notizia! Puoi assicurarti che abbia carburante e che si metta in moto ancora, per favore? Ho intenzione di portare la mia bambina a scaldarsi un po' in citt. Locali notturni? Scambi di coppie, club sadomaso? Dove trovo un po' di vita?
Ehm, Milord, non credo di poterle essere d'aiuto al riguardo. Sinceramente non conosco simili intrattenimenti. Comunque, abbiamo due cinema e un teatro e diversi locali dove poter passare una serata tranquilla a bere con amici.
Buon vecchio e tranquillo Rudolph! La risata proveniente dall'altra stanza mise di buon umore il maggiordomo che scosse la testa ricordando quanto da sempre, il signorino amasse criticare la vita notturna della citt definendola banale e soporifera. Roscoe non era cambiato per niente nonostante gli anni. Era sempre il ribelle della famiglia, ricord il maggiordomo arricciando le labbra in un sorriso paterno, e anche il suo preferito, sempre allegro e attento. A prima vista, avrebbe giurato che le disavventure non avessero intaccato il suo spirito, ma bastava guardarlo negli occhi per osservare che la luce saettante della spensieratezza e della voglia di vivere era scomparsa, lasciando il posto a quella fredda e distante della rabbia. 
Roscoe usc completamente nudo dal bagno per prendere dalla valigia il necessaire per la barba.
Ma andiamo, come cazzo vi divertite qui? No, fermo, non dirmelo, potrei deprimermi ancora di pi. Gi  tanto trovarmi in mezzo al nulla.  meglio lasciare un margine di salvezza per non toccare il fondo ed essere costretto a fuggire prima del tempo, per non suicidarmi. Comunque riconsidera la mia proposta di trasferirti in America. Li conoscerai cose che neanche immagini. Magari potresti trovare anche una donna che ti renda felice. Gli fece l'occhietto sorridendo e torn in bagno. Da l alz la voce e continu:
Ma Rudolph, ti sei mai sposato?
No, Milord.
Mai? Cazzo! Non dirmi che sei ancora vergine!
Ehm... No, signore.
Ah, che spavento! Ottimo, allora perch... ohhhh, non posso crederci? Te ne facevi una a notte quando avevi la libera uscita? Vecchio mandrillo, lo sapevo! Sei un grande, Rudy. Non ti sei fatto infinocchiare con tutte quelle stronzate sul matrimonio, i figli, la casa e tanti saluti all'indipendenza. A proposito, e mia sorella? Ho saputo dai giornali scandalistici che ha divorziato dal cacciatore di dote Hector, Wow! Ma ora, che tu sappia, frequenta qualcuno?
Il maggiordomo continu a schiarirsi la voce. La conversazione stava prendendo una brutta china. Rudolph pativa il disagio e Roscoe si godeva la scena. La signora Gladys, per quel che ne so, non ha un accompagnatore ufficiale. Almeno qui non  entrato nessuno dopo la rottura con il signor Hector Affleck. Milady non si meritava di essere trattata cos, certo ed  stata male, ma per fortuna  acqua passata. E ora questa disgrazia proprio non ci voleva.
Andiamo! Diventer la signora del castello, e glaciale com' non perder certo tempo a spassarsela con qualche uccello. Prevedo tempi cupi. Pensa alla mia proposta, Rudy, se vuoi vivere a lungo.
Lo scroscio della doccia pose fine al dialogo e il maggiordomo usc dopo aver appeso nell'armadio il giaccone e il completo Gucci lasciato a terra con la camicia, vicino alla porta del bagno. 
Milord, la cena sar servita alle otto e trenta nel salone principale. Nel frattempo mi occuper personalmente della sua auto. Sar pronta come lei desidera. disse a voce alta per farsi sentire e usc chiudendosi la porta alle spalle.

3.

Eccola la Scozia. Chiara era arrivata a Blantyre da pochi minuti e gi aveva capito che non sarebbe stata una bella giornata. Aveva dovuto aspettare una buona mezz'ora i bagagli per poi constatare che ne mancava uno. Non poteva crederci, era la prima volta e inorrid quando si accorse dell'entit del danno. Si trattava di un disastro di proporzioni epiche perch le mancava proprio la valigia piccola, quella delle scarpe. Non riusciva a capacitarsi: e ora? Esisteva un negozio di calzature in quell'angolo sperduto della Scozia?
Le formalit burocratiche allo sportello Lost and Found dell'aeroporto le portarono via altri venti minuti buoni. Si precipit all'uscita per fermare un taxi ma nella fretta and a sbattere contro una... montagna? Dio, era un muro vivente i muscoli, e maleducato per giunta! Quel cafone invece di scusarsi per averle fatto cadere la tracolla, la fulmin con lo sguardo allontanandosi e borbottando in inglese. Che gran bastardo!
Chiara raccolse la borsa infilando con una certa energia la spazzola e lo specchietto sparsi a terra, maledicendo in italiano il tipo altissimo e con gli occhi dai riflessi di un mare in tempesta sotto un cielo senza luna, che per una frazione di secondo avevano intercettato il suo sguardo. Lo vide allontanarsi frettolosamente, forse anche lui aveva un taxi da prendere e un orario da rispettare. 
Zoppicava, la montagna. Poteva darsi gli aveva pestato un piede nell'impatto. Magari!
Alz le spalle non curandosi delle conseguenze. In fondo, si trattava solo di un cafone scozzese con un notevole e costosissimo dopobarba o colonia o che accidenti era, che l'aveva inebriata entrandole nelle narici. Almeno l'aroma di tabacco e legno l'avevano distolta per un istante dal pensiero di imprecargli contro. Chiss come sarebbe stato sentirsi addosso una fragranza simile dopo una notte passata a sudare tra le braccia del misterioso gigante...
Chiara sorrise guardandosi attorno. L'ultima cosa che le serviva era arrossire per i pensieri in cui la sua mente depravata si stava crogiolando. Meglio raggiungere il posteggio dei taxi. Nonostante tutto il malumore o brutta giornata che fosse, non le avevano tolto la voglia di fantasticare su sciocchezze. A giudicare dai viaggiatori in fila, avrebbe dovuto aspettare un altro quarto d'ora prima di potersi accaparrare una vettura; l'incontro con il cugino Matthew sarebbe stato rinviato ancora un po'. 
Un'ora dopo, Chiara alz la testa davanti alla villetta in pietra con il tetto spiovente e il giardino colmo di fiori. A dire la verit, tutta la strada era un tripudio di colori: le ginestre e le azalee rallegravano le costruzioni a schiera e inducevano alla calma e al buon umore. Chi viveva in quella strada doveva per forza affrontare la giornata sorridendo. Cosa poteva andare storto in mezzo al giardino dell'Eden? Era come se i problemi del mondo non potessero entrare in quel paradiso floreale a un chilometro dal centro. Chiara suon alla porta e attese. Uno, due minuti. Suo cugino non era in casa. Storse la bocca e arricci le sopracciglia, ecco, ora s che era ripiombata nella tipica giornata di merda. Prese il cellulare e chiam il numero della centrale: Ehm... buongiorno, potrei parlare per favore con il detective Matthew Gleason? domand con la sua ottima pronuncia inglese. Finalmente ci che le avevano sempre detto a scuola di lingue, ovvero che era una delle migliori in fatto di fonetica anglo sassone, si rivelava utile. Quando era venuta in Scozia per le vacanze riusciva il pi delle volte a farsi scambiare per indigena il che la riempiva di soddisfazione.
Non c' niente di pi bello per chi impara una lingua che sfoggiarla sul posto con disinvoltura e padronanza. Avrete molte soddisfazioni, vedrete. La signorina Clara Setti lo diceva sempre in classe e lo faceva con un sorriso pieno d'orgoglio stampato in faccia. Chiara cap ben presto che era la verit, fin dal viaggio dopo il primo liceo. La voce dall'altro capo del filo rispose strappandola ai ricordi: Chi lo desidera?
Sono sua cugina, Chiara Frantoni, grazie.
Attenda in linea, prego.
Rimase in attesa per alcuni minuti. Se avesse fatto il conto di quanto aveva aspettato fino a quel momento, avrebbe dedotto di aver perso una buona parte della giornata a fare nulla. 
Ehi, piccoletta! Tutto bene il viaggio? Scusa, ma ho un'emergenza che richiede la mia presenza al distretto. La voce era sempre la stessa, chiara e cristallina.
Ciao, Matt. S, certo  andato tutto bene a parte che quegli incompetenti della compagnia aerea hanno smarrito un bagaglio. Mi hanno assicurato che lo riavr tra due giorni. Lo spero.
Cazzo, mi dispiace Chiara. Far una telefonata al mio amico Jude della polizia aeroportuale e vedrai che riavrai le tue cose al pi presto. O, porca puttana! Scusa. Sto qui a parlare e non ti ho detto dove trovare la chiave di casa. Che rimbambito! Ok, allora, alla tua destra c' un vaso di rododendri rosa. Accanto, la grata con l'edera. Bene, risalendo all'altezza della vita, metti la mano dietro le foglie. Troverai una piccola fessura del muro con le chiavi dentro. Fai come se fossi a casa tua. Furbo il cuginetto!
Ah, meno male. Pensavo che dovessi aspettarti qui fuori fino al tuo rientro. Ok, grazie. Ma a proposito, quando ritornerai?
B, non so. C' un po' da fare. Sai, con l'incidente aereo e le indagini di routine in corso... facciamo cos. Metti a posto le tue cose, mangia, fatti una doccia, riposati e poi ci vediamo nel pomeriggio verso le cinque alla caffetteria del mio amico Brian. Al The Castle.  facile da trovare, giusto al centro della citt sulla piazza principale. Chiara annu cercando di tenere a mente il nome del bar mentre seguiva le istruzioni di Matthew. Incidente aereo aveva detto. L per l non aveva voluto replicare ma si sarebbe fatta raccontare tutto. Trovata la chiave! Ok, alle cinque al The Castle. Ma come ci arrivo? Hai ancora la mia bici in garage? Sorrise speranzosa. Non vedeva l'ora di risalire in sella alla bicicletta che Matthew le aveva regalato la seconda volta che era andata a trovarlo. Su due ruote, diceva, era pi semplice girare per Blantyre. Non era una citt con molto traffico e lei era abituata a ben altri standard abitando a Roma, quindi era davvero una passeggiata tranquilla pedalare per quelle strade. 
S, certo. La chiave del garage la trovi agganciata dietro la porta. Mi raccomando, stai attenta. Ci vediamo l. Ah, il frigo  ben fornito stavolta. Ciao, a dopo.
Conoscendo il cugino, sapeva che stava sorridendo, poteva scommetterci, e subito dopo la telefonata si interruppe con un click. Aperta la porta Chiara riconobbe il profumo di fresco e di limone a lei familiare. Tutto era come se lo ricordava: l'appartamento aveva un atrio stretto con una grande porta a vetri in stile liberty. La cornice di legno scuro racchiudeva il vetro smerigliato e decorato in smalto da una calla rosa poggiata su un lungo gambo verde attorcigliato in modo innaturale, ma delizioso. Oltre la porta, un piccolo ingresso quadrato si apriva sulle stanze con quattro porte sempre a vetri, ma pi piccole e semplici. Sulla destra c'era la cucina, luminosa e molto funzionale. Ci si poteva trovare tutto l dentro ed era un piacere constatare che, anche nell'appartamento di uno scapolo incallito, trionfasse la comodit e la raffinatezza. Matthew andava pazzo per gli elettrodomestici di marca e non aveva badato a spese quando si era trattato di arredare la stanza in cui praticamente avrebbe vissuto di meno. 
Chiara si era sempre chiesta se quella fosse una mania o un desiderio inconscio di mettere su famiglia finalmente. Come a dire: per il momento cominciamo con la casa e poi penseremo a trovare la futura moglie. Non era affatto un brutto ragazzo, suo cugino, anzi, al contrario. Come si diceva dalle sue parti, Matthew era quel che si definiva un gran bel pezzo di manzo alto centottanta cinque centimetri, tutto muscoli e intelligenza, con quei i capelli spruzzati d'argento che piacevano tanto alle donne. Con tutti quei pregi era strano che ancora non si fosse accasato. Conduceva una vita pericolosa e sregolata come detective della sezione omicidi della zona e si sa quanto fossero poco avvezzi a una vita pantofolaia i poliziotti rudi delle Lowlands. Il pensiero delle improbabili nozze di Matthew, la fece sorridere. Forse era meglio cos per tutti, soprattutto per lei, che avrebbe avuto un posto in cui stare ogni volta che veniva a trovarlo. Pensiero egoista? Poteva darsi, ma sicuramente pratico. 
A sinistra della cucina c'era la sala. Un'ampia stanza con due divani in pelle nera che formavano un angolo retto e al centro un tappeto di seta colorato con disegni geometrici in verde su fondo arancio e cru. Sul lato destro della sala era posto un tavolo quadrato in legno di noce con le sedie che riprendevano, sulla seduta, i colori del tappeto. Un lungo mobile scuro si stendeva per tutta la parete di fronte ai divani. Vi trovavano posto le foto di famiglia, degli amici pi cari e un plasma ultima generazione a trentadue pollici. Lo stereo era chiuso dentro due ante di vetro insieme al lettore dvd. Tutto austero ma in ordine. Suo cugino era un uomo particolare, un vero poliziotto di quelli che non tralasciavano i dettagli nella vita privata proprio come nel lavoro. 
Accanto alla sala c'erano le due camere da letto, ampie, luminose e allegre. Specialmente la sua. S, perch da quando aveva subito la terribile aggressione dieci anni prima a Roma, mentre tornava a casa dopo il lavoro, aveva trovato li, in quella casa, il rifugio perfetto. Matthew le aveva riempito la stanza con mobili scelti da lei per farla sentire a proprio agio, in un ambiente davvero familiare in cui ritrovare la serenit perduta. Da allora, aveva a disposizione il suo spazio almeno due volte l'anno per un mese o poco meno. Quando aveva qualche giorno di ferie o era nel periodo di stasi per il rinnovo del contratto, Chiara tornava in Scozia, che ormai considerava la sua seconda patria. Entr nella sua stanza, fresca e profumata. Ancora una volta ringrazi il cielo per la fortuna di avere un cugino tanto premuroso da farle trovare sempre tutto perfettamente pulito. Si era sempre domandata chi fosse l'angelo di governante che rendeva la casa splendente e quale fosse il compenso richiesto per sopportare le fissazioni di Matthew. L'avrebbe ringraziata personalmente, pens ridendo e appoggi la valigia superstite sulla panca di legno intagliato con motivi floreali. Era posta ai piedi del letto a baldacchino bianco, in tinta con il com e l'armadio a due ante, anch'esso con gli stessi intarsi della panca. Ma la chicca era rappresentata dal secretaire in legno laccato, ricordo della madre. Chiara lo aveva portato con s dopo il fattaccio. Sua madre non c'era gi pi e quell'oggetto, non solo le trasmetteva tranquillit, ma custodiva le sue lettere in uno dei tanti cassetti cos come i ricordi di un periodo meraviglioso. 
Per molto tempo aveva creduto di poter esternare, scrivendo, la paura e la rabbia che le avevano attanagliato il cuore. E ancora, a dir la verit, non se ne era liberata del tutto. Chiara da allora, ogni volta che pensava alla casa del cugino, la vedeva come la sua ncora di salvezza e il cuore le si faceva sempre leggero quando tornava in Scozia.
Ebbe tutto il tempo per un bagno ristoratore e un gustoso spuntino prima di prendere la bicicletta blu e recarsi in centro. Incastr la ruota della bici nella griglia davanti al marciapiede e si avvi all'entrata del pub, il famigerato The Castle. Guard dalla vetrata l'interno del locale. Sembrava affollato. Entr e rimase spiazzata. Non si aspettava un ambiente cos! Al massimo pensava ad un pub vecchio stile scuro e puzzolente di alcol e fumo. Nella caffetteria di Brian Low invece, sembrava di stare in un bar raffinato che tante volte aveva frequentato al quartiere Parioli, a Roma, la sua citt. 
Chiara riemp d'aria i polmoni e s'incammin verso il bancone. Se non avesse trovato suo cugino seduto, avrebbe chiesto informazioni al barman. Una strana sensazione la fece sentire sotto i riflettori: la stavano osservando? Una sorta di prurito alla nuca che le fece pensare di avere un bersaglio piazzato proprio dietro le spalle. L'imbarazzo crebbe quando si accorse che non avvertiva pi il vociare di sottofondo. Con la coda dell'occhio spi alla sua destra e poi a sinistra. Perch tutti la stavano guardando? Abbass la testa e dopo una veloce panoramica si rilass trovandosi in ordine. Aveva indossato un jeans e una giacca di lana che per teneva appoggiata sotto il braccio rivelando cos la maglietta viola, la sua preferita. Si tast i capelli corti sulla nuca: sembravano sistemati anche quelli, pi o meno. Allora, perch la stavano guardando? Imbarazzata arriv al bancone. 
Non farti intimidire. Sono innocui e non li biasimo. Sei una bellissima donna. Comunque, buonasera. Sono tutto tuo. Un moro muscoloso con occhi simili a quelli di un husky siberiano le rivolse un caloroso sorriso che la blocc sul sedile. Chiara guard quegli occhi diamante e ne fu rapita. Cap subito di essere arrossita, ma cavolo, erano la parte pi bella di un uomo che avesse mai visto negli ultimi anni. Cavolo! Dimmi che sono veri!
Brian la guard perplesso. Che? - domand senza capire a cosa si stesse riferendo - Tesoro, sei sicura di sentirti bene? Mi stai fissando come se avessi visto un alieno. Posso darti qualcosa da bere o da mangiare? Chiara batt le palpebre e scoppi a ridere diventando stavolta davvero rossa per la figuraccia.
Scusa,  che hai degli occhi stupendi. Non ho mai visto un paio... ok, scusa. Di solito non mi comporto cos, ma... Forse era meglio chiudere la bocca. Si pass la mano sulla fronte e si volt di lato verso i tavoli da biliardo. Niente, nessuna traccia di Matthew. Se non fosse arrivato subito sarebbe andata a ruota libera con quel tipo e chiss dove poteva arrivare. Raccolse un tovagliolino di carta sul bancone e senza pensarci si sventol cercando di abbassare la temperatura del corpo. Quel tipo aveva l'aria di uno che se la sarebbe spassata alle sue spalle e senza rimorsi per giunta. Non doveva dargli altro vantaggio o ne avrebbe approfittato.
Il barman cerc di non infierire oltre e sorrise. Per farsi perdonare le vers un bicchiere di coca.
Offre la casa. Che posso fare per te? Chiara ringrazi e bevve un sorso. Ho appuntamento qui con mio cugino, Matthew Gleason, lo conosci? Mi ha detto che ci saremmo incontrati alle cinque, ma non lo vedo... Continu a guardarsi in giro. 
E chi non lo conosce? Se ti ha detto le cinque, allora arriver puntuale come un treno ad alta velocit. In quel momento la porta di legno del bar si spalanc e un uomo alto dalle spalle larghe e ben piantato fece il suo ingresso trafelato. Aveva qualche filo grigio in pi sui capelli ma sembrava ancora pi attraente di tanti sbarbatelli impomatati. Punt gli occhi dritti verso il bancone e alz la testa salutando con la mano. Eccolo, che ti dicevo? Brian fece un cenno di risposta con il mento e prosegu: Ehi Matt, da quando si fanno aspettare le belle donne? Amico mio, cominci a perdere colpi. Dovresti uscire pi spesso dal distretto e guardarti in giro o ti ritroverai in pensione a parlare con il cane da trascinare al parco per i bisogni. L'unico che ti rimarr vicino capace di sopportarti.
Allora incontrer anche te al parco, visto che non hai ancora una matta che ti sta dietro, a quanto mi risulta. Matthew gli fece l'occhietto e subito dopo si abbass per baciare sulla guancia Chiara.
La cugina sorrise. Con la sua taglia quarantasei e il suo metro e sessanta di statura non si sentiva propriamente una bella donna. Passabile, piacente al massimo, grazie al collo lungo ereditato dal lato materno e le ciglia folte e nere. Ma bella nel vero senso della parola, proprio no.
Chiara, dimmelo se ti ha importunato. Lo rimetto io al posto suo. Sent di nuovo imporporarsi le guance e bevve un altro sorso di cola prima di rispondere. No, no, sono appena arrivata, non preoccuparti.
Ma smettila! Non ho importunato nessuno. Ora che mi ci fai pensare, se dovessi annoiarti con i suoi modi, fammelo sapere. Ci penser io a farti migliorare la considerazione sugli uomini di Blantyre. Con me, dolcezza, vai sul sicuro. Brian fece l'occhietto a Chiara che decise in quel momento che sarebbe dovuta entrare in quel locale pi spesso. 
Dopo un altro paio di battute spiritose fra i tre, Brian torn serio: So che non puoi parlare delle indagini, ma ci sono novit? Che succede? Il detective indoss la maschera del professionista e si espresse usando un tono ufficiale: Niente di cui possa parlare. Ti dir solo che porter avanti le indagini cos come mi hanno chiesto.  la prassi. Prima di tutto si vaglia ogni possibilit ma non  detto poi che ci sia altro da scoprire. Vedremo. Per ora siamo solo all'inizio.
Brian annu. Ok, grazie Matt. So che farete di tutto per ricostruire i fatti. Certo, il maltempo di questi giorni non ha dato tregua a tutta la zona, quindi... Bene, che ti porto?
Un cappuccino, ma al tavolo per favore. E per Chiara... ah, lei  mia cugina, dovresti ricordartela.
Brian la squadr da capo a piedi come se la vedesse solo in quel momento. In effetti avevano saltato le presentazioni. Lo vide distendere le labbra incorniciate dal pizzetto in un sorriso accattivante:
Chiara? Ma che mi venisse... Sei uno schianto, piccola. Non ti avevo riconosciuto. Anche perch l'ultima volta che ti ho visto risale a due anni fa e di sfuggita, per giunta. Tuo cugino ti teneva nascosta. Scusami, Chiara. Io sono Brian Law e da ora in poi considera la mia caffetteria il tuo posto di ritrovo. Puoi venire quando e con chi vuoi. Non con tuo cugino, per. A lui non faccio sconti. Allung la mano e scoppi a ridere incassando la risposta colorita di Matthew. 
Gli occhi di Brian si accesero di un luccichio malizioso. Quell'uomo era davvero molto sexy, concluse Chiara seguendo il cugino al tavolo e portandosi dietro il bicchiere di cola. Allora, piccola, ho telefonato all'aeroporto e il mio amico mi ha assicurato che domani avrai la tua valigia a casa. L'ho minacciato di non portarlo pi allo stadio gratis con me.
Quando si dice mezzi persuasivi.
Grazie. Mi dispiacerebbe perdere praticamente tutte le mie scarpe e soprattutto il tuo regalo. rispose cantilenando Chiara. All'espressione stupita del cugino, replic facendogli la linguaccia. Con Matthew era sempre cos: risate, divertimento e tanta, tanta dolcezza. Le era stato vicino come un fratello maggiore. L'aveva sostenuta, coccolata, e soprattutto aveva collaborato nelle indagini con la polizia italiana per la cattura del bastardo che l'aveva aggredita nel vicolo dietro all'ospedale. Chiara, dopo il ricovero aveva lasciato l'Italia, la famiglia e il lavoro per un lungo periodo e si era rifugiata in Scozia dai parenti. La zia Morgan, sorella della madre, l'aveva presa sotto la sua ala protettrice considerandola come la figlia mai avuta e sempre sognata. L'aveva invitata a passare la convalescenza da lei. Uscire dall'ambiente e respirare un'altra aria, diceva, le avrebbe fatto senz'altro bene. E poi, suo cugino le sarebbe stata accanto proteggendola da tutto e da tutti. Ci erano voluti tre mesi buoni, ma alla fine Chiara si convinse di poter continuare a vivere. 
Non dovresti vestirti cos, piccola. Vuoi forse far salire la pressione a tutti qui dentro? Matthew ridendo fece il gesto per indicare l'ambiente. Chiara gli rivolse uno sguardo interrogativo e lui continu: Non siamo abituati a donne mediterranee, e quando se ne vede una, non si fa nulla per mascherare la gioia davanti a curve allettanti come le tue. Dovresti indossare un sacco, magari. Chiara lo scrut indecisa se ridere o fargli domande: mediterranea poteva essere un complimento o era solo un modo cortese per dire donna non esattamente leggiadra e esile come quelle a cui siamo ben abituati noi scozzesi?
Il cugino le fece l'occhietto e rise vedendola arrossire. Si divertiva sempre a prenderla in giro. Non devi prendertela, ma  la verit. Una bella figliola non passa mai inosservata da queste parti.
Ok, capito. Ma basta cos o da domani indosser il burka e nessuno potr vedere pi le mie curve. Si abbandon contro lo schienale della sedia ridendo anche lei. Ecco cosa voleva dire passare del tempo con Matthew. Il ricordo della conversazione di poco prima con Brian riemerse facendole aggrottare le sopracciglia: Di che incidente parlavi con Brian? Matthew prese un sorso dalla tazza che la cameriera gli aveva portato al tavolo e raccont per sommi capi la vicenda. I coniugi Mac Talbot erano una famiglia importante e la morte di entrambi si era rivelata un lutto per l'intera citt. Wow, capisco che non sar una cosa semplice. Hai la vena che batte al lato dell'occhio sinistro. C' dell'altro, vero?
Perch dici cos? E che c'entra l'occhio? Il detective si gratt il sopracciglio sinistro.
Perch ti conosco e so che  cos che manifesti la tensione. Tu non pensi sia un incidente, vero?
Matthew fece spallucce incassando la testa.  solo prassi, tutto si risolver in un paio di giorni, dopo il funerale, sicuramente.
Ci sarai anche tu? Al funerale, intendo.
Io e tutta la citt. Preparati, sar l'evento dell'anno. Non capita spesso di ammirare i fratelli Mac Talbot insieme. Ormai non si parla d'altro. Quindi tu verrai con me. Matthew rafforz l'affermazione puntandole l'indice contro.
Uhm, non  che sia granch come appuntamento portarmi a un funerale. Almeno si mangia anche? - Chiara sdrammatizz - Ma andiamo,  un funerale e tu lo stai descrivendo come un evento mondano! Il detective divent serio, come se fosse stato colpito sul vivo: Lo  per la nostra comunit. Ma ora basta parlare di funerali, parliamo di cena, conosco un posto dove, sono sicuro, ti leccherai i baffi.

4.

Gladys fece il suo ingresso nell'ufficio di Damian a testa alta, bella come una dea greca nel suo completo pantalone di lana e seta blu navy e i capelli sciolti e morbidi sulle spalle. Lanci la pochette sul divano con tanta grazia cos come il cappotto cammello. Si piant davanti alla scrivania del fratello con le braccia piegate sui fianchi e spar la notizia: Tuo fratello  arrivato. E mi sono ricordata, appena l'ho visto, il perch tutti viviamo meglio senza di lui. 
Damian la guard e sospir appoggiandosi alla spalliera della poltroncina ergonomica. Si pass le mani sulla faccia e sbuff esasperato: Roscoe  arrivato? Quando, stamattina? E perch non mi hai chiamato? Ti avrei aiutato a gestire la furia nera. In un altro momento avrebbe trattenuto a stento una risata. Amava prendere in giro la sorella, conoscendola. Ma non era quello il momento e inoltre non ne aveva voglia, dopo aver trascorso l'intera mattinata a rispondere al telefono a giornalisti in cerca di notizie e pettegolezzi, e agli avvocati della societ preoccupati per il futuro. Aveva cercato di rassicurare i soci e i collaboratori che non sarebbe cambiato niente e tenuto sotto controllo la borsa confermando che i titoli della compagnia navale Mac Talbot erano ancora saldi. Aveva preso accordi con il catering e con i fiorai per il ricevimento del giorno del funerale. Era distrutto, con il colletto della camicia sbottonato e le maniche arrotolate fino ai gomiti. L'attivit frenetica di quei due interminabili giorni dopo l'incidente lo aveva provato oltre ogni dire. Aveva abbandonato l'aria da impeccabile uomo d'affari che lo contraddistingueva per abbracciare quella disfatta dell'uomo stressato. 
Gladys gett un'occhiata di disapprovazione alla giacca accartocciata sul divano, sicuramente lanciata come aveva fatto lei, e sospirando espresse ad alta voce il suo pensiero: Sei pi simile a lui di quanto pensi! Che tristezza, Damian, davvero. 
La protesta di Damian fu pi un sussurro lamentoso che una vera e propria obiezione. Smettila Gladys, ti prego. Non adesso. Stanco e frustrato appoggi i gomiti sulla scrivania e si prese la testa fra le mani. 
Quell'esclamazione sembr scoperchiare il fragile velo di tolleranza di Gladys: Credi che mi diverta, forse? Sembra che importi solo a me di questa disgrazia! Parlava a raffica gesticolando Evita di farmi pesare che stai facendo tutto il lavoro. Tu sei il burocrate della famiglia, io mi sono dedicata al resto. Cominci l'elenco aiutandosi con le dita Per prima cosa sono stata da Padre Alex e al cimitero per organizzare tutto per dopodomani; poi mi sono occupata del caro Rogers e dei suoi scagnozzi. Per fortuna non ho dovuto faticare molto a convincerlo che avrebbe continuato a guadagnare investendo ancora su di noi.
Damian addolc lo sguardo: Lo so che sei stanca anche tu. Lo siamo tutti.
Tutti tranne Roscoe, che mi sembra fresco come una rosa. Le era sfuggito. Accidenti a lui, quando il pensiero correva alla pecora nera della famiglia, un fiotto di bile le risaliva fino alla gola. Gladys guard bene Damian. Com'era diverso da Roscoe. Nessuno avrebbe detto che erano gemelli, tanto erano diversi nel carattere. L'unica cosa che li accumunava era la stazza, per il resto tanto Roscoe era arrogante quanto Damian comprensivo.
Smettila Gladys, ti prego.  pur sempre nostro fratello. E non pu essere diventato tanto terribile come lo stai descrivendo. Ti comporteresti cos anche tu se avessi passato quello che  toccato a Roscoe vent'anni fa. Non mi sbaglio se dico che hai odiato anche tu nostro padre per molto tempo dopo il divorzio, o no? Damian le rivolse uno sguardo disarmante. Il fratello era il pi tranquillo della famiglia e di certo il pi riflessivo dei tre. Il padre aveva fatto affidamento sulle sue doti diplomatiche per le relazioni con i collaboratori interni e esterni delle Mac Talbot Industry, gli impiegati e le figure politiche locali e nazionali. La sua preparazione, l'aspetto avvenente ed elegante, nonch i suoi modi raffinati, erano considerati un biglietto da visita da non sottovalutare. Dei tre, Damian era il figlio devoto, dimesso, silenzioso, ma negli affari era fermo, puntuale e affidabile. Suo padre si fidava delle sue capacit, anche se non glielo diceva sempre. 
Se avessi le palle di Roscoe, - gli aveva abbaiato contro Arthur dopo aver letto sui giornale delle imprese del figlio negli affari - saresti invincibile e io potrei morire anche oggi senza preoccuparmi della societ. 
Damian si pass una mano sul petto rivelando uno spicchio di pelle tatuata proprio sopra il cuore. Almeno Roscoe  stato coerente fino ad ora. Non puoi biasimarlo se ha scelto di andarsene invece di rimanere a vivere qui all'ombra di pap. Noi invece non abbiamo avuto mai il coraggio di mandarlo a fanculo ogni volta che ci umiliava. Gladys trasal per il turpiloquio e la pelle del viso perse il colorito solito. Nemmeno il rosa pesca del blush usato quella mattina e rinfrescato prima di recarsi alla Mac Talbot Industry riusc a celare il pallore delle guance. Spost la poltroncina e si sedette: Damian, ma che dici? S, l'ho odiato quando mi ha costretto a tornare a casa dopo il fallimento del matrimonio. Non  stato facile convivere con la sua espressione delusa ogni volta che incrociava il mio sguardo. Ma era pur sempre mio padre, l'esempio da seguire negli affari, il mio eroe quando ero una bimba. Pendevo dalle sue labbra ogni volta che mi prendeva sulle ginocchia per raccontarmi la sua giornata a lavoro.
Ma sei cresciuta alla fine, e non lo sopportavi pi neanche tu. Gladys spinse indietro una ciocca bionda e raddrizz la schiena. I suoi occhi scuri si velarono di tristezza mentre le parole le uscivano di bocca quasi incontrollate: Sono cresciuta diventando come mi voleva lui: fredda e distante, ma non ho perso il mio cuore. L'ho solo nascosto per bene. Tanto non  mai interessato a nessuno cosa provo veramente. Il divorzio mi ha fatto passare ancora di pi per una donna insensibile e superficiale, ma non mi divertivo a giocare con il Ken di turno, te lo posso assicurare. Buon Dio, cosa aveva mai detto! La sedia inizi a sembrarle ricoperta di spilli. Gladys non sarebbe riuscita a stare seduta un minuto di pi. Acciuff borsa e cappotto uscendo dall'ufficio per non ascoltare altro, soprattutto quello che usciva dalla propria bocca. Era inaudito che si fosse lasciata andare in quel modo. Si allontan lasciandosi dietro la scia del costosissimo profumo e delle parole pronunciate ad alta voce: La cena  alla solita ora. Non mancare. Devi salutare tuo fratello. Magari, se saremo fortunati, quel bifolco andr a mangiare fuori.
Damian chiuse gli occhi abbandonandosi ad un' imprecazione che ebbe la decenza di non pronunciare ad alta voce solo perch Sophie, la segretaria, era entrata in ufficio:
Giornalisti in linea. Insistono per avere l'esclusiva del funerale. Che rispondo? Vogliono parlare con te, ma ho detto che non sei qui. Per...? Damian sbuff, stavolta senza preoccuparsi di mantenere un atteggiamento compassato. Si alz in piedi con uno scatto e and alla finestra. Con la fronte poggiata al vetro freddo si perse nel paesaggio invernale. Poteva mai ritrovare la calma ormai esaurita?
Continua a rispondere che non sai niente e che non hai ricevuto direttive in merito. E mandali al diavolo. Dio, ma quando avr pace? Espir pesantemente abbassando le spalle. Aspett che la segretaria lo lasciasse solo e prese in mano il telefono. Avrebbe chiamato Brian, l'amico, l'unico che lo avrebbe ascoltato e consigliato. Aveva voglia di sentire la sua voce, di farsi avvolgere da quel tono caldo e sicuro. Si sarebbe beato delle sue parole che ogni volta gli scorrevano sulla pelle lisce come miele, ne aveva bisogno, sentiva di averne una tale necessit da non poter quasi pi respirare. Torn alla scrivania deciso, ma appena un istante dopo rimase con la mano a mezz'aria a guardare i tasti del telefono che non avrebbe pigiato. Non gli sarebbe bastato sentirlo. Voleva vederlo. E per la prima volta realizz, dopo tanto tempo, che aveva bisogno di lui. Ma in modo diverso da come era stato ogni volta che si incontravano. Erano amici da una vita e si erano spalleggiati, rispettati, confortati. Se uno di loro si trovava in difficolt, l'altro c'era, sempre. Era cos da quando avevano otto anni. Si erano allontanati per un lungo periodo, quello in cui Gladys aveva rotto la relazione con Brian. Dopo che lo aveva stanato dall'isolamento Brian, si era buttato a capofitto in una serie di relazioni con varie ragazze del luogo. Come poteva essere diversamente? Aveva sempre avuto successo con le donne: era spiritoso, estroverso, tutto il contrario di ci che era lui, cos serio e compito.
In pi, Brian aveva uno sguardo che abbagliava. Chiunque si imbatteva in lui, rimaneva fulminato e catturato da quegli occhi chiarissimi capaci di scrutarti dentro e mettere a nudo l'anima, come era successo a lui. Dio, quegli occhi! Veniva voglia di lasciarsi sopraffare e perdersi in quel mare di ghiaccio. Basta cos, che cazzo gli stava succedendo? Damian non aveva mai pensato agli occhi di Brian. Perch ora? Perch aveva bisogno di lui, si disse. Solo per questo. Non avrebbe fatto la telefonata, no. Gett un'occhiata sull'Heuer crono. Finalmente era arrivata l'ora di uscire e tornare a casa. Prese giacca e cappotto, chiuse la porta dell'ufficio e marci verso l'ascensore. Fece un cenno a Sophia passando ed usc finalmente. E ora andiamo a salutare il figliol prodigo.
...
.
...
L'orologio a pendolo sopra il camino risuon le venti e trenta e le porte laterali dell'ampia sala da pranzo si aprirono per lasciare entrare i camerieri con le portate. Gladys si era cambiata per l'occasione sfoggiando un tubino verde smeraldo con un giacchino corto adornato con bottoni gioiello di pietre blu. Aveva raccolto la nuvola di capelli biondi in uno chignon fermato con un pettinino incastonato anch'esso da pietre blu cobalto. Nonostante il carattere acido e la serata in famiglia, ci teneva ad apparire impeccabile esaltando sempre e comunque la sua bellezza. Sedeva a tavola vicino a Damian che era il trionfo dell'eleganza maschile, in completo di lana pettinata grigio scuro, camicia bianca e cravatta argento. I capelli biondo rossicci erano tirati indietro in una coda ordinata.
Figurati se ci degna della sua presenza. Ma poi perch mi stupisco? proruppe Gladys dopo aver posato il bicchiere sul tavolo. Direi che possiamo cominciare a mangiare o si fredder tutto. Richiam con la mano la cameriera per incoraggiarla a servire. Damian alz un sopracciglio sentendo i passi avvicinarsi nel corridoio: Aspetta. Sta arrivando. Ti prego di non fare scenate. Vorrei salutarlo e passare con lui una tranquilla serata, se  possibile. Damian si rivolse alla sorella serio e le parl con un tono che non ammetteva insubordinazione di alcun tipo. Gladys sbuff poco elegantemente proprio quando Roscoe fece il suo ingresso in sala. 
Era bello, inguainato in un paio di pantaloni neri e camicia dello stesso colore sbottonata appena sul collo. I capelli neri tirati indietro e lunghi sulle spalle incorniciavano un viso che non aveva niente da invidiare a una divinit pagana. Guardandoli insieme nella stessa stanza, i gemelli Mac Talbot sembravano due facce di una stessa medaglia, L'unica differenza era il colore dei capelli, Damian era biondo, e con gli occhi verdi come la madre, ma il volto e la corporatura erano uguali: tutti e due alti, belli e muscolosi quel tanto che bastava per far sospirare le donne in attesa di uno sguardo, un saluto o un bacio. Uno era la notte, l'altro il giorno. Roscoe si avvicin lentamente verso il tavolo con la sua solita aria di superiorit:
Oh, ma guarda, mio fratello. Come stai Damian? Hai chiuso per bene il cantiere? Non vorremmo che il tesoro della famiglia svanisse nel nulla per una tua negligenza. Gli si fece pi vicino mollandogli una pacca sulle spalle senza abbracciarlo. Il padre gli aveva insegnato che quelle erano dimostrazioni di debolezza. Doveva farsi rispettare e temere come il capofamiglia. Uniti, ma distanti. Roscoe and al suo posto e fece cenno alla cameriera di avvicinarsi. Le chiese un bicchiere di scotch come aperitivo. 
Bentornato, Ros. Ti trovo in forma. Come vanno le cose? Damian sembrava l'unico contento di avere il fratello di nuovo vicino. Gli era mancato in tutti quegli anni e anche se non erano proprio amiconi, il loro legame era sempre stato solido. Almeno fino al giorno in cui Roscoe era uscito di prigione e l'aveva lasciato. Ricordava bene l'ultimo amaro scontro con il fratello. Lo aveva supplicato di non partire. Come poteva dimenticare il tono aspro e ferito e le parole che Roscoe gli rivolse prima di lasciarlo.
Non andare, Ros. Non dice sul serio. Non pensi a mamma? Non pensi a me? Che far ora? il giovane Damian aveva le lacrime agli occhi. Osservava impotente il fratello buttare alla rinfusa le sue cose nella valigia, scuro in volto dopo l'ennesima lite con il padre. Non puoi davvero partire. Dove andrai? Che farai da solo? Ros. Qui hai la famiglia... 
Roscoe sbott ringhiando: Lui mi ha cacciato! Io non mi faccio trattare cos. Sono suo figlio, per dio, non un suo dipendente che pu licenziare perch non lo soddisfa. Lui ha detto che non sono pi ben accetto qui dentro, cazzo! Potr tornare solo quando non ci sar pi. Che mi dici ora, eh fratellino? Ti pare che mio padre mi ami?
No, non lo ha fatto. Sei tu che te ne vuoi andare. Pap ora  arrabbiato, Ros. La condanna, la prigione, non pensi a come si sia sentito? In quel momento Damian prov e vide l'odio dipinto sul volto stravolto del fratello e cap che il loro legame si era spezzato.
Vattene, Esci e lasciami solo. Tu sei come lui - si avvicin pericolosamente spingendolo con forza verso la porta - vattene! Ho chiuso con tutti voi, tutti! Come si  sentito lui? E io? A me chi diavolo ci ha mai pensato in questi sette anni? Vattene, non ho pi voglia delle tue chiacchiere. Vai a frignare da mamma e fatti asciugare le lacrime, principessa. Non ho bisogno di te, non ho bisogno di nessuno di voi! E se ne era andato senza voltarsi. 
Il dolore di quel giorno ancora forte rischiava di diventare impossibile, ora che era seduto vicino a suo fratello che a differenza sua sembrava gestire meglio la situazione. Non riusciva a credere che fossero diventati due estranei. 
Roscoe sorseggi il whiskey lasciandosi servire filetto e patate: La vita  frenetica fuori dal maniero dei Mac Talbot, Damian. Dovresti provare. Ne gioverebbe il tuo colorito. Sei piuttosto pallido, sembri malaticcio. La tua ragazza che ne dice? In tono distaccato aveva lo scopo di ferirlo, ne era sicuro, ma Damian non ci casc, era cresciuto. Non c' la mia ragazza, Ros. E la tua?
Uh, neanche io ho una ragazza, fratellino. Ho scoperto il piacere della poligamia, infatti non mi fermo ad una sola ragazza, ne cambio una alla settimana.
Roscoe lasci che le parole facessero il loro effetto. Nel silenzio assoluto dell'austera sala da pranzo sembrarono pesare come macigni.
Quindi che numero era quella che ti si stava lavorando l'altra sera Ros? Gladys intervenne ostentando disgusto e disprezzo senza per guardarlo in faccia. Vedo che ti ha colpito molto, sorellina. Lei  una delle mie preferite. Ha una bocca che uccide... Dovresti provarla Damian. Scoppi a ridere beandosi dell'espressione scandalizzata della sorella che strabuzz gli occhi fulminandolo con lo sguardo. Stava per rispondergli quando un cellulare squill. Roscoe rispose senza leggere e s'irrigid sentendo la voce all'altro lato. Si alz allontanandosi dagli altri e parl abbassando il tono: S... Sto bene, non preoccuparti. Perch mi hai chiamato? Era brusco e Gladys not la tensione sul suo volto. Sembrava che chiunque fosse all'altro capo del filo, gli procurasse pi che altro fastidio. Roscoe sibil una risposta che per lei non riusc a intercettare. Chi mai poteva essere? Chi aveva il potere di turbare quel gran bastardo di suo fratello? Si rilass vedendolo interrompere la comunicazione velocemente e riporre in tasca il cellulare. Roscoe cambi espressione avvicinandosi al tavolo e riprendendo la conversazione come se non fosse stato interrotto. Dicevamo? Si parlava di donne giusto?
Forse sarebbe stato meglio se fosse rimasto al telefono. Possiamo parlare di altro a tavola? Per favore. Da quando hai dimenticato le buone maniere, Ros? Non ti sopporto davvero. Spero che dopodomani adotterai un altro atteggiamento. Non vorrai scandalizzare la citt con i tuoi modi da yankee di dubbia reputazione.
Non preoccuparti, Gladys. Non ti far sfigurare alla festa macabra che hai organizzato per quei santi dei nostri genitori. La cosa sembrava divertirlo. Gladys torceva in modo talmente violento il tovagliolo che teneva in grembo che avrebbe potuto anche strapparlo.
Roscoe! La sorella alz lo sguardo lasciando la stoffa per far cadere le posate nel piatto. Tutti gli occhi si voltarono dalla sua parte. Gladys inspir a fondo, alz il mento riacquistando l'aplomb consueto. Cominci a parlare con tono piatto e distante, come se quello che stava per dire non la riguardasse. Dopodomani seppelliremo i nostri genitori e lo faremo con la dignit della nostra famiglia. Non mi importa se sei convinto che loro non ti abbiano mai amato. Non mi interessa se ti sembra una farsa inutile e ipocrita. Tu rimarrai al nostro fianco e tratterai tutti con gran rispetto. Altrimenti sar meglio che riparta subito e non ti faccia pi vedere. Spero di essere stata chiara. E ora, se non ti dispiace, vorrei tornare a mangiare.
Il silenzio che segu non era affatto di buon auspicio. Nessuno aveva mai potuto dare ordini a Roscoe e Gladys aveva azzardato parecchio cercando di farlo.
Ho la bellezza di quarant'anni sorellina e da molto tempo ho tagliato il cordone ombelicale che mi teneva legato a questa cazzo di famiglia. Tu vuoi fare la padrona di casa, bene. Fai pure, ma non pensare che io prenda parte alla tua meschina messa in scena solo per presentare al mondo il quadretto della perfetta famiglia scozzese, unita nel dolore. No, cazzo, proprio no. Il tono di Roscoe era serafico come se stesse parlando della vita di qualcun altro e di seppellire persone che non erano i suoi genitori.
Sono venuto qui solo per l'eredit. Lo sai tu, lo sa lui, lo sanno tutti. Non verser lacrime e ti consiglio di fare altrettanto. Nessuno ti crederebbe, Gladys. E tu? - si volto vers il gemello - Cristo, Damian, sei ancora cos silenzioso come quando eravamo piccoli? Cos', sei passato dalle sottane di mamma a quelle di nostra sorella? Ami nasconderti per non prendere una posizione? Ahh, cazzo! Sei sempre lo stesso,  inutile.
Ros, ora basta. Il tuo risentimento per il vecchio  cosa nota - finalmente Damian prese la parola pulendosi con il tovagliolo l'angolo destro della bocca. Sollev lo sguardo sul fratello e continu - ma qui dobbiamo salvare le apparenze. Siamo in Scozia, non in America. Ci conoscono tutti e tutti si aspettano molto da noi. Il tuo atteggiamento non sar altro che mangime per gli avvoltoi vestiti da giornalisti che non vedono l'ora di sguazzare nel fango della nostra famiglia per tirar fuori un articolo succulento per i lettori beceri a caccia di stronzate con le quali riempire una vita inutile e vuota. Non puoi volere questo. Per quanto tu possa odiare la nostra famiglia, non puoi farci questo. Cazzo, tu partirai. Te ne tornerai alla tua vita e affogherai nel luccichio dei diamanti, ma noi? Pensa anche a noi ogni tanto. 
Damian guard il fratello. Non lo aveva mai affrontato con tanta veemenza, e fare quel discorso gli stava costando un arrossamento alle orecchie e relativo martellamento del cuore nella cassa toracica, ma la consapevolezza di vivere un nuovo scandalo dovuto stavolta all'egoismo di uno di loro gli fece trovare il coraggio. In fondo erano gemelli e, sebbene lui fosse pi gentile d'aspetto e calmo di carattere, erano identici, forti, onesti, leali. 
Roscoe aggrott le sopracciglia. Sembr valutare le sue parole. Strinse gli occhi e si alz dalla tavola portandosi dietro il bicchiere: Hai perfettamente ragione, ma sai una cosa? Non me ne frega un cazzo della vostra gente. E se hanno bisogno di movimentare la loro vita con un sano e piccante pettegolezzo della nostra famiglia, che male c'? Anche i villici hanno bisogno ogni tanto di divertirsi. 
Non sei divertente. Ci saranno anche le persone che contano, amici di pap e nostri soci. Nessuno dice a te come sbrigare gli affari. Vorrei non lo facessi neanche tu. Gladys incroci lo sguardo del fratello e lo sostenne. Quella donna aveva fatto della fermezza il biglietto da visita per il lavoro e ne andava fiera poich si faceva rispettare. Era considerata un osso duro al pari del padre e Roscoe lo sapeva, sebbene gli dispiacesse ammetterlo, in fondo provava qualcosa di molto simile al rispetto per lei, anche se non lo avrebbe mai ammesso. Fu lui a guardare altrove fissando il bicchiere vuoto, pronto per essere riempito di nuovo. Si avvicin al bar e Damian osserv l'andatura incerta. Di solito Roscoe riusciva a mascherare bene l'handicap rendendolo quasi invisibile, anche con un incedere sensuale alle volte, a detta della maggior parte delle donne incontrate. Ma il fratello non voleva essere affascinato da lui, quindi cap la realt e si adombr: Come stai? Pensavo che in tutti questi anni avessi risolto... Fece un cenno con la testa indicando la gamba fonte del problema.
L'altro abbass lo sguardo sul ginocchio offeso anni prima sbuffando una specie di risata che risult alquanto amara. Non gli piaceva affrontare il discorso con nessuno, neanche con s stesso. Voleva solo dimenticare: Non preoccuparti per me, non  necessario. Anche cos riesco a scoparmi molte pi donne di te. Quindi va tutto bene. Sfoggi un sorriso che non arriv agli occhi. 
Credo che andr a leggere qualcosa in biblioteca. Tutto andr meglio che continuare ad assistere allo sfoggio di boria di un uomo che, da quanto ho capito, non riesce a tenere l'affare dentro le mutande per pi di un giorno. Gladys abbandon il tovagliolo sul tavolo, si alz stizzita e and alla porta superando i gemelli senza rinunciare per all'ultima parola. Mi domando come farai in questo posto. Non deprimerti, mi raccomando. Non amo le lagne. 
Roscoe rise stavolta di gusto: Te lo racconter domattina, cara. Ho giusto l'intenzione di farmi un giro in citt. Mi puoi consigliare il club che frequenti?
Gladys assunse un colorito simile al violaceo: Ti odio! alz la voce restando ferma accanto alla porta. Se gli occhi fossero stati raggi laser, di Roscoe sarebbe rimasto poco. Damian li raggiunse interponendosi tra loro. Fosse stato per lui li avrebbe lasciati azzannare e si sarebbe goduto lo spettacolo. Ne aveva piene le scatole di quel disprezzo gratuito e fuori luogo, e forse non sarebbe stata una cattiva idea andarsene e raccogliere le ceneri l'indomani. In fondo se lo meritavano. Invece spinse via con garbo la sorella accompagnandola in biblioteca. Torn indietro dopo aver ordinato alla cameriera di servire il caff nell'altra stanza e affront il fratello: Sei qui perch  giusto. Non voglio aggiungere altro. Sono stanco anch'io e come te non vedo l'ora che passi dopodomani. Ma cerchiamo di limitare i danni se ci riusciamo. Ah, dimenticavo, il notaio, Mr. Randal, verr qui venerd per il testamento. 
Lo guard E anche tu rientrerai ufficialmente nella famiglia e ti dividerai con noi la famigerata eredit dei Mac Talbot.
Tenetevi pure tutto. A me interessa solo l'anello. Ribatt secco Roscoe.
L'anello?
L'anello del nonno. Spetta a me e lo voglio. Il resto ve lo lascio, ma l'anello no,  mio.
Damian strinse gli occhi e lo studi: Ma quell'anello non esiste. Io non l'ho pi visto da anni. Sei sicuro che ci sia davvero?
Certo che c'. Il vecchio lo custod per darmelo a ventuno anni. Ma sappiamo tutti cosa successe. Il caro paparino me lo neg dicendomi forte e chiaro che il nonno non avrebbe gradito che un poco di buono come me lo avesse anche se mi spettava di diritto. Aggiunse che avrei dovuto passare sul suo cadavere per impossessarmene. Ora il cadavere c', quindi...Voglio l'anello. Roscoe sorrise alzandosi dopo aver sollevato il bicchiere di whiskey. Bevve fino all'ultima goccia e soddisfatto si asciug la bocca. Si erano ormai detti tutto per quella sera.
Se lo dici tu, Roscoe...
Certo Tagli corto il maggiore. Prese la giacca e se ne and lasciando il fratello solo nel salone. 
       
5.

Fortunatamente il tempo ebbe piet dei parenti, dei conoscenti e dei curiosi che affollavano l'angolo del cimitero di Blantyre dove si ergeva, simile a un tempio pagano, la cappella di famiglia. Le colonne doriche in marmo bianco svettavano alte quasi a sfidare l'autorit indiscussa del Padreterno richiamandone su di esse l'attenzione. L, sulla terra, in quell'angolo di mondo i padroni erano loro, i Mac Talbot. Pertanto, nessuno trovava sconveniente o empia la costruzione di un edificio come quello, un Partenone in miniatura che rievocasse la potenza della famiglia. 
Dentro vi era racchiusa la storia del piccolo centro scozzese attraverso le tombe dei Mac Talbot passati a miglior vita, abbellite da azalee bianche e rosa che rendevano la pietra e il marmo meno austeri e freddi. Chiara scese dalla Mini Minor blu con il tettuccio crema del cugino e si avventur al suo fianco lungo il viale alberato. Ecco cosa intendeva Matthew quella mattina uscendo da casa: Non aspettarti il solito funerale. Sar un evento, quindi non scandalizzarti. Non capita spesso che la citt balzi all'apice dell'importanza mediatica. Si tratter di uno spettacolo senza precedenti, fidati.
Chiara lo aveva giudicato il solito esagerato. Figurati, - lo aveva zittito - non credo sia tanto diverso da un funerale di gente famosa in una grande citt. Dimentichi da dove vengo, cugino? Ma era bastata un'occhiata al camposanto per afferrare esattamente il concetto. Era un piccolo cimitero ordinato e pieno di verde. Alcune tombe erano a terra, le pi antiche probabilmente, altre dovevano essere custodite nelle cappelle. Era tutto cos diverso dai paesaggi italiani, sembrava di stare dentro una piccola e perfetta cartolina illustrata, se non fosse stato per il cielo grigio e il freddo pungente. 
Benvenuta alla fiera della vanit, cugina. Matthew la prese sottobraccio e insieme si avviarono verso l'ingresso della cappella di famiglia dove erano gi riuniti i primi avventori. Si fermarono poco distante da un gruppo, sulla sinistra del settore riservato ai conoscenti e gi assiepato da reporter e fotografi. Non molti, per la verit; a Matthew non sfugg che doveva aver funzionato a dovere la scrematura capillare e implacabile della famiglia. 
Erano presenti tutte le figure politiche e importanti della comunit: il sindaco e la giunta al completo, i vari assessori e consiglieri che il defunto Arthur aveva aiutato nella scalata al seggio. Erano presenti i capi delle industrie pi in vista dello stato e partners della Mac Talbot Industries. Gli amici dei defunti superavano di gran lunga in numero dei parenti compresi i figli. Matthew si pieg su di lei e le sussurr leggermente per raggiungere all'orecchio. Chiara, guarda quei tipi laggi, sono i figli. Vedi, la bionda stupenda con il cappello nero e gli occhiali scuri, l sulla destra della colonna d'entrata? Si tratta di Gladys, e i due pilastri umani ai suoi lati sono i gemelli. Damian  il biondo rossiccio con la coda che sembra un vichingo, e Roscoe, il cristone con i capelli scuri. Lui non vive qui.  tornato per l'occasione. Poi c'... Chiara gli afferr il braccio costringendolo ad abbassarsi ancora di pi. Non era colpa sua se era alta solo un metro e sessanta: Brian, quello  Brian Law, giusto Matt? 
Un tipo che non si pu scordare, eh? Fin da piccolo  stato una specie di membro onorario della famiglia, l'amico fedele di tutti e tre i rampolli reali. Qualche tempo fa credevamo che riuscisse a impalmare Gladys, ma la storia tra loro non fin bene. 
Chiara acu lo sguardo e osserv con pi attenzione Brian. Per stazza avrebbe potuto benissimo essere un Mac Talbot, ma i suoi occhi, che sembravano tagliati nel ghiaccio, erano qualcosa di singolare, sembravano in grado di scavare dentro. Era bello, ed era bella anche Gladys. Chiss cosa non era andato fra quei due. La voce di Matthew la risvegli: Per Brian continua ad essere l'amico fidato di sempre. I gemelli gli sono rimasti vicini considerandolo come un fratello minore, soprattutto dopo che la principessa del castello aveva sposato un arrivista del posto.
Sembravano proprio i quattro moschettieri, fermi all'entrata della tomba di famiglia. Chiara si sent turbata. I tre fratelli emanavano un'aura di elegante distacco, che lasciava gli altri in soggezione. Le tornarono in mente le immagini delle divinit greche costrette a scendere sulla terra solo per compiacere i sudditi. Una fugace apparizione che celava l'ansia di ritornare sull'Olimpo e staccarsi da tutto ci che loro consideravano volgare e contaminante. La donna bionda era davvero affascinante, avvolta in una mantella nera che sembrava morbidissima anche da lontano. Lana senz'altro, e di ottima fattura. Al collo un sontuoso abbraccio di volpe argentata doveva assicurare il giusto tepore in un pomeriggio cos freddo. Sotto la mantella Chiara not il tubino anch'esso nero lungo al ginocchio. Gladys era davvero una donna stupenda e aveva un fisico che era l'opposto del suo. Se una come Gladys fosse balzata dalla taglia quarantadue alla quarantasei, si sarebbe gettata da una torre a testa in gi. Come aveva fatto Brian a lasciarsela scappare? Gli uomini! La risposta si accese fulminea nella mente prepotente. Tutti uguali! Delle volte erano in grado di lasciarsi scappare le migliori occasioni accecati dalla loro stupidit. Sospir: chi era lei per dirlo? In fondo, non aveva esperienza in merito e la relazione con Luca di qualche anno prima non poteva considerarsi buona a tal punto da renderla un'esperta e pronta a stilare una classifica. Un brivido le si arrampic su per le gambe e non fu per il freddo. Di colpo le tornarono in mente le immagini crudeli e assurde di una notte di tanti anni prima. Quella notte. Probabilmente sussult, come le accadeva spesso e come sempre tocc al cugino tranquillizzarla. Matthew infatti le strinse il gomito con forza. I due si guardarono: Sto bene, sto bene.  solo un brivido di freddo lo rassicur sforzandosi di sorridere, cercando di sembrare il pi possibile credibile. Non poteva permettere che il passato venisse fuori e la sopraffacesse. No. Aveva lavorato tanto per controllare le sue emozioni. Con forza di volont le richiuse in un cassetto in fondo alla mente e fu in grado di affrontare il presente stampandosi un sorriso tirato sul viso. Matthew annu e insieme avanzarono verso gli altri. 
Chiara torn con lo sguardo ai formidabili quattro, che erano comunque un'ottima fonte di distrazione, attratta da una calamita invisibile, specialmente dai gemelli. Era impossibile ignorarli. Belli e austeri nei completi di circostanza: entrambi in doppio petto nero di lana con pantalone con risvolto. Classico, not, ma estremante azzeccato per l'evento. Tutti e due indossavano occhiali da sole e mentre il biondo aveva i capelli raccolti in una coda bassa dietro la nuca, l'altro sembrava davvero un Highlander, e Chiara lo immagin fermo sulla collina sopra il cimitero, il viso dipinto con i colori del castello e incorniciato da ciocche nere ribelli, mosse dal vento. In piedi, con la falce in mano pregna del sangue dei nemici e mostrata al volgo con orgoglio. Lui, il padrone del maniero, il Ma'istyr di un'epoca passata, lontana. Lui, fiero nel suo kilt da battaglia e i calzari sporchi di fango e polvere... Wow, il kilt! Ma poi era vera la diceria secondo la quale gli scozzesi non indossavano altro sotto quella gonna virile? Chiara torn al presente e abbass la testa sentendosi avvampare. E che cavolo! Non era certo quello il luogo adatto per simili pensieri, si rimprover. 
Il cugino richiam la sua attenzione con un colpetto di gomito Vedi quell'uomo l, dietro alla signora in grigio? Quello alto e ben piazzato con i capelli corti e l'abito antracite? - Matthew indic con un cenno del capo in direzione del soggetto in questione - beh, quello  l'ex marito di Gladys, l'uomo che ha suscitato le invidie di tutti in citt. Ora per  tornato uno dei tanti dopo aver perso lo scettro di principe consorte. Buffa la vita, eh? Il sorriso che accompagn il discorso nascondeva un non so che di soddisfazione, come tutti del resto in citt. Giustizia era fatta.
Gladys era una donna giovane, bellissima che aveva affollato i sogni di pi di un cittadino maggiorenne. A dirla tutta, ora che la osservava, gustando le gambe lunghe e affusolate avvolte nei collant neri velati, Matthew non pot negare di averli avuti anche lui. Non era immune al fascino della bella signora tanto che per la prima volta si sent a disagio. Imprec a bassa voce stringendosi dentro al cappotto per nascondere l'erezione inaspettata e irriverente che premeva nei pantaloni. Matthew si spost sperando di per ritrovare al pi presto la freddezza necessaria. Ramment il perch della sua presenza l e la cosa parve funzionare. In fondo, era andato al funerale non solo perch conosceva la famiglia, ma soprattutto per osservare e scoprire qualsiasi dettaglio utile alle indagini dell'incidente. 

Roscoe alz la testa sulla piccola folla riunita soltanto dopo che Padre Alex impart la benedizione finale disturbato dal cigolio delle casse che lentamente entravano nei loculi slittando su mini rotaie. Non gliene fregava un emerito cazzo di chi fosse venuto a leccare il culo quel giorno. Potevano andare tutti al diavolo, per quanto lo riguardava. Quando incroci lo sguardo della donna in piedi poco distante da lui, tuttavia, qualcosa attir la sua attenzione. Sollev impercettibilmente un sopracciglio sotto i Police scuri. Era lei, senza alcun dubbio. Rimase fermo ad osservarla rendendosi subito conto di quanto il tempo fosse stato clemente Anzi, pens, Rose era pi bella ora di come la ricordasse. Il corpo era ancora snello e le forme non sembravano aver subito cambiamenti.
Sebbene nascosto da un abito di circostanza, Roscoe giur che il seno fosse ancora alto e sodo come la prima volta che lo aveva toccato, strizzato, mordicchiato nelle sommit godendo dei suoi gemiti. Quando chiuse gli occhi un ricordo ormai lontano torn prorompente alla mente e il tempo si ferm al loro primo incontro.
Rose slacci il bottone sul fianco e l'abito si apr in un attimo scivolando a terra mollemente rivelando quello che i suoi occhi sognavano di conoscere da tempo. Roscoe la divor con lo sguardo e il respiro gli si mozz in gola quando Rose assecond il suo desiderio in un modo che non si aspettava di certo. La voce era flautata: Cosa ci vuole per farti scaldare? 
E lui innocentemente rispose: Vorrei prima conoscerti, sapere tutto di te... Rose gli prese la mano e fissandolo negli occhi, se la port addosso. Il giovane rimase interdetto, non si aspettava una resa tanto veloce. Ci che visse quella sera fu una delle esperienze pi incredibili: assapor con la mano stretta in quella della donna la dolcezza del viso, le guance morbide e le labbra turgide leggermente socchiuse. Tracci i contorni del collo e le spalle seriche e lisce come porcellana. Sentiva di doversi ritirare, ma non poteva. Rose guidava i suoi movimenti e quando sfior un seno con la mano, fu travolto da una miriade di sensazioni che gli resero l'uccello duro e dolorante. Roscoe gemette davanti al capezzolo e tenne a bada la brama di mordere e succhiare il bocciolo roseo. Lo studio prosegu e la mano scese tremante sul ventre, rote attorno all'ombelico, raggiunse guidata il pube nascosto dietro un morbido cespuglio di riccioli neri, e si inoltr tra le cosce tornite. Roscoe abbass lo sguardo estasiato e incredulo. Ci che prov in quel viaggio assurdo e meraviglioso, tutte le sensazioni che visse perlustrando quel corpo celestiale, erano frutto della sua lussuria. E quando un dito entr nella vagina, spinto e incoraggiato da lei, rischi di perdere la ragione e si sent mancare. Lo consider un bel modo di morire dopo tutto. 
Ecco, ora mi conosci... sussurr lei tenendosi ancorata alla sua mano. Il respiro veloce la stava tradendo e i movimenti del corpo non potevano essere fraintesi. Ora... cos continua... s...
Roscoe si lasci guidare dai suoi sospiri e dalla sua mano spingendosi pi a fondo dentro di lei con due dita. La voleva anche se non avrebbe dovuto. Rose, una donna sposata, ma tanto bella e desiderosa di essere amata. La desiderava fin dal primo incontro e ora era nelle sue mani. 
Continu a torturarla e a penetrarla con le dita. Sapeva che se non si fosse fermato subito, non lo avrebbe fatto pi, ma il linguaggio del corpo era inequivocabile: anche lei lo voleva e si dava a quelle dita come se non avesse mai conosciuto niente di meglio prima. Un terzo dito la riemp per allargarla meglio. Era pronta, lo sentiva dagli umori che lubrificavano il movimento rendendolo fluido e veloce, lo sentiva dai gemiti sempre pi forti; lo vedeva dagli occhi, annebbiati dal piacere crescente, lo avvertiva dalle piccole contrazioni del canale caldo stretto intorno alla sua mano. Lo sent in tutta la sua forza appena cal il pollice sul clitoride gonfio, massaggiandolo senza piet. Rose grid inarcandosi verso di lui e godette travolta dall'orgasmo...
Mi dispiace per i tuoi genitori... La voce di Rose lo riport bruscamente al presente. Roscoe le strinse la mano fissandola negli occhi belli come sempre, seppur celati sotto un paio di grandi lenti scure. Il suo mare calmo, cos li aveva sempre definiti ogni volta dopo aver fatto l'amore. La lasci andare senza rispondere e pass oltre. In fondo quello era il passato, triste, buio, terribile passato. La mano di Damian stretta sulla spalla lo fece voltare. Il fratello gli indic con un cenno della testa Gladys, visibilmente nervosa data la vicinanza dell'ex marito. Dovevano intervenire.
Gladys stava andando nel panico e non era da lei. Aveva sperato che Hector Affleck, il bastardo, non avrebbe avuto il coraggio di darle le condoglianze, ma lo vedeva avvicinarsi lentamente sicuramente per umiliarla ancora una volta. Non doveva succedere! I fratelli, superando il resto della folla di curiosi, la raggiunsero, l'affiancarono e come abili e temibili guardie del corpo la scortarono alla limo di famiglia parcheggiata lungo il viale. 
Chiara osserv la scena con attenzione. Sembrava l'ennesima dimostrazione di arroganza. Ma chi si credevano di essere questi Mac Talbot? Snobbavano gli altri anche nel momento del dolore? Che gente i ricchi! 
D'un tratto l'attenzione fu sviata altrove. Chiara avvert il profumo di tabacco e legno e giur di averlo gi sentito in precedenza. Si volt curiosa, ma non vide nessuno di familiare. Eppure quel profumo...

6.

Il giardino era pieno di auto di ogni tipo e cilindrata e il chiacchiericcio scomposto e intenso degli autisti e delle persone invitate al ricevimento di cordoglio riempiva lo spazio del lungo viale alberato. Nelle giornate invernali era solo il vento a farla da padrone modulando e componendo la sonata tra le foglie e i rami. 
La grande sala accoglieva tutti come ai bei tempi e l'incontro era pur sempre un appuntamento mondano. Lo sfarzo dei velluti delle tende, dei divani e degli arazzi alle pareti conferiva alla riunione lo stesso aspetto solenne e elegante dei balli di corte. Il colore predominante era il verde salvia di tanto in tanto arricchito e illuminato da ricami e intarsi dorati. Chiara entr al braccio del cugino e subito si ritrov catapultata in un'epoca lontana, quella in cui le coppie venivano annunciate in pompa magna del maggiordomo per essere introdotte alla festa. L'idea non le parve poi inverosimile, e per essere sicura che non stava sognando, si guard il vestito di lana al ginocchio. Non si era magicamente trasformato in uno lungo pieno di perle e fronzoli inutili. Che sciocca. 
Rest a bocca aperta: al castello tutto era proporzionato alla maestosit dell'edificio. Il camino al centro della parete opposta all'entrata era grande, in pietra scura, ravvivato da una fiamma scoppiettante e allegra incastonata al centro di una cornice di marmo verdastro. Sopra al camino, sfolgorante dei colori dell'antico clan dei Mac Talbot, brillava enorme lo stemma di famiglia: uno scudo verde e blu sorretto da un leone rampante a destra e da un lupo in piedi fermo sulle zampe posteriori, a sinistra. Due cariatidi delimitavano l'immagine impreziosendola e rendendola ancora pi maestosa. 
Benvenuta nella tana del lupo, cugina. La voce calda di Matthew spezz l'incantesimo. Il cugino le porse un bicchiere di brandy e una tartina presa dal vassoio del cameriere pi vicino. Entrare nel mondo magico dei Mac Talbot ha fatto la stessa impressione anche a me la prima volta, qualche anno fa. Chiara non credeva ai propri occhi: Certo, sembra essere tornati indietro nei secoli. Wow!  la prima volta che mi trovo in una reggia ancora abitata. Cavoli! Hai visto le tende e i quadri, e gli arabeschi? Che sfarzo. Hai visto le armature lungo il corridoio? Chiara reagiva come una bambina nel bel mezzo di un Luna Park. Pensa ad Halloween e ai film dell'orrore e poi dimmi se non rabbrividisci al pensiero di vivere qui. Ma come fanno? Chiara alz lo sguardo accennando agli ospiti, i magnifici padroni di casa che intrattenevano gli invitati con strette di mano e scambi di parole di circostanza. Era evidente dalle espressioni del volto e la rigidit della postura non poteva trattarsi che di atto di pura formalit e poco interesse, ci avrebbe scommesso. 
Piccola, ti lascio un attimo alle tue fantasie. L'istinto investigativo  sempre sveglio e mi dice che sar bene darmi da fare se voglio chiudere al pi presto l'indagine sull'incidente. Non ti perdere, mi raccomando. Il castello  davvero grande. Torno subito. il detective Gleason la salut con un sorriso e si allontan per raggiungere il maggiordomo fermo sulla porta. Quando si trattava di recuperare notizie e pettegolezzi sul padrone di casa si puntava sempre alla servit: gli occhi ciechi e le orecchie sorde della famiglia, ma la bocca se ben diretta rappresentava una fonte inesauribile di notizie dettagliate e utili. L'onnipresente e instancabile Rudolph dall'alto della sua decennale esperienza guidava i camerieri come un direttore la sua orchestra; tutti in livrea e inamidati, pronti a correre su e gi tra le cucine e il salone delle cerimonie. Come va? Sent il tono professionale nella voce del cugino. 
Buonasera detective. Sono qui come sempre. Rispose gentilmente il maggiordomo abbassando la testa in segno di saluto. Rudolph, possiamo scambiare due chiacchiere? 
I due si appartarono e Chiara ritorn alla festa. La sua attenzione fu calamitata da uno dei padroni di casa. A dire il vero, sembrava il solo padrone di casa: l'Highlander bruno il quale, seppur annoiato, era pur sempre un bel vedere tanto era notevole. Qualcosa al centro della sala lo stava interessando, ma cosa? Chiara fece un paio di passi in avanti per non perderlo di vista e continuare a godere meglio di quell'avvenenza cos prepotente. Emanava un fascino selvaggio. Quel Mac Talbot aveva l'aria di uno che sapeva il fatto suo, uno che prendeva e basta, tanto pi se si trattava di donne. Come sarebbe stato essere stretta da quelle braccia possenti? 
Punt di nuovo gli occhi su di lui. Era accerchiato da tre uomini tutti pi anziani. Si intuiva benissimo dall'espressione del viso che avrebbe voluto evitarli e invece, per amore delle convenzioni, si sorbiva la loro compagnia. Che strano, sembrava quasi indispettito che tutti gli porgessero le condoglianze, come se il lutto non lo riguardasse. Che andasse al diavolo, lui e la sua rozza arroganza. Era arrivato il momento di scoprire qualche dettaglio pi importante sul castello. In fondo non le capitava spesso di passare una serata mondana in compagnia dell'aristocrazia scozzese. Meglio approfittare. Dopo aver agguantato un vol au vent da un vassoio, Chiara si rifugi nell'angolo opposto al camino. In penombra, oltre il pesante tendaggio not che nella stanza attigua campeggiava appeso un arazzo. Eccolo, ma non posso crederci! O mio Dio! Con la mano premuta sulla bocca Chiara soffoc un gridolino di sorpresa nel vedere il ritratto di un uomo tanto simile al guerriero immaginato durante la cerimonia al cimitero. Era impressionante quanto l'antico scozzese immortalato con tanto di kilt, somigliasse in modo impressionante al rozzo Mac Talbot. Si sofferm sui particolari dell'abito del tempo; i capelli straordinariamente simili e scompigliati da un vento immaginario imprigionato nei colori intessuti, incorniciavano un viso davvero elegante nella sua mascolinit. Chiara sorrise accarezzando con lo sguardo le labbra pronunciate, gli zigomi alti, il naso dritto e aquilino e gli occhi, scuri e fieri... 
Ma, un momento! O cavolo! Che strano. Chiara rimase senza parole. Dove aveva gi visto quello sguardo? Ci volle poco per ricordare. Non ci poteva credere, se il ritratto era l'immagine sputata dell'uomo nel salone, allora voleva dire che era proprio lui la montagna contro la quale si era scontrata all'aeroporto al suo arrivo in Scozia. Un calore simile a una fiamma le risal dal petto al viso. Non restava che averne la prova. Decisa a scoprirlo, rientr nel salone.
...
.
...
Posso chiederti per favore di non lasciar trasparire la tua ostilit e il disprezzo almeno fino a quando il sindaco e la maggior parte degli invitati non saranno andati via? Mi sembra che stia facendo abbastanza per attirarti addosso gli sguardi curiosi di tutti. E ci sono i giornalisti per giunta. Oh, ma che parlo a fare? Da quando te ne sei andato, sembra che ti sia dimenticato le buone maniere! La voce di Gladys fu come un sibilo tagliente vicino alla spalla del fratello. E contieniti, Ros, quanto diavolo hai bevuto? Da quando siamo qui ti ho visto sempre la mano occupata dal bicchiere. Lui si volt a guardarla, ma ci che le mostr fu solo un sorriso in grado di gelare l'equatore. Gladys, lasciami in pace, ok? E continua a sorridere e a mostrare il tuo lato migliore per le foto. Non si sa mai. La sorella sospir spazientita, ma pur sempre impeccabile. Tutto si poteva dire della signora Mac Talbot, ma sicuramente nessuno avrebbe mai potuto fare un appunto sulla mancanza di eleganza nella vita come negli affari, e non solo per via del suo gusto in fatto di abiti. Tutto era curato in lei: lo sguardo, i gesti, l'espressione del viso. La lady di ferro era tanto amata quanto temuta, sia a lavoro che in societ, ma era anche irraggiungibile come una sacra sacerdotessa greca, e nessuno doveva dimenticarlo, mai. Ti sta mangiando con gli occhi. Il tono divent ancora pi brusco. Ci che stava vedendo non le piaceva affatto e non capiva perch il fratello se ne stesse l a fissare quella donna che tanto l'aveva fatto soffrire in giovent. Ma noto che non ti dispiace.
Te lo ripeto, sorellina, devi farti gli affari tuoi. ripet Roscoe con la calma tipica degli arroganti.
Rose era l, seduta su uno dei divani nella stanza con le lunghe gambe accavallate e il bicchiere stretto tra le dita sottili. Lo stava fissando con quegli occhi che tanto tempo prima lo avevano stregato. La vibrazione del cellulare gli strapp un'imprecazione che fece sussultare sua sorella. Prima di sentire la sfuriata di Gladys, Roscoe si allontan per rispondere alla chiamata: Ti avevo detto di non chiamarmi oggi. Che c', qualche novit sulla proposta della nuova acquisizione? No, e allora, cazzo... si rese conto di aver alzato la voce, si guard intorno per individuare una via di fuga. La finestra sembrava il luogo ideale per un po' di privacy. A quel punto us un tono pi tranquillo e basso. Sto bene, s, ma ora lasciami in pace. Sono al funerale dei miei genitori. Non voglio essere disturbato. Ah, aspetta! Solo se Roger Finley firmer, solo allora chiamami e in quel caso non curarti dell'ora. Interruppe la comunicazione senza salutare, come faceva sempre. In fondo era lui il presidente della Mac Talbot Diamonds Corporation NYC, quindi non doveva niente a nessuno. Si volt, in tempo per sorprendere Rose: lo stava divorando con gli occhi. Qualcosa molto simile a un fuoco bruciava ancora sotto la cenere, non poteva essere altrimenti. Rispose alzando il bicchiere in segno di saluto e bevve un sorso generoso di brandy. 
Brian gli si affianc senza ostacolargli la visuale. Da quel che stava vedendo, arriv alla conclusione che la questione tra loro due non era ancora chiusa. Non sono affari miei, amico, ma se non conoscessi i fatti direi che Rose non ti ha ancora scordato. Roscoe gli rispose sfoggiando un ghigno sornione: Di solito  cos con tutte le donne. Sono un tipo che lascia il segno.
Credo che sia ancora libera. Roscoe si volt verso Brian alle prese con il pizzetto: e chi glielo aveva domandato? La verit era che non gliene fregava un accidenti, lui non faceva differenza tra donne sposate e non. Erano donne e basta, e dovevano essere in grado di fare una cosa sola e una soltanto. E Rose non faceva eccezione.
Dopo che sei partito ha avuto un paio di uomini, ma non della zona. Storie di poco conto. Girava voce che fosse rimasta scioccata pi del dovuto da quello che era successo. E forse  la verit. Ti guarda come se esistessi solo tu, bello. Roscoe sollev le spalle: Non mi interessa pi. Appartiene al passato ormai, anche se certi ricordi ritornano in mente guardandola. Cazzo, sembra che il tempo si sia fermato per lei.
Gi,  ancora una bella gnocca e, se ci ripenso, quanto ti ho invidiato allora, Ros. Brian ridendo alz il bicchiere per un brindisi. Roscoe rispose all'amico senza distogliere lo sguardo e quando, la vide leccarsi le labbra, capitol tradito dalla reazione del corpo. Rose lo stava sfidando e lui era pi che pronto.
Si mosse, ma altri invitati gli si avvicinarono per salutarlo dopo tanto tempo. Erano per lo pi industriali amici di famiglia di vecchia data desiderosi di apprendere qualcosa di pi sulle straordinarie capacit imprenditoriali del giovane rampollo che consideravano, nonostante tutto, il fiore all'occhiello della citt. Gli riconoscevano la forza di volont e la caparbiet che non l'aveva mai abbandonato. Una volta lontano da casa, Roscoe si era rimboccato le maniche ed era ripartito da zero. In poco tempo si era ritrovato a capo di una delle pi grandi industrie mondiali di pietre preziose. Un enfant prodige, con l'indiscusso senso degli affari dei Mac Talbot e un tocco da Re Mida, anche se nel suo caso si trattava di diamanti. Allora, Roscoe,  vera la voce secondo la quale sei in partenza per la Sierra Leone per un nuovo giacimento scoperto? Avrai la cittadinanza onoraria laggi visto il lavoro che procuri ogni volta Il senatore Giggs apparve tra una nuvola di fumo e una boccata del suo amato e vitale sigaro al quale sembrava non poter rinunciare mai. Roscoe rispose sorridendo; godeva a essere al centro del discorso, soprattutto quando si trattava del suo lavoro. Le voci sono vere, senatore. Aspetto da un momento all'altro la firma e poi, una volta in regola, comincer i lavori. Per tutto il tempo in cui continuarono le chiacchiere, Roscoe non fece altro che sbirciare in direzione del divano. Che situazione assurda. Si conged dagli altri con una battuta suscitando una risata generale e si diresse verso il camino. Si appoggi al marmo alzando il piede sul gradino e rimase a pensare. 
Cosa ci vuole per farti scaldare? Si gir di scatto sentendo la frase sospirata in maniera maliziosa alle spalle. Roscoe ebbe solo il tempo di gustare lo scintillio diabolico degli occhi della donna, prima di voltarsi e raggiungere l'uscita. 
Rose rimase sconcertata: quello era disagio, ne era certa o almeno lo sperava. Il cucciolo ormai cresciuto aveva ancora paura di lei, aveva perso interesse? Doveva accertarsene. Aspett qualche minuto prima di uscire dalla stanza e seguirlo. Non doveva destare sospetti. Due passi in direzione del bagno e venne braccata con una stretta al braccio. Non ebbe neanche il tempo di gridare che si ritrov schiacciata con la schiena alla parete dietro un'armatura, nascosta dalla pesante tenda di velluto verde a met tra il salone e la stanza degli arazzi, in una rientranza in penombra lontano da occhi indiscreti. 
Roscoe non le dette il tempo di parlare. Si mosse fulmineo premendosi contro di lei e senza troppi complimenti, le strinse i polsi con una mano sopra la testa. Si avvicin pericolosamente e sussurr roco: Non  pi come una volta, Rose. Ti conosco. Mosse l'altra mano accarezzandole la guancia e il contorno delle labbra. Lo so, e mi vuoi. rispose la donna fissandolo nella penombra. Tir fuori la lingua sorridendo e gli lecc il dito prima di morderlo. Roscoe abbass la testa e inspir sorpreso. Rose non era cambiata, sapeva come farlo eccitare e ci riusciva ancora bene. Al diavolo tutto! Moriva dalla voglia di entrare in lei come aveva fatto tutte le altre volte da quando si conoscevano. Sono cambiato, Rose. Ora ti conosco molto bene e so come trattare con donne come te. Era cambiato davvero. Nei suoi movimenti non c'era pi incertezza, era solo consumata sicurezza e esperienza. Roscoe mosse velocemente la mano sotto il vestito e accarezz la pelle nuda delle cosce. Uhm, autoreggenti di seta, pens. Ah, lo sapevo. Una donna di classe vedo! Mm... in questo sei rimasta uguale. Spost con urgenza le dita sotto il raso delle mutandine. Era bagnata come previsto. Sei pronta per me, vero? Lo apprezzo moltissimo. 
Andare via ti ha fatto crescere e diventare pi arrogante cucciolo... Ahhh! Roscoe la penetr con un dito fino in fondo. Quello che stava provando era sbagliato. Rose rappresentava per lui come l'eroina per un drogato che tenta di smettere di farsi: pura e forte tentazione. Non chiamarmi pi cos, piccola. Abbass velocemente la cerniera dei pantaloni continuando a stuzzicarla con il dito. I gemiti strozzati contro la sua spalla lo stavano mandando oltre il limite della decenza. Lo sappiamo tutti e due che  solo voglia, la nostra. Tu non vedi l'ora che ti scopi come io non vedo l'ora di riempirti la fica. Quindi, sta zitta, allarga le gambe e lasciami fare. Non avrebbe mai pensato di ritrovarsi a commettere lo stesso errore di venti anni prima, ma fu un attimo ed entr in lei con l'uccello duro come il marmo, pronto a farsi mungere e risucchiare da quel caldo abbraccio. Rabbrivid per il piacere montante che l'amplesso gli stava procurando. Lei si adatt subito alle sue dimensioni, non ci volle molto per trovare il ritmo e cominciare a pomparle dentro. 
Avevo dimenticato la tua irruenza, Ros. O sono forse io che ti faccio perdere la testa?... Ahh! Rose sussult quando la spinta si fece pi intensa. Alz la gamba agganciandogli un fianco e si lasci sorreggere da quel corpo che pareva scolpito, un'ncora fatta di carne e sangue. Avrebbe potuto fissarla alla parete con colpi cos ben assestati. Con una mano dietro alla testa della donna Roscoe affond sempre di pi fino a raggiungere il giusto ritmo. Certo, quello non si poteva definire il posto o il momento giusto per scopare, n tantomeno la persona ideale con cui farlo. Ma al diavolo, lui la voleva, lei lo voleva e glielo aveva fatto capire lanciandogli messaggi inequivocabili per tutta la sera. Era uno sbaglio? Forse, ma Roscoe era un uomo e non poteva lasciarsi scappare un'occasione cos. Mi stavi aspettando. Morivi dalla voglia di farti infilare di nuovo, vero? Sempre bella, calda e vogliosa. Ricordo ancora le tue mani sulla schiena quando mi graffiavi a ogni spinta e gemevi. Proviamo ancora? Cos, s, fammi sentire che mi vuoi, coraggio. Rose, non abbiamo molto tempo ora, ma se non ricordo male, non ci voleva troppo per portarti al limite, vero? Ogni frase sussurrata con voce roca all'orecchio era solo per loro. Nessuno doveva ascoltarli e a ogni parola corrispondeva un colpo ben assestato. Qualche anno prima sarebbe morto se gli avessero impedito di passare una sera con lei, dentro di lei. Ma aveva scoperto, in galera, di riuscire a sopravvivere e dopo aver scontato la pena aveva capito che avrebbe potuto anche dimenticarla. E adesso? No, pens stringendo i denti e trattenendo il fiato. Quella era solo una sveltina non troppo diversa da tante altre volte, con tante altre donne. Nessuna riusciva a resistergli, lo sapeva bene e perch non approfittarne allora. In pi i soldi giocavano un ruolo importante e facevano di sicuro la differenza. Divertirsi senza impegnarsi, non poteva chiedere di meglio. L'esperienza vissuta in galera lo aveva cambiato. Dentro era ghiaccio, ma fuori fuoco vivo ad ogni spinta dentro quella fica che non chiedeva altro che essere riempita. L'amplesso seppur frettoloso, fu intenso e tutti e due stavano arrivando all'orgasmo. Cap dalle piccole contrazioni intorno all'uccello che la donna era sul punto di venire. Ne ebbe piena consapevolezza dalla cadenza dei gemiti di lei e dai morsi sulla spalla della giacca. Lo avvert chiaro quando con il pollice le massaggi il clitoride gonfio. E ora vieni per me! le alz anche l'altra gamba e aument la cadenza fino a sentirsi rigido pronto a eruttare lava incandescente in quel pozzo caldo.
Rose spalanc gli occhi mordendo pi forte la giacca e si lasci andare all'orgasmo sognato per tutta la sera. Lo abbracci stretto respirando la costosa acqua di colonia K.K. Lui venne mordendosi il labbro nel tentativo di non farsi sentire. Poggi la testa su quella di lei e rimase cos per un paio di minuti come in un fermo immagine di un film porno. Ritrovarono ben presto il modo di respirare e solo allora Roscoe usc da lei. L'aiut assicurandosi che fosse stabile prima di lasciarla andare. E fu allora che si accorsero di non essere soli.
Oh mio Dio! Chiara chiuse gli occhi, ma ormai era troppo tardi. L'immagine dei due che mugolavano mentre scopavano come forsennati era ben stampata in mente. Alz la mano scuotendo la testa come per scacciare la visione e scusarsi per l'intrusione, ma non riusc a trovare le parole. La bocca era incollata. La risata sprezzante dell'uomo la scosse. Apr gli occhi e lo riconobbe. Era l'Highlander dell'arazzo, forte, fiero, e... grosso da far paura, pens quando mise a fuoco il suo pene fuori dai pantaloni, ancora parzialmente eretto. 
Se ti piace tanto ci che vedi, puoi unirti a noi. Posso reggerne fino a quattro tutte insieme. Sul viso del gigante la sorpresa iniziale aveva lasciato il posto al divertimento. Chiara lo fiss sentendosi avvampare. Port la mano alla bocca per evitare di gridare e scapp via. 
...
.
...
Le sopracciglia di Gladys scattarono in su appena vide entrare il fratello. Chiss perch ma qualcosa del suo aspetto la mise in all'erta. Roscoe era alle prese con il nodo della cravatta e subito dopo anche Rose fece il suo ingresso in sala. Non ci volle molto a capire. La donna si affannava a rimettere in piega alcune ciocche ribelli e il viso, leggermente arrossato, tradiva il tentativo di sembrare disinvolta. Brutto pezzo di... imprec la sorella. Si avvicin minacciosa al fratello strattonandolo per un braccio. Prima che questi potesse replicare lo trascin in un angolo puntandogli contro il petto l'indice. Che diavolo vuoi fare, Roscoe? Non ti  bastato ci che hai passato per colpa sua? Ti sei fottuto il cervello forse? Roscoe abbass lo sguardo sul dito e poi torn a guardare lei. Il tono che us fu puro ghiaccio: Non rompermi i coglioni, Gladys. Non sono in vena per le tue lezioni da brava mammina. So badare a me stesso, non mi serve una balia, grazie. E ora se vuoi scusarmi, voglio prendermi un bourbon che sicuramente mi scalder meglio di quanto possa fare il tuo affetto, sorellina. Con la mano richiam l'attenzione del cameriere pi vicino che lo accontent all'istante. Sei davvero un idiota, Ros. Non ha mai capito niente di me, di noi tutti. 
Con la coda dell'occhio vide Damian che si avvicinava. Sei sempre stato un arrogante borioso proprio come nostro padre. Sai ragionare solo con l'uccello a quanto pare. Cosa pensi, che visto che sei qui per poco tempo, puoi sollazzarti con quella puttana senza conseguenze? Tu eri ammaliato da lei allora e lo sarai di nuovo, se non la lasci perdere. La mano di Roscoe scatt sul braccio della sorella cos come quella di Damian sulla sua spalla. Lo so, non sono stupido come credi. L'ho solo scopata, non le ho promesso eterno amore. Lei c' stata e io non mi sono tirato indietro. Ho imparato la lezione venti anni fa, quindi finiscila e torna a sorridere ai tuoi ospiti. Non pensare a me. E tu, fratellino, sta tranquillo. Non ho intenzione di dare scandalo e neanche lei, credo. Indic con un cenno della testa Rose impegnata in una discussione con le mogli di alcuni assessori della citt. Si era ripresa e nessuno poteva sospettare guardandola quello che avevano fatto insieme poco prima. Roscoe dette una pacca sulla mano del fratello e fece per allontanarsi quando la sorella torn alla carica: Che vuoi fare ora? Non azzardarti ad avvicinarla di nuovo, Ros, non te lo permetter. Mi hai capito? Mi hai sentit... Il ringhio del fratello la blocc e subito dopo il bicchiere che aveva in mano esplose in mille pezzi. 
Il tempo parve fermarsi per un momento infinito, un lungo e interminabile istante di silenzio e di vuoto. O mio Dio, Ros! Sei ferito! 
Lasciami in pace, Gladys! Rugg Roscoe esasperato. Un calore strano si diffuse nella mano. La apr rendendosi conto del danno. Sanguinava e si infuri ancora di pi. Gladys era una delle poche persone in grado di fargli perdere il controllo. Non poteva sopportarlo. Prima fosse ripartito per Manhattan e meglio sarebbe stato. L non c'era nessuno che gli avrebbe detto chi scopare e chi no. Non aveva bisogno di permessi da una vita, i genitori non erano riusciti a imporglieli con le cattive, figurarsi se ci fosse riuscita lei! Imprec tirando la mano indietro bruscamente per non farsi aiutare dai suoi. 
Chiara vide la scena da lontano, certo non cap cosa i fratelli stessero dicendo, ma ci voleva poco a comprendere che si trattasse di un litigio. La conferma arriv quando lo scampanellio del cristallo sui marmi fece voltare tutti e la mano venata di sangue calamit l'attenzione dei presenti. In un lampo lo scenario cambi. Chiara non era pi la spensierata turista italiana curiosa in visita al castello scozzese, ma l'infermiera esperta che riconosceva il bisogno e quell'uomo aveva un urgente bisogno di essere medicato. Che poi lo meritasse o meno, era tutto un altro paio di maniche. Senza pensarci and al tavolo, prese un paio di tovaglioli e si avvicin veloce al gruppetto dei fratelli. Sono infermiera, mi lasci dare un'occhiata. Magari l'aiuter a togliere eventuali schegge nella mano. Dopo l'incidente in corridoio, credeva di non riuscire pi a parlare con lui, il suo Highlander, senza immaginarlo col pene sguainato e ancora eretto. Come se non potesse farne a meno lo sguardo le cadde sulla patta dei pantaloni. Grave errore. Chiara s'impose di guardarlo negli occhi, ma se ne pent subito. Erano occhi scuri, neri come onice e la fissavano senza traccia di dolore o sofferenza fisica. La scrutavano con qualcosa che era molto pi vicina alla curiosit che al turbamento. Fu stregata dall'oscurit dello sguardo e si ritrov di colpo fuori nella notte in mezzo alla tormenta senza una luce che le indicasse un riparo. E il profumo! Si lasci cullare da quella maschia fragranza che le accese i sensi come una vetrina nel periodo natalizio. 
Posso pensarci io stesso, grazie. L'uomo fece per allontanare la mano, ma qualcosa luccic nel suo sguardo. Aggrott la fronte socchiudendo le palpebre. Che si ricordasse di lei? Impossibile. Uomini cos arroganti e boriosi potevano tenere a mente solo stangone more come quella che si era appena scopato. Chiara prese la mano esaminandola con attenzione, tutto pur di sottrarsi a quello sguardo penetrante. Ma lui non avrebbe mollato: Tu? Dio, ma che hai da guardarmi ancora? Allora? la svegli bruscamente. 
Chiara si riscosse sentendo affiorare il sangue nelle guance e nonostante il timore cerc di mantenere il punto. Era un'infermiera, che diamine! Non poteva abboccare alle provocazioni dello spocchioso affascinante padrone di casa. Infatti chiam il cameriere chiedendo del disinfettante e una pinzetta sterilizzata, nonch delle garze per la fasciatura finale. Roscoe prese la mano di Chiara mentre questa si accingeva a pulirgli la ferita, avvicinandosi di pi a lei. Con un ghigno divertito, sferr il colpo da gran predatore qual era: Avresti potuto accettare l'invito di poco fa. Ci saremmo divertiti di pi, non pensi? Hai un tocco gentile, sai gi che effetto fai agli uomini, vero? 
Chiara sgran gli occhi e come uno specchio che cade in mille pezzi, cos si sgretol l'immagine poetica e sensuale che aveva di lui. Le sue parole l'investirono riportandola indietro di anni alla sera dell'aggressione. Anche allora, quel pazzo la teneva stretta, ma per la gola mormorandole oscenit a proposito di ci che avrebbe potuto fare agli uomini. Chiara rabbrivid. Con gesti veloci e sicuri estrasse le schegge dal palmo della mano di Roscoe e la disinfett. Gli procur una buona fasciatura, farfugli una frase e si allontan in cerca del cugino. Aveva bisogno di respirare.
Roscoe non ebbe neanche il tempo di ringraziarla che la vide indossare il cappotto e uscire dal castello in tutta fretta. Che strana ragazza, pens fissando l'ingresso. Ho chiamato il dottor Walsh. Sar qui a momenti. Tutto bene? Damian guard il fratello.
Eh? Ah, s certo. Brucia un po', ma non  niente di grave. Ma quella matta bassetta chi ? Chiese Roscoe incuriosito.
Non l'ho mai vista prima, ma che importa? Sei riuscito a farla scappare. 
Roscoe fiss il fratello sorridendo e con un'alzata di spalle decret la fine della discussione.
7.

Vieni al cantiere, Damian? Scommetto che oggi ci sar il delirio dopo lo show di ieri. Ho rimandato l'incontro con il giornalista del Daily Record all'ora di pranzo, ma dovresti essere presente anche tu. Gladys sorseggi con eleganza il t nella tazza di autentica porcellana. Guard il fratello: era impeccabile con i capelli legati in ordine dietro la nuca e il maglioncino di cachemire cioccolato a collo alto. Quel colore gli donava. 
Lui le rispose come se avesse pronunciato una bestemmia Gladys, per favore, sai che ho faticato tutta la settimana per organizzare il funerale e per evitare il contatto personale con i giornalisti. E questo vale anche per oggi e i giorni a venire. Pensaci tu. tagli corto Damian dando un morso generoso al croissant. Il suo amico Brian glielo aveva fatto pervenire caldo insieme ad altri dolci dalla caffetteria, come ogni santo giorno. Una gentilezza che gradiva moltissimo e rendeva la colazione un momento speciale, almeno per lui. Non c'era un motivo particolare, era cos e basta. Damian si mosse un po' a disagio sulla sedia, improvvisamente la mente era volata altrove.
Damian, ma che fai, non mi ascolti? La voce della sorella suon irritante. Gladys delle volte poteva risultare assillante all'inverosimile. Scusami, dicevi? Stavi parlando dell'intervista. No, pensaci tu, per favore. Oggi avevo in programma di arrivare al cantiere sul tardi.
Sul tardi? E che devi fare?
Smettila di intrometterti nella vita degli altri, dolcezza. Roscoe precedette la risposta del fratello entrando in sala da pranzo con in mano gi la tazza colma di caff. Avanz zoppicando leggermente e si sedette sfoderando un sorriso caldo come la temperatura esterna di quella giornata. Non esiste solo il lavoro, no? 
Ah, finita la pace! Buongiorno Ros. - anche il saluto di Gladys fu altrettanto freddo - Non so proprio come tu abbia fatto a accumulare tanta fortuna con il tuo modo semplicistico di condurre gli affari, ma qui in Scozia, se non tieni d'occhio da vicino i dipendenti, non vai avanti.
Che ne sai tu di come conduco gli affari? - le stava facendo palesemente il verso, muovendo le spalle a destra e sinistra scimmiottandola - Se il mio modo fosse cos semplice come dici tu, non sarei tra i primi tre manager americani, mia cara. Ma se poi ti riferisci a come intrattengo i rapporti con i dipendenti... Scoppi a ridere mentre il colorito del volto della sorella cambiava e l'espressione del viso lasciava trapelare tutto il disgusto che le allusioni di Roscoe le suscitavano. 
Damian intervenne con la sua solita calma. Ora basta, per favore. E' possibile comportarci come una famiglia? Una volta lo eravamo. Facciamo finta che il tempo non sia passato. Sentenzi Damian esasperato dal comportamento dei fratelli. Sapeva di aver detto un'immane sciocchezza. Come si poteva fingere quando c'erano in ballo sentimenti cos contrastanti come i loro? E come avrebbero potuto simulare qualcosa due tipi come Roscoe e Gladys? Erano il diavolo e l'acquasanta. Aveva ottenuto una tregua dalle ostilit, ma Roscoe metteva a dura prova la pazienza di tutti alzando le mani in segno di resa e sfoderando il suo solito sorrisetto irriverente. Gli occhi di Damian misero a fuoco la fasciatura sulla mano destra di Roscoe. Come va la ferita?
Roscoe tir indietro una delle sedie imbottite e si lasci cadere pesantemente.
Umm, niente di che. Non sono stati necessari neanche i punti. Il dottore mi ha detto solo di cambiare la fasciatura domani. Grazie, sorellina del regalo. Si rivolse a Gladys alzando il palmo, e scoprendo i denti in un ghigno. Sapeva che la sorella era ancora visibilmente scossa dalla scenata della sera prima. Non  certo stata colpa mia. Tu sei il solito idiota, Ros. Mi chiedo ancora come tu abbia potuto appartarti con quella...
Basta Gladys! Non  successo niente. Si sono rivisti e allora? Avemmo dovuto saperlo, visto che si trovava qui anche lei. Falla finita, per favore. Non  successo niente di male.
E qui ti sbagli, Damian. Possibile che non te ne accorga? Gi, tu, il puro e innocente cavaliere senza macchia, dall'armatura scintillante. Loro hanno fatto ben di pi che rivedersi. La sorella indic Roscoe ancora divertito. Damian rivolse al fratello un'occhiata indagatrice quasi potesse leggergli sul viso la verit delle accuse mosse da Gladys. Rimase disarmato e a bocca aperta. Era vero, Gladys aveva colto nel segno. Dopo un primo momento di stupore, intervenne rendendo chiaro anche il suo disappunto: Roscoe, ma come ti  venuto in mente? Che domanda sciocca. Ok, va bene, immagino che non hai potuto fare diversamente, vero?
Esatto, fratellino. Il mio charme ha colpito ancora, che ci posso fare? Ma come conduco la mia vita sessuale non vi riguarda. Tanto tra pochi giorni ripartir e la mia virt sar di nuovo in salvo e lontano dalla Mata Hari di Blantyre.
Non capisco il tuo sarcasmo. Quella donna  stata la tua rovina e la nostra. Possibile che non ti importi nulla di noi? Gladys frantum tra le dita il biscotto con il quale stava giocherellando indecisa se assaggiarne qualche briciola giusto per sentirne il sapore o abbandonarlo sul piattino. Roscoe la squadr e il sorriso che aveva fino a qualche secondo prima scomparve lasciando il posto a rabbia pura. Gladys era una delle poche donne che aveva la capacit di fargli perdere davvero le staffe: La vostra rovina? La vostra rovina, dici? Di che cazzo di rovina stai parlando? Voi siete rimasti qui tra le braccia dei vecchi mentre a me hanno dato un bel calcio nel culo. Non ricordo una sola parola in mia difesa da parte vostra, e ora tu mi chiedi se m'importa qualcosa di voi? Certo, come no. Sicuro, sono qui apposta. Cosa credi, Gladys, che non abbia capito che ti sei preoccupata di me solo per la lettura del testamento? La mia presenza  necessaria affinch l'atto sia legale e possibile. Quindi, come vedi, siamo pari in quanto a ci che sentiamo gli uni per gli altri.
Roscoe, smettila! Tuon Damian.
Smettila un cazzo! Risparmiatevi la fatica di giudicare, guardare, annuire e scuotere la testa quando si tratta di me. Guarda Roscoe come si veste, guarda con chi scopa, guarda come parla e come cammina. Basta lo dico io a voi. Siete falsi e ipocriti. Fatevene una ragione: io sono qui e per tutto il tempo che rester scoper con chi mi pare e mi comporter come mi aggrada. D'altronde, non vi devo niente. Se non riuscite a sopportarmi, allora non mi resta che prendere la mia roba e trasferirmi in hotel.
Gladys sembr strozzarsi con una mollica di biscottino. La voce le usc come un sibilo simile al verso di un serpente: No, per carit! Allora s che si scatenerebbero le malelingue. Questa  casa tua ed  giusto che tu rimanga qui. Ma almeno non metterti in ridicolo. Chiedo solo questo.
Roscoe scosse la testa. L'unica cosa che poteva smuovere la coscienza di Gladys erano i pettegolezzi. Le si avvicin sovrastandola con la sua mole possente: Come? Tutto qui? In citt mi conoscono e ricordano come il figlio scellerato che ha pagato in galera per un crimine passionale. Ho ucciso il marito della mia amante, gi. Se lo ricordano bene tutti. Ma cazzo, l'ho pagato e a caro prezzo. Ho conosciuto l'odio in galera; il dolore, la furia cieca di uomini che non sentono piet per un ragazzo, figlio di pap che chiede solo di essere lasciato in pace. Roscoe aveva giurato a se stesso di non cadere nella rete, di non lasciarsi sopraffare dalle emozioni e di rimanere freddo mentre scoperchiava quel vaso di Pandora che era stata la sua prigionia. Si affianc a Gladys sibilandole dritto nell'orecchio: In prigione non contano i soldi o la casata di provenienza, no. Dentro ci che conta  la forza e la violenza e io le ho provate per tanto tempo. Ho pagato con gli interessi quello sbaglio. Quindi so come comportarmi ora e non permetto a nessuno di voi di farmi la morale. Il gelo cal nella stanza. Tutti si guardarono dal replicare, ben sapendo che il discorso non poteva finire cos, ma nessuno os aggiungere una parola sull'argomento. L'intervento di Roscoe era stato pari a un'arringa indiscutibilmente chiara e ineccepibile. Fu Gladys a parlare per prima, ma con un tono molto diverso: Ti chiedo scusa, Ros. Non volevo certo mettere in dubbio la tua sofferenza. Lo sappiamo bene tutti e tre quanto hai sofferto e pagato. Ed  per questo che non riesco a capire come puoi solo anche guardare quella donna, figuriamoci altro... Damian borbott qualche scusa a sua volta, anche se tra i due era quello che non aveva mai detto niente e non per vigliaccheria. Non lo faceva solo perch sapeva ci che il fratello stava provando e cosa volesse dire per lui tornare a casa dopo un esilio tanto lungo. Il notaio Mac Bride verr qui dopodomani per la lettura del testamento. Credimi, Roscoe, se potessi tornare indietro e cancellare quei maledetti sette anni, lo farei. Ma non si pu. Quando andasti via, la sera che pap ti cacci, giurai a me stesso che avrei fatto di tutto per far cambiare idea al vecchio, ma  stato irremovibile e in tutti questi anni ho solo sperato in un miracolo che ti avrebbe fatto tornare a casa. Dio mi ha ascoltato a quanto pare. Rise, ma il suono non fu certo allegro. I gemelli si guardarono a lungo e per la prima volta Damian sent che forse il loro legame poteva essere recuperato. Per troppo tempo avevano sofferto l'uno la mancanza dell'altro, abituati a contare solo su se stessi da sempre e sebbene avessero raggiunto alti traguardi in campo lavorativo, sentivano l'urgenza entrambi di colmare il vuoto della loro esistenza: dovevano ritrovarsi. 
Roscoe interruppe per primo l'atmosfera di calma e pace presente nella stanza: Che farete dopo? Continuerete a vivere qui? 
Damian sembr riflettere anche se sapeva bene cosa dire: Certo. Che altro dovremmo fare? Noi viviamo e lavoriamo qui. Ma la domanda : che farai tu? Una fetta di eredit spetter anche a te, un terzo del castello, il cantiere forse, soldi e terre qui in Scozia. Hai pensato come curerai gli averi? Sono convinto che non vorrai venire tanto spesso, o sbaglio? 
Roscoe annu: Ci puoi scommettere. Ma magari vender la mia parte, oppure la far gestire da uno dei miei collaboratori. A me non interessa. L'unica cosa che voglio  l'anello di Owen.  mio e nessuno me lo toglier pi. 
Vendere la parte del castello e dell'eredit a estranei pronti a ficcare il naso nei loro affari e nei ricordi di famiglia? Gladys trem letteralmente con gli occhi fuori dalle orbite. Era terrorizzata dall'idea di vendere il passato. Ma come poteva il fratello essere cos cinico e spietato da cancellare tutti i ricordi e i bei momenti vissuti al castello? Eppure lei ricordava quando da piccoli, ridevano e giocavano felici e tra loro c'era vero affetto. Roscoe era il fratello maggiore sempre pronto ad aiutarla quando era in difficolt, o a incoraggiarla, a tenere il punto quando aveva ragione. Si era sentita protetta anche da Damian, il tranquillo, la sua roccia, e insieme formavano una bella squadra. Ma erano passati vent'anni e tutto era mutato in dolore e amarezza. Non puoi! si lasci sfuggire secca sfidando il fratello.
La replica arriv tagliente: Non posso? E chi me lo vieterebbe? Tu, sorellina? O tu, Damian?
Nessuno entrer in questa casa. Damian, seduto a capotavola, il posto occupato sempre da Arthur, 
pronunci la frase con autorit e per la prima volta nella mattinata, vide Roscoe guardarlo come suo pari. Gongol dentro di s, anche lui era in grado di tirare fuori le palle quando era necessario. Non ho voglia di discutere con voi. Posso gestire la mia parte come voglio e se decido di vendere, lo far. Nessuno di voi due mi ostacoler. Il braccio di ferro condotto dai tre fratelli non ammetteva cedimenti. Damian annu senza scomporsi: E io ti ripeto che qui dentro non entrer nessuno. Puoi gridare quanto vuoi Ros, ma continuer a vivere al castello e se tu non vuoi rimanerci allora ti consiglio di rivedere le tue idee o di parlarne con noi prima di prendere qualsiasi decisione, invece di imporcela. Se non vuoi la tua parte di eredit, rinuncia. In caso contrario, decideremo tutti e tre insieme cosa fare. Roscoe si alz. Improvvisamente gli sembrava che la temperatura nella stanza fosse salita di parecchi gradi. O era lui che dava in escandescenze? Rinunciare? No, grazie. Il vecchio mi ha tolto gi troppo. Prender quello che mi spetta, ma ne far ci che voglio.
Il castello Mac Talbot rimarr cos fino alla fine. Ros, fattene una ragione. Ma  prematuro parlarne. Ancora non sappiamo se sar diviso in tre o magari toccher ad uno solo di noi. 
Ci mancherebbe! Se fosse cos gli altri che farebbero? Voglio dire, io abito qui, dove andrei se non fossi pi proprietaria? Gladys non riusciva ad accettare l'ipotesi di non avere voce in capitolo per il futuro della casa. S'irrigid subito abbandonando i buoni propositi e tornando a sfoderare gli artigli: Continuer ad essere la dimora della nostra famiglia anche in futuro, nostra e dei nostri figli. Maledisse s stessa dopo aver pronunciate quelle parole. Che diavolo le era saltato in mente? Figli? Quali figli? 
La replica sarcastica di Roscoe non tard ad arrivare: Davvero sorellina? Non mi hai parlato di un tuo presunto pretendente o forse non te l'ho chiesto. Che sbadato! Perdonami, ma penso che dovrai sbrigarti per avere un erede. Il tempo passa. 
Ros, dacci un taglio. Non esagerare ora. Damian strinse tra le mani il bicchiere con un po' troppa forza. Gladys stava tremando colpita nel vivo, ma non poteva farci niente, in fondo il fratello aveva detto solo la verit. Aveva vissuto come una suora senza velo dopo la fine del suo matrimonio, buttandosi a capofitto nel lavoro solo per zittire il padre il quale continuava a rinfacciarle di aver macchiato il nome della famiglia cos come aveva fatto suo fratello finendo in galera. 
In fondo, lei non era migliore di Roscoe. La facciata dei Mac Talbot doveva rimanere candida e lucida come uno specchio. Nessuno di loro certo era mai stato un santo, ma come ripeteva sempre il vecchio Owen, non fatevi mai conoscere per quello che fate, ma per quello che siete. Ricordatevi che il nome che portiamo dovr rimanere sempre pulito, ad ogni costo. Vizi privati e pubbliche virt e guai a sbagliare! Chi lo faceva veniva tagliato fuori. Lo aveva sperimentato a sue spese Roscoe, condannato all'esilio dopo la prigione, e Gladys, riportata a forza a casa, nella sua prigione personale. Sei un maleducato insensibile, Ros! Un lurido, meschino... bastardo. Gladys lanci il tovagliolo sul tavolo e senza dire altro usc dalla stanza con passo deciso. Dopo poco il pesante portone batt. 
Damian scosse la testa rassegnato. La convivenza era davvero difficile, ormai ne era certo e per quanto si sforzasse di rimanere calmo e cercasse di mediare il rapporto tra i fratelli, era consapevole che non ce l'avrebbe fatta. Sei contento? Che tu sia arrabbiato con il vecchio, lo capisco, ma cazzo, lei che ti ha fatto? Perch devi attaccarla sempre?  stato un colpo basso parlarle di figli e di uomini quando conosci il suo passato.
Ha le spalle larghe.
E tu? Che mi dici dei tuoi figli, Ros? Forse potresti lasciare a loro la tua parte di eredit. Gli era scappata, aveva perso per una buona volta l'aplomb da timido, calmo e posato. Ma se credeva di fermare Roscoe, doveva ricredersi perch il gemello lo trafisse con un colpo inaspettato rivoltandogli contro la sua stessa arma: E che mi dici dei tuoi, allora. Ah gi, scusami, tu non puoi averli. Come potresti se non fotti mai una donna? Damian sostenne lo sguardo, il verde dei suoi occhi contro l'onice di quelli di Roscoe. Si sent risucchiare dentro quel vortice oscuro e avvolgere da un sentimento che non era rabbia ma... stupore. Roscoe era a conoscenza del suo segreto? La possibilit gli fece venire la pelle d'oca. Pensavi che non lo sapessi, principessa?  sempre stata chiara fin da quando eravamo piccoli la tua inclinazione. Ti sei nascosto per paura della reazione di pap. Il grande Arthur sospettava che ti piaceva prenderlo, ed  per questo che non ti ha mai dato tanto credito preferendo Gladys a te. Lei era il maschio che avrebbe voluto e tu... Aspetta come ti definiva con la mamma? Ah si, la viola del giardino.
Damian non riusciva a abbassare lo sguardo anche se Dio solo sapeva quanto avrebbe voluto farlo. Ma qualcosa in quelle parole crude e vere lo attraeva e lo calamitava. Doveva essere il fascino irresistibile della verit. Ogni volta che lui ti apostrofava cos, lei piangeva pregandolo di non usare quella frase. Non lo sapevi? Io s e ogni volta che lo sentivo volevo morire per difenderti. 
Damian rest turbato. Non aveva mai sospettato che la sua vita privata, tanto gelosamente custodita e tenuta nascosta, fosse di dominio pubblico in casa. Basta cos. Ora piantala. Non voglio continuare questa conversazione, non devo giustificare il mio modo di essere, n con te, n con gli altri, per cui ti prego di non parlarne pi.  passato tanto tempo da quando vivevi al castello. Non sai come erano i nostri rapporti ultimamente. In questa famiglia l'unico che  scappato sei stato tu, l'unico che ha perso. Damian si era alzato e lo fronteggiava in tutta la sua altezza. Non era da meno quanto a stazza rispetto a Roscoe e se fossero venuti alle mani sarebbe stato difficile stabilire chi potesse avere la meglio. L'atmosfera crepit per lunghissimi istanti. I due si scrutarono e Roscoe si rese conto di aver perso. In fondo dei tre lui era quello che aveva rinunciato a lottare per non soffrire, l'unico che era scappato via. La verit balz in mezzo a loro ingombrante e opprimente e costrinse Roscoe a girare le spalle verso la porta. 
Damian, rimasto solo, espir pesantemente abbandonandosi contro lo schienale della sedia. Si lisci i capelli tirati indietro e stretti in una coda con entrambe le mani rimanendo con i palmi sul capo in un gesto di stanchezza. Si sentiva prosciugato, svuotato di tutte le sue energie. Lo aveva accettato da tempo, quello che era e ci che gli piaceva. Era la sua natura, punto e basta. Perch allora gli faceva cos male che Roscoe si mettesse in mezzo? Lo sapeva. Era inutile crucciarsi o piangere. Era un dato di fatto e lui era abbastanza adulto per sopportarlo. Semmai fosse sopravvissuto alla giornata, avrebbe potuto passare a trovare Brian. Parlare con lui poteva essere una boccata di ossigeno in mezzo a tanto veleno. Anzi, lo avrebbe chiamato subito, dopo la serata precedente era il minimo che potesse fare. 
Brian rispose al terzo squillo con la sua solida voce bassa e calda. Dal tono sembrava che stesse sorridendo, lo faceva spesso, e quando accadeva i suoi occhi di ghiaccio sembravano scaldarsi tanto da sciogliere tutto il gelo attorno a loro: Amico mio, va meglio stamattina? Ho pensato di sollevarti la giornata con il mio regalo. Piaciuti i croissant? Fatta una buona colazione?
La premura di Brian gli strinse il cuore. Damian ricacci indietro un sospiro. S, s erano perfetti e gustosissimi, grazie. Dovrei ringraziarti per tante cose, Brian... La pausa fu pi lunga del previsto, l'amico se ne accorse e lo incalz per saperne di pi. Conosceva molto bene Damian, sapeva quanto avrebbe dovuto lavorare per scardinare le difese che erigeva intorno a s quando un problema lo affliggeva. Damian, qualcosa non va? Riconosco l'intonazione della voce e non mi piace. 
Damian chiuse gli occhi trattenendo il respiro per un attimo: Questa famiglia  maledetta. Sbuff una risata pi malinconica che sarcastica. Il vecchio si  divertito per tutta la vita a metterci l'uno contro l'altro e ora continua a tormentarci anche dall'inferno. Prevedo sangue e lacrime alla lettura del testamento e se quello che ho vissuto stamattina  stato il preludio...
Ehi, Andiamo! Che ne dici di una chiacchierata davanti a una bella birra? Fantastico Brian che pensava di risolvere tutto davanti a un bicchiere. Certo, magari. Ci vediamo da te nel pomeriggio. Vado dal sindaco e poi passo al The Castle. 
Brian abbass il telefono e guard sulla parete di fronte al bancone e precisamente vide il crest con lo stemma della famiglia Mac Talbot ricevuto in regalo dal suo amico per l'apertura del locale. La sera prima avevano parlato per tutto il tempo del ricevimento come facevano spesso, Damian si confidava e lui lo ascoltava non lesinando consigli sempre ben accetti e apprezzati. Era preoccupato per ci che sarebbe successo una volta passata l'emozione del momento. Lui e Gladys si sarebbero ritrovati da soli a gestire gli affari al cantiere e, per quanto fossero scaltri e preparati a navigare nel mare di squali, intuiva che Damian era ben conscio della durezza della lotta per salvaguardare il patrimonio di famiglia. Chi un tempo era stato socio del vecchio Arthur avrebbe colto al volo l'opportunit di facili guadagni lasciando affondare la compagnia, per poi comprarla a poco e vivere cos di rendita grazie al nome acquisito. Damian non sarebbe stato in grado di contrapporre una difesa adeguata per sopportare e attutire il colpo di un'offensiva di massa da parte degli antagonisti. Era difficile contrastare il clan rivale degli azionisti con a capo il magnate Sean Logan. Ne aveva ampiamente parlato a Brian e lui lo aveva rincuorato confidando nella sua capacit di rimanere lucido e calmo nel mezzo di una disputa. Si era sempre fatto valere fino a quel momento e di questo doveva andare fiero. Persino il padre, per quanto preferisse che Gladys sedesse un giorno al suo posto, apprezzava questa sua qualit, ne era sicuro. Sembrava che la calma fosse tornata e quando Roscoe e sua sorella si erano affrontati la sera prima, lo aveva visto intervenire come sempre, deciso e fermo. Lo ammirava per questo e anche se ogni tanto aveva bisogno di rassicurazioni, gli riconosceva il merito di essere il collante della famiglia. Loro due erano davvero buoni amici, sempre pronti a darsi manforte. Come quella volta in cui Brian stava toccando il fondo deciso a lasciarsi andare dopo la rottura con Gladys:
Gennaio, un venerd freddo e buio, Brian tornava a casa in auto dopo essere stato dallo zio Lou. Lo aveva aiutato a riparare il radiatore del trattore che non ne voleva sapere di funzionare, come al solito. Brian era un mago con le mani e anche in quella occasione aveva risolto il problema. Soddisfatto e stanco, aveva attraversato il bosco intorno al paese per evitare il centro. Non nevicava, per fortuna, ma la notte era scura e fredda e il viottolo costeggiato da alberi spogli era sicuro e veloce. Poca gente passava di l in quella stagione poich cera sempre il pericolo di ritrovarsi in mezzo ad una tormenta senza preavviso e fuori dal mondo senza un posto sicuro dove fermarsi e cercare aiuto. A Brian la solitudine non dispiaceva, anzi, proprio quando poteva curarsi di nessun altro se non di se stesso, riusciva anche a sorridere pensando al passato. Che stupido a credere che quella donna favolosa ed elegante rimanesse con lui per tutta la vita... 
Fermati, idiota! Un ragazzo era balzato davanti all'auto poco prima del vialetto di casa. Brian aveva frenato di colpo e aveva girato il volante tenendolo saldo tra le mani per evitare di schiantarsi contro la palizzata del giardino. Aveva spento il motore, era ritornato a respirare e dopo aver messo a fuoco e riconosciuto il pazzo aspirante suicida, era sceso dalla macchina e come una furia lo aveva affrontato prendendolo per il collo del giaccone: Che cazzo ci fai qui Damian? Vuoi farti ammazzare, eh?
Per nulla intimorito dalla reazione rabbiosa dell'amico, Damian, fermo ad un centimetro dalla faccia dell'altro, aveva risposto: Qualsiasi cosa pur di vedere che sei ancora vivo.
Beh, ora che lo hai constatato vattene e lasciami entrare a casa. Non ho tempo da perdere con te. Sei venuto a vedere come me la cavo dopo che la principessa mi ha mollato? Sto bene, vedi? Anzi, riferisci pure a tua sorella che ora mi scopo una ragazza del mio stesso rango. Non deve preoccuparsi, non la importuner pi. Nessuno di voi... lo lasci andare e si pass la mano tra i capelli. Gli faceva male eccome, ma doveva salvare l'orgoglio. Non voglio preoccuparmi per nessuno di voi. Quindi Damian, non cercarmi pi neanche tu. Non vorrei che ti vedessero con me. Fece per superarlo e risalire in macchina, ma l'altro lo blocc afferrandogli il braccio. 
Ascoltami Brian, mia sorella ha sbagliato e se ne pentir, ma non mi ha mandato lei. Sono venuto perch sono tuo amico e voglio continuare ad esserlo. Si guardarono negli occhi prima che Brian si liberasse dalla stretta con una spinta. Fece due passi indietro e si appoggi alla portiera. Vattene! disse senza guardare, ma il tono aspro e rabbioso della voce non intimor Damian che gli si avvicin: Ok, hai vinto, me ne vado. Ma non ti lascer solo. Per tutta la vita, sar amico tuo e qualsiasi cosa succeder, non ci separeremo, mai. Se hai bisogno di me, ci sar sempre. Gli assest una pacca sulla spalla stringendo la presa con la mano Non credo che a mia sorella far piacere sapere chi ti scopi, ma penso che glielo dir lo stesso per vederla diventare verde d'invidia....
Si guardarono negli occhi e scoppiarono a ridere abbracciandosi. Era bastata quella battuta a cancellare il periodo triste. Quella sera Brian e Damian avevano sigillato un accordo: niente avrebbe scalfito la loro alleanza e l'amicizia e in qualsiasi momento ognuno di loro avrebbe potuto contare sull'altro.
Stavolta sarebbe toccato a lui ricambiare il favore e certo non si sarebbe tirato indietro.

8.

La giornata era fredda ma illuminata da un pallido sole. Si trattava della Scozia, non dell'Italia, Chiara doveva farsene una ragione. Non avrebbe rinunciato al proposito di inforcare la bici e gironzolare per la brughiera almeno per un'oretta. Matthew l'aveva salutata presto quella mattina, aveva parlato di un viaggio di lavoro fuori citt. Tra due giorni al massimo sono qua. Hai la casa a disposizione e il mega schermo tutto per te. Per il resto, sai tu. Fai quello che vuoi, ma stai sempre attenta. Ti telefono stasera. Era uscito chiudendosi la porta alle spalle. Sola, Chiara aveva rassettato la casa e messo in ordine le stanze da letto. Per la verit soltanto la sua, visto che il cugino aveva rifatto il letto meglio di un veterano di caserma. Era passata in cucina, dove l'unica incombenza era stata pulire le stoviglie utilizzate per la colazione. Il bagno era un gioiello in una casa da scapolo: i sanitari bianchi incastonati in un lavoro di muratura colorato con i toni del beige, grigio e verde. Vicino al lavandino si apriva il grande vano doccia incorniciato dal plexiglass della vetrata e al centro del soffitto un rosone dello stesso colore della muratura che diffondeva una luce calda e avvolgente. Ma la vera chicca stava proprio nella doccia. Il cugino si era dilettato nel creare un dispositivo che facesse variare la luce a seconda del getto dell'acqua. Era uno scherzo costoso a quanto ricordava Chiara, ma di sicuro effetto. Quante volte aveva immaginato, vergognandosene subito dopo, Matthew tra le braccia di una donna sotto lo scroscio colorato. Rise scuotendo la testa pensando a come si sarebbe atteggiato a uomo fatale. A pensarci bene, in effetti, non lo aveva mai visto frequentare una donna. Gi, come mai in tutti quegli anni trascorsi in Scozia, non avevano mai parlato di una fidanzata, n aveva mai conosciuto una sua amica? Lo avrebbe messo sotto torchio al suo ritorno in citt. 
Si stava pettinando con le mani dandosi appena una scompigliata ai capelli corti davanti allo specchio, quando si ferm qualche secondo a guardare l'immagine riflessa. La bocca era la parte pi bella, pronunciata e leggermente imbronciata ma il suo fascino si fermava l. Per il resto, cosa poteva esserci di pi insignificante degli occhi marroni e capelli dello stesso colore? Per non parlare delle cosce tornite e della pancia non proprio piatta. Scese con lo sguardo sul maglione a collo alto blu, i jeans comodi e adatti per salire in bicicletta. Aveva optato per un trucco leggero, da lavoro come lo definiva sempre. Prese il giaccone al volo e usc di casa. La passeggiata in campagna l'avrebbe aiutata a bruciare le calorie della sera prima. In garage indoss i guanti di lana jacquard come il cappello e s'incammin pedalando sulla strada poco trafficata. Ci mise poco a raggiungere il bivio all'inizio del centro abitato che le avrebbe permesso di inoltrarsi nella parte pi selvaggia della zona. Amava quel paesaggio; sia d'estate che d'inverno le procurava sempre sensazioni stupende, seppur diverse. Mancavano i colori tipici dei fiori che abbellivano i margini della strada con i cespugli e gli arbusti. Qualche pianta aveva resistito al freddo, per la verit, ma nonostante la stagione rigida era bello avventurarsi fino alla collina per respirare aria fresca e sentirsi spensierata e libera. Dalla prima volta in cui aveva percorso la zona a piedi prima e poi in bici, Chiara aveva assaporato subito un senso di pace che le aveva regalato l'immediata consapevolezza di benessere. Ma soprattutto le aveva allentato la morsa della paura, cancellandola in seguito. Era il viale della terapia e lo descriveva cos anche ai colleghi in ospedale sottolineandone i valori curativi. Ritornava in Italia rinvigorita ogni volta raccontando a tutti delle sue magiche passeggiate in bicicletta. 
Senza sforzo si ritrov ai piedi della collina. Decise, dopo aver guardato l'orologio, che poteva fare una capatina fino in cima e tornare in citt prima del buio. Ormai era diventata una velocista sulle due ruote e neanche la salita la preoccupava pi, quindi imbocc il sentiero e si godette la meravigliosa vista della vallata. 
...
.
...
Doveva andarsene il pi lontano possibile da casa, anzi a dir la verit non sarebbe mai dovuto tornare. In fondo Roscoe avrebbe potuto rispondere no alla sorella e adesso sarebbe stato nel suo appartamento, a letto a soddisfare qualche donna, o la sua segretaria come al solito. Qualcuno avrebbe trovato disposta a scaldarlo. A pensarci bene, non aveva mai passato una notte da solo. Maledisse il momento in cui aveva deciso di prendere l'aereo per tornare in Scozia a discutere di quel che restava della famiglia. Imprec battendo le mani sul volante e part sgommando sulla Jaguar fuori dalla tenuta Mac Talbot. Al cancello svolt a destra e subito squill il cellulare. Azion il blue tooth e rispose: Si? La voce all'altro capo fu un soffio all'orecchio che lo sconvolse all'istante: Ti ricordi dove abito? Ti aspetto, cucciolo. Dovremo parlare di ieri sera, oppure... Roscoe chiuse gli occhi stordito dal brivido lungo la schiena. Sentire la voce di Rose gli dava sempre lo stesso effetto ... continuare il discorso. Sai che mi piace approfondire... - la pausa messa ad arte significava una cosa soltanto. Lei lo voleva - ti aspetto.
Roscoe abbass senza rispondere. Finalmente qualcosa andava per il verso giusto, forse aveva trovato il modo di raddrizzare una giornata nata storta. Schiacci il piede sull'acceleratore pregustando una calda accoglienza. Ricordava i pomeriggi passati avvinghiato a Rose quando la prendeva in ogni parte della casa approfittando degli orari di lavoro del marito. Conosceva bene le grida e i sussurri, le parole e i graffi durante gli innumerevoli amplessi e le fughe precipitose quando venivano sorpresi dal ritorno anticipato dell'ispettore Norton. Gi, gli era andata sempre di lusso, alla grande. Roscoe riusciva a farla franca ogni volta gestendo al meglio le situazioni difficili, sempre, fino alla sera maledetta in cui erano stati sorpresi a letto. Avevano litigato furiosamente e poi scopato selvaggiamente tanto da non accorgersi del rumore del motore dell'auto sotto casa e della porta all'ingresso che sbatteva. Il marito di Rose era entrato in camera rimanendo di sasso sulla porta. Poi tutto era cambiato in un attimo e Roscoe non aveva capito pi niente fino a quando si era ritrovato scaraventato contro la parete con un dolore lancinante alla scapola. Ci che mise a fuoco subito dopo aver riacquistato l'uso della vista e aver capito dove fosse, fu sconvolgente. Rose venne bersagliata da un raffica di pugni e calci dall'uomo accecato dall'orrore e dall'odio covato dentro da anni e finalmente esploso. I suoi sospetti confermati lo stavano inducendo a reagire come un bruto. L'avrebbe uccisa, se Roscoe non fosse intervenuto. Il ragazzo si alz stringendo i denti e si avvent contro l'ispettore Norton sollevandolo di peso. I due si affrontarono in una violenta scazzottata sotto gli occhi spiritati di Rose. Erano strutturati bene, tutti e due muscolosi e alti, ma la sua giovane et ebbe il sopravvento e bast un ultimo pugno al mento ben assestato per mettere fuori gioco il detective. Norton cadde a corpo morto all'indietro sbattendo con la testa sul tavolinetto di cristallo. Lo videro esanime a terra e tutto si ferm. 
Lo aveva ucciso. Il terrore lo attanagli paralizzandolo. Fu Rose ad accovacciarsi vicino al corpo dello sbirro allungando la mano. Aveva emesso un respiro di sollievo sentendo appena il battito. Vattene Ros. Ci penso io. Fidati di me. So come gestire mio marito. Non mi far del male, te l'assicuro. Ma tu non devi rimanere qui, nessuno deve sapere che sei stato tu. Vai, non perdere tempo. Ti chiamo io. Rose lo aveva spinto alla porta in tutta fretta permettendogli solo di rivestirsi velocemente, e lui era uscito nella notte senza voltarsi. Solo il giorno dopo venne a sapere che l'ispettore Norton era stato ucciso e lui era l'omicida. 
Cristo! Roscoe sterz improvvisamente, ma non riusc a evitare il colpo con qualcosa che gli era sbucato davanti invadendo la carreggiata. Subito inchiod la Jaguar e sgusci dall'abitacolo senza perdere tempo. Oh, cazzo! si abbass sul corpo di una ragazza steso a terra. Poco distante la sua bicicletta adagiata su un lato con la ruota anteriore e il manubrio distorti. Ma porca puttana, che cazzo...? Mi sente? Oh, cazzo! Ci mancava anche questo! Ma che meraviglia. Continu ad imprecare e a guardarsi intorno per cercare di capire da dove fosse spuntata quell'incosciente. Si accovacci per tastarle la vena sul collo. Era viva, almeno quello. Ringrazi la sua buona sorte, la ragazza stava anche rinvenendo. Si avvicin di nuovo. Un approccio gentile con le persone non era proprio il suo forte ma si sforz comunque: Calmati, va tutto bene, almeno spero. Hai dolore da qualche parte? Credi di poter muovere le gambe, le braccia, mi senti, insomma. Ma perch cazzo mi hai tagliato la strada? Sei ubriaca forse?. Era partito in sordina, ce l'aveva messa tutta, ma il tentativo di rimanere calmo era durato poco lasciando presto il posto al suo atteggiamento naturale. La sua voce era andata salendo di volume e si era ritrovato quasi a urlare. C'era mancato davvero un soffio dal commettere il secondo omicidio. Continuando cos il suo nome sarebbe apparso su tutti i giornali nella pagina di cronaca nera con un articolo di cui gi vedeva il titolo: Roscoe Mac Talbot, il serial killer di Blantyre, torna a casa.
Si alz in piedi e le allung un braccio, un tacito invito a tirarsi su e togliersi dalle scatole il prima possibile. Invece, la tappetta non sembrava aver voglia di essere aiutata. Si tir su a sedere rimanendo con lo sguardo fisso su di lui. Aveva un'espressione indecifrabile: Anche lei andava piuttosto veloce su una strada cos difficile. Avrebbe potuto frenare dopo la curva, ma non l'ha fatto. Mi avrebbe sicuramente vista. Ed evitata. 
Le ultime parole erano state un borbottio sommesso ma Roscoe le aveva sentite. Che diavolo dici, ragazzina? Se fossi andato a tutta velocit, come affermi, ora parlerei da solo, non credi? Ce la fai ad alzarti o devo chiamare un dottore? 
Non questa volta, grazie.  andata bene. Prendo la bici e vado... oh, la mia bici... la ragazza accett la sua mano per rialzarsi ma dopo aver constatato le condizioni della bicicletta sembr sul punto di accasciarsi di nuovo. Era buffo, pareva che la sorte della bicicletta le interessasse molto di pi della propria. Roscoe segu il suo sguardo: la bici somigliava molto a un rottame ormai inutilizzabile. Si mosse in avanti e lui fece un passo indietro: La mia bici, distrutta! piagnucol alzando gli occhi e ora come torno a casa? Ma quello dovette essere l'ultimo dei suoi pensieri perch gli occhi le si rovesciarono all'indietro e la ragazza spar dal mondo tra le sue braccia.

9.

Roscoe parcheggi sotto la scalinata, scese e and dalla parte del passeggero. Prese in braccio la donna e si diresse verso il portone del castello. Era bassa di statura e stava fra le sue braccia quasi come una bambina. Una bambina molto profumata. Qualcosa lo spinse a avvicinare il naso ai capelli. Cocco. Usava uno shampoo al cocco. Roscoe non sentiva odore di shampoo al cocco sui capelli di una donna dai tempi del liceo. Si ricordava di averla vista il giorno prima al funerale e poi al ricevimento. E anche lei lo aveva visto, o meglio lo aveva sorpreso appartato con Rose. Peggio per lei, o meglio, dipendeva dai punti di vista. Chiam a gran voce Rudolph che lo precedette fino in salotto. Roscoe distese la ragazza sul divano, ansioso di liberarsi di quel fardello tiepido. Occupati di lei, Rudy. Chiama il dottore, chiama casa sua, fai qualcosa. Non so chi cazzo sia a parte che  stata qui ieri sera. Ti ricordi con chi  arrivata?
Il maggiordomo guard la ragazza nel momento in cui stava riaprendo gli occhi e invece di rispondergli la salut premuroso: Buongiorno signorina, come si sente? 
Chiara si schiar la voce, la testa le doleva e se provava a muoverla sentiva arrivare un'ondata di nausea. Cos decise di starsene buona distesa: Dove sono? Che  successo?
Eccola che ricomincia. Sei al castello e hai deciso di farmi impazzire oggi. Cazzo, ma se proprio volevi tornare qui, bastava telefonare e ti avrei mandato a prendere. Quella fuori campo era la voce di un uomo decisamente arrabbiato. Con lei, probabilmente. 
Se mi dai il numero di qualcuno che possa venirti a prendere, lo chiamer, cos potr tornare alla mia vita. Mi hai gi fatto perdere troppo tempo. Un viso spigoloso entr nel suo campo visivo. Il proprietario della voce da gradasso. Arrabbiato era dire poco. Quell'uomo era furioso, con un paio di occhi neri che fiammeggiavano e le labbra strette per reprimere chiss quali parolacce. Portava i capelli scombinati e erano neri anch'essi. L'uomo aveva gi il cellulare in mano e la guardava con supponenza. Che mano forte e scura... E che modi! Non lo sopportava gi pi quel presuntuoso maschio prepotente. Not il modo in cui la fissava, con un atteggiamento burbero che rasentava il disprezzo neanche fosse un libro non troppo interessante o un giornale di gossip che certo non poteva attirare l'attenzione di un uomo. Fu il colpo di grazia. Lei era solo una donna normale e neanche granch avvenente che sapeva di non essere all'altezza di quell'Highlander, ma diavolo, faceva davvero male essere attraversata dal suo sguardo come se fosse invisibile. Non vedeva l'ora di andarsene. Aveva bisogno di un passaggio per tornare in citt e certamente non l'avrebbe chiesto a Mister Arroganza. Si mosse con cautela alla ricerca di una posizione migliore, ma non ci riusc. Aveva davvero una commozione cerebrale? Che sfiga! Riconosceva i sintomi, e la notizia non suonava affatto bene. 
Purtroppo il mio coinquilino  fuori citt per un paio di giorni, quindi non c' nessuno che possa...
Ma fantastico! Adesso sono anche braccato! Che altro potr accadere? Ah s aspetta, magari vorrai sporgere denuncia, giusto? Ok, chiamo il mio avvocato a New York. Si metter d'accordo con il tuo. Ma chi me l'ha fatto fare... 
Quell'uomo era una vera belva e continuava a camminare avanti e indietro per la stanza imprecando e gesticolando. Il completo di lana costoso non nascondeva la sua vera natura, non era affatto un damerino da castello, era un selvaggio cavernicolo. Lo sent chiamare qualcuno. Doveva essere il suo legale, un certo Sam Stratton Jr. Certo, lui se ne fregava del fuso orario. Senza scusarsi per averlo buttato gi dal letto in piena notte, gli spieg tutto e dopo aver ascoltato cosa avesse da suggerirgli l'altro chiuse la telefonata e la guard. Chiara deglut, spaesata e timorosa di sentire cosa le stesse proponendo. 
Ok, facciamo cos, visto che non puoi tornare a casa da sola e non puoi stare senza assistenza stanotte, chiamer l'ospedale per il ricovero. Rudolph vuoi per favore provvedere a che la signorina... la guard aspettando la risposta. 
Chiara, Chiara Frantoni. Sollev il sopracciglio Italiana?. Roscoe la fiss a lungo. La ragazza era ipnotizzata dallo sguardo torvo del padrone di casa. Non riusciva a capirne il motivo, era come se desse a lei la colpa dell'incidente, ma per quanto si sforzasse di ricordare, era convinta di pedalare sul bordo della strada dal lato giusto. E allora? Cosa era successo? Il mal di testa non le dava tregua per non poteva permettere che quel dio oscuro si tramutasse nel suo incubo peggiore. Doveva parlare per difendersi, ma lo sguardo la inchiodava al divano imbavagliandola. Sembrava quasi risucchiata dal buio profondo e ostile degli occhi di quello smargiasso. Chiara si fece piccola piccola sul divano stringendosi le braccia intorno al corpo. Sapeva di non avere colpa, ma l'enorme uomo fermo davanti a lei, la stava giudicando, non solo, la stava spogliando con gli occhi per entrarle dentro l'anima e metterla in ridicolo o peggio ancora, per abbattere la barriera difensiva che con tanta sofferenza e forza di volont aveva innalzato dopo la terribile aggressione subita anni prima. Si trovava sempre a disagio in presenza di uomini aggressivi e il disagio si trasformava in soggezione se era da sola. Era da molto tempo che non provava il sapore acido della paura. Chiara si lecc le labbra e cerc di trovare le parole giuste per dire la sua: Sono un'infermiera e so come muovermi in caso di commozione. Quindi non c' bisogno che lei si scomodi a chiamare l'ospedale.
Ah no? Sicuro... la interruppe mantenendo un tono di voce basso. Parlava lentamente ma non per questo riusciva a dimostrarsi meno minaccioso. Torreggiava su di lei, una presenza che le toglieva quasi il respiro. ... ti curi da sola, poi ti senti male, fai finta di peggiorare e magari mi accusi di negligenza o mancato soccorso e mi fai anche causa. Brava, ottimo lavoro! Ma con me no funziona, bella. Non credere che sia stupido, io. Le conosco le tipe come te, credete che basta sbattere le ciglia, farsi uscire qualche lacrimuccia, inscenare la ridicola scena del so badare a me stessa e poi mettermelo in quel posto. Chiara apr la bocca ma la volgarit delle parole le tolse il coraggio di replicare.
L'uomo si pieg in avanti su di lei tenendosi con le mani sul bracciolo e la spalliera del divano. Sapeva di essere passato in vantaggio e qualcosa le diceva che intendeva mantenerlo: Anche tu sei di quella pasta, giusto? Sai cosa chiedere agli uomini e come ottenerlo, vero? Beh, ti dir una cosa che dovrai tenere a mente, mia cara: non mi freghi. Quindi smettila di recitare la commedia e dimmi perch ti sei buttata sotto la macchina. Per farti notare da me? Mi ricordo di te, sai? Ieri sera. Dunque ci che hai visto ti ha colpito. 
Il sorrisetto amaro che sfoggiava e le allusioni la svegliarono da quella specie di trance. Ma come poteva pensare che avesse escogitato un giochetto simile per rivederlo? Dio, che assurdit! Certo l'aveva colpita, era bello, affascinante, con un corpo favoloso, forte: il petto ampio, il ventre piatto, le braccia dai bicipiti sodi e le gambe, due colonne di marmo. Ma perch continuava a fissarla in quel modo? Chiara fece un altro tentativo di aprir bocca per far valere le sue ragioni, ma l'uomo la incalz ancora una volta: Ed eccoti qui di nuovo. Contenta? Cosa vuoi? Soldi? Non sei meglio di tante donnette che ho conosciuto, che vogliono soltanto farsi pagare per una sveltina.  cos vero? Rispondi, vai in cerca di polli a spennare solo per una notte? Chiara strabuzz gli occhi. Stava per essere sopraffatta dalla rabbia. Richiam tutte le forze imponendosi di rimanere in s. Non riusciva a credere a ci che sentiva e la cosa peggiore era che la paura si stava facendo largo pian piano di nuovo. No, lei non era quel genere di donna. No, doveva replicare, gridare, agire. Basta, la smetta! Non voglio i suoi soldi, n altro da lei. E non le permetto di insinuare quelle... oscenit che sta dicendo! Finalmente protest con tutto il fiato che aveva in corpo ma le cost caro perch subito dopo grid per una violenta fitta che le lacer le tempie. Cadde supina sul divano con la testa stretta tra le mani e senza fiato. L'uomo si avvicin ma Chiara lo anticip bloccandolo e puntandogli addosso lo sguardo pi ostile che avesse. Lo vide fare un passo indietro. 
Borbott burbero: Calma, stai tranquilla... Chiara, giusto? Non ho intenzione di farti male. Ora riposati, e Rudolph si prender cura di te. Chiara lo guard confabulare con il maggiordomo. Forse si era accorto di aver esagerato o semplicemente temeva che potesse causarle pi noie se si sentiva male. Questa Chiara Frantoni ieri era qui. Con chi  venuta? I parenti, dove abita? Bisogner avvertire qualcuno anche se ha detto che il suo ragazzo  fuori citt, dovremo avvertirlo. Ah, che cazzo di situazione! Roscoe era a pezzi; la rabbia svan tanto in fretta da lasciarlo senza forze, n idee. Ma tutto a lui? Pens tornando a guardare il viso dolce e spaventato di quella donna. Dolcezza e paura non erano i suoi ingredienti preferiti quindi doveva uscire da quella situazione subito. Il domestico offr gentilmente una tazza di tisana al gelsomino a Chiara sorridendo e rispose a voce alta: Credo di ricordare chi l'ha accompagnata al ricevimento ieri: il detective Gleason della omicidi. Dico bene signorina? Chiara annu lentamente sorseggiando la calda bevanda. Non ce la faceva a parlare, anche se non sentiva pi male alla testa e le fitte erano passate. Il cavernicolo accolse la notizia con circospezione: Il detective della omicidi? Come mai? Era qui per le indagini o solo per amicizia? Rudy sai qualcosa?
No signore. Ma credo che Mr. Gleason nonostante non fosse in veste ufficiale, stava svolgendo ugualmente le sue indagini. Mi ha rivolto diverse domande riguardo tutti voi e su chi  venuto ultimamente a trovare suo padre, signore. Ma  stato molto discreto. Nessuno si  accorto di lui e nessuno  stato importunato. Roscoe rivolse a Chiara uno sguardo pensieroso e seccato. 
Lei  Roscoe Mac Talbot?
Esattamente. Chiara prese un bel respiro. Quell'uomo era insopportabile. Proprio il peggiore dei due gemelli doveva capitarle? Era sicura che quell'altro marcantonio biondo presente al funerale non sarebbe stato cos dannatamente sgarbato. No, nessuno degli altri due fratelli sembrava pessimo come lui. Rudy, se scartiamo l'ospedale non rimane altro che accompagnare la signorina Frantoni in una delle camere degli ospiti. Passer questa notte qui.
Chiara scatt in piedi. Un lieve giramento di testa la fece vacillare ma lei non se ne cur. Roscoe Mac Talbot non replic nemmeno, lasciando che fossero i fatti a parlare. Non era in grado di andare da nessuna parte. Ma Chiara non voleva mollare. Allora mi accompagni lei a casa mia, le dar l'indirizzo.
Se suo cugino fosse in casa lo farei volentieri, anche se avrei cose pi interessanti da fare stasera.
Un silenzio imbarazzato scese nella stanza. Il maggiordomo si volt dando loro le spalle e rassettando il vassoio del t. Non era difficile intuire cosa un uomo del genere avesse di meglio da fare. Fammi il favore di metterti a letto. Se farai la brava si far subito giorno e domattina Rudolph ti lascer a casa da tuo cugino o dove vorrai tu. Il mio avvocato mi ha consigliato di tenerti d'occhio. Se dovessi morire per mancanza di assistenza i tuoi eredi mi prosciugherebbero.
Davanti a quel tono strafottente Chiara strinse le labbra. Quell'uomo era un prepotente nato.
Stai tranquilla, il castello  cos grande che con un po' di fortuna da qui a domattina neanche ci incroceremo. La frustrazione le si doveva leggere in faccia perch avrebbe giurato che Roscoe Mac Talbot stava lasciando il castello con un sorrisetto compiaciuto stampato sul viso.

Roscoe mise in moto la Jaguar. Destinazione, centro citt per sbollire la rabbia, magari tra le braccia di Rose, sempre che fosse disposta ad accoglierlo ancora, dopo cinque ore di ritardo. Al diavolo, o con lei, o altrove, il modo di calmarsi lo avrebbe trovato sicuramente.

10.

 Il castello Mac Talbot era davvero grande come sembrava. Dall'esterno aveva un aspetto antico e quasi minaccioso, interamente rivestito in pietra di fiume e solido come una roccaforte, ma dentro era pieno di luce. Chiara aveva scoperto con piacere che oltre a quel maleducato di Roscoe Mac Talbot, c'era anche altra gente piacevole in famiglia. Aveva colto l'occasione per rinnovare le condoglianze a Gladys e Damian, aveva cenato con loro e conversato amabilmente soprattutto dell'Italia. Per quanto si potesse conversare amabilmente con qualcuno che ti era piovuto in casa all'improvviso in quanto investito. Si era ritirata presto, per rispetto del lutto della famiglia e anche per pudore. Aveva esaurito gli spunti di conversazione e sapeva bene di essere un ospite un po' particolare. Non voleva obbligare nessuno a subire la propria presenza e voleva andare subito a dormire. Prima si fosse messa a letto, prima si sarebbe fatto giorno, avrebbe chiamato Matthew e tornata a casa al pi presto. 
Le era stata assegnata la stanza blu. In effetti il colore della carta da parati era di un azzurro tenue, impreziosito da ricami dorati, riposante e adatto alla sua condizione. Magari al castello avevano stanze per ogni stato d'animo? Sorrise all'idea, dopo tutto neanche tanto bizzarra. Forse funzionava cos nelle regge di famiglie altolocate e stravaganti. Si sedette sul letto e con la mano accarezz la trapunta soffice, una nuvola azzurra sotto la quale fare sogni dolci e confortanti era assicurato. Anche l'arredamento era accogliente. Il com e l'armadio a due ante stondato in cima, portavano l'effigie con lo stemma di famiglia, appena pi piccolo di quello appeso sopra al grande camino del salone. Sotto la finestra era adagiata una chaise- longue dall'aspetto confortevole in tessuto a righe di tonalit azzurra, alternate ad altre blu, rosa e verde acido. O almeno le parevano di quel colore. Doveva accertarsene. Si avvicin. Qualcosa calamit la sua attenzione. Chiara rimase senza fiato vedendo lo splendido paesaggio aldil del vetro. Wow, chiss che spettacolo si poteva ammirare in primavera con le siepi completamente fiorite. Che esplosione di colori! Vag con lo sguardo sulla porzione di giardino estesa fino al portico naturale costituito dagli intrecci dell'edera. Al centro si stagliava una fontana abbellita da piccole sculture. Le sembrarono delfini.
Che meraviglia! Certo, mi potrei abituare facilmente a tutto questo lusso. Pronunci le parole ad alta voce pentendosene subito dopo. Sarebbe rimasta solo una notte e niente pi. Ripens all'attuale padrone della reggia, il suo Highlander dalla chioma corvina e lo sguardo del colore del mare invernale sotto un cielo senza luna. Quell'uomo l'affascinava e l'atterriva al contempo: era forte, bello, alto e grosso e sicuramente con uno come lui al fianco non avrebbe mai pi avuto paura di essere aggredita. Lui l'avrebbe protetta per sempre. Ma c'era qualcosa in lui che la intimoriva. Aveva qualcosa di oscuro, un'anima nera che si portava dietro e che lo dominava. Non solo, c'era anche di pi; Chiara non riusciva a togliersi dalla mente ci che aveva visto la sera prima. Il suo corpo massiccio stretto a quella donna, una concentrazione di potenza e forza che evocava solo una conseguenza: sesso. Appoggi la fronte al vetro. Il freddo le dette immediato sollievo. Non doveva pensarci. Era stato un attimo rubato, niente che la riguardasse. Doveva prender quel ricordo e cancellarlo dalla sua testa. 
Chiara and alla porta e controll di aver chiuso bene la maniglia. Avrebbe voluto dare un colpo di chiave ma sapeva che il maggiordomo sarebbe passato di l a poco a sincerarsi delle sue condizioni, come aveva fatto nel corso dell'intera giornata ad ogni ora. Si prepar per la notte indossando la camicia da notte che Gladys le aveva gentilmente prestato, morbida di seta rosso bordeaux, ma non and a letto subito. Aveva voglia di rituffarsi nel quadro meraviglioso che madre natura aveva dipinto nel giardino, cos si affacci di nuovo.
...
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Ma finiscila, Brian. Il tuo gusto in fatto di quadri ultimamente lascia molto a desiderare. Damian era appoggiato alla BMW X3 grigio metallizzata del suo amico, parcheggiata vicino alla fontana. Possibile che non capisci che il dipinto che ti hanno propinato  soltanto una crosta? Che ti succede, amico mio? Un tempo non ti saresti fatto fregare.
Cazzo, ci sono cascato come un fico maturo. E pensare che Sean mi aveva rincoglionito con il tizio e le sue opere. Fanculo, ho perso sterline molto meglio in altre occasioni. Brian scosse la testa prima di scoppiare a ridere. 
Sei il solito beone. Per fortuna che sono arrivato al momento giusto oggi altrimenti avresti fatto proprio un bell'affare. Se l'avesse saputo Roscoe ti avrebbe sfottuto per tutta la vita e avrebbe continuato anche una volta tornato a New York. Sai che non molla un pollo cos. Sei unico, guarda. Damian rise contagiato dall'amico. Brian lo tranquillizzava. Era stupito, come sempre incontrarlo aveva del miracoloso. Infatti, era sparito il malumore della mattina. Avevano passato la serata a parlare. Insieme tornavano adolescenti, ridevano fino a indolenzire la mascella e discorrevano di ogni argomento sia politico, sociale, che letterario, ed era cos da sempre, da prima del college. Avevano gli stessi gusti musicali e di arte, e in fatto di auto poi, erano praticamente una testa sola. Hai chiuso prima a causa mia?
Tranquillo, no. Oggi ero di riposo e se ti ho dato appuntamento alla caffetteria  solo perch avevo delle consegne. Ma dimmi, come stai? Mi sembra che mi stia prendendo abbastanza per il culo, quindi deduco che il tuo morale sia tornato alto. domand Brian. Succedeva sempre cos, anche da piccoli, ogni volta che combinava una stronzata o la diceva grossa, sebbene in buona fede, veniva preso in giro dai gemelli e non c'era tregua. Doveva aspettare di essere spolpato e masticato per benino prima di essere lasciato in pace. Quei due insieme erano tremendi, lo sapeva bene Brian e gli piaceva. Dopo la cena al castello con Gladys, e Chiara, aveva trascorso una serata ricordando con Damian gli aneddoti della fanciullezza.
Che hai, Damian? La domanda gli bruci in fondo alla gola. Come faceva Brian a leggergli cos bene nell'animo? Le parole gli uscirono dalla bocca incontrollate: Che ne sar di me, Brian? Come cazzo potr barcamenarmi tra gli squali che al prossimo CdA arriveranno alla carica per la poltrona di presidente? Accetteranno Gladys come voleva nostro padre? Contavo sull'apporto di mio fratello. Almeno con lui la famiglia avrebbe retto senz'altro agli assalti della concorrenza. Ma Roscoe  stato fin troppo chiaro. Non rimarr, quindi? 
Gli occhi color ghiaccio di Brian gli restituirono uno sguardo sorprendentemente caldo. Damian sent come un dolore fisico farsi strada nel suo petto. Ti manca molto tuo fratello, lo so. L'ho visto prima a cena. Mi  sembrato di ritornare indietro. Certo, anche da piccolo Ros era un gran rompicoglioni, ma potevi contare su di lui. Manca tanto anche a me. Cazzo, venire al castello mi fa sempre lo stesso effetto... Brian scosse la testa ... mi sento a casa ed  strano, lo  sempre stato, ma porca puttana, non so perch, ma  cos. Capisco cosa provi. Anch'io mi sentirei perso se andaste via tutti, se non vi vedessi pi... Alz lo sguardo sull'amico se non ti vedessi pi.... 
Damian sent il cuore saltare un battito. Non si aspettava certo di sentire parole accorate, ma il senso s, era proprio quello che gli avrebbe dato lui. Bast poco, e il suo mondo si sgretol. Si sent libero di esprimersi finalmente, libero dai sensi di colpa, libero dal fardello pesante portato sulle spalle fino al quel momento. Fece un passo avanti, strinse il viso di Brian tra le mani e lo baci sulla bocca senza pensarci. Si sarebbe aspettato una spinta, un pugno, non la risposta alle sue preghiere. 
Brian fu preso alla sprovvista ma non interruppe il contatto e cos, quando sent le labbra e la punta della lingua sulla bocca, si lasci andare accogliendolo come doveva. Damian impazz appena assapor quella morbidezza. Dio da quanto tempo lo sognava. Non ci fu niente di tenero tra loro. Il bacio assomigli a un assalto verso la torre pi impervia della fortezza che venne abbattuta con impeto e desiderio, anche se dur poco. 
Cazzo! imprec Brian restando immobile davanti all'amico ancora pi sconcertato. Senza spiegazioni, si allontanarono salutandosi frettolosamente. La sensazione esaltante di poco prima aveva lasciato il posto a quella pi cupa e triste della consapevolezza di aver distrutto in due minuti un'amicizia durata pi di trent'anni.
...
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...
Oh, mio Dio! Chiara era in subbuglio. I due uomini fuori in giardino si stavano baciando. Era sicura, non si poteva fraintendere una cosa del genere. Lo aveva visto distintamente nonostante il buio: Damian Mac Talbot si era avvicinato, aveva preso fra le mani il viso di Brian Law e quei due si erano baciati. Baciati! Allora erano amanti! Segu attratta la scena, con la curiosit che le mordeva il petto. Era la prima volta che assisteva a una cosa del genere e sentiva germogliare dentro di s una sensazione nuova. Era eccitante guardare due maschi grandi e grossi cos intimi. Non riusciva a staccare gli occhi da quei corpi cos vicini e pi li guardava, pi sentiva un calore crescere dentro dal ventre in gi. O mio Dio, si stava eccitando! Confusa si ritrasse in tutta fretta facendo un passo indietro. Era meglio non farsi vedere e poi non era una guardona. Era giusto che quei due avessero un po' di privacy. La sensazione di avere alle spalle qualcosa di duro la fece urlare. Il cuore le perse un battito nell'istante stesso in cui si rese conto che quel qualcosa di duro era un corpo. Fece per gridare ma una mano la anticip scattando sulla bocca per zittirla. 
Shhh, zitta! Vuoi svegliare tutta la casa? Anche se imbavagliata dal palmo gigante, riconobbe all'istante quella voce. Era l'arrogante Roscoe Mac Talbot. La paura improvvisa lasci il posto alla tentazione fortissima di mordere quelle dita insolenti. Come si permetteva quel cafone di assalirla alle spalle? Chiara si divincol ma fu peggio, strusciarsi contro quella parete di muscoli le diede solo maggiore consapevolezza della sua presenza e di quanto fosse imponente. Era nudo, buon Dio, almeno dalla cintola in su e dannatamente caldo. Chiara cerc di rilassare i muscoli e respirare lentamente.  solo un maleducato insolente, non pu farmi alcun male si ripeteva come una litania. Ma i ricordi ebbero il sopravvento privandola dell'autocontrollo.

Roscoe la teneva stretta con un braccio intorno alla vita. Avvertiva il corpo della donna tremare contro il suo, e si turb. Non era abituato a donne impaurite fra le sue braccia, ma a femmine vogliose che gli si strusciavano come gatte in calore. L'istinto di rassicurarla fu ci che lo spinse a toglierle la mano dalla bocca e voltarla dalla sua parte. Un paio di occhi marroni grandi, quasi spiritati lo guardavano dal basso verso l'alto. Non doveva essere alta pi di un metro e sessanta quella piccola infermiera italiana. Ehi, sono io, calmati, non hai nulla da temere. 
Lasciami subito! Chiara sembrava isterica quando parl stringendosi la testa tra le mani come se minacciasse di esplodere. La vide chiudere gli occhi, stretti. Roscoe continu a tenerle le braccia allentando un poco la presa. Non si aspettava certo una simile reazione. Ma lei non smetteva di tremare, quindi alz i palmi e fece un passo indietro, abbassando il tono della voce, rendendolo il pi calmo possibile per non turbarla ulteriormente. Era chiaro che qualcosa non andava in quella ragazza, forse non sopportava essere toccata, ma sicuramente la sua era una reazione davvero esagerata. Forse se si fosse scusato... Scusarsi! Quasi si strozz con quelle parole: Adesso, per favore guardami. Non ti tocco, va bene? Scusami se ti ho spaventata.
La ragazza lentamente si calm. Apr gli occhi e finalmente lo vide. Gli osserv il viso e il collo. Si accorse che la sua espressione cambiava a mano a mano che scendeva con lo sguardo. La vide dilatare appena le palpebre nel momento in cui si era accorta che non portava la camicia. Chiara deglut come se cercasse di riacquistare la lucidit necessaria per poter parlare. La vide indugiare ancora sul suo petto e poi distogliere lo sguardo. Sembrava fosse sul punto di svenire e forse stava cadendo davvero, perch fu costretto ad abbracciarla di nuovo, questa volta per sorreggerla. La prima a parlare fu Chiara: Scusami, ma mi ha preso alla sprovvista...
Non preoccuparti, non fa niente. E poi la colpa  mia. Avrei dovuto farmi sentire, ma... Roscoe la guard con vera attenzione per la prima volta. Not la bellezza del viso, l'espressivit degli occhi e rischi di perdersi nella profondit del suo sguardo, la bocca sensuale, il collo lungo e le spalle giuste. Forse era l'effetto della camicia di seta o la serata strana, non sapeva cosa di preciso, ma qualcosa di lei lo attirava. Non era il genere di donna a cui era abituato. Al momento le donne cui era solito accompagnarsi rispondevano agli stessi requisiti: troppo magre, tutte ossa e sporgenze pungenti. Invece, Chiara era diversa. Era morbida sotto le sue mani, non troppo alta, impaurita, vulnerabile. Roscoe fece scivolare lo sguardo lungo il petto. Erano i suoi capezzoli quelle gemme che spiccavano sotto la seta della camicia da notte? Doveva essere per il freddo. Non importava per cosa fosse, era deliziosa, un bocconcino da succhiare. 
Non importa di chi sia la colpa, credo che sia ora di andare a dormire. Io mi raffredder e anche lei. Chiara aveva recuperato il suo autocontrollo, lo sentiva dal tono freddo e risoluto della voce. Roscoe represse un mezzo sorriso. S in effetti  un po' strano per una che ha preso una botta in testa andarsene in giro in un castello sconosciuto in piena notte con... solo della seta addosso.
Chiara trattenne il respiro concentrandosi per trovare una risposta sensata. Ma perch quel caprone di Roscoe Mac Talbot non poteva essere ottuso come una zucchina e doveva anche fare domande plausibili? Che cosa poteva rispondere? Che stava spiando suo fratello che baciava il loro amico comune? Non era facile farsi venire un'idea decente in testa. Con quel busto nudo l davanti, concentrarsi era quasi impossibile. Anche lei che va in giro cos...
Ho i calori. gli sent rispondere di getto, come se avesse le parole in punta di lingua.
I calori! Chiara sent una vampata salirle dal ventre al viso. Aveva detto che non ci saremmo neanche incontrati qui dentro. Era preoccupato per me? A tal punto di farmi visita in stanza?
Ero preoccupato per me, controllavo che non fossi in condizioni di fare richiesta di risarcimento.
Insolente come quel pomeriggio. Come vede sto benissimo. L'unica cosa che non va  che sto gelando. Buonanotte signor Mac Talbot. Era stata abbastanza efficace da invitarlo a uscire dalla sua stanza? Evidentemente s, perch lo vide girare i tacchi e borbottare a bassa voce: Buonanotte.
O forse lo aveva solo immaginato.

11.

La porta vibr per il contraccolpo e Brian rimase fermo al buio in mezzo alla stanza. Il mondo intero si era sbriciolato in pochi secondi. L'immagine di quello che era successo con Damian gli era passata davanti agli occhi tante e tante di quelle volte che non sapeva pi se si trattasse della realt o del frutto della sua immaginazione. Si erano baciati! Cazzo, s, si erano proprio baciati. 
Oh, merda! Finalmente riusc ad articolare dei suoni, era la prima volta dopo il bacio. Da quando era salito in macchina non aveva pi aperto bocca. Per dire cosa? Damian lo aveva baciato... 
Trov il vecchio divano di tweed con il retro delle ginocchia e vi cadde a peso morto. Con le mani infilate fra i capelli cerc di arrestare il flusso dei pensieri. Si sentiva troppo scombussolato, cos sottosopra come non succedeva da parecchio. Porca di quella puttana! le mani precipitarono dai capelli alle ginocchia. No, non lui, non poteva crederci. Pi si concentrava sull'accaduto, pi si rendeva conto di essere stato preda di un raptus assurdo e irrefrenabile. Si era trattato di un errore, uno slancio scellerato, qualcosa che non sarebbe dovuto mai accadere. Si stropicci con vigore la faccia maledicendosi e scatt in piedi. Non riusciva a stare fermo, mancava poco che si afferrasse per il collo e stringesse fino a perdere i sensi. Ma come gli era saltato in mente? Che aveva fatto? Non riusciva davvero a dare un significato a quel bacio. Si sedette di nuovo rialzandosi subito dopo, come se il divano fosse incandescente. Doveva calmarsi, schiarirsi le idee prima di impazzire del tutto. Al buio si diresse verso il bagno per una rinfrescata al viso. S, era sveglio anche se completamente intontito. Accarezz il pizzetto insaponandolo per bene con il resto del viso e si sciacqu sperando di strapparsi da dosso la sensazione di smarrimento che lo lacerava. Con gesti meccanici si spogli gettando nel cesto dei panni sporchi la camicia, la t-shirt, i jeans, i boxer e le calze. Per quanto si sforzasse di rimanere calmo, sapeva che prima o poi avrebbe dovuto fare i conti con il cervello, sempre che ricordasse come farlo funzionare. I neuroni sembravano focalizzati sulla scena in giardino, non avevano forza sufficiente per registrare altro. Perch? C'era forse dell'altro di cui preoccuparsi? Bestemmi stringendo gli occhi sotto il getto impietoso dell'acqua ma anche in quel modo non faceva altro che vedere il momento in cui Damian, l'amico caro, il fratello che non aveva mai avuto, la persona pi importante da sempre, si era avvicinato a lui pericolosamente. Quel viso virile e curato, le sopracciglia definite e perfette, e sotto quegli occhi verdi come giada che cercavano di penetrarlo con una luce strana, mai vista. Perch non lo aveva fermato? Perch non aveva fatto un passo indietro? Perch lo aveva lasciato fare senza reagire? Una risposta c'era: non poteva comportarsi da stronzo proprio in quel momento. Damian stava soffrendo, aveva perso entrambi i genitori, era di colpo diventato responsabile dell'azienda di famiglia, era sconvolto. E aveva trovato rifugio fra le sue braccia, le braccia di un amico, ma la cosa era sfuggita loro di mano. Doveva essere andata cos, non c'era altra spiegazione, niente su cui almanaccare e arrovellarsi fino allo sfinimento. Un pugno sarebbe stato giustificato, con chiunque altro ma non con lui. Non poteva. Perch non era un pugno quello che avrebbe voluto rifilargli in quel momento. Le labbra di Damian erano diverse da quelle sulle quali si era posata la sua bocca fino a quel giorno; erano diverse da tutte quante. Non erano delicate e neanche voraci, erano semplicemente dure, turgide e piene, e il loro sapore non era di femmina vogliosa, era di maschio, rude e...basta! Che razza di paragoni gli venivano in testa? Non era quello lo stato d'animo giusto, doveva sentirsi disgustato. Si conoscevano da una vita e mai aveva visto Damian come una minaccia alla sua virilit. No, anzi, si sentiva molto legato a lui, la loro amicizia era cos importante da non dover chiedere nulla sulle reciproche inclinazioni sessuali. Era tutto scontato, cosa ci poteva essere di meglio di una bella fighetta calda e accogliente? Ci che Brian considerava importante era la presenza costante dell'uno nella vita dell'altro; sapevano entrambi di poterci contare in qualunque momento e era proprio quanto avvenuto la sera prima. Brian era andato al castello per l'amico, perch era giusto cos. Damian si era sfogato, aveva lasciato andare i pensieri sapendo che lui lo avrebbe compreso senza giudicarlo. Aveva raccontato della mattinata assurda passata a casa a litigare con i fratelli, rammaricandosi di non avere la possibilit, invece, di conversare civilmente con loro, cos come dovrebbe avvenire in una vera famiglia. Brian lo aveva ascoltato senza interromperlo, gli aveva offerto una birra e insieme si erano seduti sul divanetto nell'area biliardo in silenzio. Era sempre cos, rimanevano zitti per ritrovare il filo logico dei pensieri e la stabilit, e poi ricominciare. Damian, dopo dieci minuti di assoluto silenzio passato a lasciarsi coccolare il palato dalla bevanda fredda, aveva continuato a raccontare del suo incontro con l'avvocato e delle procedure burocratiche che aveva dovuto svolgere per la registrazione di alcuni documenti lasciati senza firma dal padre. Descriveva come avesse fatto tutto per bene e con estrema velocit. Non vedeva l'ora di arrivare alla caffetteria Una volta al The Castle, Damian diventava l'uomo normale e gioviale che conosceva, l'amico buono e fraterno su cui poter contare sempre. 
Brian prese il flacone del bagnoschiuma lasciandone cadere un po' sulla mano dedicandosi a insaponare braccia e spalle. Voleva essere un massaggio ruvido ma il contatto tra mani e corpo scaten una reazione inaspettata, una specie di brivido, una corrente elettrica gi per la schiena. La mente si cristallizz su loro due insieme. La mano scese ad insaponare il petto e la pancia. Fermo sotto il getto d'acqua e con gli occhi chiusi, Brian assapor sulla bocca il sapore degli istanti in cui le loro labbra si erano unite. Espir pesantemente ancora incredulo, eppure era successo, si erano baciati. Grugn quando la mano scese sull'inguine e sulle cosce; non riusciva ancora a capacitarsi. Ma che cazzo era successo? Stavano parlando, era vero, avevano riso tranquilli. Di colpo l'atmosfera era cambiata e lui l'aveva confessato:
Ti manca molto tuo fratello, lo so. L'ho visto prima a cena. Mi  sembrato di ritornare indietro. Certo, anche da piccolo Ros era un gran rompicoglioni, ma potevi contare su di lui. Manca tanto anche a me. Cazzo, venire al castello mi fa sempre lo stesso effetto, mi sento a casa ed  strano, lo  sempre stato, ma porca puttana, non so perch, ma  cos. Capisco cosa provi, anch'io mi sentirei perso se andaste via tutti, se non vi vedessi pi... se non ti vedessi pi... 
E poi Damian si era avvicinato e... Dio, si erano baciati... Brian prese a strofinarsi con forza le gambe risalendo verso il pube e imprec rivivendo tutto ancora e ancora per filo e per segno. Chiuse gli occhi e assaggi un bacio inaspettato, dolce... Ma che cazzo...? Non poteva crederci, si erano baciati, continuava a ripeterlo e il tarlo fisso nel cervello lo stava facendo diventare scemo. Che diavolo! E ora? Come si sarebbe dovuto comportare? Cosa avrebbe detto a Damian e come avrebbe affrontato il discorso Ma la domanda fondamentale era: si sarebbero pi rivisti? Gi, perch non era sicuro che avessero il coraggio di guardarsi in faccia anche solo per un saluto. Oh, merda! Che cazzo abbiamo fatto? 
Non smetteva di ripeterselo cos come continuava ad insaponarsi i testicoli e il pene indugiando oziosamente. Strinse gli occhi cercando di rimandare il momento, ma non c'era niente da fare, doveva confessare a se stesso ci che gi aveva capito e che lo rodeva come un tarlo. Non era il bacio, il contatto tra loro, ci che maggiormente lo aveva sconvolto, ma la consapevolezza di quanto avesse provato. Gli era piaciuto. Non c'erano santi. Ecco cosa lo sconvolgeva: non si era tirato indietro, e Dio solo sa se avrebbe potuto farlo, ma non lo aveva fatto perch l'ultima cosa che desiderava era staccarsi da quelle labbra. Per la prima volta aveva baciato un uomo e gli era piaciuto. Mentre torn per l'ennesima volta a quegli istanti, si scaten qualcosa che non aveva previsto: cominci a muovere la mano lungo il membro che inspiegabilmente rispose, inturgidendosi stretto nel pugno. Brian spense ogni barlume di coerenza e di razionalit, invocando solo i suoi pi bassi istinti. Non si ferm. Era sbagliato e se ne sarebbe pentito, lo sapeva bene, ma non c'era modo di fermarsi. La sua coscienza dormiva in quel preciso istante o si era andata a far fottere da qualche parte. Continu quel massaggio ruvido e quasi rabbioso leccandosi le labbra, ricordando il contatto con quelle di Damian. La mano si mosse pi in fretta, gi e su per tutta l'erezione sfiorando il glande nel punto pi sensibile, sibil tra i denti maledicendosi per ci che stava provando. Era sbagliato, ma non moll la presa. Aument il ritmo: una volta superata la sorpresa aveva accettato la bocca di Damian sulla sua. Strinse di pi e quando il ricordo della punta di quella lingua che toccava la sua si fece cos vivido da sembrare reale, Brian s'irrigid inarcando la schiena. Venne con un'imprecazione spargendo il suo seme sulle mattonelle umide della doccia. Spalanc gli occhi sconvolto in debito di ossigeno, Cristo, ma che stava succedendo? Non a lui, no! Doveva uscire, aveva bisogno d'aria, e per poco non sradic il pannello della doccia dalla guida. Si appoggi con le braccia al lavandino per riprendere fiato. Aprire la bocca inspirando a fondo ed espirando di rimando, serv a poco. Lo specchio gli restitu l'immagine del suo aspetto niente affatto cambiato, gli occhi di ghiaccio erano al loro posto, solo leggermente offuscati e il pizzetto sempre l a renderlo quello di sempre. Non era successo un bel niente, non voleva dire niente. Nel pensarlo scoppi a ridere. Era pazzo, indiscutibilmente e irrimediabilmente pazzo. 
...
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Il sole attravers i vetri e lo colp in pieno, come se anche il cielo volesse infierire punendolo. Non lo aveva fatto abbastanza lui stesso per tutto il tempo? Non si era incasinato la vita al punto da non riuscire neanche pi a ricordarsi il proprio nome? Quel raggio simile ad un laser gli stava perforando la tempia. Doveva spostarsi. Brian sbatt gli occhi maledicendo ancora una volta il mondo quando sent la testa esplodergli in mille pezzi, una sfera di cristallo lasciata cadere dall'alto. Si era addormentato sul divano dopo essersi preso una bella sbronza nel tentativo di annegare i pensieri in una bottiglia di Johnny Walker Black Label. A dire il vero aveva letteralmente perso i sensi, avvolto nell'accappatoio, completamente gelato e con la familiare sensazione di bocca amara. Riusc a mettersi seduto cos come il mondo lentamente e con dolore si rimetteva in asse. Non apr gli occhi per altri cinque minuti preoccupandosi prima di tenere la testa ferma sul collo. Quanto aveva dormito? Non lo sapeva con precisione, ma di certo non molto. Era tornato a casa verso l'una ed aveva perso tempo prima di addormentarsi. Alz il polso e mise a fuoco il quadrante del Sector: Ma porca troia! Sono gi le sette? Cazzo! Ogni parola pronunciata era simile ad una stilettata nel cervello dalla parte destra proprio sulla tempia. Ma quanto aveva bevuto? Non ricordava neanche di essere arrivato al divano quella notte. Una cosa era ben chiara per: doveva risolvere con Damian. Sarebbe stato facile, bastava chiudere il discorso con un paio di battute secche. Era assurdo anche stare ancora a pensarci. Quella cazzata della notte che portava consiglio non era poi cos sbagliata evidentemente. Aveva tutto chiaro, cosa fare e come. Si guard intorno alla ricerca del cellulare, compose il numero di chiamata rapida, con la consapevolezza finalmente che dopo tante stupidaggini stava per fare la cosa giusta.

12.

Milord, esce di buon ora stamani. Non fa colazione?  gi tutto pronto nella saletta e se ha fretta pu benissimo prendere una veloce tazza di caff caldo. Gli altri dormono ancora e...
Non preoccuparti, Rudolph Damian interruppe il maggiordomo con gentilezza, ma deciso. Mangiare era l'ultimo dei suoi pensieri, gli si rivoltava lo stomaco al solo pensiero del cibo. Non ho fame e devo uscire. Non ho tempo neanche per un caff. Ma per favore, se gli altri dovessero chiederti di me, d pure che sar di ritorno per l'appuntamento con il notaio. A dopo. Senza aspettare la replica, usc di corsa di casa. Gir l'angolo per raggiungere la Aston Martin nera; sal sbattendo le mani sul volante. Il freddo gli stava penetrando nelle ossa ma forse non era un male, gli avrebbe schiarito le idee. Sempre che gliene fosse rimasta ancora qualcuna in testa, visto che si sentiva completamente prosciugato. Mise in moto e sfrecci lungo il viale verso il cancello. Doveva allontanarsi di l prima che qualcuno lo incontrasse. La tensione gli si leggeva in faccia e non era certo in vena n di affrontare un altro scontro con Roscoe, n di sopportare un interrogatorio in stile Scotland Yard a cui Gladys lo avrebbe sottoposto appena scoperto il suo umore. Nulla sfuggiva alla sorella, mai. Da sempre era considerata il segugio della famiglia, capace di scrutare gli altri e scoprire attraverso la comparsa di una ruga nuova, la luce diversa nello sguardo, l'atteggiamento inconsueto delle mani o la diversa postura delle spalle a tavola, che qualcosa era cambiato, e poi colpiva facendo la fatidica domanda: Avanti, cosa c' ancora? Che hai fatto? E cos iniziava un tira e molla di domande, illazioni, pretese e supposizioni che trovavano la naturale conclusione soltanto dopo la confessione. Quindi, si andava avanti con la discussione per l'attribuzione delle colpe e i vari consigli che era meglio seguire per il bene di tutti. No, non poteva permetterlo quella mattina. Doveva andarsene prima che potesse farsi sfuggire cosa era successo tra lui e Brian la notte precedente. Non aveva chiuso occhio, aveva trascorso il tempo a rimuginare sul modo per ricomporre l'amicizia e cancellare l'incidente. Sembrava impossibile. Ingran la marcia e volt a sinistra per la citt. Se non fosse stato per le beghe burocratiche che lo costringevano a ritornare a casa, avrebbe tranquillamente raggiunto la superstrada, fatto il pieno e sarebbe partito per una meta sconosciuta. Solo nei suoi sogni, per. Avrebbe potuto convincere Roscoe a portarlo con lui a New York anche soltanto per una visita veloce. Tutto pur di sparire da Blantyre e dal disastro che aveva combinato. Anzi, a pensarci bene, l'idea di cambiare aria non gli sembrava poi cos irreale e assurda. In fondo niente pi lo tratteneva in Scozia: c'era il lavoro,  vero, ma poteva benissimo lasciare tutto in mano alla sorella. In questo modo, grazie alle sue quote azionarie, Gladys avrebbe avuto pi potere all'interno dell'azienda nella posizione ideale per mettere a tacere la concorrenza e diventare senza ombra di dubbio il presidente della Mac Talbot Industries. Per quanto riguardava il castello, avrebbe venduto la sua parte sempre a Gladys ricevendo in cambio la sua eterna gratitudine. Roscoe non avrebbe avuto nulla da ridire e ci sarebbe stato il lieto fine agognato per ognuno di loro. Tutto questo nel sogno ovvio, lo stesso sogno che non avrebbe mai realizzato.
Damian sentiva il cuore schiacciato sotto una pressa che gli opprimeva il petto. Cos'era la sensazione di freddo che avvertiva? Eppure non era uscito di casa nudo, ma avvolto nel caldo vestito di lana pettinata di taglio italiano. Perch aveva voglia di accelerare e affrontare la discesa a tutta velocit sperando nello scoppio provvidenziale di una gomma o nella presenza improvvisa di un albero in mezzo alla strada dietro la prossima curva? Era disperato, non c'era altro da dire: aveva distrutto la sua vita e perso l'amico per sempre. Che gli era passato per la mente? Un gesto sciocco con conseguenze devastanti. Brian si sarebbe allontanato spaventato, di pi, atterrito, disgustato. Lo avrebbe additato come il depravato che era. 
Come un condannato a morte, vide il passato scorrergli davanti agli occhi, fotogramma dopo fotogramma. Nonostante i sentimenti per Brian stessero cambiando nel corso degli anni, si era sempre preoccupato di tenerli ben nascosti. Considerava di gran lunga pi importante la loro intesa basata sulla reciproca stima piuttosto che avventurarsi in una relazione amorosa troppo complicata. Damian conosceva bene la fama dell'amico e il successo con le donne e non gli importava. Insieme si erano divertiti ad uscire con le ragazze anche se alla fine era solo l'altro a concludere. Se Brian era contento, Damian lo era di pi, tanto sapeva che nel momento del bisogno lui c'era sempre. Allora, a che diavolo stava pensando la sera prima? Aveva sognato quelle labbra per tante notti. Doveva rimanere un sogno! E allora, che cosa era cambiato? Tutto, rispose tra s; tutto finito, morto, cancellato. Si lasci andare imprecando pesantemente. Era solo in macchina e al diavolo le regole Mac Talbot. Si sentiva solo un cretino, un emerito, disperato cretino. Un idiota che non aveva tenuto a bada gli ormoni neanche avesse quindici anni! E se l'avessero visto? Spinse bruscamente il piede sul pedale del freno e l'auto gir su s stessa lasciando sull'asfalto la scia scura dei pneumatici. Quando il veicolo si ferm Damian sent l'adrenalina scorrergli dentro. Solo l'idea di aver dato spettacolo a tutti i presenti in casa gli procur nausea. L'idea di tornare a casa nel pomeriggio era da scartare. Non se la sentiva proprio di affrontare la famiglia. 
Il trillo del cellulare lo scosse; rimise in moto la macchina e parcheggi a lato della strada. Il nome di Brian sul display lo gel. Non sperava certo in una sua chiamata. Tentenn con il dito in bilico sul tasto, indeciso se accettare la chiamata o lasciar suonare il telefono senza rispondere. Non si aspettava certo di sentirlo cos presto, anzi forse non si aspettava proprio di sentirlo pi e la cosa lo fece riflettere: se avesse risposto avrebbe ascoltato epiteti pesanti e maledizioni o la richiesta di una spiegazione? Non sapeva cosa aspettarsi. Sarebbe stato un tentativo di salvare quello che rimaneva del loro rapporto, o Brian gli avrebbe comunicato di andare al diavolo una volta per tutte e di lasciarlo in pace? Rimase alcuni secondi ad occhi chiusi appoggiato allo schienale del sedile preparandosi al peggio. Non sarebbe mai stato pronto ad affrontare il patibolo ma neanche ad evitare di ascoltare la calda voce dell'amico: Ehi, co... come va? Avrebbe benissimo detto qualsiasi altra cosa pur di rompere il ghiaccio. Il peggio doveva ancora venire, lo sapeva. Brian tentenn ancora un po' prima di rispondere: Sto... bene, s, cazzo s sto bene, credo. 
I secondi di attesa sembrarono eterni. Coglione! Per la prima volta era senza parole e proprio con la persona con cui non aveva avuto mai imbarazzi. C'era poco da dire in effetti, solo scusarsi, e Damian lo fece per primo: Non pensavo di... s, insomma, non credevo di sentirti pi dopo stanotte. Brian, ti chiedo scusa. Ecco fatto, ora non restava altro che attendere l'esplosione dall'altro capo del telefono e sorbirsi ogni tipo di offesa fino all'inevitabile: Vaffanculo, stronzo. Era pronto a tutto e stavolta avrebbe ascoltato in silenzio, accettando anche le pugnalate al gi torturato cuore ridotto a brandelli.
Avvert chiaro il disagio di Brian, lo cap dalla pausa troppo lunga. Anche l'amico non sapeva cosa o se rispondere: Ok, ma ho chiamato perch ho bisogno di parlarti e non  possibile al telefono. Dobbiamo vederci. Se non sei impegnato vieni da me diciamo... tra un'ora? Va bene?
Rivedersi. L'imbarazzo sarebbe salito alle stelle. Damian rispose di getto, come se non aspettasse altro: Certo, tra un'ora al The Castle, come vuoi. Hai ragione, dobbiamo parlare. A dopo. Chiuse la comunicazione ringraziando il cielo dell'opportunit che gli era stata concessa. Mise in moto pi tranquillo, in attesa di arrivare al locale, avrebbe fatto un giro verso il mare per schiarirsi le idee.

13.

Damian rimase sulla porta del pub. Dal telefono era sembrato tutto pi semplice. Ma al diavolo! Aveva vagato per tutta la zona intorno alla citt svuotando il serbatoio della benzina solo per schiarirsi le idee e pensare bene a cosa dire senza sembrare stupido. La situazione non era migliorata. Affrontare Brian e il suo senso di colpa non era per niente facile, ma non poteva passare la notte l fuori. Quindi spinse la porta ed entr con lo stato d'animo di un detenuto in attesa di esecuzione. Sarebbe stato fucilato o arrostito sulla sedia elettrica, o graziato in cambio dell'esilio? Quale che fosse la sentenza, in ogni caso avrebbe perso e ne era ben conscio. Non si sarebbe tirato indietro. Brian era al solito posto, dietro al bancone a servire i primi avventori che amavano scaldarsi con un cappuccino o solo un caff prima di cominciare la giornata di lavoro. Riusc in qualche modo a mettere un piede dietro l'altro e quando lo vide alz la testa, un dolore al petto lo trafisse. Brian lo salut come sempre, ma senza la solita luce allegra negli occhi. Era peggio del previsto, e la colpa era solo sua. Salut alcuni conoscenti ringraziandoli tutti per le attestazioni di cordoglio. Una volta al bancone ordin un caff, il primo della giornata, e attese con pazienza che gli venisse offerto. 
Eccoti il caff. Preferisci un croissant o altro? Brian sembrava distante. Mentre si muoveva con la solita sicurezza dietro il bancone gli occhi color ghiaccio non si sollevarono mai per incrociare i suoi. 
Guardami avrebbe voluto implorare Damian, ma le parole gli morirono in gola. Va bene cos, grazie. Era evidente e palpabile la tensione tra loro. Non sapevano cosa dire, e apparivano goffi e a tratti comici. Damian non era capace di resistere a tutta quella tensione, gli sembrava di esplodere. Si alz senza neanche sapere bene cosa fare, ma una presa forte gli blocc il braccio come una morsa. Vai nel retro. Arrivo subito.
Brian voleva parlargli. Damian ingoi a vuoto e in silenzio si avvi verso l'ufficio. Accost la porta con la mano tremante e si avvicin alla finestra che dava sulla strada laterale, la via dei negozi. Era arrivato il momento; si sarebbe deciso tutto in quella stanzetta. Le macchine avanzavano piano a causa del semaforo in fondo alla strada che andava a intermittenza. I passanti sul marciapiede procedevano a passo svelto per recarsi al lavoro. La vita in citt ricominciava uguale come ogni giorno. Non era cambiato niente per gli altri, ma per lui s, e quel giorno rischiava di essere ricordato come l'epilogo di una bella amicizia e l'inizio di una serie di giorni senza Brian. 
La porta si apr chiudendosi di nuovo, Brian era l alle sue spalle. Ci siamo, togliamoci il dente e facciamo in fretta. Si gir ad affrontarlo. Brian si ergeva massiccio appena oltre la porta. Le braccia incrociate sul petto poderoso, le gambe appena divaricate, il volto serio e concentrato. Damian non riusc a parlare, non sapeva da dove cominciare. Forse sarebbe stato pi facile continuare a guardare fuori dalla finestra: Da ragazzo, vi vedevo parlare in giardino, tu e i miei fratelli, e sentivo le battute di Roscoe sulle gambe della sua compagna di scuola, Lou-Ann. Mi ricordo ancora il suo nome, pensa. Tu ridevi appoggiato con la schiena a mia sorella che ti passava le mani tra i capelli. Li definiva come ovatta, morbida e soffice. Rispondevi sempre che quello era un trucco per attirare le ragazze e intanto ammiccavi a Roscoe che offeso e divertito, ti sferrava un pugno sulla spalla, e la sua solita risposta burbera: Non ci sperare, amico. Tu in questa casa potrai entrare solo se un domani la sposerai. Per quanto mi riguarda, non sei il mio tipo. E scoppiavate a ridere ancora pi forte. Anch'io ridevo ma senza convinzione. Ti osservavo e Dio solo sa quante volte ho sperato di poter accarezzare i tuoi capelli, certo non di sposarti - abbass la testa in attesa di un'imprecazione che non arriv. Strano. - e mi riproponevo di apprendere da te come avvicinare le donne, visto che non ci riuscivo. Con un colpo di tosse si schiar la voce con lo sguardo dai passanti. E quando si facevano le gare di corsa tra noi, nel viale principale davanti alla fontana, Gladys stava in piedi sul bordo e ci dava indicazioni ricordandoci che il vincitore l'avrebbe presa tra le braccia e baciata come premio. Stavolta rise: Roscoe mi afferrava per una spalla per frenarmi nella corsa. Ti superavamo sempre e chiaramente mio fratello, faceva in modo che non fossimo noi i vincitori. Il solo pensiero di baciare mia sorella era una scusa sufficiente per poterti regalare l'onore di arrivare prima di noi. L'espressione che avevi ogni volta che lei ti baciava sul naso, credimi, ci ripagava del fatto di averti lasciato vincere, e noi siamo sempre stati migliori di te in velocit. Volevamo in famiglia che sposassi Gladys. Poi per, crescendo, ho capito che il desiderio di averti intorno racchiudeva dell'altro, non certo il rapporto con mia sorella. No, tu mi interessavi, eravamo amici  vero, ma provavo qualcosa di pi profondo che non sapevo spiegarmi fino a... ieri, si fino a ieri notte. Dannazione! Ti giuro, credimi, non era programmato, anche se erano anni che pensavo a come potesse essere baciarti, a come sarebbe stato se al posto di mia sorella ci fossi stato io a darti il premio. Lo so,  ridicolo e non sai quante volte pensandoci mi sono dato dell'idiota. Sei il mio pi caro amico, mio fratello, e ho tenuto a bada e ben nascosta la voglia che avevo di sentirti... O cazzo! Pensava di non poter dire una sola parola e invece era un fiume in piena incapace di fermarsi. Si copr il viso con le mani continuando ad imprecare e a maledirsi, ma quella era la resa dei conti, l'ultima mano della partita in cui i giocatori non possono pi bluffare, ma devono svelare il punto in mano. Doveva affrontarlo e guardarlo negli occhi. Basta scappare! Trov l'amico in piedi, fermo davanti alla porta chiusa. Non si era mosso da l da quando era entrato ed aveva ascoltato tutto senza interrompere. Damian vide quelle pupille trasparenti puntate su di lui. Lo stavano giudicando, lo sapeva, per la prima volta in trent'anni Brian lo stava giudicando. Ancora dieci minuti, si disse, il tempo sufficiente per svelare i propri sentimenti e se ne sarebbe andato ponendo fine alla gogna mentale e psicologica che lo stava facendo a pezzi. Damian prese un lungo respiro gonfiando il petto, era all'altezza dello scontro che sapeva duro e doloroso, ma ne sarebbe uscito con le proprie gambe, nessuno lo avrebbe cacciato. Se ne sarebbe andato con il cuore e l'anima in frantumi, ma con dignit. Non toccava a lui parlare, aveva gi detto abbastanza, ma la lingua gli si sciolse: Brian, avevo voglia di baciarti da tanto tempo, perch... oh Cristo!  difficile dirlo anche ora che il gioco  scoperto. Ma al diavolo! Sento qualcosa per te, da tanto, e ieri notte in giardino, beh, l'ho sentito chiaro e ti ho baciato. Me ne vergogno? Non lo so, ma ti chiedo scusa. Perdonami. Damian rimase in silenzio in attesa del verdetto. 
Non avevo idea dei sentimenti che provi nei miei confronti. Non me n'ero mai accorto. Sei stato bravo a nasconderli. Brian si schiar la voce. Cazzo, non avrebbe mai pensato di intavolare un discorso simile. Si sentiva a disagio come un adolescente sorpreso a farsi una sega in bagno a scuola pensando alla compagna di banco. Aveva la fama di un uomo a cui non sarebbero mai mancate le donne. Bastava la fama di uomo sexy e glaciale come biglietto da visita dovunque andasse e il suo aspetto faceva il resto. Sapeva di essere attraente con quell'aria da angelo caduto perverso, e le donne facevano la fila nella caffetteria pur di poterlo vedere. Mai avrebbe potuto immaginare di diventare oggetto del desiderio di un altro uomo. E Damian era l, davanti a lui, con quel viso affilato e gli occhi verdi che lo guardavano come se ardessero, massiccio e elegante nel suo completo di lana e nello stesso tempo cos fragile e indifeso. Prese il coraggio a due mani e parl dopo essersi grattato il pizzetto come faceva sempre quando aveva bisogno di concentrarsi e uscire dall'imbarazzo: Damian, non immaginavo cosa provassi. Brian avanz di un passo: Siamo amici, buoni, ottimi amici, lo sai e anche io ti ho sempre considerato un fratello. Mi sono sempre fidato, ti ho preso ad esempio. S,  la verit. Mi sono ispirato a te per aprire la mia attivit. Mi hai dato consigli utilissimi e sei un mito qui dentro. Ma, credimi, non so che cazzo risponderti quando mi dici che volevi da tempo baciarmi. Oh, merda! Brian pensava che sarebbe stato pi semplice, invece si sentiva intrappolato in un ginepraio. A braccia incrociate si sentiva protetto: Se solo avessi notato, se solo avessi capito cosa provavi... era il discorso pi complicato che avesse mai fatto. Le parole gli uscivano a scatti soffocanti oltre ogni dire. E poi quegli occhi verdi che lo guardavano cos... vulnerabili e speranzosi.
Cosa? Ti saresti allontanato prima da me?  questo quello che stai cercando di dire? lo interruppe Damian. Sentiva il proprio cuore sanguinare. No... ma che dici? Sei la mia famiglia, quella che ho perso presto. Dio, siamo cresciuti insieme e sappiamo tutto di noi. Conosco ogni piccolo particolare della tua vita, ogni pensiero, ogni aspirazione, ogni desiderio... beh, almeno dopo ieri sera. Non ne avevo idea, Damian. Mi chiedi di perdonarti? Per cosa? Che dovrei dire? Eravamo solo io e te nel giardino e ci che  successo  stato qualcosa che avremmo dovuto tener a bada. Poi non sei stato tu solo...
Damian apr la bocca, ma non riusc a far entrare aria nei polmoni. Spalanc gli occhi incredulo. Davvero era sul punto di dire l'abbiamo voluto in due? Era questo che intendeva? Non era possibile, la mente gli stava giocando un brutto scherzo. Che vuoi dire? Non ho capito.
Che avrei potuto spingerti via, non mi stavi tenendo legato. Ma non l'ho fatto, perch, cazzo  una stronzata, ma pur sempre la verit. E qui oggi stiamo dicendo tutta la verit quindi, ho capito che avevi bisogno di un conforto e ci siamo fatti prendere la mano tutti e due. Non succeder pi. La considero un'altra esperienza fatta per capire meglio chi sono. E, caro mio, io sono etero e cos rester per tutta la vita. Il sorriso di Brian fu la dimostrazione della sua convinzione: era un predatore che amava le donne. Damian che per un attimo aveva sperato, si fredd come sotto ad un barile di acqua gelida, impietrito. Sei mio amico, Damian, e siamo adulti. Te l'ho detto,  stata un'esperienza che possiamo facilmente buttarci alle spalle e andare avanti come se niente fosse accaduto. La mano di Brian sulla spalla gli bruci come un tizzo incandescente. 
... come se niente fosse accaduto... La frase gli rimbombava in testa senza sosta. Che voleva dire? Come poteva non essere successo niente? La notte prima nel suo giardino, si erano baciati, cazzo, certo che era successo qualcosa e di vaste proporzioni anche. Come riusciva Brian a liquidare la questione con una frase cos semplice e banale? Damian si lisci la coda perfettamente ordinata. Tutto il suo mondo era sempre stato in ordine. Ma ora era in corso un mutamento non previsto ma inarrestabile. Si volt ad osservare l'amico. Dovevano chiarirsi una volta per tutte: Ma che stai dicendo? Mi sono esposto ieri notte e ti ho baciato e oggi ti dico che volevo farlo da tanto dichiarandoti in pratica ci che sento per te e tu mi rispondi con un semplice facciamo come se niente fosse accaduto? Sei davvero convinto di questo? Credi sul serio che se ora mi avvicinassi a te e ti baciassi di nuovo, tu mi lasceresti fare? Sar cos tutte le volte? Mi asseconderai pensando che in fondo non sta succedendo o che ho bisogno di una spalla su cui piangere? Damian era angosciato e non avrebbe voluto, ma non poteva fermarsi, non a quel punto. E che mi dici del fatto che potrebbe piacermi di nuovo magari, eh? Verrai a letto con me se te lo chieder, o cosa? Non capisco. Io penso invece che da ieri notte tra noi non potr pi essere come prima, mai pi. Aveva parlato chiaro e si sent sollevato. Forse sarebbe stato difficile ricomporre la loro amicizia, ma almeno, dopo tanto tempo, si sent onesto. 
Brian s'irrigid. Non poteva credere alle parole dell'amico. Non era lucido, era sconvolto e lui aveva il dovere di richiamarlo alla realt. Ieri ti ho detto che non avrei sopportato di non vederti pi, sarei stato male senza di te, e oggi lo confermo. Anche alla luce di quello che  successo tra noi. Non mi interessa, per me non  accaduto niente. Niente di niente. Tutto quello che hai detto  vero, potresti riprovarci, mi conosco e mi conosci anche tu. Cristo! Sono etero, anche se ci siamo baciati, io sono etero. Non verr mai a letto con te. Amo e voglio continuare ad amare le donne. Quindi non vedo perch  tanto strano per te considerarlo un incidente di percorso e andare avanti come sempre. Quando gli si avvicin, Damian rimase sconcertato nel vedere in quegli occhi di ghiaccio una luce strana: Brian aveva davvero paura di perderlo. Nonostante il dolore cap che tutto sommato andava bene a tutti rimanere amici, meglio che perdersi definitivamente. Prima o poi, ne era sicuro, sarebbero tornati sul discorso e lo avrebbero affrontato con pi serenit. Damian si sent libero e finalmente sorrise: Ok, se per te non  un problema e ritieni che non sia una minaccia, allora, va bene, non ho nulla in contrario nel continuare come sempre. Voltiamola questa benedetta pagina. Forse hai ragione,  pi facile di quanto immaginassi pensare che non  cambiato niente. 
Grazie,  importante per me, Damian. Restarono ancora qualche secondo fermi come imbalsamati con le emozioni ancora in subbuglio. Uscirono insieme dalla stanza parlando tranquillamente di sciocchezze. Nessuno, guardandoli, avrebbe scoperto il loro segreto. Una volta dietro al bancone Brian torn quello di sempre, gioviale, allegro, sboccato, e Damian si conged salutandolo come al solito: Beato te che vivi nell'incoscienza! Ci vediamo presto, semmai gli avvoltoi lasceranno qualcosa di me. Come sempre veniva accompagnato alla porta da un coro di improperi allegri da parte dell'amico. Sembrava che davvero non fosse cambiato nulla.

14.

I gemiti e le urla di Rose echeggiavano nella stanza; non ne poteva pi della dolce tortura che Roscoe le stava perpetrando tra le gambe. Ti stai divertendo e non hai piet... Ah! Prendimi, ti voglio adesso... Grid quasi, inarcando la schiena spingendosi verso le labbra che le sfioravano il clitoride. Roscoe infil le dita dentro la vagina spingendo sempre pi velocemente e quando la tensione al basso ventre aument e la donna grid, lui le tir fuori umide dei suoi umori e la guard come un predatore prima di sferrare l'ultimo attacco. Si mise sopra di lei appoggiando le dita sulla bocca: Succhiale e senti il tuo sapore. A me piace molto, Rose. Le spinse le dita tra le labbra mentre, dopo averle allargato ancora di pi le gambe, con un'unica spinta la fece sua. Era sempre un godimento entrare dentro si lei; sapeva di essere un fottuto bastardo, ma scoparsi Rose era stato proprio un bel passatempo per quelle interminabili giornate scozzesi.
Tese tutti i muscoli della schiena inarcandosi ed aspett che la donna si abituasse a lui prima di cominciare a muoversi. Rose era ancora una bella cavalla da montare. Non era fiorente come in passato, ma i seni erano sempre pieni e la vita stretta, per non parlare di quella cosina calda e bagnata che teneva in mezzo alle gambe. Rose grid per la piacevole e ingombrante intrusione, rimanendo senza fiato per un attimo. Amava l'irruenza di Roscoe e lo considerava un amante perfetto, forse il migliore. Lo era sempre stato fin dalla prima volta in cui si era rivelato, sebbene inesperto, instancabile e con la voglia di imparare presto. Lo ricordava bene e guardandolo in quel momento si rese conto di quanto fosse cambiato. Il torace era sempre ampio e massiccio, forse ancora pi muscoloso e sviluppato di tanti anni prima quando era solo un ragazzo. Quello che la cavalcava invece era un uomo a tutti gli effetti. Le era mancato, e lo desiderava ancora. Lo assapor e rimase stregata dallo sguardo famelico, voglioso, da dominatore. Sentiva flettere sotto le mani, i muscoli delle spalle, muscoli granitici che ricoprivano un corpo statuario e potente. Tutto in lui era grande e possente, e in quel momento era suo. Rose si godette la vista del torace scolpito e ampio, bagnato da piccole gocce di sudore che non chiedevano altro che essere leccate via una ad una. E i fianchi! Quei glutei sodi e tondi si alzavano e si abbassavano sotto le sue mani ogni volta che Roscoe spingeva entrando pi a fondo in lei. S'inarc ancora una volta sotto di lui e grid quando l'orgasmo esplose portandola in alto per poi farla precipitare di nuovo nella dura realt. Aveva appena finito di fare sesso con uno degli uomini pi ambiti e pi sexy del pianeta ma una punta di dispetto le si insinu nell'animo. Qualcosa era veramente cambiato. Dopo aver goduto Roscoe si era alzato in silenzio e aveva raccattato i propri vestiti senza neanche guardarla, figurarsi sorriderle o altro. Quella distanza le dava da pensare. Era irritante e irrispettoso, non avrebbe dovuto baciarla o stringerla, o coccolarla come un qualsiasi banale amante? O come semplicemente era solito fare tanti anni prima? Rose non ne poteva pi e dopo essersi coperta con il lenzuolo si alz a sedere sul letto. Roscoe, che hai? Sono due giorni che vieni qui, ci rotoliamo tra le lenzuola, ci divertiamo per un paio d'ore e poi tu, come se niente fosse, una volta finito te ne vai con tanta naturalezza come se non esistessi. Scusa, ma non capisco. Se ti pesa tanto venire da me, perch lo fai? Che ti succede? Non capisco davvero la tua freddezza.
Davvero quella donna lo stava dicendo? Roscoe si guard allo specchio intento ad aggiustarsi la cravatta di seta azzurra. Gli veniva da ridere ma resistette. Scopare quella fighetta calda era un conto, doveva anche perder tempo con lei? Ancora non aveva capito che per lui era normale routine? Si volt lentamente prendendo la giacca dalla poltrona, la indoss aggiustando il colletto e le maniche. Poi la guard e finalmente parl con voce indolente come si parla a un bambino cocciuto: Rose, tesoro, fra me e te  finita da oltre vent'anni. Lo sappiamo bene entrambi. Come sappiamo che star qui solo per una settimana e che ci fa piacere passare il tempo cos ora che ci siamo ritrovati. Che cosa vuoi di pi? Vuoi sentirti dire parole dolci mentre ti vengo dentro? O mentre mi stai succhiando il cazzo? Andiamo, Rose, siamo grandi e vaccinati e ci conosciamo da tanto tempo. Perch vuoi rovinare il divertimento?
La vide chiudere la bocca fino a formare una piccola o di stupore, ma poi le labbra si aprirono in un sorriso. In fondo Rose provava la stessa cosa. Si mascherava da donna risentita tanto per capriccio, ma era un'opportunista esattamente come lui. Era difficile considerare il loro dj-vu carnale diverso da quello che era. Hai la delicatezza di un animale, Roscoe Mac Talbot! cinguett civettuola. Roscoe le diede le spalle tornando a sistemarsi. Aveva proprio ragione; una volta uscito dal carcere, parecchi anni prima, Rose lo aveva allontanato facendogli pesare il fatto di essere troppo giovane per lei che aveva invece trovato un altro nel frattempo. Non farmi i complimenti che mi imbarazzo. Rose era in vena di chiacchiere: Hai ragione.  passato troppo tempo e siamo diversi. Ma quello che sento ora in te  rabbia, freddezza. Sembra quasi che lo fai perch costretto. Cucciolo, io non ti chiedo nulla. Sei tu che hai accettato di rivedermi dopo l'altra sera e sono gi tre volte che scopiamo quindi se permetti, so quello che ho sentito.
Bene, dottoressa. Non sapevo che incluso nel pacchetto, oltre a fotterti ci fosse una seduta di psicoanalisi. Ma non me ne frega un cazzo e sono gi in ritardo. Fammi un favore, non arrovellarti il cervellino cercando di scoprire chiss cosa su di me.  passato tanto tempo e ho altro per la testa. Roscoe guard l'orologio. Devo andare. Ci vediamo stasera, se mandi la psicologa in ferie per. Sesso e domande non vanno d'accordo a casa mia. Ti chiamo dopo. 
Quell'uomo era la prepotenza fatta persona, condita di arroganza in quantit. Prima che la lasciasse, meritava di sapere a cosa avrebbe rinunciato. Rose si scopr rimanendo languidamente adagiata sulle lenzuola stropicciate con le gambe leggermente aperte e lo guard senza possibilit di equivoci. Roscoe le scocc un'ultima ardente occhiata: Riprenderemo il discorso stasera. Ora devo proprio andare. Ah, a proposito, non chiamarmi pi cucciolo. Non lo sono pi da tanto. 
Usc lasciandola sola ma non abbastanza a lungo perch il cellulare trill. Rose si sporse dal letto per raggiungerlo sul comodino e rispose: S, sono io. Lo sai che ci sono anche se non mi faccio sentire troppo. Vuoi farmi una scenata ora perch non ti ho chiamato prima? Ero occupata, non potevo farlo, punto e basta. Ci vediamo tra mezz'ora.
...
.
...
Roscoe lasci la citt in tutta fretta. Passare la mattinata con Rose lo aveva rilassato per quanto possibile e ora si sentiva in grado di affrontare i fratelli e la lettura del testamento dei genitori. Aveva espresso tante volte il suo disinteresse in proposito, ma nonostante tutto, non vedeva l'ora di conoscere se almeno in punto di morte, il padre si fosse ricordato di lui, includendolo nelle sue ultime volont. Lontano dalla famiglia era riuscito a farsi una posizione lavorando duro. Lanci la Jaguar su per la salita della collina lasciandosi cullare dai ricordi. Il giorno in cui era stato costretto ad andare via dal castello, quando il nonno era entrato in camera per salutarlo e dargli una speranza per proseguire: Roscoe, figliolo, tuo padre  uno sciocco e rimpianger caro la decisione di cacciarti da questa casa e dalla famiglia. Perdio, sei un Mac Talbot e come tale devi essere trattato. Sei mio nipote e io ti aiuter. Non posso permettermi di perdere il mio preferito, il mio primo nipote, il sangue del mio sangue. Roscoe Owen Mac Talbot, il fatto che porti il mio nome non  un caso. Quando nascesti con tuo fratello, ti guardai e riconobbi in te il mio futuro. Vidi che saresti stato tu a portare avanti la famiglia. Capii che solo tu avresti dovuto apprendere e comprendere la verit. Ti ho protetto in tutti questi anni; ti ho educato vegliando su di te per quanto mi  stato possibile. Purtroppo non ho potuto far molto per evitarti il carcere, per quanto, credimi, ci ho provato. E ora ti vedo partire Per lui erano parole senza senso. Doveva andarsene e non tornare pi. No, non guardarmi cos. Potrei benissimo impormi su Arthur e farti rimanere, ma so che non  la cosa che vuoi. Ti conosco bene, Roscoe Owen Mac Talbot, sei orgoglioso e non sarebbe lo stesso vivere qui con Arthur, sapendo bene cosa pensa di te. Sciocco mio figlio se crede di averti messo all'angolo. Non dovr mai sottovalutarti. Non sarai solo, mai. Ecco qui, prendi. Questa  la chiave di una cassetta di sicurezza alla Clydesdale Bank A Glasgow. Troverai tutto quello che ti serve per poterti muovere dovunque andrai. Poi sta a te. So che riuscirai, perch sei mio nipote e perch un giorno tornerai da vincente e solo allora, quando non ci saremo pi, avrai finalmente questo. 
Roscoe ricord l'anello all'anulare del nonno cos come l'espressione austera sulla faccia del vecchio Owen nel momento in cui glielo mostr. Non l'aveva mai tolto dal dito, se non quell'unica volta quando lo aveva lasciato indossare al nipote ancora bambino dicendogli che un giorno sarebbe stato suo. Ramment quella mattina in camera sua e ci che disse quando vide il disegno inciso sopra. Aveva sempre pensato che l'immagine intagliata dell'erica leggermente piegate a destra, con il gambo corto intrecciato su una piccola foglia posta sul lato sinistro, rappresentasse lo stemma di famiglia o un suo fregio. Non ricordava di aver mai visto lo stesso disegno in giro per casa e una volta chiese spiegazioni al nonno. Owen gli parl per enigmi dicendo solo che  il focolare il vero cuore di una famiglia ed  proprio con la forza del fuoco che i misteri si risolvono. Gli tornarono in mente le parole che il vecchio pronunci: La chiave della porta della verit! Allora capirai tutto e forse mi perdonerai. Ma ora vai, non voglio che tuo padre rientri e ascolti il nostro discorso. Sappi solo che ti voglio bene e mi dispiace di non aver potuto impedire che ti rovinassi la vita qui. Ma sei giovane e intelligente e in grado di ricominciare. Nella cassetta troverai alcuni indirizzi. Usali se sar necessario. Troverai degli amici che sapranno aiutarti e consigliarti nel tuo nuovo lavoro qualunque esso sia. Quando tornerai, tra qualche anno, n io, n tuo padre ci saremo pi, e tu avrai il mio anello.  importante, Roscoe che ce l'abbia tu, perch ti appartiene. Il nonno gli aveva consegnato la piccola chiave di una cassetta di sicurezza all'interno della quale Roscoe aveva trovato parecchi soldi, indirizzi, buoni del tesoro a suo nome e persino un diamante. Ricord di aver stretto tra le dita il piccolo sassolino trasparente mentre contava il denaro, una piccola fortuna. Tutto sommato, pens, non sarebbe stato difficile come credeva ricominciare lontano da suo padre. Prese tutto ed usc con in tasca gi il biglietto aereo per New York. La nuova vita lo stava aspettando, e anche se ancora non sapeva cosa avrebbe fatto in futuro, ci che gli premeva allora era andarsene da quel posto che sentiva ormai estraneo e dove non sarebbe pi tornato se non per reclamare l'anello. 
I ricordi si accavallarono nella mente e il cuore si intener ripensando al nonno e a quel piccolo sassolino di ghiaccio che aveva cambiato per sempre la sua vita. Una volta arrivato nella grande mela, Roscoe aveva cominciato a vagliare le varie possibilit per investire il capitale. Aveva conosciuto quello che successivamente divenne il suo socio e amico, Jack Darril, giornalista freeland, sempre in giro per il mondo a caccia di notizie di ogni genere. E era stato grazie ad uno degli articoli di Darril che aveva conosciuto la realt dell'Africa centrale e la ricchezza del sottosuolo. Si trovava nello studio fotografico della redazione dell'amico quando i suoi occhi vennero rapiti letteralmente dallo scintillio di una diamante grezzo da 5 carati immortalato su un paio di foto. Era un segno! Jack lo inform di una scoperta senza precedenti su una miniera in disuso e sotterrata da molti anni nella zona a nord di Kinshasa nella Repubblica democratica del Congo. Appassionato di geografia da sempre e con la voglia di avventura, part con l'amico per documentarsi sul posto. L conobbe la dura realt di popolazioni in guerra in atto con i ribelli, proprio per il mercato illegale di diamanti. Ci era voluto poco per ideare un piano di risanamento della zona e grazie agli indirizzi fornitigli dal nonno, riusc a trovare le persone giuste per dar vita al progetto di sfruttamento del territorio con molto lavoro per una buona parte della popolazione. In breve tempo grazie alle capacit manageriali e alle idee innovative, Roscoe aveva messo in piedi il suo impero: la Mac Talbot Diamond NYC. Era di nuovo in pista e lo doveva solo a s stesso. Fu in quel periodo che apprese la morte di Owen Mac Talbot dal notiziario in TV. Si sent per la prima volta nella sua vita abbandonato e solo, senza una famiglia, e senza punti di riferimento. N il lungo periodo chiuso in carcere, n l'esilio e la rottura con i genitori lo avevano fatto sentire vuoto come nel momento in cui aveva saputo che suo nonno non c'era pi e pianse davanti alla TV come un bambino. Lasciarsi andare fu fondamentale e in quel preciso istante cap di essere cresciuto definitivamente. 
Si ritrov davanti al mastodontico cancello del castello di famiglia che lentamente si stava aprendo per lasciarlo entrare. Tra poco, finalmente, l'anello di Owen sarebbe stato suo. Non aspettava altro. Arriv vicino alla porta dell'immenso garage, ma parcheggi fuori. Sapeva che dopo sarebbe tornato in citt. Scese dalla Jaguar e a passo svelto entr in casa. Sull'atrio l'accolse come sempre il buon vecchio Rudolph con un inchino: Milord, il notaio e i suoi fratelli l'attendono nello studio.
Grazie, Rudy. Riserv al maggiordomo una pacca sulla spalla lasciandolo sulla porta. Attravers l'ingresso quando il cellulare vibr nella tasca. Rispose imprecando pesantemente: Ma porca puttana! Quante volte devo ripeterti di non rompermi i coglioni ogni giorno? Cosa? Che cazzo vuol dire che c' qualcosa che devo sapere? Non  il momento perdio, lasciami in pace. Hanno chiamato da Pretoria? E' tutto a posto laggi? Non sai ancora niente? Allora fai una cosa, chiamami solo se il progetto va in porto, altrimenti aspetta il mio rientro. Non mi interessa ci che devi dirmi se non riguarda il contratto, ok? E ora ti saluto. Lasci andare un'altra bestemmia e si avvicin allo studio di Arthur. Stava per aprire la porta quando fu distratto dalla voce femminile in cima alle scale. Alz gli occhi in direzione del primo piano e la vide. Si era dimenticato di Chiara Frantoni, e invece quella infermierina italiana era ancora l. Non aveva tempo per farle una battutaccia in grado di farla arrossire ma le riserv un'occhiata prolungata. Portava i vestiti del giorno prima e sembrava molto pi in salute. Era al telefono e con la mano libera gesticolava presa dal suo discorso. Se si fosse trovata ancora al castello dopo l'apertura del testamento, si sarebbe messo d'impegno per metterla in imbarazzo facendole ricordare quanto era accaduto la notte precedente. Se la sarebbe spassata un po' a vederle quelle guance imporporarsi e gli occhi cercare di evitarlo. Ma il tutto sarebbe successo dopo. Apr la porta che dava nel salone principale. I suoi fratelli erano seduti e sembrava stessero aspettando solo lui. Atmosfera funerea era dire poco, le facce di Damian e Gladys erano cos tese come dopo un lifting. Senza perdere tempo con i saluti, si sedette al posto lasciato libero vicino a Damian. 
Il notaio si schiar la voce, prese gli occhiali dall'astuccio e li appoggi sul naso prominente. Ora s che sembrava un vecchio gufo. Apr il plico sigillato con la ceralacca e diede inizio alla lettura del testamento.

15.

Matthew, ciao Chiara si premette il telefono contro l'orecchio; la voce del cugino trasudava preoccupazione. Ma stai bene? Santo cielo, che diavolo ti  successo e dove sei? Ho telefonato ogni ora a casa e non hai mai risposto. C'era una nota di preoccupazione autentica dall'altro lato del filo. Ora sto molto meglio, ma ho avuto un piccolo incidente... Si azzitt non riuscendo a gestire la risposta di Matthew che inizi a inanellare una serie incredibile di improperi coloriti lasciandola senza parole. Matt, sto bene, credimi. Sono al castello dei Mac Talbot ora, sto aspettando che il medico mi dia l'ok per poter tornare a casa. 
Sent espirare pesantemente e poi un silenzio lungo e denso di attesa: Ok, ti prometto di rimanere calmo, ma porca puttana, vuoi spiegarmi che ci fai l e che ti  successo? Quando Chiara gli fece il resoconto dettagliato dell'incidente, il detective era decisamente fuori di s e sconcertato allo stesso tempo. Da quando lo conosceva, Chiara non l'aveva mai sentito perdere le staffe in quel modo. Sicuramente pativa le conseguenze di quanto appena appreso: era la prima volta che sua cugina si trovava nei guai e lui non era l a proteggerla. D'altronde, il detective Matthew Gleason gliel'aveva promesso dopo l'aggressione subita e il suo viaggio terapeutico in Scozia. Chiara poteva capirlo e cerc di calmarlo addolcendo il pi possibile il tono della voce: Ascoltami,  tutto a posto. Il medico ha consigliato di non passare la notte da sola, e visto che tu sei fuori citt, ha pensato che sarebbe stata una buona idea per me rimanere qui. Trattenne il fiato in attesa di un'altra sfuriata, che per non arriv. Forse Matthew aveva finito le energie o semplicemente si era rassegnato. Continu a rassicurarlo raccontandogli come tutti al castello si erano prodigati a non farle mancare niente. Tutti tranne il suo Highlander, ma non era il caso che Matthew conoscesse i dettagli. Sono stata bene e la notte  passata tranquillamente. Si sforz di essere il pi convincente possibile mentre chiudeva la porta della stanza alle spalle e avanzava lungo il corridoio per raggiungere la rampa della scalinata. Aveva tracciato una specie di solco in camera e iniziava a sentirsi soffocare chiusa tra quelle quattro pareti. Matthew era passato al contrattacco e stava sciorinando una ramanzina delle sue. In quel momento, Chiara si irrigid. Una voce risuonava secca e imperiosa. Si affacci sul ballatoio attirata dal timbro profondo e dalle imprecazioni Fu un attimo, e ferma nel cono di luce che la colp in pieno, fu attratta dallo sguardo scuro di Roscoe Mac Talbot, rimanendone agganciata come ad un magnete invisibile. 
Muoversi era impossibile, si sentiva come smarrita in un mare in tempesta, nella notte invernale senza luna degli occhi di quell'uomo che nonostante i suoi modi bruschi e arroganti l'affascinava. Per un lungo istante si trov in balia del suo sguardo e tutto intorno spar, le pareti, la scala, il cellulare e soprattutto la voce allarmata all'orecchio. 
Chiara ammir il volto duro e affascinante e il pensiero ritorn alla sera prima. Rivide lo stesso sguardo altezzoso che lentamente si addolciva. Allora riassapor la fragranza del bagno schiuma al sandalo e la solidit del torace scolpito e asciutto. Ah, che meraviglia pens, e poi lo vide l, al pian terreno, fermo che la fissava con la sua solita aria presuntuosa di chi sa il fatto suo. Tanto bast per scuotersi e presa dal panico, fece un passo indietro per rifugiarsi nell'ombra del corridoio Chiara, ma mi ascolti? Allora? Ti va bene? Chiara sussult. Sent le dita intorpidite stringere il cellulare e realizz che suo cugino era ancora appeso al filo. Cerc di ricordare la domanda senza successo: No, Matt scusa, ma mi sono distratta. Cosa mi hai chiesto?
Chiara, sicuro che stai bene? Ti ho detto che torner in citt stasera e verr direttamente al castello a prenderti, ok? Aspettami l. Far prima possibile.
Va bene, ti aspetto. Allora fai un buon viaggio di ritorno. A stasera. Riagganci e come un'adolescente piena di speranze si sporse in avanti, ma lui non c'era pi. Avrebbe dovuto sentirsi sollevata ma non era cos. Avrebbe voluto godere ancora un po' della vista di quel corpo esplosivo e maestoso e dello sguardo che fin dalla prima volta, all'aeroporto, l'aveva stregata. Scese le scale con un misto di speranza e apprensione diretta in sala da pranzo. La tovaglia bianca di lino pregiato, arricchita da ricami floreali dai colori pastello, ricopriva l'imponente tavolo ovale di legno di quercia. I piatti erano bianchi bordati di oro zecchino cos come i bicchieri: esili calici di cristallo che riprendevano lo stesso motivo dorato. Ma quello che piacque di pi a Chiara furono i centro tavola: due composizioni floreali di rododendri dai colori delicati e dal profumo discreto. Sorrise. Potere dei fiori. Fu colta da una strana emozione che la riport indietro negli anni. Sospir davanti alla finestra. Il giardino da quel lato era bellissimo anche senza l'esplosione dei colori e i suoni tipici della primavera. Si chiese come sarebbe stato svegliarsi una mattina di aprile ascoltando il cinguettio allegro e dispettoso degli uccellini in cerca di compagnia. S, annu Chiara, si sarebbe abituata presto a quei concerti e a quella pace, lei che proveniva dalla citt caotica dove tutto era veloce e assordante. 
Miss Frantoni, buongiorno. Il tono pacato e baritonale di Rudolph riemp la stanza. Chiara lo salut con un caldo sorriso mentre il maggiordomo accennava un inchino elegante.
Buongiorno! Che magnifica giornata oggi, vero? Indic la finestra. Stavo osservando il giardino. Che bello deve essere a primavera. Si tocc i capelli aggiustandosi la ciocca dietro l'orecchio come faceva sempre quando si accorgeva di essere inopportuna. Che cavolo stava dicendo? Vivere al castello, tra le comodit e coccolati dalla servit sarebbe stato sempre bello, anche con la neve fuori. 
 vero, signorina, il castello Mac Talbot ha un fascino tutto suo. Rudolph avvicin il carrello con la teiera fumante e la tazza di porcellana bianca bordata di oro. Lo stesso servizio dei piatti, not Chiara. Prego, la sua colazione. Se gradisce il caff, tra poco assagger l'espresso preparato da Cristina, la cameriera di sala. I croissant, burro e marmellata spero siano di suo gradimento, ma se desidera altro di pi specifico, non esiti a ordinarlo. Un altro inchino prima di spostarsi di lato proprio all'ingresso della cameriera. Chiara inspir beata l'effluvio del caff. Di cos'altro aveva bisogno per sentirsi in paradiso? L'espressione dei due domestici fermi davanti a lei la lasci sconcertata. La stavano guardando come se aspettassero qualcosa e sinceramente non immaginava proprio cosa. Si affrett a ringraziare, ma anche cos la loro ansia non sembr diminuire. Chiara si arrese: Cosa...? Va tutto bene cos, grazie. Il croissant  perfetto, si, e il caff ha un profumo... Port la tazzina alla bocca, socchiuse gli occhi e sorseggi il caff: Wow, ottimo! Complimenti a chi l'ha preparato.  molto strano assaggiare un caff decente fuori dai confini italiani, ma caspita, questo  eccellente.
I domestici rilassarono le spalle sorridendo e improvvisamente tornarono a vivere, come mossi da fili invisibili. Bene, se desidera altro... Rudolph con lo sguardo conged Cristina la quale dopo un inchino frettoloso si dilegu oltre la porta. Chiara aveva fornito alla ragazza, con il suo verdetto positivo sul caff, un motivo per vivere il resto della giornata in pace. Soddisfatta fece l'occhietto al maggiordomo: Davvero complimenti al cuoco.
Rudolph pieg la testa con reverenza ed usc dalla sala lasciandole un po' di privacy. Ma s, una volta tanto era bello farsi coccolare un po'! 

16.

 uno scherzo per caso? Roscoe si alz di scatto facendo stridere i piedi della sedia sul marmo. Poggi con violenza le mani sulla scrivania fumando di rabbia da tutti i pori. Il notaio fece un salto indietro, raddrizz gli occhiali sul naso e lo guard con occhi sgranati, come se da quella chioma bruna potessero spuntare da un momento all'altro un paio di corna. 
Che diavolo vuol dire questo? State cercando di fregarmi? Che cosa cazzo vuol dire? Roscoe scand le sillabe ringhiando. Con il viso stravolto e gli occhi fuori dalle orbite si rivolse a tutti i presenti; se avesse avuto le zanne le avrebbe certamente snudate e il sangue copioso avrebbe inondato la stanza. Gladys emise un grido coprendosi la bocca con la mano. Poi, strinse le labbra e si alz in piedi pronta ad affrontare il fratello: Roscoe, calmati. La lettera parla chiaro...
Roscoe volt di scatto la testa fulminandola. La sorella si blocc mentre il sangue le defluiva dal viso, e a Damian tocc come al solito il ruolo di paciere. Cerca di non farti prendere dal nervosismo, Ros. Non sapevamo dell'esistenza della lettera, quindi non puoi prendertela con nessuno di noi. Il gemello gli rivolse uno sguardo fiero e fermo, uno di quelli sfoggiati nelle riunioni di assemblea in cui non importa se si ha torto o ragione, se si  supportati dalla maggioranza o no. L'essenziale  dimostrare la forza e la consapevolezza del proprio punto di vista. Siate inamovibili,- come diceva Arthur,- anche quando le circostanze sono avverse, e Damian l'aveva sentito fin dai quindici anni e aveva sempre messo in pratica quando era assolutamente necessario non mostrare debolezze nelle battaglie pi agguerrite. Ora finiscila! Damian sostenne lo sguardo fino a che fu il gemello a voltare la testa verso la grande porta finestra imprecando. 
Non me ne frega un cazzo della mia parte di eredit. Non voglio un terzo del consiglio di amministrazione, n i suoi maledetti soldi. Tuon passandosi le mani con forza sulla faccia. Voglio solo l'anello. Solo l'anello e me ne torner a New York oggi stesso. Quella lettera  una gran stronzata. Io non voglio un figlio! IO NON AVR UN FIGLIO! Le parole risuonarono come un ruggito. Come un leone in gabbia, il braccio teso in avanti e l'indice su tutti i presenti, Roscoe si assicur che nessuno si muovesse dal proprio posto. Aveva voglia di incenerire la stanza e il resto del castello. Si sentiva defraudato e ridicolizzato ancora una volta da quella vecchia volpe di suo padre che anche dal regno di Satana non aveva perso il macabro senso dell'umorismo. Un figlio come condizione, doveva avere un figlio riconosciuto nato all'interno di un matrimonio legittimo per poter godere dell'eredit. Lo aveva fregato ancora, ribadendo la sua autorit su tutto ci che concerneva la famiglia. Che figlio di puttana! Lo immaginava ridere di lui sapendo bene che avrebbe preferito rinnegare il suo stile dissoluto piuttosto che ridursi a fare il bravo marito. E se Arthur pensava di potersi affrancare dalla conseguenze dell'ira del suo primogenito, allora non aveva mai capito suo figlio.
Gladys croll sulla sedia di nuovo, appoggiandosi con il gomito sulla scrivania d'ebano intagliato. Il viso contratto da una smorfia di dolore, gli occhi chiusi. A guardarla sarebbe sembrato avesse davvero a cuore le sorti del fratello maggiore, ma ci che provava era solamente disappunto e sconcerto. Dividersi in tre il cantiere dopo anni di duro lavoro dopo aver dimostrato di essere all'altezza dei pi scaltri pescecani dell'industria navale mondiale, era un colpo che non si aspettava di ricevere dal padre. Nel corso degli anni aveva dimostrato di saper gestire anche l'azienda. Il suo nome era sinonimo di rispetto; le sue doti manageriali e il fiuto indiscusso per gli affari aggiunti al fascino indiscusso la rendevano una delle donne pi ammirate e temute della Scozia. Ma ora la presenza di Roscoe al cantiere avrebbe significato la suddivisione dei ruoli all'interno del gruppo e la conseguente perdita di importanti privilegi conquistati negli anni. Non era facile farsi valere in un mondo decisamente maschilista. Il padre aveva creduto in lei sostenendola e imponendola in seno al Consiglio direttivo. E ora? Si domandava Gladys, che sarebbe accaduto? Alz lo sguardo a fissare i fratelli e avvert per la prima volta la sensazione di essere in netta minoranza. Non poteva finire cos, non doveva mostrarsi debole, non ora, no! Ridicolo!
Gli altri si voltarono di scatto e Roscoe fu il primo ad intervenire: Cosa? Ridicolo  stare qui e perdere tempo giocando alla famiglia felice dividendoci la torta il cui gusto non  di mio gradimento. Fece un passo verso la sorella e continu alzando ad ogni parola il tono della voce: Ridicolo  solo lontanamente pensare di vivere ancora un altro giorno dentro questa casa che un tempo forse credevo essere anche mia, ma che ora mi soffoca. Ridicolo  essere venuto qui, dannazione! Che c'entro io con voi e con il cantiere? Avanz minacciosamente come un toro contro il drappo rosso. Mancava poco alla carica. Gladys non si mosse. Non vedeva suo fratello in quello stato dal giorno in cui il padre l'aveva cacciato da casa e non immaginava di cosa avrebbe potuto essere capace. Ormai non lo riconosceva pi. Con gli occhi spiritati studi Roscoe. Dio mio, non riusciva a muoversi. Fece per aprire la bocca, ma sotto l'incalzare del fratello perse parte della sua freddezza. Con la mano Damian blocc il gemello prima che questi potesse fare un altro passo. I due si fronteggiarono in silenzio. Certo, nel vederli, chiunque avrebbe puntato sul moro. Era lui il maschio alfa e l'altro, seppur massiccio e ben piantato, il suo secondo, condannato a soccombere e a ritirarsi in buon ordine. Ma Damian, in realt non era docile come appariva. Anzi, sapeva mordere e tenere testa al fratello, e affrontarlo ad armi pari. La voce risuon ferma piena di solida autorit, per nulla intimorito dal pessimo carattere dell'altro. Ora basta! Questa scena deve finire, adesso. 
Roscoe si gel come se quelle poche parole avessero avuto il potere di scuoterlo alla pari di uno schiaffo sonoro in piena faccia. Fece per rispondere a tono, ma Damian lo blocc di nuovo sibilando con un tono fino allora sconosciuto a tutti loro: Questa  la tua casa e noi siamo la tua famiglia, che ti piaccia o no. Ridicolo ora  il tuo comportamento. L'azienda di famiglia  anche tua. Non vuoi farne parte? Va bene, se ne pu parlare. Ma basta cos. Sulla lettera - Damian accartocci rabbiosamente la missiva allegata al testamento - su questa dannata lettera  scritto come e quando avrai il tuo anello quindi ora basta chiacchiere e cerchiamo di trovarlo invece di farci la guerra inutilmente. Ros, te lo dico una volta sola, se il nonno ha lasciato a te l'anello di famiglia, lo avrai. E se lo trovo per primo, te lo dar e potrai andartene o rimanere. Per me  lo stesso. Ma ora diamoci un taglio.. Damian, dopo un'occhiata di avvertimento al fratello, and verso la porta e conged il notaio. Grazie per il suo lavoro, avvocato, e per il suo tempo. Ci terremo in contatto. Nel frattempo... La voce sfum verso l'ingresso. 
Una volta soli, Roscoe torn alla carica e con tono basso conferm il punto: Voglio solo l'anello. Del resto non mi frega un cazzo. Bruciatela la casa, l'azienda, tutto, non mi interessa. Ma non ditemi pi come devo comportarmi, mai pi. E detto ci volt i tacchi e usc dallo studio come un treno in corsa capace di travolgere chiunque si fosse trovato dinanzi.
...
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...
Che begli arazzi. Chiara era affascinata dagli affreschi sulle pareti del lungo corridoio che dal salone si snodava verso l'atrio d'entrata fino a sparire, almeno con il braccio principale, sotto la scalinata in marmo bianco. Alz lo sguardo verso il soffitto tuffandosi nel cielo azzurro attraversato da nuvole bianche. Su alcune erano adagiati mollemente dei cherubini paffutelli: uno con la cetra in mano sembrava suonare una lode al Signore ringraziandolo della bellezza del panorama sottostante. L'altro, guardava in gi verso la terra, appoggiato con la manina sulla spalla del terzo il quale, con il braccio teso, indicava nella direzione opposta, forse avvertendo un rumore di sottofondo. L'ultimo, si sporgeva allungato sulla nube e sembrava la guardasse compiacendosi. Chiara immagin il loro discorso. Magari come lei approvavano il vantaggio di vivere in quella casa. Fece un giro su se stessa crogiolandosi nel tepore che sentiva dentro l'animo e fuori. Il rumore di una sedia che cadeva e le grida la fecero svegliare dal bel sogno. Che diavolo stava succedendo? Individuata la direzione del trambusto, si avvi a passo svelto verso lo studio e riconobbe la voce tonante del suo Highlander. D'altra parte, chi poteva urlare cos se non il tenebroso Roscoe Mac Talbot? Ma che infanzia aveva mai dovuto sopportare per essere diventato cos irascibile e scortese? Che spreco; tanto bello quanto rozzo e prepotente. Proprio in quel momento si apr la porta dello studio e Chiara fu investita da un treno merci. Si ritrov sbalzata da un lato e solo grazie alla pronta reazione del maggiordomo, accorso a sorreggerla, non rovin a terra. 
Oh, cazzo, ma tu sei sempre in mezzo? Roscoe tuon e lo sguardo che le lanci bast a farle capire di non doversi aspettare le scuse neanche tra cent'anni. Chiara rimase impietrita da tanta furia, ma si ricompose quasi subito e ringrazi Rudolph. Senza di lui avrebbe sicuramente fatto una figura terribile. Chiara guard con odio l'uomo che torreggiava su di lei cercando di intimidirla e per un attimo ci riusc, specie quando la stratton stringendole il braccio con il chiaro tentativo di farla spostare. Che cazzo vuoi, eh? Togliti di mezzo. Non c' nulla da guardare. Non c' uno spettacolo in corso. O stai cercando anche tu una briciola di eredit che non ti aspetti? 
Roscoe, basta! Che ti salta in mente? Chiedile subito scusa,  nostra ospite. Lei non c'entra con i tuoi problemi. la voce di Damian risuon forte e and a segno tanto da bloccare sul nascere l'ulteriore aggressione. Perch non mi suona strano che in questa casa ci si prenda cura di tutti tranne che di me? E tu non guardarmi cos, ho detto. Sei degna di loro. proruppe Roscoe sarcasticamente, rivolgendosi alla donna prima di spingerla via di nuovo. Ma stavolta Chiara reag, stanca di subire l'ennesima angheria da parte di uno sconosciuto. Lo aveva giurato anni prima dopo le sedute di psicanalisi e la cura scozzese di disintossicazione. Era cresciuta, Chiara, finalmente forte, ed era arrivato il momento di dimostrarlo anche li a casa Mac Talbot, davanti a quello zotico, affascinante, bifolco, stupendo, odioso, bellissimo uomo. Lentamente si avvicin guardandolo fisso negli occhi, stavolta non avrebbe abbassato per prima lo sguardo. No, questa volta quel gradasso l'avrebbe ascoltata. Tuo fratello ha ragione, vedi di non piangerti addosso. Non so che cosa ti passi per la mente, n perch sembri avercela col mondo intero, ma ti dir una cosa che forse nessuno ti ha mai svelato: se vuoi il rispetto, cerca di darlo a tua volta. Non ti  dovuto niente, mio caro  IO-SONO-SOLO-E-VOI-NON-MI-CAPITE. Tu sei solo uno stupido, arrogante uomo che ancora non ha capito di essere cresciuto. Chiara respirava velocemente continuando a fissare Roscoe. Aveva parlato di getto senza quasi prendere fiato e non poteva fermarsi, specialmente ora che aveva notato il dilatarsi della pupilla dell'uomo. No, doveva affrontarlo e buttargli addosso tutto ci che pensava di lui come un ubriaco che si libera del vomito che gli sale su per la gola. Ce l'hai con tutto il mondo, ma forse la colpa sar anche un po' tua, Mr. Sparasentenze! Si presuppone che loro ti vogliano bene - nello sputare le parole Chiara allarg il braccio a comprendere il piccolo pubblico - e tu non fai altro che ricoprirli con la tua amarezza e il tuo odio. Che razza di uomo sei? Chiudere la bocca ogni tanto e riflettere, non farebbe male neanche a te. Smettila di dare addosso a tutti e pensa che magari hai torto anche tu! 
Roscoe tese la mascella, gonfi il petto e lei vide i muscoli delle spalle allungarsi a tal punto che la sua figura gi alta le sembr gigantesca. Apr la bocca pronto a far di un sol boccone la malcapitata. Non mi serve la maestrina del paesello che mi fa la ramanzina. Sono cresciuto abbastanza da dirti di farti gli affari tuoi. Come ti permetti di parlarmi cos? Chi cazzo credi di essere? Ricordati che sei ospite in casa mia, perdio! Anzi, ti chiedo, come mai sei ancora qui? Mi sembra che tu sia in ottima forma, quindi puoi andartene, giusto? Questo non  un cazzo di albergo. 
Ti ricordo, brutto scimmione inamidato che se sono rinchiusa qui, che non  casa mia, ma tua,  solo perch tu e la tua stupida smania di comandare il mondo mi avete fatta cadere dalla bici. Mi meraviglio, anzi, della tua misericordia. Conoscendoti, mi stupisco di come non mi abbia lasciato morire sul ciglio della strada. Io non ti ho chiesto niente! Ma sai una cosa? Hai ragione: non me ne frega niente dei tuoi problemi ed  arrivata l'ora che io me ne vada. Sto molto meglio e certo non grazie a te. Mio cugino verr a prendermi stasera, avr tutto il tempo di prepararmi e poi non sentirai pi parlare di me. E io soprattutto, non ti vedr pi e la cosa, sappi, mi fa un immenso piacere. Mi dispiace solo per loro, i tuoi fratelli, che dovranno sopportarti ancora. Ma come hai detto tu, non sono affari miei. Ah, un'altra cosa: sei cresciuto? Bene, allora dimostralo perch non si vede proprio. Chiara si gir senza neanche aspettare la sua reazione. Vol sulle scale spinta dall'adrenalina che bruciava nelle vene. Finalmente ce l'aveva fatta, aveva azzittito il grande Roscoe Mac Talbot. Meglio mettersi al riparo andando il pi lontano possibile dalla sua ira. Una volta in camera, chiuse la porta sbattendola e vi si poggi con tutto il peso. Le ginocchia le tremavano. Oh, mamma, che aveva detto? Meno male che tra poco sarebbe arrivato Matthew e sarebbe andata via per sempre. Aveva rischiato grosso. Preg perch il tempo passasse in fretta. 

Rimasero tutti fermi e sbigottiti dalla reazione di quella donna. Damian inarc il sopracciglio incredulo pi per la mancata replica del fratello che per lo sproloquio avventato e efficace di Chiara. Lo schiocco di un battito di mani lento ma continuo pose fine al silenzio pesante calato nell'atrio. Ma che cosa meravigliosa! Quella ragazza mi piace. Penso che diventer sua amica. Finalmente qualcuno capace di ammutolire mio fratello. Ah, che splendida giornata, da ricordare! L'ironia di Gladys, appoggiata allo stipite della porta, e la sua risata scossero i gemelli che la guardarono cos come gli altri due uomini presenti alla scena. Damian si preoccup di un ritorno di fiamma da parte del fratello: Gladys, per favore! e non aggiunse altro. Roscoe era immobile come una statua di sale. Annu lentamente, un impercettibile movimento della testa, e senza proferire alcunch, si mosse verso la scalinata. Solo allora Damian si affrett a raggiungerlo preoccupato di ci che poteva accadere se non lo avesse fermato, e conoscendolo, sapeva che sarebbe potuto succedere di tutto. Roscoe, per l'amor del cielo, che vuoi fare? Per favore, lasciala in pace. Il fratello si volt alzando la mano per bloccarlo. Il tono che us fu tanto calmo quanto inverosimile e convinse Damian a lasciarlo andare. Vado solo a scusarmi, nient'altro. E cos sal le scale fino ad arrivare di fronte alla porta della camera blu. Buss colpendo il pannello di legno una volta sola e attese. 
Chiara sussult sentendo bussare. Chiuse gli occhi tir un lungo respiro e apr. Lui era l con gli occhi pi profondi e burrascosi che avesse mai visto, il suo mare in tempesta in una notte senza luna la fissava invitandola a tuffarsi e a perdersi in esso senza pensarci troppo. Lui era l, forte nella sua arroganza e bello come il dio della guerra, il suo Highlander, alto, grosso, potente, con i capelli morbidi colore dell'ebano lunghi fino al mento e la bocca carnosa che esigeva solo di essere baciata. Roscoe fece un passo avanti e chiuse la porta, poi la guard di nuovo. I secondi sembrarono eterni, ma Chiara ruppe la magia parlando per prima: Sei venuto ad assicurarti che non rubi niente in camera? Non preoccuparti, ho poche cose quindi far presto a raccoglierle. Appena mio cugino arriver scomparir dalla tua vista.
Non doveva certo essere la sua giornata quella. Roscoe incass un altro pugno virtuale in pieno stomaco. Incanal aria nei polmoni lasciandola uscire e cercando di parlare lentamente. Era dura, accidenti se lo era; le parole sembravano rimanere impigliate nella gola ma doveva tirarle fuori a tutti i costi. Non avrebbe pi avuto un onore se avesse consentito al suo lato oscuro di avere la meglio su quella ragazza. Era solo per se stesso che lo faceva. Sono venuto solo a chiederti scusa. Solo questo. Tu non hai colpa del dramma di questa famiglia e della mia vita. Se vuoi perdonarmi te ne sar grato. Se non vuoi, comprender e me ne far una ragione. 
Fu il turno di Chiara stavolta a rimanere spiazzata. Batt le ciglia un paio di volte mettendo meglio a fuoco il viso fantastico e tenebroso del suo Highlander. Dio, quanto era stupendo con la luce del giorno che illuminava la stanza e con i lineamenti del volto decisamente pi rilassati, gli pareva bello da far male. Desider che fosse riconosciuta da qualche parte la colpevolezza di tanta avvenenza, non riusciva davvero a sopportarla senza toccarlo. Ma non si mosse, non poteva, e gli rivolse un timido sorriso: Accetto le tue scuse. Forse anch'io ho esagerato, ma per quanto possa pensarci confermo tutto quello che ho detto, beh, non proprio tutto. Per... ok, meglio fermarsi qui. Non era granch come discorso, ma lei d'altra parte faceva l'infermiera mica la filosofa o la letterata! Se lo sarebbe dovuto far bastare. Roscoe fiss il viso della donna. Era dolce, e nonostante l'avesse sfidata e offesa pi di una volta, riusciva a placarlo con la sua solare grazia. Quegli occhi cos esotici e allungati lo guardavano pieni di compassione sotto la macchia di capelli corti spettinati. Era raro che una donna gli riservasse quel tipo di sguardo, che non ammiccasse o cercasse di farsi notare. Roscoe annu, con l'animo meno in tempesta ma pi confuso e senza dire altro usc dalla stanza. Per la prima volta si rese conto di essere rimasto abbagliato da una bellezza semplice e pericolosa. La piccola italiana era riuscita a sgretolare la corazza che lo proteggeva da troppo tempo ormai, minandone la sicurezza che in tutti quegli anni aveva ricostruito dopo la vergogna e l'umiliazione del carcere e l'abbandono e l'allontanamento dalla famiglia. Era tornato a vivere e a credere in se stesso diventando uno dei migliori uomini d'affari del mondo e dimostrando a suo padre e a tutti di essere un vincente e degno di portare il nome dei Mac Talbot. Non poteva permettersi di perdere di nuovo la sua sicurezza davanti a lei. Si sent a disagio e corse fuori di casa. Doveva rimettere ordine in s stesso. Raggiunse il portone senza rispondere al vecchio Rudolph fermo vicino all'entrata. Non poteva aspettare oltre, doveva allontanarsi di corsa. Sal in macchina e vol lungo il viale a tutto gas.

17.

Lo guard sparire oltre la porta come il vento del nord libero e impossibile da ingabbiare in qualunque luogo. Niente poteva fermare il vento! Chiara si lasci cadere sul letto senza forze. Il confronto sostenuto nella camera da letto pochi minuti prima, e la precedente litigata col padrone di casa, l'avevano completamente svuotata. Non immaginava di poter tener testa a Roscoe Mac Talbot. Sospir esausta e disorientata. Che cosa era accaduto? Che cosa le era saltato in mente? Alz la testa guardando dinanzi a s la stanza vuota consapevole che la sua non era stata altro che una reazione decisa al comportamento instabile e aggressivo dell'uomo nei suoi confronti. Raddrizz le spalle, non aveva sbagliato, anzi, forse avrebbe potuto calcare ancora di pi la mano, se avesse avuto pi tempo. In effetti, ci che realmente la turbava era la sensazione di aver lasciato qualcosa di insoluto. E non solo. Quando i toni si erano fatti accesi i loro corpi erano stati l l per toccarsi. Cos'era quell'uomo se non un concentrato di potenza repressa, un fascio di muscoli pronti a scattare? Non poteva scordare quegli occhi stretti dalla rabbia, una promessa di furia trattenuta a stento e i pugni serrati in una morsa micidiale. Se fosse stata un uomo le sarebbe saltato al collo, come minimo. Ma c'era dell'altro; avrebbe giurato di aver visto per un attimo in fondo ai suoi occhi una luce triste e incerta. Chiara era sicura di averlo colpito nel profondo, di aver scosso la sua anima. Le era sembrato che quasi vacillasse sotto il peso delle sue parole e questo la commosse. Allora il suo Highlander aveva un cuore! Completamente assorta nei pensieri, non si accorse della figura appoggiata allo stipite della porta ancora aperta. 
Bel lavoro! Brava, Chiara, non pensavo avessi il fegato di affrontare il lupo di Blantyre. Chiara sussult balzando letteralmente dal letto. Ma se pensi che mio fratello sia in difficolt o riconosca i propri errori e cambi idea, sei parecchio fuori strada. Non prendertela. Chiara si tenne alla colonna del baldacchino e diresse lo sguardo verso la porta. Gladys Mac Talbot era a dir poco radiosa. Avvolta in un tubino di satin nero, alta, con un corpo da invidia e il viso levigato e luminoso, le sorrideva divertita. Chiara si lecc le labbra. Sapeva riconoscere il pericolo e quella donna era come una fiera, da ammirare e temere al tempo stesso. Scusami, di solito non perdo le staffe e per giunta in casa d'altri. Ti chiedo di perdonarmi, Gladys, non succeder pi anche perch tra poco mio cugino arriver e me ne andr liberandovi della mia inutile e fastidiosa presenza.
La ricca signora le si avvicin velocemente offrendole la mano. Chiara l'aveva vista austera, glaciale come era la sua fama e bellissima oltre ogni dire. Ora, sorridente, le sembrava un'altra persona, persino pi radiosa, se ci fosse stato ancora margine per definire l'avvenenza di quella creatura. Gli occhi luminosi la fissavano sinceri, forse la fiera in fondo era addomesticabile. Ancora non ci credo. Dimmi, piccola, dove avevi nascosto questa grinta?
Davvero si stava congratulando con lei? Ancora incredula accett di stringerle la mano e non rifiut neanche il successivo abbraccio. Poi la guard ritrarsi: Lo hai annientato. In tutti gli anni in cui io e mio fratello abbiamo vissuto insieme, non lo avevo mai visto cos in difficolt. A nome della famiglia, ti ringrazio di cuore. Gladys le fece cenno di sedersi con lei sul letto, neanche fossero due vecchie amiche: Devo scusarmi io di come quel cavernicolo idiota ti ha trattato finora. Ma... non  stato sempre cos...
Davvero stava parlando del proprio fratello? Chiara riconobbe nell'altra donna la voglia di giustificarlo, ma non nel modo classico, come avrebbe fatto una mamma quando vuole coprire le malefatte del proprio figlio. No, Gladys era davvero addolorata per Roscoe, segno che lo amava profondamente. Non preoccuparti, sto bene e poi sono abituata a trattare con tipi cos quasi tutti i giorni in ospedale. Istintivamente Chiara le tocc il braccio come faceva di solito con i parenti dei malati, preoccupati per le condizioni dei loro cari. Che strano, forse avrebbe dovuto annoverare quella giornata tra le pi strambe che avesse mai vissuto. Non lo avrebbe creduto possibile se non fosse stata l presente: Roscoe e Gladys che le chiedevano scusa? Se non fosse stata una donna assennata e sensibile, avrebbe sicuramente raccontato a tutti che anche i terribili e irraggiungibili Mac Talbot in fondo erano umani. Doveva smetterla di deriderli.
Gladys si alz dal letto. And alla finestra e sospir. Sembrava davvero una dea pagana di quelle venerate dagli antichi greci, una divinit alla quale era impossibile resistere; regale, austera, elegante, quando parl anche la sua voce era calda e tranquilla. Hai fratelli? Gladys continuava a guardare il giardino oltre la finestra. No, sono figlia unica. La domanda le bruciava sulla lingua: perch? Ma Chiara si trattenne e pazient finch Gladys non si decise a continuare. L'espressione del volto era seria, assomigliava in modo impressionante al fratello maggiore. A dir la verit, Gladys per certi aspetti richiamava tutti e due i gemelli, ma in quel preciso momento era l'immagine accigliata di Roscoe. Accarezz con le lunghe dita perfettamente laccate i capelli biondi: Amavo moltissimo mio fratello. Per me  sempre stato un eroe impavido capace di proteggermi da un padre pressante. Mi ha dato la possibilit di procedere nella vita senza preoccuparmi troppo dei giudizi contrari. Roscoe mi ha insegnato la fierezza, la voglia di combattere assaporando, gustandola a fondo la vittoria raggiunta con fatica. Gli devo quasi tutto. 
I suoi occhi erano persi oltre l'orizzonte immaginario dei ricordi rivelando esattamente quanto fosse intenso ancora il sentimento che la univa al suo Highlander. Chiara era sul punto di aprire bocca e chiederle cosa gli fosse successo per trasformarlo in una creatura cos arrogante e aggressiva, quando not il cambiamento repentino nell'espressione della donna. Di colpo, come se si fosse svegliata da un torpore improvviso, Gladys si volt rivolgendole uno degli sguardi pi altezzosi che avesse mai visto: era tornata la glaciale signora di sempre: Poi la vita lo ha cambiato a tal punto da non riconoscerlo pi.  un bastardo, Chiara, uno dei peggiori. Stagli alla larga, anche se forse solo una come te potrebbe tenerlo a bada. E se fossi sicura che non ti sbranerebbe al primo morso, sarei contenta. Come poteva essere all'altezza di frequentare il grande e tenebroso Roscoe Mac Talbot? Non parlava sul serio.
Oh, non preoccuparti, fortunatamente mio fratello non rimarr qui abbastanza per instaurare una relazione duratura. Gli basta quella strega di Rose Pridwyn, maledetta!  talmente ottuso da non capire che quella lo annienter un'altra volta e definitivamente. Stupido idiota! 
Cosa... La domanda rimase sospesa nell'aria dal passo discreto di Rudolph che annunciava una persona alla porta. Doveva essere arrivato Matthew. 
Gladys l'accompagn fuori dalla stanza scendendo con lei al piano inferiore. Dopo i saluti formali, Matthew apr le braccia alla cugina scrutandola con sguardo accigliato e penetrante: Che ha detto il dottore? Ti d l'ok per muoverti? Possiamo tornare a casa, quindi. Cristo, se ripenso allo spavento quando ho saputo dell'incidente...Vieni qui, cuginetta. Preso tutto? La strinse in un altro abbraccio veloce prima di rivolgersi alla padrona di casa. Signora Mac Talbot, grazie. I due rimasero a fissarsi uniti dalla stretta di mano mentre in quella sola semplice parola veniva concentrato un sentimento di riconoscenza palpabile. Anche con la barba di due giorni, suo cugino non era niente male. Anzi, l'aspetto trasandato, gentile omaggio del lavoro frenetico e della preoccupazione di tornare al pi presto in citt, lo rendeva pi affascinante.
...
.
...
Matthew alz la testa e vide le due donne scendere dalla lussuosa scalinata. Si avvicin di un paio di passi anche se le gambe sembravano pesantissime. Quando sua cugina gli fu davanti l'abbracci sollevato e dopo averla stretta a dovere rivolse finalmente l'attenzione alla padrona di casa. Era inutile posticipare ancora il momento, sarebbe rimasto fulminato, come sempre. Dio, quella donna era stata creata per uccidere gli uomini. Lo pensavano tutti in citt ed era vero, lo viveva sulla sua pelle, proprio mentre l'ammirava. Non aveva avuto molte occasioni di avvicinarsi a Gladys Mac Talbot, le loro frequentazioni erano distanti anni luce. Matthew dubitava fortemente che la stupenda Gladys amasse trascorrere le serate al pub ad affogarsi in litri e litri di whisky e birra, parlando di football o di auto sportive. Una donna cos era off limits per gente come lui; ma questo non gli vietava di immaginarla con un uomo. Sotto ad un uomo, per la verit. Se ne facevano tante di chiacchiere sulla bella ereditiera. Nascosto sotto l'aspetto da regina dei ghiacci doveva avere un temperamento bollente; chiss cos'avrebbe potuto regalargli quella bocca, o come sarebbe stato sentire sul petto quei capelli morbidi e le mani dalle dita affusolate. Gi, e le unghie poi... Matthew imprec raddrizzandosi e imponendosi un contegno dignitoso. Aveva l'uccello duro solo per aver annusato il suo costoso profumo quando lei gli aveva allungato la mano. Si fece forza per stringerla e basta, lottando non poco per apparire distaccato. La chiamer domani, signora Mac Talbot, per fissare un appuntamento e parlare dell'incidente dei suoi genitori. Gladys poteva avere risposte interessanti alle sue domande, ma sarebbe stato meglio riacquistare al pi presto l'aplomb professionale. 
Certo, domani va benissimo, detective Gleason. Potr lasciar detto alla mia segretaria in ufficio al cantiere o, se preferisce, qui a Rudolph. Dipende dall'orario in cui chiamer. Ma, mi scusi, come mai quest'interesse? Mi sembra di aver capito che la polizia aveva gi definito la morte dei miei genitori come un incidente. Ci sono novit? Gladys lo guard circospetta e, sebbene continuasse a sorridergli, lui vide passarle negli occhi l'ombra di un timore. Il detective fece del suo meglio per tranquillizzarla, le novit gliele avrebbe notificate a tempo debito. Per il momento era meglio rimanere sul vago.
La mia  pura curiosit. E la chiami anche deformazione professionale, ma  pi forte di me essere sicuro di aver svolto bene il mio compito. Non dimentichiamoci che i suoi genitori sono una leggenda in citt. Ma, ripeto, faccio solo il mio lavoro. Matthew prese il cappotto di Chiara e l'aiut a indossarlo. D'accordo, sono a sua completa disposizione. Mi faccia sapere. Arrivederci Chiara. Ci rivedremo, spero. Gladys sorrise congedandoli, ma non aspett che uscissero di casa. Sal la scalinata con classe e Matthew rimase a guardarla rapito dal movimento ondeggiante, elegante e sexy dei fianchi. Cazzo, che corpo! Si gratt la faccia e accortosi dello sguardo ironico della cugina alz un sopracciglio. Non provarci nemmeno, piccola! Vogliamo andare? 
Durante il viaggio di ritorno Chiara lo prese in giro mettendolo in guardia sui pericoli che una donna come Gladys potesse creare ad un uomo apparentemente tranquillo e normale come lui. I due risero stuzzicandosi con battute e sfott e l'atmosfera torn quella di sempre. Finalmente Chiara si sentiva a casa. Perch vuoi parlare con Gladys dell'incidente? Avresti potuto trovare una scusa pi originale per rivederla. A meno che tu non pensi davvero a qualcosa di strano. Cosa credi sia successo? Ci sono novit? Matthew alz le mani dal volante ridendo e arrendendosi alla marea di domande. Poi annu ritornando serio: Sai che non ne posso parlare, anche perch tutto  ancora campato in aria. Ma il mio viaggio  servito per chiarire alcuni punti oscuri. Prese fiato anche nel tentativo di trovare le parole giuste per continuare il discorso senza rivelare troppo. Purtroppo, sembra che non si tratti proprio di un incidente normale. Gli indizi che ho trovato mi fanno pensare pi ad un omicidio premeditato. Le parole scesero come macigni nel silenzio dell'abitacolo. L'atmosfera gioiosa di colpo si spezz e l'aria divenne satura di minaccia.
Oh, mio Dio! Matthew, sei sicuro? Ma chi... voglio dire, hai qualche pista da seguire, qualche testimone... Chiara stimava il cugino, la seriet che metteva nel lavoro lo aveva fatto diventare uno dei detective migliori della zona. Conosceva la sua pignoleria e il fatto che se soltanto intuiva qualcosa di strano, andava a fondo per scoprire la verit. Avrebbe fatto cos anche in quel caso, ne era certa. Lo guard perplessa aspettando chiarimenti ulteriori, ma si rese subito conto che aveva indossato la corazza del poliziotto. 
Hai notato niente di strano l al castello? Ascoltato qualche telefonata, assistito a qualche discussione, captato parole, non so... Chiara indugi un istante. No, se si faceva eccezione per quel rude maleducato di Roscoe Mac Talbot. No, non mi sembra. Poi Chiara ricord che in quella stessa mattinata i Mac Talbot avevano ricevuto la visita del notaio per la lettura del testamento e raccont al cugino ci che aveva sentito. Gli descrisse le urla tra i fratelli che discutevano di un anello. Rifer anche dell'uscita burrascosa di Roscoe dallo studio, tralasciando per il loro scontro verbale. Non era il caso di far preoccupare ulteriormente Matthew. Conoscendolo avrebbe girato la macchina e sarebbe tornato al castello per chiedere soddisfazione. No, meglio di no. Il cugino espose le proprie perplessit sottolineando come una famiglia ricca e altolocata potesse avere anche dei nemici. Nessuno avrebbe gridato allo scandalo se fosse stata questa la verit. Ma lui era consapevole che ci fosse un motivo serio per decidere di ammazzarli: forse un regolamento di conti? Non sarebbero stati i primi a trovarsi in difficolt nonostante la facciata di integrit. Oppure avevano pestato i calli a qualche personaggio potente che aveva aiutato un Arthur ancora giovane nella scalata al successo e che adesso aveva reclamato indietro il favore. O anche una resa dei conti negli affari, una lotta interna per la scalata al comando del cantiere. Matthew aveva una scorta abbondante di dubbi e una serie di domande a cui moriva dalla voglia di ricevere risposte, e con un po' di fortuna Gladys avrebbe potuto rappresentare la soluzione ai suoi quesiti. Chiara lo ascolt in silenzio, riconoscendo quanto fosse meticoloso nel lavoro. Non lasciava nulla d'intentato e quando fiutava una pista procedeva spedito. Sapeva evidentemente di non essere in torto, il suo discorso era plausibile e anche se poteva sembrare pi una situazione degna di un film che della vita reale, lo segu argomentare le sue supposizioni annuendo di tanto in tanto. 
Un anello, dici? B, probabilmente si uccide anche per molto meno in quell'ambiente, pu darsi che chi ha commesso l'omicidio lo ha fatto per quello. Tutto  possibile.
Chiara riflett considerando giuste le sue parole. Potevano essere mille le ragioni per uccidere. A quel pensiero inorrid e un brivido l'attravers facendola sussultare. Ricord improvvisamente ci che aveva detto Gladys in camera sul cambiamento del fratello e un pensiero le attravers la mente come un fulmine: Matt, cosa sai del passato di Roscoe Mac Talbot? mentre le parole le affioravano alle labbra Chiara si rese conto che il desiderio di sapere era quasi intollerabile. Da quello che ne so, gli  successo qualcosa di particolare, che lo ha segnato, o perlomeno cambiato. Sembra che prima, quando viveva ancora qui, fosse diverso, pi calmo... Tu lo conoscevi? Com'era? Che gli  successo? Matthew la squadr per un attimo ritornando ben presto a fissare la strada. Rimase in silenzio per una manciata buona di secondi, fino a quando la cugina lo esort di nuovo: Roscoe Mac Talbot  stato in prigione per omicidio, ha ucciso il marito della sua amante e ha scontato una parte della pena.
Chiara sent la saliva prosciugarsi nella bocca e un vago senso di vertigine: omicidio?
Una volta fuori per buona condotta  andato via di qui e non  pi tornato fino ad ora. Il padre lo ha disconosciuto privandolo di tutto. Cos per tredici anni  stato in America e ha fatto fortuna. La sua faccia  su tutti i rotocalchi finanziari del mondo. E' un fottuto figlio di puttana, nel miglior senso del termine, se capisci cosa intendo. Un uomo da ammirare negli affari, ma capace di combinare solo casino, per il resto. Chiara rimase a bocca aperta cercando di decodificare al meglio le notizie. In galera? Omicidio? Se non era un colpo allo stomaco quello... Chi... Oh mio Dio! Chi... il marito della sua... Chi era? La conoscevi?
Oh, la conosci anche tu.
Gli occhi le stavano per uscire fuori dalle orbite. La conosco?
S, era presente la sera del funerale al castello. Non puoi non averla vista. Un pezzo di... ehm,  una gran bella donna, una che non passa certo inosservata. Possibile che non ci hai fatto caso? Una tipa alta, mora, capelli lunghi, un corpo da favola, te l'assicuro. Una delle donne pi desiderate della citt. A pensarci bene, Blantyre ha dato i natali a molte belle figliole...
Chiara cerc di mettere a fuoco quella sera del ricevimento al castello, quando si era imbattuta in Roscoe e... lei, certo. La donna che gli si strusciava addosso corrispondeva alla descrizione. Bella s, lo era, ma possibile che nonostante la condanna e il tempo trascorso, i due fossero ancora amanti? Rimase attonita e in silenzio a lungo mentre il cugino parlava, tanto da non ascoltare neanche una parola. Ci che sentiva in quel momento era forse delusione, rammarico, gelosia? Ma che stupidaggine! Eppure, si sent pungere come se le stessero portando via qualcosa che le apparteneva. Assurdo! 
Ehi, cuginetta, ti senti bene? Sei pi bianca di un cadavere e le tue mani tremano come se fossi in preda ad un attacco di panico. Il dottore non ha detto che stavi meglio? Matthew la squadr con la coda dell'occhio. Non mi sembra. Andiamo da lui, sar pi tranquillo dopo che ti avr dato un'occhiata. Era preoccupato e Chiara sapeva per esperienza che Matthew in modalit apprensiva era qualcosa da evitare. Fatic non poco a convincerlo che sarebbe stato meglio tornare al pi presto a casa. Aveva voglia di prepararsi un bagno caldo e di godersi una tranquilla cenetta in famiglia e magari poi prendere una tazza di cioccolata calda davanti alla tv. Il tutto senza pensare a Roscoe Mac Talbot, se possibile. Matthew pretese in cambio la promessa di una telefonata al medico qualora i sintomi si fossero ripresentati di nuovo. Una volta a casa, Matthew la lasci al suo bagno e si ritir in camera a fare delle telefonate e predisporre il lavoro per il giorno seguente. 
... ha ucciso il marito della sua amante... la conosci anche tu, l'hai vista al funerale al castello... quelle parole la tormentavano. Chiara non poteva credere che fosse vero. Certo, un'esperienza del genere avrebbe cambiato chiunque. Vivere in prigione non era certo una passeggiata; lo capiva perfettamente. Mentre si lasciava cullare dal bagno schiuma alla vaniglia si accorse di non essere scandalizzata. Chiuse gli occhi e si trov davanti lo sguardo scuro di Roscoe che la fissava nella stanza al castello prima di chiederle scusa e lo ricord sincero, addirittura buono. Un uomo cos non poteva aver perso l'anima del tutto. Apr gli occhi e sorrise. Decise in quel momento che lo avrebbe aiutato a ritrovarla. Doveva salvarlo da s stesso e solo lei poteva riuscirci. In fondo era pur sempre il suo lavoro.

18.

Sei teso come una corda di violino, Ros. Ci penso io. So come far rilassare il mio cucciolo.
L'avambraccio muscoloso scatt bloccandola prima che riuscisse a toccarlo. Le torse leggermente il polso avvicinandosi di pi a quella pelle profumata. La fulmin con lo sguardo e le parole uscirono in un sibilo minaccioso: Non sono pi il tuo cucciolo, Rose. Da tanto ormai. La lasci andare bruscamente, ma non le tolse gli occhi di dosso, rapito dalla reazione a quella prepotenza. Avvicinandosi al mobile bar proruppe in una risata sguaiata mentre prendeva la bottiglia di Ballantine vuota per met. Il liquido biondo scese veloce e allegro dentro il bicchiere di cristallo rompendo il silenzio, almeno fino a quando non si volt tornando verso di lei. Roscoe sorseggi lentamente lasciando che l'aroma stuzzicasse il palato. Solo allora si concesse un sorriso, uno di quelli irresistibili che tanto piacevano alle donne, compresa Rose. Alz la mano e le accarezz il collo e le spalle fino a spostare la spallina della sottoveste nera di seta tanto da rivelare alla vista un seno. 
Rose rimase immobile. Non riusciva a resistere al tocco della sua abile mano. Le era costata fatica quando lui era solo un ragazzo, ed ora che Roscoe era un uomo fatto e finito, l'impresa era da considerarsi quantomeno impossibile.  vero, sei cresciuto, ma ti ricordo bene e so di cosa hai bisogno. Rose trattenne il respiro quando sent il capezzolo stretto tra le dita dell'uomo che la guardava fremere, ma continuava a bere. Che gran bastardo, pens, ma sostenne la sfida raggiungendo con la mano la cinta dei pantaloni. In quel gioco era molto brava, anche se sapeva che avrebbe dovuto faticare un po' per far capitolare il bel tenebroso. Lo vide sorridere arrogante quando riusc ad aprire la lampo e agguantare sicura il membro gi duro. Mugol sentendo la stretta decisa sul capezzolo roseo quando raggiunse la meta e gli accarezz l'uccello. Lo ammetto, sei cresciuto, ma io so cosa vuoi e tu sai che da me lo avrai sempre. Ora siediti e raccontami. Cosa  successo oggi da renderti cos teso? Novit al castello? Lo spinse sul divano e quando lui vi cadde sopra seduto, Rose s'inginocchi tra le sue gambe con l'intenzione di lavorarselo per bene. Il destino le aveva accordato una seconda occasione ed era decisa a non lasciarsela sfuggire. C'era troppo in gioco, lo sapeva e per nulla al mondo avrebbe rinunciato alla possibilit di tentare di nuovo. Il suo scopo era ben chiaro e sempre lo stesso. Bisognava solo raggiungerlo. L'aveva giurato tanto tempo prima sulla tomba della madre, adesso doveva solo rendere reale il sogno. Sai che ti ascolto volentieri. Ti conosco, so tutto di te, quindi devi stare tranquillo, non preoccuparti di entrare troppo nei particolari.  di dominio pubblico in citt che il notaio  venuto da voi per il testamento. Allora? 
Roscoe sibil quando la mano sapiente si chiuse a coppa intorno ai testicoli stringendoli appena. Cazzo, quella donna era davvero brava e tempo mezz'ora, tutta la tensione accumulata in mattinata sarebbe svanita. Un sorriso rilassato gli si apr tra i peli insipidi della barba; l'avrebbe lasciata fare, anche lui meritava un po' di sano svago. Ahh, tu sai come far felice un uomo, Rose! Non aveva la minima intenzione di rispondere a quell'interrogatorio. Abbandon la testa sulla spalliera del divano allargando di pi le gambe. Si mise comodo con l'intenzione di perdere la testa per un momento. Lasci uscire l'aria dalla bocca quando la presa si spost sull'uccello, felice di ricevere le coccole. Si abbever all'immagine di Rose che glielo prendeva in bocca leccando la punta sensibile con gli occhi pieni di lussuria. Non parliamo ora. Usa quelle labbra cos come stai facendo e fatti scopare la bocca. Parleremo dopo. Senza indugio allung la mano e spingendola per la nuca, la costrinse a prenderlo tutto in bocca. Rose non si tir indietro e cominci a leccarlo e succhiarlo scendendo e salendo lungo l'asta sempre pi dura. Roscoe chiuse gli occhi e si lasci andare, finalmente. Non gli importava che fosse sbagliato trovare conforto in lei, la causa della sua rovina. Lo pensavano tutti, ma per lui il ritorno al passato era l'unica sicurezza in una vita fatta di solitudine e amarezza. Un uomo cos poteva permettersi tutto ci che voleva e di certo le donne non gli mancavano. Quante volte si era trovato nella stessa posizione, con l'uccello in bocche avide pronte a compiacerlo e quante lo avevano fatto con l'unico scopo di legarlo a loro definitivamente. Ah, povere illuse! Nessuna mai l'avrebbe avuto, mai! Lui, uno stronzo patentato, l'enfant prodige della finanza mondiale, il Paperon de' Paperoni dei preziosi, il sovrano indiscusso del mondo delle pietre. No, lui era libero, e nessuna donna poteva pensare di bloccarlo pi di un paio di notti o al massimo un paio di settimane. Potevano avere il suo cazzo in tutti i modi possibili godendo pi volte a notte, ma niente di pi. Roscoe era libero e cos voleva rimanere lontano da ogni forma di legame. Aveva passato sette anni infernali costretto in un metro per due trovando mille scappatoie per non impazzire. La prigione si era risucchiata la sua vita e se era diventato ci che oggi tutti temevano e rispettavano, lo doveva solo a se stesso, anche se pi volte si era trovato sul punto di cedere e farla finita. Quanto tempo era passato dall'ultima volta in cui aveva desiderato tuffarsi tra le braccia della signora dalla falce lucida e tagliente?
Apr gli occhi puntandoli su Rose tra le gambe e in quel momento ritorn indietro, chiuso nella cella, stretto e tenuto fermo da due paia di forti e nerborute braccia costretto a subire la pi atroce delle umiliazioni senza il conforto di urlare tutto il dolore a squarciagola perch qualcuno si era preoccupato di tappargli la bocca con la mano. Simili rituali era meglio rimanessero segreti, anche se poi tutti immaginavano cosa sarebbe potuto succedere ad un ragazzo figlio di pap, attraente, incensurato e colpevole di omicidio nei confronti di uno dei boss della polizia locale. Se mai si fosse sentito al sicuro con i detenuti del braccio B, non lo era affatto con le guardie carcerarie. Non aveva considerato quanto fosse grande lo spirito di fratellanza dei vari corpi di polizia, almeno non fino a quel momento e sicuramente non lo avrebbe mai pi scordato. Come non avrebbe mai dimenticato la violenta martellata sul ginocchio ricevuta perch non si era piegato a terra per soddisfare il grande capo. Il dolore acuto e la consapevolezza che non l'avrebbero ucciso lo portarono al punto che fosse lui stesso a sancire la morte del giovane Roscoe e la nascita di un uomo nuovo, spietato e arrogante, il grande figlio di puttana che era diventato. Nessuno pi lo avrebbe visto soffrire, n umiliato o costretto, e certo fu questo il motivo per cui non si era piegato neanche davanti alla volont del padre. Lo aveva scacciato? Bene, era andato via a testa alta senza alcuna esitazione. Non c'era bisogno che in famiglia sapessero ci che aveva vissuto. Per lui era meglio che lo pensassero perduto, andato, stronzo fino in fondo. 
Torn a fissare la donna e nello stesso istante sent che era arrivato il momento di lasciarsi andare. Si concentr su quelle labbra che salivano e scendevano lungo tutto il membro reso lucido dalla saliva e quando i denti affondarono veloci inarc la schiena alzando il bacino. La vide sorridere soddisfatta e allora mosse i fianchi e le scop la bocca. Lei lo succhi, lo lecc, e lo succhi di nuovo seguendo un ritmo sempre pi veloce. Roscoe allung la mano stringendola per i capelli. Affond sempre di pi in lei e venne riempiendole la bocca di caldo seme che Rose inghiott fino all'ultima goccia, insieme alla rabbia covata dentro fino a quel momento. Gli ritornarono in mente le parole di Chiara: ... Ah, un'altra cosa: sei cresciuto? Bene, allora dimostralo perch non si vede proprio... Roscoe si irrigid di colpo. Il sangue sembr raffreddarsi e un senso di smarrimento lo gherm doloroso. Rose, spostati. Devo andare. Si alz di scatto marciando verso il bagno. Invece di rilassarlo quel pompino lo aveva solo agitato. Si sentiva un tumulto di rabbia e inquietudine come un grumo doloroso nel petto, e avrebbe scommesso entrambe le palle che era merito di quella piccola italiana che era entrata di prepotenza nei suoi pensieri. L dove non potevano turbarlo i ricordi del carcere, lo poteva l'immagine di Chiara Frantoni.
Un grazie sarebbe apprezzato, Ros. Lo sai che ti amo, ti ho sempre amato e ti conosco. E ora noto che c' qualcosa che ti preoccupa. Dimmelo, sai che posso aiutarti. Rose si alz leccandosi ancora una volta le labbra e lo guard entrare in bagno. La porta si chiuse e prima che lei lo raggiungesse, il cellulare squill. Merda! Ros, il telefono! Sbuffando estrasse il cellulare dalla tasca del giaccone e dopo aver letto il nome sul display, premette il tasto verde. Roscoe, cazzo, ma quanto ti ci vuole a rispondere? Rose inarc il sopracciglia e socchiuse le labbra. Davvero interessante quella telefonata. La voce femminile era riconoscibile. Sono io... No, ascolta, non mi pu sentire... S, certo, lo so che se ti scopre sei fregata, ma... no insomma sta un attimo zitta e lascia fare a me. Non preoccuparti di nulla. Mi sembra che eri d'accordo con noi la settimana scorsa, quindi continua a tenere le orecchie aperte e non fare passi falsi... Ti far sapere quando dovrai agire. - Rose non la lasci replicare. Non c'era tempo. Tutto doveva svolgersi secondo i piani. Continu a tenere d'occhio la porta del bagno. Doveva sbrigarsi - E ora dimmi se sai cosa gli  successo oggi. Rose rimase in ascolto attonita. Ci che la donna al telefono le stava riferendo aveva dell'incredibile. Con uno scambio secco di battuta apprese tutto ci che doveva e chiuse la comunicazione. Ripose il cellulare nella tasca dove lo aveva trovato e si allontan dalla poltrona. Quando Roscoe usc dal bagno gli si avvicin. Non poteva lasciarla completamente a secco delle informazioni pi succose: Ros, allora il notaio? Non mi dici nulla? Devo dedurre che sei come tutti, una volta avuta la tua parte di eredit ti dimenticherai degli amici.
Roscoe indoss la giacca e la squadr. Sembrava ancora pi enorme vestito di tutto punto, era un tipo che nessuno avrebbe voluto incontrare di notte da solo in un vicolo. La bocca si tese in una specie di ghigno maligno. E tu saresti mia amica? Continu ad annodarsi la cravatta lasciandola bruciare dalla curiosit. 
Forse anche qualcosa di pi, mio caro. Ti conosco da quando avevi diciotto anni, abbiamo una vita in comune. Rose era decisa a non farsi relegare ad un angolo. La posta in gioco era alta e di sicuro essersi riavvicinata a lui dopo tutti questi anni doveva pur significare qualcosa. La donna gli aggiust il nodo della cravatta come faceva di solito ogni volta al momento di congedarsi. Lo guard negli occhi e fu attratta di nuovo da quel viso bello e duro che l'et e le vicende della vita avevano reso ancora pi virile e sensuale. Perch non ti fermi ancora un po' e festeggi con me la tua vittoria? Di certo, il notaio ti avr dato buone notizie.
Roscoe sbuff e si allontan da lei deciso a non farsi abbindolare. Quella donna era diabolica, lo sapeva bene, eppure come una calamita tornava sempre li, tra le sue gambe. Buone notizie? Certo, come no. Niente di tutto quello che quel pazzo mi ha lasciato mi interessa. Volevo solo una cosa e non ce l'ho ancora. Ma aspetter.
Rose non si accontent di una risposta tanto evasiva e torn alla carica sfoderando le doti che sapeva sarebbero state impossibili da contrastare per uno come lui. Roscoe non avrebbe resistito a lungo e cos gli si avvicin di nuovo, con molta grazia e un pizzico di malizia, gli cinse la nuca con le mani e lo costrinse ad abbassarsi verso di lei. Bast il suo profumo a farlo capitolare di nuovo e subito le loro bocche si sigillarono in un bacio rovente. Roscoe la sollev schiacciandola alla parete intenzionato a farsela ancora una volta, ma qualcosa lo blocc. L'eco delle parole di Chiara gli rimbomb in testa e il suo bel viso gli si stagli davanti agli occhi. Di colpo cap che doveva vederla, chiamarla, parlare con lei, chiederle ancora una volta scusa. Non sapeva come, ma avrebbe dovuto cercare un modo. Non ora, Rose.
Ma dove vai? Roscoe. Aspetta, ci vediamo pi tardi? Ma lui era gi andato. Rose rimase sola e non le piacque affatto. Si rifugi nel letto sfatto e tir il lenzuolo fin sopra il petto rimanendo con il mento poggiato sopra le ginocchia a riflettere. Era arrivato il momento di giocare duro, voleva quell'uomo e lo voleva subito. Aveva aspettato gi troppo, non era pi tempo di indugiare ancora. Non era pi molto giovane e non poteva contare sulla bellezza per sempre; ma quello che voleva di pi era ci che le spettava e a cui aveva dovuto rinunciare da troppo tempo. Mamma, non ti deluder, puoi starne certa pens prendendo in mano il cellulare. Sono io. Non si pu pi attendere. Vai, tocca a te. Dobbiamo accelerare se vogliamo raggiungere finalmente il nostro scopo. Fatti sentire non appena lo avrai agganciato. Lasci il cellulare sul cuscino, raccolse la sottoveste e si avvi in bagno. La partita era appena iniziata.
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Chiara, sono Roscoe Mac Talbot. Sprofondato nel sedile in pelle della sua Jaguar, l'aveva chiamata e ora che la voce di lei si era diffusa nell'abitacolo non sapeva esattamente cosa dire. Era tremendamente complicato, molto pi di quanto era sembrato mentre ripeteva le stesse parole in mente. Che ne pensi di ricominciare da capo?- per poco non si strozz con le parole - hai ragione tu, devo crescere. Non ho scuse. Mi piacerebbe far due chiacchiere con te, magari come due conoscenti e chiss, hai visto mai? Potremmo anche scoprire di avere qualcosa in comune. Che ne dici?
Chiara fiss il cellulare perplessa come davanti ad un oggetto sconosciuto. Non credeva alle proprie orecchie. Da quell'apparecchio usciva davvero la voce di Mr. Universo che le chiedeva un appuntamento addirittura per parlare? Ancora incredula rispose titubante, non voleva farsi prendere in giro proprio da lui. La curiosit per, era troppa: Beh, mi prendi alla sprovvista. Certo non mi aspettavo... oh al diavolo, va bene. Dove vuoi che ci incontriamo? Non al castello. In campo neutro non sarebbe male, magari in citt. Nel peggiore dei casi, potrei tornare a casa a piedi. La mia bici  distrutta, ma tu questo lo sai gi. Sper che la frecciatina arrivasse a segno. Voleva ricominciare da capo? Bene, Chiara era disposta a farlo, ma alle sue condizioni e di certo non si sarebbe pi fatta sopraffare dalla sua arroganza. Con la lite al castello aveva messo in chiaro la propria posizione: non era disposta a subire per nessun motivo. Per non le dispiaceva un incontro con il suo Highlander, anzi la cosa la metteva in fibrillazione pi del dovuto, come una scolaretta al ballo di fine anno. Che stupidaggine! Ma si sentiva agitata tanto da non capire dove avrebbero dovuto vedersi. Colta alla sprovvista se lo fece addirittura ripetere.
Al The Castle, il pub di Brian in citt. Ci vediamo l nel pomeriggio alle cinque. A dopo.
Sent chiudere la telefonata di scatto, l'aveva messo in conto. D'altronde, cosa poteva aspettarsi da un presuntuoso come lui? Che si ravvedesse del tutto e come per magia diventasse mansueto e ragionevole? No, forse non le sarebbe neanche piaciuto. Ebbene s, quell'uomo nonostante tutto l'affascinava con tutta la sua boria e, per quanto volesse negare l'evidenza, Chiara non pot che accettare la verit: l'idea di rivederlo l'eccitava da morire.

19.

Gladys aveva trascorso l'intera giornata a glissare le continue telefonate dei giornalisti, delegando alla segretaria il compito noioso di liquidarli trovando il modo pi cortese possibile per farlo. Se fosse stato per lei, li avrebbe mandati al diavolo tutti. Stupidi avvoltoi. La notizia della lettura del testamento, non si sapeva come, aveva fatto velocemente il giro della citt suscitando non poco scalpore. Ci si domandava come avessero reagito al consiglio del cantiere all'entrata del figliol prodigo. La tempia le martellava gi dalla mattina. Non le faceva bene pensare di lavorare agli ordini del fratello dopo aver trascorso una vita coltivando il desiderio di ereditare il posto di comando dell'azienda. E quel giorno sembrava di colpo molto lontano e irraggiungibile. Sospir all'ennesimo squillo dell'interfono: Oh, diavolo Meredith, ma che ti ci vuole per capire che non voglio parlare con nessuno? Gladys era intenzionata a fare una lavata di capo alla segretaria troppo solerte quanto assillante ultimamente.
Miss Mac Talbot, lo so, niente giornalisti, ma si tratta della polizia.
La polizia? Che altro doveva capitarle, si chiese appoggiandosi allo schienale della poltrona ergonomica dello studio elegante. Cosa vogliono?
 il detective Gleason. Vuole parlare solo con lei, dice che  importante.
Va bene, passamelo sospir esasperata passandosi la mano sulla fronte. Qualcuno le stava picchiettando un martelletto sulla tempia e la giornata che le si stava prospettando le fece rimpiangere di non essere rimasta a letto quella mattina. e portami un analgesico, per favore. Il pi forte che hai. Pronto, detective Gleason, cosa posso fare per lei? Cambi subito tono dopo il click della comunicazione per sembrare normalmente distaccata, ma senza apparire contrariata. Appena sent la voce del poliziotto si ricord della conversazione del giorno prima al castello e accett l'invito di incontrarsi per parlare dell'incidente. Scoprire che non si sarebbe trattato di un vero e proprio interrogatorio in centrale, ma piuttosto un invito informale al The Castle la lasci interdetta: Al The Castle? Perch l? 
 il locale di un suo amico, giusto? Un posto accogliente e tranquillo e la nostra vuole essere appunto una conversazione tranquilla. Prima di aprire una vera indagine vorrei da lei delle risposte a domande che mi frullano in testa. C' qualcosa che non mi  molto chiara nella dinamica dell'incidente. Ma ne parliamo oggi pomeriggio. L'aspetto.
Gladys mormor un assenso e per quanto la cosa le sembrasse alquanto bizzarra, decise che non sarebbe stato affatto sbagliato fare uno strappo alla solita routine e andare al pub del suo vecchio amico Brian. Tanto peggio di cos non poteva certo andare. 
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...
Gli sguardi di tutti gli uomini si fissarono su di lei quando attravers la sala con l'incedere degno di una regina. Se non fosse stato per Brian che le veniva incontro, sicuramente Gladys avrebbe fatto dietro front uscendo di gran carriera. Non era certo un posto adatto a lei anche se in fondo non era poi cos male. Le piacque l'arredamento sobrio ed elegante, la clientela un po' meno. 
Gladys, quale onore la salut Brian abbracciandola come faceva sempre. Un tempo erano stati amanti, ma dopo un primo periodo di freddezza assoluta, erano ritornati ad essere amici, buoni amici. Portava sempre quel pizzetto irresistibile e con gli occhi di ghiaccio che si ritrovava era in grado di scrutare cos a fondo le persone da entrare loro dentro. La scort al tavolo e non dimentic la buona educazione spostandole la sedia per farla accomodare. La loro storia poteva essere finita da un pezzo ma Brian Law rimaneva comunque un gentiluomo.
 bello qui, complimenti. Gli sorrise posando sulla sedia vicina il cappotto di volpe rossa e la borsa Birkin di pelle nera. Sarei dovuta venire prima, ma sai che non fa per me la vita di societ. Comunque sono qui perch devo incontrare il detective Gleason. Non so la ragione.
Lo scoprirai presto,  gi arrivato. Vi lascio e vi porto qualcosa da bere e se hai bisogno di altro sono in giro. Brian salut l'amico Matthew con un abbraccio e pacche sulle spalle. Si conged ritornando ben presto con uno scotch doppio malto per il poliziotto e un bourbon con ghiaccio per la sua ex. Scambi qualche parola con loro, ma li lasci subito per tornare al bancone.
Bene, di che si tratta? Non le nascondo che sono curiosa di sentire le sue domande, ma non so se sapr dare una risposta. In verit non so neanche se sia possibile darla. Gladys sorseggi il liquore piantando i suoi grandi occhi scuri sul viso del detective. Quell'uomo aveva qualcosa... Non si poteva definire bello, il viso era segnato da due solchi profondi che correvano attorno alle labbra e una barbetta dispettosa segno di un paio di giorni di pigra trascuratezza. Ma aveva due spalle larghe e pesanti nascoste sotto il giubbotto di pelle consumata. I capelli brizzolati rivelavano che non era pi un ragazzo. Era un uomo quello che aveva davanti, un uomo con gli occhi intelligenti di chi sarebbe stato in grado di rincorrere la sua preda ovunque. Gladys si sorprese a squadrarlo e a paragonarlo al suo tipo ideale. Niente in comune se non il sesso maschile. 

Prima di far riaprire l'indagine vorrei metterla al corrente di alcune mie perplessit. Penso che non si tratti di un incidente, ma di qualcosa di pi grave. Ora s che Matthew aveva ottenuto la sua completa attenzione. La vide contrarre appena un muscolo del viso ma fu qualcosa di impercettibile. Era una donna abituata a mantenere il sangue freddo. Che vorrebbe dire?
Risponda prima lei, per favore: Suo padre aveva litigato con qualcuno ultimamente? Intendo,  possibile che avesse qualche nemico. Non mi stupirei vista la posizione. 
La donna rimase a bocca aperta. Era chiaro il pensiero del poliziotto, ma per quanto si sforzasse non le venne in mente nulla. Glielo disse azzittendosi per un paio di volte cercando di ricordare gli eventi nei giorni immediatamente prima dell'incidente. Matthew ne prese atto: Ok, che lei sappia, suo padre aveva un'amante? O sua madre.
Ah, - sbott in una risata secca prima di rispondere - tutto pu essere. Non lo so davvero. Ma per quello che vedevo, i miei erano davvero legati. Ma voi maschi siete bravi a fare i vostri comodi di nascosto, senza pensare alle conseguenze. Una smorfia le distorse la bocca, ma non le guast l'espressione, la rese solo pi austera. Anche cos la sua eleganza non era messa in discussione. 
Gladys avvertiva lo sguardo del detective Gleason fisso su di lei e si agit come se le cominciasse a bruciare la pelle. Non era da lei. Non si scomponeva neanche nei pi sanguinosi consigli di amministrazione, come poteva perdere le staffe davanti a quel detective! Eppure stava accadendo, non si sentiva pi pienamente padrona di se stessa, le sembrava che la saliva le si fosse prosciugata lasciandole una spiacevole sensazione di asciutto in bocca. Era infastidita. Per quanti sforzi facesse per sembrare cordiale, non sarebbe riuscita a restare calma a lungo, se quel bell'imbusto seduto di fronte non avesse smesso al pi presto di fissarla in maniera cos ostinata. Il suo comportamento era a dir poco fastidioso. Prese la Birkin, l'apr e con un gesto elegante e con lentezza si impossess del porta sigarette d'argento. Poi si blocc non proprio sicura che quello fosse un locale in cui non vigesse il divieto di fumare. 
Non si preoccupi, Brian la conosce bene e si ricorder dei suoi vizi. Gladys sussult e diamine arross come una giovincella degna dei romanzi della Bront. Il disagio doveva essere pi di quanto sembrasse perch Matthew sorrise capendo il fraintendimento e, sporgendosi verso di lei, indic la sigaretta stretta tra l'indice e il medio: Quella. Lei fuma e Brian deve saperlo, per questo ci ha riservato il tavolo nella zona fumatori. Non si preoccupi. Qui nessuno la importuner. E poi sta parlando con un poliziotto e io non ho intenzione di multarla, mi creda. 
Gladys si rilass, ma le dispiacque veder morire l'espressione divertita che gli aveva illuminato il viso. Senza pensarci sorrise anche lei e abbass la testa per non farlo vedere. 
Quindi, tornando a noi, mi dice che non sapeva di eventuali scappatelle di uno dei suoi genitori. Bene, forse allora potrebbe dirmi se nella societ c' qualcuno che ambisce al suo posto tanto da... Matthew fu interrotto bruscamente dalla risata della donna e la guard. Dio, era davvero bella quando rideva. Se le avesse chiesto di allungare la mano aperta per ricevere la cenere dalla sigaretta, lo avrebbe fatto senza reclamare. Gladys Mac Talbot era davvero una dea e Matthew si ritenne un privilegiato a starle cos vicino e invidiato da tutti gli avventori di sesso maschile presenti nel locale. Si guard intorno orgoglioso. Bello stronzo! La donna alz la testa e anche se era tornata seria, aveva negli occhi una luminosit pericolosa che subito accese tutte le sue terminazioni nervose. Il detective sent distintamente l'erezione premere e pulsare nei pantaloni. Merda! Si spost goffamente per trovare serenit e soprattutto un'aria meno ebete di quella che sicuramente aveva stampata in faccia. Toss e tra un'imprecazione appena percettibile e il tentativo di bere senza rovesciarsi il whisky addosso torn a concentrarsi sull'indagine: La cosa la fa ridere, vedo. E' davvero tanto assurda? Forse  uno stereotipo quello di pensare che in una societ tanto prestigiosa possano convivere squali pronti alla prima occasione a farsi strada senza alcuno scrupolo. Ma nella realt non  cos? La vide annuire lentamente. Rimase stregato dall'espressione sensuale delle sue labbra dischiuse velate da una nuvola di fumo. Cazzo, era uno dei momenti in cui malediceva il suo lavoro e l'educazione ricevuta. Se fosse stato un altro, nulla gli avrebbe impedito di alzarsi, aggirare il tavolo, prenderla, appoggiarvela sopra e affondare in lei il suo fottuto uccello che ora stava pulsando come un tamburo. Se non fossero stati in un locale pubblico.
Non  uno stereotipo, queste cose accadono nella realt e anche nella nostra societ ci sono tanti cari colleghi che venderebbero l'anima al diavolo pur di arrivare al comando. Ma li conosco bene e per quanto assetati di potere, non si sporcherebbero mai le mani di sangue. Ne sono sicura. Senza contare che devono a mio padre la loro posizione attuale. E mi creda, nel nostro ambiente questo vale. 
Allora le chiedo la cortesia di lasciarmi entrare in azienda e dare un'occhiata, con un mandato s'intende, ma sempre se l'inchiesta partir. Mi sbaglier, e spero sia cos, ma ritengo che ci sia ancora qualcosa che ci sfugge. E il mio istinto di solito non sbaglia. In pi, sono bravo nel mio lavoro e non lascio mai faccende in sospeso.

20.

Roscoe varc la soglia del The Castle. Alcune vecchie conoscenze che non vedeva da un secolo lo salutarono prima di ritornare alle scommesse sulla squadra vincente della partita di rugby. Il tempo sembrava essersi fermato. Tutto come dieci anni prima, ma stavolta non poteva dedicarsi a loro. Ringrazi il cielo che fossero tutti con gli occhi incollati al monitor per il recupero dell'incontro cos da non dover subire l'attenzione di quei babbei ormai troppo lontani dalla sua vita. Oste, muovi il culo e portami il solito e vedi di pulirti le mani. Non voglio che tocchi il mio bicchiere dopo che ti sei strofinato i gioielli. Scoppi a ridere insieme a Brian per via della battuta che molto tempo prima si rivolgevano ad ogni incontro. Andarono avanti per qualche minuto a sfottersi allegramente; sembravano tornati indietro ai bei tempi, quando entrambi credevano che il mondo fosse a loro disposizione e nulla potesse cambiare. Ma quei tempi erano finiti, lo sapeva bene Roscoe, lo aveva sperimentato sulla sua pelle. Il sorriso gli mor sulle labbra quando l'amico gli indic con un cenno della testa l'angolo appartato del locale: C' tua sorella. Taci, che mi  venuto un colpo quando stamattina mi ha chiamato chiedendomi un tavolo per un incontro di lavoro. Conto sulla tua discrezione, Brian,  una faccenda seria, ma che non durer a lungo. Mim alla precisione il tono austero della sua ex. Se non conoscessi tua sorella penserei che si diverte a fare la stronza con me, ma so che  pi forte di lei e, nonostante il passato, le voglio bene.
Roscoe inquadr l'uomo seduto di fronte a lei e si rabbui. Era convinto di averlo gi visto, ma non ricordava n dove, n chi fosse.  quello l'appuntamento di lavoro? Chi diavolo ?
Brian gli parl del detective Gleason. Era dunque lui il cugino della ragazza che aveva quasi ammazzato investendola due giorni prima. Roscoe sollev le sopracciglia incuriosito: Che diavolo vuole il cugino di Chiara da Gladys? Non sa che sono maggiorenne? Se cerca soddisfazione pu benissimo rivolgersi a me, so come trattarlo.
Fermati Rambo. Ho idea che non consideri tua sorella come la tua mammina. Da come si comportano credo si tratti di altro. Roscoe aggrott la fronte perplesso. Cosa poteva esserci in comune tra i due? Era intenzionato a scoprirlo, ma si blocc. Chiara stava entrando proprio in quel momento. Che strano effetto gli faceva! La vide avanzare decisa, un passo dopo l'altro, i jeans stretti infilati dentro gli stivali e il collo alto di un maglione rosso scuro che sbucava dal giubbotto. Sembrava noncurante dell'effetto procurato sugli uomini che affollavano il pub; cercava qualcuno con lo sguardo. Cercava lui. Roscoe si raddrizz sulla schiena. C'era qualcosa di diverso in lei, ma non riusciva a definire cosa fosse esattamente. Si sofferm ad osservarla, godendosi finalmente il panorama. Conosceva gi la bellezza pura del viso, la luminosit degli occhi e il loro ardore, lo aveva sperimentato in prima persona il giorno prima mentre litigavano. Le guard le spalle ondeggianti ad ogni passo; il seno generoso nascosto dal giubbotto pesante, i fianchi, sinuosi e rotondi che accompagnavano le gambe non troppo lunghe ma davvero ben fatte. Per la prima volta si accorse di avere di fronte una vera donna da scoprire e il predatore che nascondeva in lui esult. Finalmente lo vide e si avvicin. Buonasera, Chiara. Come va oggi? si sforz di sorridere ma era troppo teso per riuscirci in maniera naturale, cos vi rinunci: Spero di avere l'occasione di farmi perdonare. Ho commesso troppi errori con te e sono stato davvero stupido, lo riconosco. Mi piacerebbe ricominciare da capo, se me lo permetti. Di tutto si pu dire di me, ma mai che non sia galante con le donne. Le parl con molta calma cercando nuovamente di tirare fuori un sorriso come faceva di solito quando era sicuro di vincere, anche quando le trattative si presentavano difficili. Le spost la sedia al bancone per farla accomodare. Brian a quel punto si avvicin per salutarla. Ben tornata, Chiara, sei bellissima oggi. Direi radiosa. Un altro po' di giorni nella nostra cittadina e tornerai in Italia rinvigorita.
Grazie Brian, dico bene, vero? S, ricordo il tuo nome. Abbass la testa per nascondere il rossore che le stava colorando le guance. Era adorabile, pens Roscoe sempre pi intenzionato a farsi perdonare. Quando Brian si rivolse a lui per le ordinazioni, aspett che fosse la donna a parlare per prima. Tuo cugino si  preso cura di te? Le fece un cenno con la testa per indicare il tavolo dove era seduto. Roscoe non riusciva a toglierle gli occhi di dosso. Rimase affascinato quando con la mano Chiara spost una ciocca dietro l'orecchio. Gli disse di aspettare. Doveva salutare suo cugino. Dopo poco torn vicino a lui sempre con un adorabile sorriso sulle labbra. Ed eccola di nuovo a tormentarsi la ciocca dietro l'orecchio. Quel gesto semplice e privo di un qualunque significato erotico, lo sconvolse accendendolo come una lampadina. Per la prima volta realizz di volerla conoscere pi a fondo, ne valeva la pena. 
Sto molto meglio, grazie, ho visto il dottore stamattina. Anzi volevo ringraziarti per averlo mandato da noi, anche se non era necessario farlo venire a casa. Matthew era chiaramente preoccupato, ma il medico lo ha tranquillizzato. Roscoe annu sorridendo come non gli succedeva da tanto tempo. L'unico colloquio con le donne al di fuori del lavoro, senza parlare di sua sorella, riguardava il compiacersi delle loro abilit tra le lenzuola o sul divano. Non gli importava altro a parte rimanere soddisfatto e soddisfare a sua volta. Ma con Chiara era diverso. L'italiana l'attirava per la sua semplicit e la schiettezza dei modi. Gli risuonavano ancora nelle orecchie le accuse che gli aveva rivolto e l'ultima frase sembrava scolpita a fuoco nella mente: ... Ah, un'altra cosa: sei cresciuto? Bene, allora dimostralo perch non si vede proprio... Come dopo uno schiaffo ricevuto in pieno volto, si era svegliato pronto a vivere con intensit. Ma aveva bisogno di lei per farlo e la consapevolezza lo incuriosiva e lo intrigava allo stesso tempo. Era bello guardarla ed ascoltare la sua voce e la cadenza musicale tipica della lingua italiana che conferiva alla pronuncia inglese, peraltro impeccabile, una sfumatura allegra tanto da fargli ritornare in mente la radura sulla collina poco distante dal castello. Non seppe bene perch, ma forse la calma e la freschezza dei suoi modi gli riportarono alla mente i pomeriggi estivi passati vicino al lago con il fratello e Brian quando il sole giocava sull'acqua increspando la superficie di diamanti di luce. Pensi di potermi perdonare e magari darmi un'altra possibilit per dimostrarti che non sono un mostro? Inclin la testa da un lato aspettando un cenno, una parola, un sorriso, una speranza.
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...
Chiara si sent avvampare per le parole di Brian e gli sguardi del suo Highlander. Abbass la testa sopportando a mala pena l'attenzione che i due dei pi begli uomini della citt le stavano riservando. Anzi, le parole di Roscoe la colpirono. Non immaginava di sentire un tono di voce cos calmo. Avrebbe giurato che il grande Mac Talbot non conoscesse la dolcezza. Era convinta che urlasse tutto il tempo e in ogni circostanza senza preoccuparsi di chi avesse di fronte. Ora sembrava docile, rilassato, diverso, anche se la luce nello sguardo era sempre la stessa, indomabile, inarrestabile, triste. Continuava a ripetersi che il mare era sempre in tempesta anche con onde meno minacciose. Ci posso provare. Certo non  facile credere che uno come te, abituato a comandare possa cambiare e diventare un tipo ragionevole con cui poter parlare senza perdere la pazienza. Ma mi hanno insegnato a concedere sempre il beneficio del dubbio, quindi, perch no? Ti dar la tua possibilit. Sospir dopo aver pronunciato le parole senza timore di essere aggredita verbalmente. Vide Roscoe tranquillo. La stava studiando. Sentiva il peso del suo sguardo, ma non era fastidioso, piuttosto le sembr piacevole. Ecco, era uno sguardo normale rivolto da un uomo alla donna al loro primo incontro. Cominci a credere che davvero Roscoe fosse intenzionato a cancellare il passato con lei e a ricominciare da capo. Dio, come era bello in quel vestito a giacca elegante sotto un giaccone di pelle nera. Ricord le forti spalle e le braccia che una volta l'avevano sorretta, cos come l'ampio torace scolpito che la sconcert davanti alla finestra due notti prima al castello e Damian e Brian che si baciavano. Si volt di scatto verso il barista impegnato a preparare i vari drink. Come se le avesse letto il pensiero, Brian alz la testa e le sorrise. Se ti dovesse importunare - indic Roscoe con un cenno della testa - sappi che ne risponder a me. Sai, Chiara,  sempre il suo punto debole quello di non saperci fare con le donne. Ho cercato pi volte di insegnargli le buone maniere, ma niente, il ragazzo non apprende. Devi avere pazienza con lui. 
Oste, torna al tuo lavoro. Sei richiesto altrove e ti consiglio di andare se non vuoi che ti chiuda la bocca a modo mio. Roscoe gli scocc un'occhiataccia che presto lasci il posto ad una risata e ad una pacca sulla spalla. I due andarono avanti un po' con battute tra loro che alla fine coinvolsero anche Chiara. C'erano affetto e stima tra loro che perdurava da anni. Era bello vedere ridere di gusto il suo Highlander; lo faceva apparire diverso dall'uomo che aveva conosciuto, addirittura pi giovane e pi bello del solito.
Allora, cosa posso fare per farmi perdonare, mia cara? L'espressione divertita sul volto dell'uomo la fece ridere soprattutto perch vide Brian strabuzzare gli occhi sorpreso: Che?... Non riusciva a capacitarsi. Guard prima l'amico e poi lei Che gli hai fatto, donna? Giuro che  la prima volta da quando lo conosco che lo sento cos servile. Cazzo! Questa s che  una novit! Fischi stupito e prima di capire si ritrov con la testa sul bancone schiacciata sotto la mano forte di Roscoe: Ti avevo avvertito. Ora d le tue preghiere, non sar delicato con te. Gli sibil all'orecchio. Fu Chiara ad intervenire e ridendo gli impose di smettere e di lasciare andare l'amico.
Ringrazia la donzella, bello. Oggi  il tuo giorno fortunato. I tre risero ancora, ma Brian torn presto al suo lavoro lasciandoli soli a parlare.
Se non lo avessi visto ora, non avrei mai creduto che fossi cos simpatico.
Un tempo lo ero davvero. 
Chiara vide la nuvola scura avvolgere il suo sguardo e si allarm. Decise di intervenire prima che qualche brutto ricordo facesse svanire il buon umore: Avrei voluto tanto conoscerti allora. Ma forse sono ancora in tempo... Lasci la frase a mezz'aria sperando di spezzare l'aura triste che lo stava risucchiando di nuovo. E ci riusc. Roscoe infatti, sciorin un affascinante sorriso che l'affascin facendola gongolare felice di aver raggiunto lo scopo. Certo. Anzi credo proprio che hai vinto il tour nel mondo di Roscoe Mac Talbot: dalla nascita ai giorni nostri. Ti mostrer luoghi che per me sono stati importanti cos capirai chi sono. In alcuni di questi non vado da diverso tempo e quindi avr l'occasione di rivivere con te la mia storia. 
Ok, l'idea mi piace. Quando si parte? E' consigliato un abbigliamento particolare, un equipaggiamento adeguato?
Tutto quello che  necessario siamo noi. Vogliamo andare? L'uomo si alz porgendole la mano che Chiara strinse con gioia, ma proprio quando era in procinto di seguirlo, lui alz l'indice facendole capire di aspettare. Prese il cellulare alla tasca del giaccone apprestandosi a rispondere. Evidentemente lo aveva sentito vibrare. Lo vide rabbuiarsi di nuovo quando lesse il nome sul display e di colpo si ritrov di fronte allo scorbutico uomo conosciuto al castello. Anche il tono della voce riacquist la vecchia durezza: Non vengo stasera... No, non insistere. Si, forse domani... Cosa? Che cazzo stai dicendo? Roscoe si volt dandole le spalle e abbass la voce, ma anche cos Chiara fu in grado di captare qualche parola. Poi si gel quando lo sent pronunciare un nome. Ho capito, Rose, va bene. Ora calmati. Ok, ma per amor di Dio smettila di agitarti. Rose, basta, ti ho detto che sto arrivando. Interruppe la comunicazione con una violenta imprecazione e rimase in silenzio con il cellulare stretto in mano, quasi volesse frantumarlo nel pugno. Fece un lungo respiro, ormai il buon umore era sparito e con esso anche la loro passeggiata.  sorto un problema e mi dispiace rimandare il nostro tour. Devo andare, ma ti chiamer. Senza aggiungere altro la lasci vicino al bancone con l'amaro in bocca. Chiara si rese conto che ancora una volta il suo Highlander l'aveva delusa. Il tour Roscoe Mac Talbot  gi finito! Forse era davvero un causa persa. Con un senso di delusione che le bruciava nel petto si sedette di nuovo sullo sgabello guardandolo fuori dalla vetrina, salire in auto e partire.
Ehi, prima o poi ti ritroverai in brutti guai se non la smetti di sognare ad occhi aperti, cuginetta. La voce di Matthew la scosse tanto che sussult vedendoselo davanti: Cosa? No, non sto sognando. Mi illudevo... lasciamo stare. Finito?
Diciamo di s. Le rispose indicando Gladys la quale nel frattempo si era fermata a salutare Brian. Chiara annu e salut anche Gladys che si era avvicinata. Purtroppo devo andare in centrale. Come torni a casa? Vuoi aspettarmi qui? Non dovrei metterci troppo.
Non preoccuparti, Matt. Sto andando via anch'io. Non sono una bambina, posso cavarmela, specialmente a tornare a casa da sola. Il detective apr la bocca per replicare, ma fu anticipato da Gladys la quale si offr di accompagnarla a casa. Alleggerito dall'incombenza e sollevato dal fatto che Chiara non avrebbe attraversato la citt da sola a quell'ora di sera, si conged dalle due donne salutando con un bacio sulla guancia la cugina.
 sempre cos protettivo? Non smette mai di fare il poliziotto, eh? 
Chiara annu sospirando, ma sorrise. Era tutto quello che le rimaneva della sua famiglia e gli voleva bene. Ringrazi Gladys della sua offerta e dopo aver salutato Brian, usc con lei per raggiungere l'auto. 

21.

Ecco qui la mia auto. Vieni. Coraggio, sali, fa freddo stasera, dentro staremo pi calde. Gladys accese il riscaldamento mettendo in moto la Mercedes bianca CLA, ultimo modello. Mentre Chiara le dava l'indirizzo fece manovra per uscire dal parcheggio. Si ferm al primo semaforo all'angolo del The Castle. Dalla porta del locale rimasta aperta riecheggiava il boato dei commenti e le grida di gioia. Era evidente che la squadra per cui facevano il tifo aveva segnato e chi aveva scommesso sulla vittoria, stava gongolando. Gladys alz le sopracciglia sbuffando, e ringraziando il cielo di essere uscita prima che il caos scoppiasse. Non riuscir mai a capire cosa ci trovano ad accalorarsi guardando dei... dei... bah, non so neanche come chiamarli. Insomma, corrono, si azzuffano, e loro urlano. Non so se ti piaccia il rugby, ma per me queste manifestazioni sono davvero inconcepibili. Volt leggermente la testa e con la coda dell'occhio osserv la passeggera. Il fatto che Chiara fosse al bar con suo fratello la incuriosiva, e come donna non poteva lasciar perdere l'occasione di sapere pettegolezzi sul caro fratellone, cos da usarli contro di lui al momento giusto. Ho notato che sei ancora tutta intera. Mio fratello non ti ha sbranato. Allora  proprio vero, eserciti su di lui un potere che persino io ti invidio. Il che  tutto dire, credimi.
Chiara le rivolse un'occhiata meravigliata e divertita allo stesso tempo. Ma io non ho fatto proprio niente. Mi ha telefonato invitandomi al The Castle per scusarsi ancora, ed  stato molto piacevole parlare con lui. Quando  calmo  davvero una persona adorabile... ehi!
L'auto sband prima di accostare al lato della strada. La manovra fu azzardata e per poco Gladys non prese in pieno il taxi proveniente in senso contrario, ma riusc a sterzare. Non fece caso ai gesti poco simpatici che l'autista le stava rivolgendo. In quel momento non le importava di aver quasi causato il primo incidente della sua lunga vita da pilota. Diavolo, era pi importante e senza dubbio imperdibile la notiziona che Chiara le aveva appena offerta su un piatto d'argento: suo fratello simpatico e gentile? Si affrett a inserire la prima e a spegnere il motore. Voltandosi completamente verso di lei la guard come se davanti avesse una matta pericolosa da tenere a bada. Aspetta, aspetta. Stiamo parlando di mio fratello? Roscoe, quel fratello? Sei sicura che sia stato proprio lui l'uomo con cui stavi parlando prima, perch a me sembrava di s. Ma quello che dici non ha senso.
Chiara la guard come se la pazza fosse lei, in verit. Ancora scossa per lo spavento di qualche attimo prima deglut un paio di volte prima di articolare una frase di senso compiuto: Comincio a pensare che la pazzia sia una tara ereditaria nella vostra famiglia. Respir a bocca aperta assicurandosi di essere ancora tutta intera. Allontan la cintura di sicurezza dal collo. Lo spostamento in avanti l'aveva quasi strozzata. S, era tuo fratello quello con cui ho trascorso una mezz'ora piacevole. Ma perch ti stupisce tanto? Mi hai detto tu stessa che non  sempre stato cos arrogante.
Gladys medit per alcuni istanti  vero, ma  passato tanto di quel tempo che alle volte penso che mio fratello non esista pi. Quello che ha preso il suo posto ora  un clone incompleto, in grado solo di ferire gli altri. Gladys sospir senza preoccupassi di nascondere il rammarico di non avere pi una famiglia felice. Non ricordava neanche se mai l'avesse avuta in passato. I suoi genitori si erano sposati giovani e se non fossero morti la settimana prima, sarebbero ancora insieme per festeggiare ben presto quarantuno anni di matrimonio, una vita... Paragonata alla sua, l'unione dei Mac Talbot senior doveva essere ricordata come una garanzia di successo, come tutto ci che riguardava il vecchio Arthur, il padre padrone per eccellenza. Solo sua madre poteva stargli accanto per tanto tempo; una donna elegante, altezzosa, bellissima, invidiata da tutti. Chrystel, la saggia come la ricordavano gli amici e i parenti, la Penelope del castello, mai una lacrima, mai una parola fuori posto, mai un'uscita ad alta voce, mai! Le prime litigate cominciarono dopo i vent'anni di Roscoe. Non si sa bene perch, ma i genitori discutevano sempre per le sue scelte: gli amici e la scuola prima e il lavoro e le donne poi. Non aveva mai capito perch suo padre avesse cominciato ad odiare tanto il figlio. La sera le cene finivano sempre con un alterco vivace tra il padre e il fratello. Sembrava quasi che il vecchio lo controllasse a vista, specialmente per quanto riguardava le donne. Che assurdit! Ma n lei, n Damian avevano saputo trovare una spiegazione all'insolito comportamento. Sembrava quasi che Arthur soffrisse di gelosia nei confronti del figlio, il che era davvero impensabile. Gladys si concentr su Chiara. Poteva essere davvero la persona giusta per calmare il tormento che divorava Roscoe?
Chiara ebbe la sensazione di venire stretta all'angolo. Che c'? Sentirsi sotto esame non le piaceva proprio per niente e sottostare ad un interrogatorio non voluto e inutile, era ancora peggio. Il buon umore di poco prima stava svanendo e Chiara pens di aver fatto male ad accettare il passaggio da una donna che conosceva appena e di cui non si fidava affatto. Stava sul punto di perdere la pazienza. Cerc tuttavia di mantenersi calma e di non mandarla al diavolo. Fu Gladys a recuperare terreno. Ti chiedo scusa, Chiara. Non volevo essere insolente. Ti guardavo senza un secondo fine, credimi. Stavo solo pensando a come  stato bello rivedere stasera Roscoe allegro. Sicuramente hai trovato un argomento particolarmente interessante.
Chiara annu accettando le scuse. Poteva succedere a tutti, pens anche se doveva ammettere che da quando aveva conosciuto la famiglia Mac Talbot, aveva dovuto rivedere il concetto di stranezza. Non era quel che si dice una famiglia normale, anzi pi rifletteva, pi faticava a trovare una giusta definizione. In una serata davvero particolare e ricca di esperienze incredibili, la cosa pi bella era stato ritrovarsi con l'uomo pi affascinante e desiderabile che avesse mai visto, a parlare, ridere con lui in modo del tutto inaspettato. S, in effetti  stato davvero bello vederlo cos... allegro. Si stava mettendo nei guai, lo sapeva. Strinse gli occhi concentrandosi e os: Cosa lo ha fatto cambiare? Voglio dire, dal quel poco a cui ho assistito in casa vostra, mi  parso che Roscoe ce l'abbia con tutti voi. Deduco che il motivo di questo astio riguardi non solo i genitori, ma anche i fratelli. Cosa gli avete fatto? Si morse la lingua; che diamine le era passato per la testa? Come poteva pensare che Gladys le desse soddisfazione mettendola al corrente dei segreti di una famiglia che, a quanto aveva visto, ne racchiudeva parecchi che non era disposta a condividere? Aspett che l'altra la mettesse al suo posto, se lo sarebbe meritato e lo capiva, ma ormai era troppo tardi. Ma Gladys non le grid in faccia di farsi gli affari suoi, non la invit a scendere e a proseguire a piedi. No, al contrario. La donna prese la Birkin allungandosi elegantemente verso il sedile posteriore, la apr, estrasse il portasigarette prezioso con un'enorme G scintillante sul davanti e si accese una sigaretta, il tutto con molta calma. Ogni sera, quando Roscoe tornava a casa cercava sempre di non incontrare nostro padre, perch da quando lui aveva preso a frequentare una donna, il vecchio non gli dava tregua. Le volte che riusciva ad intercettarlo erano furiose liti, volavano parole grosse. Ancora mi meraviglio di come non siano mai venuti alle mani. Gladys dette un tiro alla sigaretta e la piccola brace arancione intensific il bagliore, un puntino acceso nel buio dell'abitacolo.
Perch non voleva? Chiara si era appassionata alla storia.
Gladys annu e a testa bassa cerc in qualche modo di nascondere un peccato troppo grave da rivelare, un peccato di cui si vergognava. Dette un altro tiro alla Marlboro light prima di accartocciarla sulla grata del posacenere. Era una donna sposata. Roscoe ci fece promettere di non rivelarne il nome, sapeva che ci sarebbero stati problemi visto chi era suo marito. E io e Damian lo promettemmo. Eravamo una squadra, sempre pronti ad aiutarci e lo facemmo anche allora.
Chiara lesse la sofferenza nelle parole di Gladys e cap che quei tempi dovevano mancarle molto. Vedere la lady di ferro cos abbattuta la fece star male, ma non voleva interromperla. Doveva sapere, voleva conoscere cosa era successo al suo Highlander. Man mano che la donna proseguiva nel racconto, cresceva in lei la voglia di aiutare Roscoe a ritrovare la serenit perduta. Sentiva l'esigenza di stargli vicino. Nel suo lavoro si prendeva cura dei pazienti, malati, feriti, afflitti. Conosceva il dolore in tutti gli aspetti e da brava infermiera cercava di guarirlo. Era pi forte di lei, non poteva lasciar correre, doveva intervenire in qualche modo. Chi era suo marito? E che successe poi? Non si preoccup pi di sembrare inopportuna e sentiva che Gladys non si sarebbe fermata, una volta persa nel fiume dei ricordi. Era il capo della Polizia della citt. Molto stimato, ma anche parecchio stronzo a quello che si sentiva in giro. Mio fratello era ben cosciente del pericolo che correva e per quanto possa sembrare assurdo, conoscendolo, ti posso assicurare che Roscoe amava la discrezione e teneva a cuore la famiglia. Sapeva benissimo che uno scandalo di quelle proporzioni ci avrebbe distrutto. Quindi si muoveva con cautela, ma era innamorato, glielo si leggeva scritto in faccia e non c'era nulla che potesse allontanarlo da quella donna. 
Chiara port la mano alla bocca e mastic amaro. Le tornarono in mente le parole dette dal cugino la sera precedente. Non ci volle molto per capire l'identit della donna: Rose! Le sfugg il nome in un sussurro. Finalmente cominciava a capire qualcosa.
Gladys apr la bocca in cerca d'aria. Ne aveva bisogno; il peso dei ricordi stava diventando troppo gravoso. Chiara allung la mano per aiutarla a calmarsi. Stava tremando. La relazione rimase segreta a lungo, ma una sera mio padre torn a casa profondamente alterato; non lo avevo mai visto cos. Sembrava sul punto di perdere tutto, si aggirava per casa come un pazzo e neppure mia madre, sempre molto attenta a tener sotto controllo il temperamento focoso del vecchio, riusc a calmarlo. Nessuno di noi cap cosa fosse successo fino a quando rientr Ros. Erano le tre di notte, mio padre lo aspett sveglio nel salone vicino alle scale. Lo affront come se mio fratello fosse il responsabile di chiss quale sciagura mondiale. Ricordo ancora le grida che svegliarono tutta la casa. Ci precipitammo al pian terreno e la mamma si fece aiutare da Rudolph a calmare pap. Fu allora che Arthur maledisse per la prima volta mio fratello minacciando di cacciarlo di casa. Roscoe s'infuri e se ne and. Il giorno dopo rientrato a casa gli chiesi spiegazioni e lui per tutta risposta mi accus di aver spifferato tutto.
Ed era la verit? Lo avevi raccontato a tuo padre? Chiara doveva sapere. Sussult quando vide Gladys voltare la testa di scatto e rivolgerle uno sguardo torvo: No, per l'amor di Dio, no! Non dissi niente e neanche Damian lo fece. Ma Ros non volle ascoltarci e da allora il nostro legame vacill allentandosi fino a spezzarsi il giorno che fu arrestato. Credo ci ritenesse responsabili della sua situazione. Prese il fazzoletto nella borsa rimasta in grembo e si asciug una lacrima rimasta intrappolata fra le ciglia.
 ancora convinto che lo abbiate tradito, dopo tutto questo tempo?
Non lo so. I rapporti si sono interrotti quando lui  andato negli States e non si  fatto pi sentire fino ad una settimana fa. Per la verit, l'ho chiamato io ma poco importa. Prese un'altra sigaretta, ma non riusc ad accenderla. Le tremava troppo la mano, cos decise di desistere tornando alla guida. Mise in moto e stavolta si preoccup di non commettere infrazioni.
Il viaggio verso la zona residenziale di Blantyre fu silenzioso e Chiara pot riflettere su quanto appreso. Non riusciva a capire perch Roscoe fosse ancora attratto da quella donna. Aveva perso la libert e la famiglia per lei eppure, era bastato che gli telefonasse per farlo correre come se ne fosse dipendente. Chiuse gli occhi e serr i denti sentendosi affogare in un'ondata improvvisa di gelosia. Che diavolo le stava succedendo? Davvero era bastato qualche minuto in tranquillit con lui per sentirsi in diritto di considerarlo suo? Per quanto assurdo fosse, qualcosa le suggeriva che poteva essere la verit.  andato da lei, quando  uscito prima. Gli ha telefonato Le due donne si guardarono. 
Maledizione! Spero che riparta subito. Lo dico per il suo bene. Non sopporto vederlo cos, pensarlo con lei mi fa star male. Gladys si rivolse a Chiara e in silenzio le mostr tutta la sua disperazione. Voleva bene a suo fratello, era evidente, e le stava chiedendo aiuto. Arrivarono al numero 131 di Weathland Avenue e Chiara scese dalla Mercedes salutando la donna. Sal i sei gradini ed entr in casa, con un'unica idea in testa: salvare il suo Highlander. Doveva sapere da dove cominciare e per farlo prima doveva documentarsi. 
Si diresse in camera e accese il computer. Entr nei siti delle testate giornalistiche del posto e fece una ricerca sugli eventi accaduti in citt presumibilmente venti anni prima. La notizia dell'omicidio dell'ispettore, il detective Leonard Norton era riportata da tutti i maggiori quotidiani della nazione con articoli dettagliati e corredati da fotografie che ritraevano anche un giovane Roscoe nel giorno dell'arresto. Chiara accarezz con un dito l'immagine in bianco e nero di quel ragazzo del tutto diverso dall'uomo arrogante che conosceva. Ebbe una stretta al cuore nell'immaginarlo chiuso in prigione per sette lunghi anni. Una lacrima le sfugg al controllo bagnandole la guancia. Era troppo per lei, sarebbe stato troppo per chiunque. Abbass il portale del pc e si alz. And in cucina. Aveva bisogno di scaldarsi con una buona tisana alla vaniglia e poteva attendere il ritorno di Matthew; aveva tante domande a cui solo lui poteva rispondere.

22.

Roscoe entr in casa come una furia. Non poteva capacitarsi di aver lasciato al pub la sua occasione di riscatto. Si era dato del coglione per tutto il tragitto pensando all'espressione del viso di Chiara quando l'aveva congedata frettolosamente. Che cazzo gli era venuto in mente di invitarla per farla assistere alla manfrina del bravo ragazzo? Lui non era un bravo ragazzo, non lo era pi da molto tempo e per quanti sforzi facesse per sembrare diverso, non c'erano possibilit di tornare indietro nel tempo. Aveva perso il treno della rispettabilit ormai, e neanche la parentesi serale con Chiara avrebbe potuto salvarlo, era da considerarsi solo come il miraggio di una vita normale, quella che non poteva pi avere. Lo dimostrava anche il fatto che fosse tornato da Rose accorrendo come un cagnolino. Bastava che lei schioccasse le dita. Come era arrivato a quel punto? Si maledisse per la sua debolezza. Quella donna lo teneva al guinzaglio. Il cervello sviscer il problema dall'inizio scomponendolo in tanti frammenti senza riuscire per a capire il momento esatto in cui aveva lasciato il controllo nelle mani della donna. Come al solito si riemp il bicchiere, gli serviva un bel po' di alcool per schiarirsi le idee. Dipendere da lei non era certo la soluzione migliore, ma quando si volt sentendola arrivare, cap. Rose era bella e provocante avvolta nella vestaglia di pizzo nera aperta sul dcollet. L'intenzione di volerlo ammaliare non era un mistero. Si intuiva da come ancheggiava avvicinandosi; lo si evinceva dal profumo aspro e sensuale che portava, il suo preferito. Con lo sguardo lo accarezz dai capelli ai piedi e la mano languida si pos sul suo petto. Roscoe era arrabbiato e non lo nascose. L'attir a s stringendola per i capelli senza tanti complimenti. Mi hai fatto venire qui per una ragione, giusto? Ti ascolto. La stretta forte la costrinse a piegare la testa all'indietro. Torreggiava su di lei minaccioso, anche se gli occhi ardevano di lussuria. Imprec quando la mano scivol sotto il lembo della vestaglia in mezzo alle cosce. Era gi bagnata, lo constat ficcandole un dito nella vagina. Sibil per l'urgenza di farsela senza piet. Ah, che Dio lo perdonasse, dipendeva da lei e lo sapeva. Rose trem per quella invasione, ma non si ribell. Roscoe lott contro s stesso. Aveva voglia di voltarla, farla piegare sul bracciolo del divano e scoparsela con tutta la rabbia che lo divorava. Invece la lasci andare. Prese dalla tasca il fazzoletto e si pul il dito e senza distogliere lo sguardo dal suo bel viso le rivolse un aspro avvertimento: Credo sia arrivato il momento di chiarire un concetto: vengo qui perch lo voglio, e soprattutto quando lo voglio, non per altro. Se hai da dirmi qualcosa lo fai quando sono qui. Non puoi chiamarmi ogni volta che ti fa comodo e pretendere che io accorra.
Ma sei venuto, amore mio. Vuoi o non vuoi, torni sempre da me. Lo schern Rose offesa dalla sua arroganza. Si allontan da lui e per nascondere il turbamento, prese una sigaretta dall'elegante scatola d'argento sul tavolinetto al centro del salotto. Si sedette accavallando le gambe, lentamente e con sensuale maestria, tutto pur di sconvolgerlo e tenerlo stretto a s. Roscoe sapeva di cosa era capace e nonostante tutto fu colpito ancora una volta. Maledetta! Sapeva toccare i tasti giusti per farlo capitolare. Era bella e nuda. No! La voce nel cervello lo scosse costringendolo a voltare la testa dall'altra parte. Fece capo a tutte le sue risorse per trovare la freddezza necessaria e affrontarla come doveva. Ero occupato quando hai chiamato. Hai qualcosa di urgente da riferirmi, hai detto al telefono. Qualcosa per cui non potevi aspettare il nostro prossimo incontro. Bene, eccomi qua. Cosa c'? Hai un topo in casa? Le riserv un'occhiataccia feroce, ma lei non si scompose. Rose scoppi a ridere divertita e l'irritazione di Roscoe crebbe a dismisura. Lo sai che con me non puoi scherzare, Rose. Anzi, sai che ti dico?  l'ultima volta che mi vedi, ho deciso. 
La donna divenne subito seria, senza per perdere la calma. Spost le gambe accavallandole al contrario e si gust la sigaretta. Fiss Roscoe. Pieg cos la testa indietro, abbandonandosi mollemente sul divano. Tutto in lei richiamava al sesso allo stato puro: la postura, lo sguardo, l'espressione del viso, il corpo. Rose sospir languida, ma il tono che us rivel una sicurezza che ancora le apparteneva: Hai deciso? Bene, spero tu sia di parola. Ma prima che te ne vada devi sapere perch ti ho fatto venire qui. Un uccellino mi ha riferito che il tuo ex cognato sta tornando alla carica. Pensi che Gladys gradirebbe la cosa? 
Roscoe la guard con una strana luce negli occhi. Ora s che aveva attirato la sua attenzione. E credi sia un mio problema? Rose si alz e gli si avvicin e quando gli avvolse le braccia intorno al collo, il profumo gli riemp le narici provocandolo pi del dovuto. Strinse i pugni lungo i fianchi imponendosi di non abbracciarla. Forse no, ma so per certo che Hector Affleck non ha digerito lo smacco del divorzio e chi lo conosce ritiene che possa tornare all'attacco anche solo per prendersi la rivincita. Si alz sulle punte e gli sfior la bocca con le labbra. Roscoe la allontan bruscamente. Ti ripeto: non sono affari miei. Tu che ruolo hai in questa storia?
Volevo fare qualcosa per te, per la famiglia, nient'altro. Mi  parso strano che rispuntasse proprio adesso. Se fossi tua sorella correrei ai ripari, visto ci che le ha fatto passare.
Roscoe rimase impassibile, come sempre. Dopo anni di allenamento era diventato un maestro nel tenere ben nascoste le proprie emozioni. Qualcosa per, nella voce di Rose lo turb. Era convincente; davvero voleva metterlo in guardia? Roscoe conosceva poco l'ex marito della sorella, anzi, a dire il vero, non sapeva cosa avesse fatto naufragare il loro matrimonio. Il periodo in cui loro due avevano iniziato a frequentarsi era coinciso con i suoi ultimi anni di prigione, e solo dopo che era uscito di galera e aveva lasciato la famiglia e la Scozia, Gladys e Hector Affleck si erano sposati. Pensandoci bene, non ricordava neanche che aspetto avesse il cognato; non si era mai comportato da fratello maggiore preoccupato delle amicizie della sorellina. Neanche si era disturbato a recuperare il tempo perduto invitandolo al bar per passare una serata da veri maschi. Niente discorsi sull'importanza del ruolo delle donne nella loro vita con la solita sequela di battute triviali su chi tra rosse, bionde o more, eccelleva nella posizione della candela. Torn a sorseggiare il suo scotch, avvicinandosi alla finestra. Gli era sempre piaciuta la notte. Era un paradosso, ma la considerava pi viva del giorno. La porzione della giornata in cui ci si poteva esprimere liberi dalle costrizioni del lavoro e dalle regole. Fece un respiro profondo e si volt. Pos il bicchiere sul tavolo avviandosi verso la porta d'ingresso. Si era accorto di aver sprecato tempo prezioso ad ascoltare le elucubrazioni fantasiose e inutili della padrona di casa. Era ora di andarsene, di tornare libero. Se non hai altro, me ne vado. Si ferm voltandosi a guardarla da sopra la spalla. Era davvero bella, cazzo. I suoi grandi occhi scuri lo avevano sempre stregato fin da ragazzo. Al mondo esistevano cose che non cambiavano mai, n perdevano di efficacia con il passare del tempo, e il modo di fare di Rose era una di queste. 
Ci vediamo domani, Ros. So che tornerai e se non lo facessi, ti chiamer ricordandoti qual  il tuo posto, cucciolo. Rose era spietata, e non si mosse n si avvicin. Lei lo conosceva bene, sapeva infatti che solo cos avrebbe ottenuto una reazione. 
Non sono pi un cucciolo, n per te, n per nessun'altra, Rose, e questa storia finisce qui. Roscoe infil la porta senza voltarsi indietro e se ne and con l'eco della risata alle sue spalle. 
Rimasta sola in casa, Rose non si sentiva particolarmente affranta, n sconfitta dalla mancata riuscita della serata. Torn in camera da letto proprio nel momento in cui il telefono prese a trillare. Dimmi, chi sarebbe questa donna ora? Quindi il suo uomo non era solo prima che lei lo chiamasse. Non poteva permettere che Roscoe si allontanasse da lei per cadere tra le braccia di un'altra. Si alz dal letto come una furia. Chi diavolo , la conosci? Sentiva montare la rabbia. Perch lo aveva lasciato andare via senza fermarlo? Stupida a non pensare che un uomo bello e appetibile come Roscoe Mac Talbot potesse far gola ad altre donne. Ma dove aveva la testa? Oltretutto, era palese che la notizia della lettura del testamento fosse circolata in citt, dichiarando cos ufficialmente aperta la caccia agli scapoloni d'oro. Rose ascolt quello che le veniva riferito al telefono con la voglia di spaccare la faccia a quel pezzo di merda dall'altra parte del filo che sicuramente stava gongolando, lo sentiva dalla voce. La stava aggiornando sull'incontro di Roscoe con una donna al The Castle. Era sul punto di perdere le staffe e non poteva permetterselo, specialmente in un momento in cui doveva rimanere calma e studiare la strategia migliore per riprendersi qualcosa a cui teneva e che soprattutto le apparteneva. Aveva pazientato per anni e finalmente era arrivata l'occasione di riprendersi la rivincita. Roscoe Mac Talbot era il suo lasciapassare per rientrare di diritto nel mondo che le apparteneva e a cui non voleva rinunciare per nessun motivo. Sollev il sopracciglio, ci che stava ascoltando era qualcosa di illogico e ridicolo: Che diavolo hai bevuto, eh? Stavano ridendo? Ne sei sicuro? Rose camminava per la stanza guardandosi intorno. Il nervosismo che la stava soffocando. Doveva calmarsi e riflettere. Individu il portagioie al centro del cassettone. Prima di aprirlo sospir spostando con la mano una ciocca ribelle dietro l'orecchio. Tra perle e pietre preziose, avvolto in un panno all'interno di un sacchetto di camoscio rossiccio giaceva un anello d'oro. Alz la testa e il sorriso riflesso allo specchio era quello di una donna calcolatrice e compiaciuta. Non era stato difficile prenderlo la sera del funerale. Era arrivata al castello con la propria auto, nessuno si era curato di lei. Si era mescolata agli altri invitati al ricevimento. Inosservata, si era addentrata nel castello. Ricordava bene l'ubicazione delle stanze quindi si diresse con facilit in biblioteca. Amava il fascino degli armadi pieni di tomi preziosi. Le era mancata la fragranza della carta, il profumo della pelle delle copertine dei volumi importanti sulla storia della Scozia e dei clan della zona. Quando era piccola amava rifugiarsi tra gli scaffali, sedersi sulla grande scala di legno e fantasticare di mondi magnifici e lontani. La tentazione di rivedere le altre stanze del castello, almeno quelle al pian terreno, era stata fortissima. Mancava da quegli ambienti da pi di trent'anni e non le era sembrato vero di poter curiosare di nuovo. Alla fine si era ritrovata davanti alla porta aperta dello studio di Arthur. Accertatasi di non avere nessuno alle calcagna, entr. Tutto era immutato, a parte i tendaggi, ma solo nel colore; la foggia della mantovana e le doppie tele le riportarono alla mente quelle di tanti anni prima. Con un sorriso di sfida, si era seduta al posto appartenuto al defunto Arthur appoggiandosi comodamente allo schienale della poltroncina di pelle bordeaux. La vita le stava dando una piccola soddisfazione anche se non sufficiente a ripagarla per l'onta subita dalla madre. Ci che desiderava era ben altro, qualcosa di prezioso e di grande, ma per il momento anche quello andava bene. Persa nei propri pensieri aveva graffiato con l'unghia perfettamente laccata di rosso la foglia intagliata in rilievo e il click del meccanismo di apertura l'aveva risvegliata. Individu un piccolo cassetto al lato destro della scrivania. Sorpresa, not il sacchetto di morbida renna marrone. Si sforz di restare calma. La scoperta fu inaspettata. Rovesci il contenuto del sacchetto sul palmo della mano e rimase senza fiato. Si ritrov a fissare un anello d'oro. Non ebbe neanche il tempo di riflettere. Il rumore di passi fuori dalla porta la fece saltare letteralmente dalla poltrona. Afferr ben stretto l'anello, apr la porta finestra e sgusci in giardino senza guardarsi indietro. Una volta fuori capt con la coda dell'occhio la presenza del maggiordomo nello studio. L'aveva scampata, Rudolph era l'ultima persona in cui avrebbe dovuto incappare, l'unica che la conosceva e avrebbe avuto molto da ridire nel trovarla l. Sperava tanto di aver fatto in tempo ad uscire dal suo radar. Stringendo tra le mani il piccolo oggetto prezioso prov di nuovo la piacevole sensazione di rivincita. Sapeva di aver preso l'anello solo per ripicca, un piccolo riscatto per le sofferenze della madre. Era solo l'inizio, poteva ricominciare da dove si era fermata diciassette anni prima. Torn in salone con lo scopo di prendere all'amo il pesce grosso: Roscoe. Non poteva permettere che un'altra donna minacciasse la sua conquista. Doveva saperne di pi e poi sferrare l'attacco finale. Voglio sapere tutto e non farti scoprire. Ricorda, vai avanti con la tua mossa. A maggior ragione dobbiamo affrettare le cose ora, prima che altri si mettano in mezzo. Nessuno deve intralciare il mio piano, nessuno! Ripose il sacchetto nel cassetto richiudendolo. Non mi scappi, Roscoe.   
23.

Matthew apr la porta e si sent risucchiare dentro casa finendo contro la parete della sala. Istintivamente agguant la pistola d'ordinanza sfilandola velocemente dal fodero sotto l'ascella e la punt con freddezza contro l'aggressore. Chiara, per amor del cielo, ma che cazzo ti prende? Salt sul posto per poi accasciarsi a terra alzando in aria la canna della nove millimetri. Con la testa poggiata alla parete, chiuse gli occhi ricominciando poco dopo a respirare. Cristo, vuoi farmi venire un infarto? Avrei potuto ucciderti! La guard tremare. Chiara era spaventata e pallida con gli occhi spiritati. Matthew si alz sistemando la pistola nel fodero ascellare e l'abbracci per confortarla. Cazzo, era andato tanto cos vicino a vivere una tragedia. Chiara sembrava aver perso l'uso della parola ed era pallida come un cencio. Scusami, ma promettimi che non lo farai pi. Regola numero uno: mai sorprendere un poliziotto. Per natura siamo portati a pensare sempre al peggio e a reagire prima di chiedere spiegazioni. E ora dimmi che ti  preso. La prese per la mano e la condusse al divano. Una volta sinceratosi delle sua condizioni si sedette sul tavolinetto di fronte a lei aspettando con ansia una spiegazione.
Mi prenderesti un bicchiere d'acqua? Di colpo la bocca e la gola si sono messe d'accordo per seccarsi contemporaneamente. Credo che non riuscir ad articolare neanche una sillaba se non l'inumidisco un po'
Certo, certo... Giusto. Ok, non muoverti, torno subito. Matthew torn e le porse il bicchiere colmo d'acqua che Chiara vuot velocemente. Bene, ora vorresti... Il movimento del polso la incoraggi a vuotare il sacco. Sembrava stranamente eccitata, come in preda a una frenesia che le impediva di stare ferma. Scusami, non ho considerato l'eventualit di rimanere uccisa per la mia impazienza. Comunque, volevo solo farti delle domande sull'ispettore Leonard Norton. Sicuramente ne avrai sentito parlare, giusto?
E queste domande sarebbero cos urgenti da tendermi un agguato?
Oh, Matt, hai ragione sono stata impulsiva - agit le mani come per liquidare l'argomento - ma devo assolutamente sapere.
Matthew la guard di sottecchi Ma dici sul serio? E perch questo interesse? Chiara lo mise al corrente della chiacchierata avuta con Gladys e delle notizie ricevute sul detective ucciso. Ma non le bastava. Voleva approfondire la storia dell'omicidio, il processo e la condanna successiva dell'allora giovane Mac Talbot. 
Aspetta, ma ti ho gi detto tutto quello che sapevo. Che c' che ti appassiona tanto, oltre alla presenza di Roscoe, ovvio. Ho visto come vi divertivate stasera.
Vorrei conoscere la ragione per cui una donna debba continuare a frequentare l'omicida di suo marito a distanza di tempo. A quel che ho visto il loro non  un mero rapporto di amicizia, una conoscenza di vecchia data. Non mi quadra, sai? Non posso pensare che quei due si siano ritrovati per via della loro perversa e distorta natura. Non  normale! Matthew vide la cugina alzarsi e muoversi intorno al divano tutta concentrata a studiare il pavimento indicandolo ad ogni parola come se la fredda serie di mattonelle condividesse i suoi ragionamenti. Chiara, fermati e ascolta. Cos' che non ti  chiaro? Roscoe Mac Talbot non  un ragazzino e a quel che ne so, non  interessato a mettere radici qui in citt. Forse avr ripreso un discorso interrotto anni fa cos, per noia. Insomma,  tornato in una cittadina da cui mancava da molto e ha ritrovato lei, la donna a cui un tempo era legato. Solo che oggi sia lei che lui sono cresciuti. Non devo spiegarti come funziona tra due persone di sesso opposto in questi casi, no? Vide la cugina bloccarsi e fissarlo a bocca aperta. Poi strinse le labbra carnose fino a riderle una fessura stretta. L'espressione inorridita che aveva dipinta sul volto lo gel, tanto che istintivamente port la mano all'inguine e si guard. Non era nudo e non aveva la patta aperta Che ho detto?
Ma come puoi semplicemente pensare che... o andiamo Matt, tu andresti di nuovo a letto con una donna dopo aver fatto fuori suo marito? E, cosa ancora peggiore, lei tornerebbe con te anche per un breve periodo per rivivere il mnage, cos, come se niente fosse? Ma come diavolo vivete qui? Dai, io non lo farei neanche dopo cent'anni se fossi in lei! 
Matthew scosse la testa uscendo dalla stanza. Ascoltare le elucubrazioni della cugina gli aveva messo sete. Torn in sala trangugiando birra direttamente dalla bottiglia. Riprese posto sedendosi sul tavolinetto. Allora saranno completamente folli, oppure deduco che a lei non  interessato un fico secco del marito e di come  morto. Oppure,  solo che hanno sempre fatto del sesso fantastico e ci hanno riprovato! Lo sguardo killer della cugina lo fece ridere. Matthew alz le mani e in sua difesa si affrett ad aggiungere che quasi quasi comprendeva il rampollo Mac Talbot. Nessuno al suo posto, avendo la possibilit di godere delle grazie di una siffatta puledra, che defin gnocca per la verit correggendosi all'istante prima di suscitare un'altra reazione, si sarebbe tirato indietro rischiando di diventare lo zimbello della comunit maschile del posto. Ma la spiegazione non fu sufficiente, anzi, indusse Chiara a riprenderlo chiedendogli di smettere i panni di buffone maschilista per riprendere alla svelta quelli di assennato poliziotto. Ok, va bene, sar serio. Dunque, ricapitoliamo: mi chiedi perch lei passerebbe una notte con l'assassino di suo marito? Assodato che forse se erano gi amanti all'epoca dei fatti, il buon vecchio ispettore Norton tanto amato non doveva essere, direi che l'unica spiegazione  che i due piccioncini hanno capito di amarsi e si sono ritrovati.
Questo era davvero troppo per Chiara. Sbuff scompigliandosi i capelli corti, stanca di non essere presa sul serio. Amarsi, quei due? Assolutamente no. Non poteva davvero crederci. C'era qualcosa in Roscoe che le diceva il contrario. Non riusciva a credere che fosse innamorato di quella donna. Aveva notato bene la reazione alla telefonata e il repentino cambiamento d'umore quando aveva letto il nome sul display del cellulare. No, un uomo innamorato non diventa freddo e astioso quando ha la possibilit di parlare con la sua donna. C'era dell'altro, se lo sentiva dentro forte cos come avvertiva quella fastidiosissima punta perforarle il fianco. Lei gelosa? No, no e poi no. Smettila di ragionare come un uomo arrapato. Gli indic l'inguine e vide il cugino schizzare in piedi e aggiustarsi il pantalone. 
Ehi, ma che dici? Non sono affatto arrapato. E smettila di guardarmi in quel modo. Hai tu la fissa per questa storia e ancora non ho capito perch. 
Ascolta Matt, se io fossi lei tornerei a frequentare l'uomo che ha ucciso mio marito per una ragione ben precisa.
Sarebbe?
Chiara si sedette con l'aria di chi la sapeva lunga. Gli afferr le mani avvicinandolo a s e guardandolo negli occhi deglut pronta a mettere gi la sua teoria, del tutto consapevole di poter suscitare la sua compassione. Andiamo per ordine. Dunque, vagliamo le varie opzioni: uno, lei torna con lui perch  innamorata. Ok, allora mi chiedo: lo capisce dopo venti anni? La lontananza dopo un po' separa le persone raffreddandone i sentimenti.
A meno che non si fossero tenuti in contatto tutto questo tempo. 
Chiara annu vagliando quell'eventualit, ma anche cos non si spiegava la reazione di Roscoe. Era convinta ci fosse dell'altro. Due: la sera del ricevimento dopo il funerale li ho scoperti avvinghiati in un anfratto della casa vicino al salone. Quindi, possiamo parlare di una forte attrazione reciproca, ma anche qui il conto non torna. Potrebbe andare bene la prima volta, se consideriamo il fatto che si ritrovavano dopo parecchio tempo, ma la sorella di Roscoe  sicura che la cosa abbia un seguito ed  fortemente preoccupata.
Matthew cerc di intervenire, ma non riusc a fermarla, ormai Chiara era del tutto persa nelle sue argomentazioni. Poi la vide scattare in piedi improvvisamente e additarlo in silenzio. Strinse le palpebre e lo fiss e Matt si sent sotto accusa: Che c'? Hai trovato la risposta giusta o sei passata all'opzione numero tre?
Mi sono ricordata che Gladys stasera mi ha parlato della reazione di suo padre di fronte alla relazione amorosa tra il figlio e quella donna. S'infuri a tal punto da litigare tutto il tempo con Roscoe. Perch? Matthew sgran gli occhi alzando le spalle: Lei era una donna sposata, ovvio. Credeva di aver scoperto l'uovo di colombo, ma l'espressione della cugina smorz il suo entusiasmo. Banale? Rifletti: parliamo della famiglia pi in vista della citt e della moglie dell'ispettore di polizia di Blantyre. Sommiamo i due addendi e il risultato  solo scandalo e pubblicit negativa conseguente. I due rimasero a fissarsi e insieme ponderarono l'ultima affermazione. Pu essere, ma un uomo del calibro e dell'importanza di Arthur Mac Talbot avrebbe trovato mille opportunit per tenere nascosta la cosa invece di affrontare ogni volta il figlio come se avesse tradito il nome di famiglia. 
A meno che non si sentisse minacciato dal figlio. Ed eccolo li, l'indole del poliziotto era riuscita a far breccia e a venir fuori costringendo il detective Gleason ad interessarsi sul serio alla storia. Opzione numero tre: Arthur e Roscoe rivali in amore. Ora fu Chiara a rimanere scioccata e senza parole. A questo non avevo pensato... Ricominci a vagare per la stanza rielaborando la nuova ipotesi. Matthew giur di sentire gli ingranaggi del suo cervello all'opera e sorrise. Vedere la cugina assorta e intenta a venire a capo dell'enigma ad ogni costo, gli fece tenerezza. Sembrava convinta di arrivare alla soluzione del caso e lo voleva fare quella notte stessa. La conosceva bene, cos come ne conosceva la tenacia e la caparbiet. Non avrebbe mollato senza aver trovato la risposta che cercava. Poteva essere un buon detective, pens, uno come lui, amante della verit da ricercare ad ogni costo. Doveva essere una dote congenita, sicuramente.  possibile, ma perch allora ricominciare ora? La maliarda ha cercato di circuire padre e figlio, per cosa? Che ci avrebbe guadagnato, e che ci guadagnerebbe adesso? Voglio dire, Roscoe poteva anche non tornare per il funerale. Se lo ha fatto  solo per ... La donna si blocc trattenendo il respiro nel momento in cui il cugino la guard e tutti e due arrivarono alla stessa conclusione. L'eredit! 
Gi, cazzo, hai ragione Chiara. Ma lei che c'entra?
Sei tu il detective, questo  il tuo lavoro. Scoprilo!.
Matthew non ebbe esitazioni. Era arrivato il momento di riprendere in mano il caso Norton.

24.

Buongiorno, Mr. Mac Talbot, c' una visita per lei in sala d'attesa. Le sopracciglia di Damian schizzarono in alto. Era arrivato al cantiere dopo aver trascorso una nottata terribile, il mal di testa non lo aveva abbandonato neanche dopo una buona dose di analgesici ingurgitati a colazione. Dopo l'ennesima serata indimenticabile in famiglia, era giunto alla conclusione di aver sprecato troppi anni a fare da balia a una sorella frigida ed ora, con l'arrivo di Roscoe, anche a un fratello irrequieto e instabile. Delle volte quei due sembravano essere pi gemelli di quanto fosse lui stesso. Eppure, dal ritorno a casa del fratello, Damian non riusciva pi a gestire la sua vita e quel che pi lo irritava era la consapevolezza di aver perso la pacatezza e la freddezza nel giudizio, oltre alla infinita pazienza, qualit che da sempre gli erano servite negli affari e in famiglia. E ora chi diavolo ? E perch lo hai lasciato accomodare? Trova una scusa, una riunione improvvisa, un malessere febbrile, il colera, l'esondazione del Clyde, insomma, qualunque cosa, ma toglimelo dalle palle. 
Meredith, la segretaria, rimase esterrefatta. Non lo aveva mai visto reagire cos in modo insolito e brusco. Lo conosceva da pi di quindici anni, e segretamente lo amava dal primo giorno in cui aveva messo piede alla Mac Talbot. Chi poteva biasimarla? Damian era una specie di Apollo e ogni mattina in ufficio portava una ventata di sensuale allegria ed eleganza difficili da trovare altrove. Per la verit, tutte le impiegate della Mac Talbot Industries si dicevano disposte a maratone di straordinari pur di stare ai suoi ordini. Se fosse esistito il premio per il capo pi gentile e sexy dell'anno, Damian Mac Talbot lo avrebbe vinto a mani basse. Ogni mattina, davanti alla macchina del caff nel salottino relax del settimo piano del cantiere, Meredith, Sophie e Astrid, le tre segretarie storiche, decantavano le qualit del capo ed erano tutte sospiri e gridolini quando una delle tre si soffermava a descrivere come il tessuto dei pantaloni, di solito lana cachemire, scivolasse morbido sulle curve delle natiche di quell'uomo accarezzandole ad ogni passo. Uhm, come mi piacerebbe tastargli il culo quando sfiora la mia scrivania! 
E delle cosce che ne dite? Giuro che mi costa fatica stare ferma con le mani quando invece vorrei toccargli la gamba che grida da sotto il tessuto di essere accarezzata.
E che tessuto!... Ma diavolo, avete visto che classe e che gusto nel vestire? Sfido io, con tutti i soldi che ha. Ma anche se fosse un barbone, sono convinta che si distinguerebbe dagli altri semplicemente per il modo di distendersi per strada su un cartone. E le risate si sprecavano ad ogni battuta. Damian era rispettato e temuto dal personale e dai colleghi che gli riconoscevano doti imprenditoriali eccellenti e il buon fiuto negli affari. Damian era un libro aperto. Nessuno per lo aveva mai visto accompagnato ad una donna, n ad un uomo, ad essere onesti. I tabloid scandalistici per anni si erano nutriti delle vicende dei Mac Talbot, sguazzando felici nell'accusa di omicidio di Roscoe prima, e il divorzio di Gladys poi, ed infine l'incidente aereo in cui avevano perso la vita i genitori. Non avevano mai trovato, per, un'ombra su di lui, un neo, uno scheletro nell'armadio con cui poterlo attaccare. Era l'anima candida della famiglia, considerato a ragione il pi furbo e intelligente. Vederlo stanco e adirato di prima mattina era sintomo di catastrofe e Meredith si affrett a porgergli la posta e a rispondergli prima di peggiorare la situazione. Mi dispiace, Se avessi saputo... Damian la interruppe sbuffando e tagli corto: Insomma chi diavolo ? Aspetta... Alz il braccio e blocc la donna. Dammi cinque minuti e poi fallo entrare. Ma per favore, cancella tutti gli appuntamenti per oggi e quelli importanti dirottali a mia sorella. Prepara un caff forte e non passarmi telefonate, eccetto mio fratello. Damian si avvi a passo svelto verso l'ufficio, deciso a seppellirsi dentro la sua stanza. Sulla porta si ferm e si volt. La donna rimase a bocca aperta. Era la prima volta che vedeva il suo capo allentarsi il nodo della cravatta e sbottonarsi il primo bottone della camicia di seta. Doveva essere successo qualcosa di terribile, non c'era altra spiegazione. Meredith fremeva dalla voglia di rendere partecipe le amiche, ma si limit ad annuire lentamente trattenendo il respiro per non irritarlo di pi.
Ricorda: dopo che il seccatore sar andato via, non ci sono per nessuno. La porta sbatt inghiottendolo.
Damian lasci cadere sul divano di pelle cru il cappotto e la giacca del completo scuro Zegna, aggir la scrivania e si sedette colpendo con il palmo aperto il piano lucido. Il calendario perenne di legno e l'orologio di cristallo di Boemia vibrarono mentre il portapenne si spost leggermente. Con i gomiti puntati sulla scrivania si prese la testa fra le mani e imprec pi volte. Dio, non era pi lo stesso da quella maledetta sera al castello. Non era stata una mossa saggia tuffarsi sulle labbra di Brian e non pensare alle conseguenze. Che emerito coglione. Brian era sembrato anche conciliante, accettando perfino il suo outing. Ma le cose inevitabilmente erano cambiate. Si erano incontrati ancora e insieme avevano trascorso altre serate al pub e al castello, evitando di rimanere da soli. L'unica cosa certa era che nessuno intorno a lui si era accorto del suo stato d'animo, anche perch in presenza di altri, sia in famiglia che a lavoro, Damian si sforzava di comportarsi come sempre, a parte quella mattina. Era come una pentola a pressione pronta ad esplodere. Imprec un'altra volta battendo il pugno sulla scrivania e proprio in quel momento la porta si apr: Ehi, amico, se avessi saputo l'effetto che suscito, mi sarei guardato bene stamattina dal venirti a salutare.
Damian alz la testa scoppiando a ridere. Prontamente gli and incontro Al, Al Johnson! Cazzo, ma sei proprio tu? Ahahah vecchio mio, ma quanto tempo... Dio, fatti guardare. Vieni qui e abbracciami. Come stai e quando sei tornato? Non vedeva Al Johnson dal giorno del diploma al college. Era il rampollo primogenito di una ricca famiglia della zona, il padre possedeva una fabbrica di legname a Clyde e riforniva il cantiere di cui possedeva una piccola quota di azioni. Al e Damian avevano frequentato lo stesso corso di economia vivendo insieme un periodo spensierato e bizzarro. Quando gli fu chiara la propria inclinazione, Damian trov in Al pi di un conforto e scopr il primo amore. La loro relazione dur per qualche anno e i due la vissero in modo molto discreto, tanto che le famiglie non lo scoprirono mai. Tutti attribuivano il fatto che Al fosse ancora libero, alla sua innata voglia di primeggiare nel nuovo lavoro di consulente in Australia. D'altronde era un uomo gradevole e intelligente, erede di una florida seppur piccola azienda. Gli anni gli avevano regalato parecchio fascino: alto come Damian, di corporatura media, amava la buona cucina e se non avesse avuto il buon senso di frequentare la palestra per mesi avrebbe superato abbondantemente i cento chili. La buona tavola era la sua croce, ma nonostante tutto si manteneva in perfetta forma. Portava i capelli castani tagliati a spazzola che gli conferivano un'aria temibile. Ma se lo si guardava attentamente in viso ci si accorgeva di quanto fossero dolci e sensuali i suoi lineamenti, senza per avere nulla di femminile. Gli occhi poi, grandi e di color caramello, contornati da lunghe ciglia scure, erano il tratto migliore.
Si abbracciarono contenti di rivedersi dopo una lunga separazione durata anni. Sono rientrato da poco e la prima persona a cui ho pensato dopo essermi rimesso dal viaggio, sei stato tu. Fatti guardare. Perdio, sei pi bello di come ti ricordavo. Cazzo, la maturit ti ha reso ancora pi affascinante. Al fece un passo indietro per squadrare l'amico e gustarselo per bene neanche fosse un tiramis in vetrina. Chi  il fortunato che ti porti a letto ora? Oppure hai cambiato gusti? Risero e Damian invit l'amico a sedersi, prima di riprendere posto dietro la scrivania. Mio caro, non ho cambiato un bel niente, ma non ho neanche un compagno con cui dividere il letto. Il pensiero si focalizz su Brian e sulla sua bocca. Maledizione, poteva sentire ancora la morbidezza di quelle labbra e il calore e il sapore provati quando gli aveva infilato dentro la lingua. Inspir aria a pieni polmoni serrando le mandibole e dilatando le narici. Doveva smettere di pensare a lui in quel modo. Era gi tanto annoverarlo ancora tra gli amici. Per Brian lo aveva rassicurato che potevano andare avanti come prima. Alz lo sguardo. Il suo vecchio amico lo stava scrutando. Scusa, ero soprappensiero. Ma torniamo a noi. Che mi dici di te, come va il lavoro? Cazzo, sei all'altro capo del mondo e ogni tanto ti ricordi di tornare a casa. Ho l'impressione che lo fai quando qualcuno reclama la tua brutta faccia. Ahahahah, anche se devo dire che invece  davvero bella.
I due parlarono un po' davanti ad un buon caff che Sophie aveva loro portato pochi minuti prima. Poi Al divenne serio e porse all'amico le proprie condoglianze. Sono venuto qui oggi per questo, Damian. Non ho potuto esserci per il funerale, ma tu sai quanto mi stimassero i tuoi e quanto fossi loro grato per l'accoglienza che mi riservavano ogni volta che venivo al castello. Non ho mai capito come non abbiano mai sospettato qualcosa.
Damian ripens alle innumerevoli occasioni vissute al limite della pazzia, presi dallo stress e dalla paura di essere scoperti. Riassapor i baci rubati lontano dagli sguardi indiscreti. Gi, siamo stati attenti, oppure solo fortunati. Ma non pensiamo al passato ormai. Quanto ti fermi in Scozia? Non ripartirai presto, spero.
Mi trattengo qualche settimana. Ho un periodo di ferie e ne approfitto per riallacciare i legami passati. Al si accese la sigaretta rivolgendo a Damian una strizzatina d'occhio: Ora sono qui a proporti una seratina tutta per noi. E se ti va bene, ti inviterei anche a cena, lascio a te la scelta del ristorante.
Damian osserv l'amico alzarsi con eleganza e avvicinarsi per un abbraccio. Lo accompagn alla porta: Ok, direi che possiamo vederci alle sette e trenta al Livingstone Room, sai dov'? Poi faremo visita ad un vecchio amico, Brian. Andremo al suo pub, il The Castle, un bel localino, sai? Te lo ricordi Brian, vero? Il volto di Al si illumin, lo ricordava eccome! Al tempo del college anche lui era rimasto abbagliato dalla forza prepotente del torace di Brian. Ma chi? Brian cuore di ferro? E come avrei potuto dimenticarlo? Chi si scorderebbe quel giorno in palestra quando dopo una seduta alla panca, mi ritirai per la doccia e per sbaglio incrociai l'allora ragazzo di tua sorella che si guardava allo specchio, tutto nudo e ammirava una prorompente erezione stretta tra le mani? Ricordo ancora il suo sguardo quando mi vide sbavare su quella porzione succulenta di carne marmorea. Ahahah... se solo ripenso al suo imbarazzo... Era mortificato pi di me che invece stavo letteralmente gongolando. Ok, ci sto. Sar un piacere salutarlo. 
Continuarono a ridere ricordando altri aneddoti di giovent fino al momento del congedo. Damian torn a lavorare rinfrancato e, per la prima volta dopo giorni, sent la tensione allentarsi nel petto.

25.

Ferma davanti allo specchio, Chiara era indecisa se indossare la giacca blu sul maglioncino dolcevita cru o il cardigan marrone. Opt per il cardigan. Era caldo e avvolgente come l'abbraccio di Samir, l'emiro protagonista dell'ultimo e-book scaricato e letto due giorni prima. Il fascino dell'arabo dai lunghi capelli scuri e la forza dei suoi sentimenti l'avevano piacevolmente scossa tanto che ormai aveva in testa solo un viaggio nelle terre d'oriente da intraprendere appena possibile. Dopo aver preso la borsa e le chiavi, controll la carica del suo e-reader e le provviste per uno spuntino. Aveva deciso di trascorrere la mattinata nel parco vicino casa in compagnia dell'eroe del romanzo preferito. Voleva approfittare del sole, finalmente deciso e alto nel cielo terso di Blantyre. Apr la porta e si blocc: il fiato le si mozz nel petto. Non aveva mai visto niente di pi bello in tutta la sua vita: dall'altra parte della strada, appoggiato alla fiancata di una Jaguar nera tirata a lucido, c'era l'uomo pi affascinante del pianeta. Roscoe Mac Talbot in carne e ossa le sorrideva con la testa leggermente inclinata e le braccia conserte, braccia forti i cui muscoli contratti e gonfi sembravano avere la meglio sul giaccone di pelle nera. Chiara rimase abbagliata dalla prepotenza del corpo statuario e possente dell'uomo. Vestiva in jeans vissuti che avvolgevano le cosce toniche e marmoree, nascondendo a stento la sua mascolinit, e con un maglione bianco che ben contrastava con i lunghi capelli neri mossi dall'aria mattutina. Un paio di lenti scure aggiungevano mistero e sensualit all'insieme gi ampiamente creato e strutturato per il peccato. Buongiorno Chiara! Il sorriso si allarg illuminandogli il volto. Dio, quanto era bello, rilassato e allegro, diverso. Ma qualcosa accadde perch quel meraviglioso spicchio di sole si fredd scomparendo lentamente. Chiara solo allora si rese conto di non aver ancora emesso suono n aveva ancora risposto al saluto cordiale e caloroso. Doveva rimediare alla svelta. Balbett qualcosa: Scusami, Roscoe,  solo che... - deglut un paio di volte con la salivazione azzerata. Dio, che figura!-... solo che... non... insomma non mi aspettavo di... Roscoe le venne in soccorso divertito. Si avvicin con l'espressione serena, sembrava intenerito dalla sua reazione infantile. Forse non la considerava poi una sciocca:  colpa mia,  vero. Scusami, avrei dovuto avvertire. Ma stamattina, quando ho tirato le tende, il sole ha illuminato la stanza e allora mi sono detto che questa sarebbe stata la giornata ideale per iniziare il nostro tour, sempre se sei d'accordo, ovvio. E due occhi scuri si puntarono su di lei e Chiara si sent persa ancora una volta nel mare in tempesta. Roscoe si era tolto gli occhiali e la stava fissando rischiando di mandarla in autocombustione. Lui era l, vicino, troppo vicino a lei. Attinse da qualche parte tutta la forza che le rimaneva in corpo e reag cercando di non sembrare troppo idiota: No, scusami tu. Che maleducata! Buongiorno, ma certo che voglio cominciare il tour. Solo, pensavo che non ci sarebbe stata pi occasione, che forse ci avessi ripensato visto come sei corso via ieri sera. Si morse il labbro. Ma che diavolo le era venuto in mente? Che bella trovata parlargli dell'altra donna rischiando di mandare alle ortiche il tentativo di poter passare una giornata con il suo Highlander. Stupida, stupida, stupida! 
Non pensarci, Chiara. Nessuno ormai mi distoglier pi dalla tua compagnia. Ti ho promesso che ti avrei fatto conoscere il mio mondo e cos sar. Sempre se non hai niente in contrario. Le sorprese non finivano. Credeva che lui potesse congedare il discorso con un tranquillo e chiaro: pensa ai cazzi tuoi, invece eccolo l tranquillo e sorridente prenderla per il gomito e accompagnarla all'auto. Era bastato annuire per riaccendere il sole sul suo viso. Si preannunciava una giornata stupenda, pens Chiara quando sal sedendosi al posto del passeggero. Roscoe le chiuse lo sportello e gir dall'altro lato. Allacciate le cinture si guardarono per concordare il famigerato tour: Pronta davvero? Guarda che sar un viaggio lungo, conoscerai luoghi della mia infanzia e aspetti di me inimmaginabili. Alla fine niente sar pi come prima. Andiamo? La guardava con un'espressione divertita. Fu la volta di Chiara di ridere contenta e leggera. Sembrava passato un secolo dal loro primo scontro sulla strada verso il castello. Andiamo, s. Sono pi che pronta e ho tutta la giornata a disposizione. E non ti nascondo che mi hai incuriosito. Voglio conoscere ogni aspetto e ogni segreto della tua vita. Davvero gli aveva detto cos? Sent le guance imporporarsi e per non aumentare l'imbarazzo volt la testa verso il finestrino. La risata di Roscoe la rassicur. Ok, allora che il viaggio abbia inizio! Viaggiarono per una buona mezz'ora parlando del tempo, delle differenze climatiche con l'Italia e New York, dei passatempi preferiti nelle giornate di pioggia dopo il lavoro, dei programmi televisivi come ultima alternativa al suicidio. Risero come due vecchi amici quando Roscoe le rinfacci il modo eccentrico di pronunciare le frasi una volta presa nel discorso. Lo senti? Ecco il tuo accento italiano. Bellissimo, te lo assicuro. Poi fu il turno di Chiara. Lo redargu senza pudore domandandosi chi gli avesse rilasciato la patente con tanta solerzia, visto come affrontava le curve e i dossi. Il tempo pass piacevolmente e una volta arrivati a destinazione si rammaricarono di dover scendere dall'auto. Ed ecco qui dove sono nato. Chiara vide un parco immenso rinchiuso in una cornice di querce. Roscoe le offr la mano e insieme si addentrarono nel parco. In lontananza si scorgeva un edificio bianco a due piani molto grande disposto su tre lati con ampi finestroni dai vetri all'inglese. La facciata dell'edificio centrale era ricoperta di rampicanti come le due enormi aiuole centrali. Gli edifici laterali invece erano scanditi da un lungo colonnato anch'esso bianco con le finestre solo al secondo piano. Era un luogo tranquillo e Chiara rimase colpita dalla sua bellezza. E questa  una clinica privata, suppongo. Roscoe le sorrise. Per i Mac Talbot solo il meglio. D'altra parte la mia famiglia discende da uno dei clan pi importanti della zona. Posso certamente affermare che senza di noi questo posto magnifico non sarebbe mai esistito. Con un gesto elegante della mano Roscoe la invit a salire di nuovo in macchina. Siamo rimasti qui poco, come puoi immaginare. Poi la mamma con me e mio fratello, torn al castello che tu conosci abbastanza. E di nuovo le sorrise. Il cuore di Chiara perse un battito. Ora per torniamo in citt. Saltiamo tutto il periodo dello svezzamento per tuffarci in quello dell'infanzia. Quindi ti porter davanti alla scuola privata che io e Damian abbiamo frequentato. Il viaggio dur un'altra buona mezz'ora durante la quale Roscoe raccont aneddoti succosi sulla sua famiglia negli anni dell' infanzia e della carriera scolastica. Chiara intu, e per la verit lo sospettava, che i gemelli Mac Talbot fossero dei piccoli geni. Ma quello che non avrebbe mai immaginato era che il suo Highlander avesse un'indole poetica. Scrivevi poesie? Tu? O santa madre! Chi l'avrebbe mai detto... Ma davvero?
Roscoe si finse offeso, ma poi scoppi a ridere divertito. Sai, forse non abbiamo iniziato bene noi due, ma se mi conoscessi meglio o se mi avessi visto allora, non saresti cos scioccata. Ero definito il cantore della Livingstone School. Ogni anno, in occasione dell'anniversario della nascita del buon vecchio David, la scuola organizzava una specie di raduno con tutti i migliori diplomati nel corso degli anni. Bene, io ero presente ogni anno e in quella circostanza mi si richiedeva un componimento a tema che servisse ad accrescere nei giovani il desiderio di iscriversi al college, e descrivesse la vita del nostro eroe e la grandezza della nostra cittadina. 
Chiara era affascinata da Roscoe, lo vedeva diverso e a suo agio immerso nei racconti del passato di cui serbava ricordi piacevoli. Lo vide sereno sorridere per tutto il tempo davanti al cancello chiuso del collegio, mentre dava sfoggio della sua cultura e declamava sonetti propri alternati a quelli pi famosi dei vari poeti inglesi. Se lo avesse conosciuto cos da subito, non avrebbe mai creduto alla storia della prigione e dell'esilio lontano dalla sua famiglia. Quanto aveva sofferto? Roscoe era dolce, sensibile e forte e incredibilmente sexy. Rimase affascinata dai gesti, dal tono della voce, dall'espressione del volto, dal ruolo di cicerone della sua vita e dalla voglia intensa di spiegarsi, di rivelarsi, di ritrovarsi. La psicologa che era in lei si disse pronta ad aiutarlo a qualunque costo. 
Ed ora, visto che abbiamo un'intera giornata a nostra disposizione, ti porto al castello di Bothwell che immagino conosci gi.
S,  uno dei luoghi turistici caratteristici della zona. Ci sono andata anni fa. Cosa c' che non ho visto l?
Conosci il castello, quindi. Bene! Ti racconter la storia della mia famiglia. Roscoe guid verso nord e poco dopo aver lasciato Blantyre, lanci la Jaguar lungo la Hamilton Road. Il castello apparteneva alla mia famiglia. Sto parlando di centinaia di anni fa, quando il territorio era in mano ai clan che si dividevano le zone delle Lowlands. Il clan dei Mac Talbot era uno dei pi potenti all'epoca e poteva contare sull'obbedienza degli altri casati. Rowan Scott Mac Talbot era il capostipite della famiglia e il primo sovrano di questi posti. Ma tu lo conosci gi... 
Chiara lo guard stupita: E come potrei? Poi cap. Il tempo di elaborare l'immagine del quadro visto nella sala il giorno del funerale. Quello? Ma ti assomiglia moltissimo, tanto che pensavo fossi tu, che sciocca!
Roscoe annu divertito. Non aveva mai riso tanto come in quel giorno: Vero che mi somiglia? L'ho sempre pensato. Lui  Rowan Scott Mac Talbot, Ro... scoe... Le fece l'occhietto Ed ecco spiegato il mio nome. Chiara rise sbalordita: Non ci avevo pensato, ti prego, continua
I clan si alternavano al potere quando il capo moriva e non serviva un'elezione, ma solo la maggiore gloria sul campo di battaglia. A quei tempi le guerre erano frequenti per stabilire la supremazia e la mia famiglia regn per molto tempo perch poteva contare su guerrieri indomiti. Roscoe continu ad elencare i nomi dei vari clan conquistati, sottomessi o annientati dai suoi avi. Chiara seguiva interessata ponendo di tanto in tanto domande. L'argomento che la intrig di pi fu quello degli amori clandestini e ufficiali. Ogni uomo al comando aveva una donna che amava e rispettava anche in guerra, nelle spedizioni in altri villaggi, rimanendo lontano dal focolare per mesi. Ma c'era anche chi non reggeva alla lontananza e peccava di lussuria solo per soddisfare un mero capriccio. L'uomo e le sue conquiste! Non mi dici nulla di sconvolgente, Roscoe.
Lui la guard sorpreso. Sentir pronunciare il suo nome cos dolcemente gli procur un brivido sotto pelle che lo ammutol e al contempo lo impaur. Fiss le labbra della donna desiderando ardentemente sentirle, farle sue, morderle. Dillo ancora, per favore.
Chiara non cap subito e lo guard interdetta poi ripet la frase tralasciando stavolta il nome. Roscoe non nascose la delusione, ma si sforz di sorriderle continuando il racconto. Fu appunto quando la donna di un membro del clan dei Mac Clowen, gi promessa, fu rapita dal figlio del capo della fazione opposta invaghito di lei, che si scaten una guerriglia senza pari. La tregua durata due anni fu rotta e ne segu una vera e propria caccia all'uomo. Fu sparso molto sangue e molti morirono fino a quando, dopo l'ennesimo lutto, i capi delle tre famiglie pi importanti si riunirono per decidere come gestire la cosa. Il racconto di Roscoe prendeva vita nella mente di Chiara a mano a mano che svelava dettagli e aneddoti di un tempo perduto. Guardando fuori dal finestrino Chiara si rese conto di quanto forte si respirasse in quei luoghi la civilt antica attraverso resti e pietre, testimonianze di un tempo ancora vivo. Roscoe la guard con la coda dell'occhio. Alz lo sguardo allo specchietto: Il traffico da queste parti non  intenso, quindi nessuno ci impedir di arrivare prima che il sole tramonti. Vedrai, ti piacer il panorama. In effetti, a parte pochi camion e una berlina blu, la strada era percorsa solo da un numero esiguo di mezzi di trasporto. Il bello della zona era proprio la mancanza di stress alla guida, pens Chiara abituata a ben altri standard, a Roma. 
Arrivarono in uno spiazzo poco sotto gli scavi archeologici vicino al cancello che permetteva l'accesso al viale del castello. Scesero dalla Jaguar e cominciarono l'escursione. Chiara ascoltava rapita dalla voce calda e bassa del suo bel Highlander il racconto storico. ... Il mio avo, quindi, riusc a fermare la contesa tra le altre famiglie convincendo il vecchio Arhon ad accettare le scuse di Vorhen Mac Thayne e del figlio scapestrato autore del rapimento. Sarebbe stato lui a decidere le sorti della ragazza e il suo futuro. Il mio avo non aveva mai visto Heather e a quello che mio nonno mi raccont, ci fu un vero colpo di fulmine tra i due. Una specie di saetta si scaric dal cielo in terra illuminando tutta la zona intorno al castello e colp proprio qui. Roscoe fece due passi avanti per indicare un sasso forato al centro. Qui, in questo pertugio, un tempo si ergeva un albero che fu bruciato dal fulmine e al suo posto sgorg una sorgente di acqua limpida e fredda. L'acqua della pace! Pensa che chiunque beveva o si bagnava anche solo con poche gocce riceveva subito benefici di ogni genere. Per esempio, se qualcuno aveva problemi di cuore, si bagnava e li risolveva immediatamente. La leggenda del fulmine di Cupido, come definivano il posto gli indigeni nel corso dei secoli,  ancora in voga. Chiedi a chiunque in citt o nei paesi qui intorno e sentirai la risposta: chi si avvicina qui con cuore puro e buone intenzioni risolver tutti i problemi di cuore. Roscoe rise, facendole intendere quanto sciocca fosse quella superstizione, solo una diceria e niente pi. Chiara per era affascinata dal racconto e si avvicin al buco della roccia. Era davvero profondo, quasi un minuscolo pozzo sotto il quale si sentiva ancora il gorgogliare dell'acqua che scorreva veloce. Chiara chiuse gli occhi e si lasci cullare dal suono fresco e continuo, pensando per un attimo alla leggenda. Si vide ferma ai piedi della sorgente in una notte stellata con la brezza che le scompigliava la ciocca ribelle fuoriuscita dal fermaglio al lato della nuca. La lunga gonna porpora orlata dai colori del proprio clan si agitava sollevandosi sopra la caviglia. Lei guardava il suo uomo, alto, forte, glorioso, con sguardo adorante. Quell'uomo aveva il viso pi bello che avesse mai visto, il suo... 
Ehi, Chiara! Chiara, che fai dormi ad occhi aperti? Chiara! Roscoe le tocc la spalla. Un paio di battiti di palpebre e Chiara si svegli dal sogno Scu... scusa,  che, che insomma... mi piace stare qui. Si allontan di qualche passo sentendo le guance arrossire, appena in tempo per non farsi scoprire. Ci mancava solo che Roscoe le chiedesse qualcosa in proposito, vedendola cos a disagio. Sentendolo arrivare alle spalle, si mise ad armeggiare nella borsa alla ricerca di un fazzoletto o lo specchietto, un arnese qualsiasi che le impedisse di rimanere imbrigliata al suo sguardo. Cavolo, non trovo il fazzoletto, ecco un attimo... arrivo subito... Chiara vide spuntare sotto il braccio il fazzoletto di cotone che Roscoe le stava offrendo e proprio nel momento in cui la sua mano lo afferr, si spost pi vicino alla pietra e un rivolo d'acqua fuoriusc bagnando le loro scarpe. Tutti e due abbassarono le teste per poi tornare a guardarsi. Per un paio di secondi Chiara ebbe la sensazione di trovarsi in mezzo al nulla sospesa di fronte al suo Highlander, solo loro due e nient'altro intorno. Chiara, che dici? Vuoi sapere come and a finire la storia di Rowan Scott e Heather?
Lei si port la mano dietro la nuca per distendere il collo e con il sorriso sulle labbra lo invit a proseguire: Ti prego, Roscoe, vai pure avanti. Muoio dalla voglia di sapere la fine della storia. Lui le prese la mano e insieme si spostarono al lato ovest, l dove sorgeva la torre pi alta del castello. Si appoggi al muro in pietra con le spalle e un piede, ancora pi sexy. L'amore, dunque, esplose fra loro e fu un bene, perch rappresent la soluzione della contesa. Il mio avo propose al suo amico Arhon di lasciarle in moglie la figlia. Avrebbe cancellato cos l'eventuale onta del disonore della ragazza e allo stesso tempo avrebbe sancito la pace tra i due clan. Tanto il rapitore non aveva intenzione di riparare all'offesa. Il suo fu un gesto premeditato con il solo scopo di scatenare una guerra. Quindi, la proposta venne accettata con buona pace per tutti.
Ma che bello! Allora i due clan si unirono, giusto? 
Diciamo di s, anche se mantennero sempre due entit distinte. Ma sicuramente sarebbero stati alleati in caso di guerra. E per suggellare il patto e la promessa di matrimonio, Arhon regal a Rowan un anello con inciso il disegno dell'erica, come da tradizione.
Chiara lo guard pensierosa: Perch? Si era soliti regalare anelli con il disegno di una pianta? Questa non la sapevo. Roscoe sorrise divertito: Oh, ma cosa credi? L'anello era la dote della ragazza, l'unica cosa di un certo valore e il disegno riprodotto sopra non era altro che l'acronimo del nome della ragazza: erica, uguale Heather, le cui foglie furono riprodotte come un quadrifoglio. Chiara annu. Che cosa romantica, pens, un anello con il proprio nome riprodotto in modo sicuramente originale. Ma il capo di un clan aveva un anello per ogni figlio?
No, solo chi come nel caso di Arhon aveva una femmina come primogenita. Nel caso di un figlio maschio, si forgiava una spada la cui elsa riproduceva le vittorie del capo del clan. Chiaro che l'anello, cos come la spada, passavano da padre in figlio, il primogenito sempre, fino ai giorni nostri. Roscoe volt la testa verso la vallata, ma Chiara not l'ombra offuscare i suoi occhi. Avrebbe voluto confortarlo, invece lo lasci andare seguendolo con lo sguardo Poi cap il motivo del cambio d'umore del suo Highlander: Ah, l'anello... Quell'anello?
Roscoe torn a guardarla sorpreso per la sua perspicacia. L'anello che mi spetta di diritto e che mio padre mi ha negato, anche se mio nonno me lo aveva donato rompendo in un certo senso la tradizione. Maledetto! Batt il pugno sull'altra mano e imprec.
Ma tu non sei ancora sposato. Non mi hai detto che l'anello si tramanda da padre in figlio al momento del matrimonio? Magari al momento opportuno lo av... Roscoe ringhi e Chiara si blocc gelata, impaurita. Dio, eccolo di nuovo. Lo scorbutico arrogante era tornato. Mio nonno me lo ha promesso dicendomi che alla sua morte l'anello sarebbe passato a me perch portavo il suo nome e quello del capostipite. Ma mio padre non ha rispettato le ultime volont per la sua dannata mania di controllo. Sembrava quasi che credesse alla leggenda che circondava l'oggetto.
Quale leggenda? L'anello nasconde forse qualcosa di importante o magico? 
Roscoe fece un lungo respiro e la guard togliendole il fiato. Lei si sent come un naufrago su una zattera in cerca di una spiaggia, un lembo di terra, una roccia, spersa com'era in quel mare in tempesta. Si pensava che l'anello fosse una specie di amuleto e chiunque lo indossava aveva fortuna e ricchezza. Forse  per questo che il vecchio mi ha escluso da ci che mi spettava di diritto. E per rendermi la vita pi difficile, ha pensato bene di scrivere una lettera dal contenuto idiota secondo la quale avr la mia parte di eredit solo mettendo al mondo un figlio. Cristo! Mi amava proprio, non c' che dire, maledetto bastardo!. 
Chiara rivide l'ombra scurirgli gli occhi ancora di pi rendendo il mare burrascoso. Stavolta si fece coraggio e si avvicin sfiorandogli la spalla con la mano. Non le importava di invadere il suo campo. In fondo erano insieme li, ai piedi del castello quindi Roscoe poteva e doveva accettare la sua presenza. Perch ti sembra tanto strana l'idea di avere un figlio? La donna si morse le labbra in attesa della reazione dell'altro. Chiara pens di aver osato troppo e non solo a parole. Nella sua mente infatti prese consistenza un'immagine curiosa: lei con in braccio un bimbo dai capelli e dagli occhi neri. Ma che le veniva in mente? Far avvicinare un uomo a tal punto sarebbe stato quasi impossibile per lei! Gli avrebbe dato un figlio? Naaa! La risata di Roscoe la riport al presente: Certo che s. Almeno per il momento. Non ci penso proprio e quindi il discorso  fuori discussione. Ma l'anello, quello sar mio ad ogni costo. L'importante  ritrovarlo, so che  al castello da qualche parte e lo trover.
La giornata continu con altri racconti che accompagnarono la loro passeggiata tra gli scavi e attraverso il bosco lungo il sentiero che portava in collina. Chiara conobbe storie della tradizione scozzese e ammir posti sconosciuti. Roscoe si dimostr una perfetta guida turistica e un buon maestro, preciso nelle annotazioni e citazioni storiche. Era quasi l'imbrunire quando raggiunsero la Jaguar per fare ritorno in citt. Grazie davvero.  stata una gita istruttiva. A questo punto mi aspetto la seconda parte del tour Mac Talbot, fino ai nostri giorni.
Roscoe le assicur che non l'avrebbe fatta certo annoiare con gli altri luoghi da visitare. Porca puttana! Questo non ci voleva, cazzo! La ruota anteriore destra era completamente a terra. Roscoe imprec ancora e senza scusarsi armeggi nel baule e prese l'occorrente per cambiarla. Si tir su le maniche del maglione dopo essersi liberato del giaccone di pelle ma a lavoro finito si accorse di un taglio evidente lungo tutto il copertone. 
Ma che c...? L'uomo si morse la lingua. Aveva gi dato ampiamente sfoggio ad ogni tipo di turpiloquio. Dopo aver rimesso tutto in ordine e pronti a partire, si scus. Era profondamente turbato, ma non lo dette a vedere. Ci avrebbe pensato una volta a casa da solo.
Arrivato vicino all'entrata della villetta del detective Gleason, Roscoe parcheggi. Spense il motore e si volt completamente con il corpo cos da vedere negli occhi Chiara. Lei rimase fulminata ancora una volta come se non se lo aspettasse e ringrazi il cielo dell'oscurit nell'abitacolo. Lui non avrebbe scoperto il suo rossore. Salut preparandosi a scendere dalla macchina. Lui si avvicin. Fu un attimo e le loro bocche si unirono in un lieve bacio. Chiara prese fuoco, pronta a fondersi completamente in una pozza liquida proprio l, sul sedile. Per fortuna Roscoe, forse imbarazzato e preoccupato per la bravata, si stacc velocemente tornando al suo posto. Ehm, scusami, Chiara. Io... cio, insomma ci vediamo domani, ok? Sono io che ringrazio te per la bella giornata. Buona notte. Lei ci mise un po' prima che il sangue fluisse di nuovo in tutte le cellule del corpo svegliandolo dal torpore. Ma non appena fu in grado di ritrovare la parola farfugli qualcosa di incomprensibile poi usc all'aperto. Lo vide partire. Oh mio Dio! Mi ha baciata! Stupida, stupida, stupida. Che figura non aver detto neanche una parola. Sono scesa. Lui mi bacia e io scendo dalla macchina senza... Respira Chiara, respira... Ancora instupidita si affrett ad entrare in casa per sentirsi al sicuro e in grado di trovare una spiegazione.

26.

E questo  il The Castle... ma lo sai che ne parlano tutti bene? Il vecchio Brian ha fatto proprio un buon lavoro. Glielo hai detto che saremmo passati o  una sorpresa? Conoscendolo far una risata delle sue e dir: Ma brutto figlio di puttana, ti hanno rispedito indietro finalmente. Non ti vogliono neanche l, vecchia checca appassita? E la sua faccia sar tutto un programma! Damian scoppi a ridere. L'amico lo aveva imitato bene. A scuola erano i tre moschettieri, le colonne della squadra di rugby, i compagni inseparabili e con Roscoe formavano un quartetto straordinario capace di turbare i sogni delle ragazze. Ma la spensieratezza e l'allegria durarono poco e tutto fin quando Al si trasfer in Australia per lavoro, ma forse la vera ragione fu che era arrivato il momento di allontanarsi il pi possibile da Damian, spaventato dal loro rapporto. Sapeva di essere diverso dal gemello. Roscoe s che ci sapeva fare con le donne; bastava uno sguardo o il suo sorriso sornione per averle intorno. A volte rimaneva a studiarlo, lo considerava il pi grande maestro di seduzione. Provava a seguire i suoi insegnamenti, ma niente, non c'era verso. Solo pi tardi cap perch. Lui non era fatto per correre dietro alle ragazze. 
Ma che mi venga un colpo! Brutto figlio di puttana, ma che cazzo ci fai qui? Ti hanno rispedito via, eh? Lo dicevo io! Non ti sopporta nessuno. Vieni qui e fatti abbracciare, vecchia checca appassita! Brian per poco non salt oltre il bancone. Ma sei davvero tu? Si ferm solo quando sent i due ridere a crepapelle. Ma siete davvero stronzi. Che diavolo vi ridete?
Niente,  che lui aveva previsto esattamente cosa avresti detto. Fantastico, persino le stesse parole pi o meno. Come ai vecchi tempi. I tre si salutarono continuando a prendersi in giro. Tocc a Damian mettere fine a quel piacevole teatrino. Finitela voi due. Sembrate le due comari di Windsor. Avanti oste portaci da bere che abbiamo la gola arsa. Brian rivolse all'amico il dito medio e sempre ridendo torn dietro il bancone. Prese una bottiglia di scotch di puro malto e riemp tre bicchieri. Allora, Al, che ci fai qui? Sei tornato per restare? Dio, quanto ci sei mancato. Anzi no. A dire il vero se non ti avessi visto ora non ci avrei mai pi pensato a te. Cazzo, ma  davvero passato un secolo. Che combini vecchio pazzo che non sei altro? Brian volle sapere tutto e dopo tantissimi anni non si perse neanche una parola delle novit che l'altro gli raccont. Le difficolt che aveva trovato in un paese straniero, le tradizioni e la cultura diverse, l'inizio stentato nel nuovo lavoro, la fiducia conquistata giorno per giorno e l'ascesa a cariche sempre pi importanti. Ehi, bello, chi l'avrebbe mai detto. Sei diventato un grande uomo d'affari, l'orgoglio di questa citt. Brindiamo allora alla rinnovata triade e al tuo successo. Brian alz il bicchiere e ingoll il biondo liquido come fosse acqua fresca. Gli altri lo imitarono senza problemi, non sarebbero stati degni scozzesi se non fossero stati in grado di sopportare quella tradizione. Ti siamo mancati un po'? Prima telefonavi e scrivevi di pi, bastardo!
Vero, concordo. Che cazzo di fine hai fatto? Continu Damian riempiendo i bicchieri.
Ragazzi,  vero. Chiedo venia, ma ogni giorno pensavo che prima o poi sarei tornato e vi avrei fatto una bella sorpresa. E chi pu stare alla larga da voi? Io no di certo. Al rise toccando la coscia di Damian che lo guard prima di scoppiare a ridere a sua volta. I tre si raccontarono vecchi aneddoti e nel giro di un'oretta si erano scolati due bottiglie di scotch e un bourbon ritrovandosi a darsi pacche sulle spalle tutto il tempo. Sembrava di rivivere i momenti spensierati del college ed era bello perch li avevano trascorsi insieme. Ma ora che sei di nuovo tra i vivi - Brian declam seduto sul bancone con la bottiglia ben stretta al petto - puoi dirmi perch te ne sei andato cos in fretta. Sai, io non l'ho mai capito
Al si alz e si avvicin a Damian, lo guard dritto negli occhi. Era evidente che ci che aveva provato allora, a scuola, non era finto. I sentimenti erano ancora forti. L'altro si agit sorpreso. Ma non fu l'unico. Brian, infatti, not l'interesse per Damian e senza motivo si trov spiazzato dalla frustrazione che cresceva dentro. Continu ad ignorarla attribuendola al troppo alcool ingurgitato. Che altro poteva essere? 
Al lasci andare un sospiro: Ormai dovevo dare un taglio netto al passato per tornare a vivere e soprattutto per salvare me stesso. Rimase ancora incollato allo sguardo di Damian improvvisamente tornato serio. La tensione era palpabile e Brian l'avvert forte e chiara. Che cosa stava succedendo? Cap in quel momento l'arcano: Al era stato attratto da Damian ai tempi del college, e forse il sentimento che li univa era ancora vivo. La verit era lampante davanti agli occhi: Al avrebbe fatto carte false per avere una storia con Damian, o almeno per riprendere quella vissuta in giovent. Non gli parve vero scoprire ci che per molti anni era stato tenuto gelosamente nascosto. E ora che tutto il quadro si chiariva, la cosa che lo infastidiva di pi era la rabbia e la gelosia che sentiva crescere dentro, come se per la prima volta si fosse reso conto di poter perdere qualcosa. Il problema era proprio quello, cosa in effetti? L'amico d'infanzia? Il compagno di una vita? Non era una sua propriet, ma Brian si sentiva minacciato da Al. 
Ma andiamo, non sarai mica geloso? Sent una vocina nel cervello a cui fece da contraltare il cuore: s, cazzo, s. Ora Damian era suo e nel momento stesso in cui il pensiero si form nella mente, inorrid per quell'outing intimo non richiesto. Nonostante gli sforzi, l'umore non mut e Brian s'irrigid fino a rasentare la maleducazione. Fu Damian a prendere in mano la situazione per cercare di salvare la serata offrendo un altro giro di bourbon in nome della vecchia amicizia. 
 stato bello fare un tuffo nel passato con voi. Ora visto che rimarr qui per un po' voglio tenervi d'occhio e rivivere i bei tempi. Saremo pi vecchi,  vero, ma sicuramente ancora con la stessa voglia di divertirci. Al si conged da loro con la promessa di ritrovarsi il giorno dopo. 
...
.
...
Damian rimase a guardare la porta chiudersi, fermo, immobile, cercando di mettere un freno alle emozioni che si stavano addensando nello stomaco prendendosi allegramente a calci nel culo l'un l'altra, incuranti di sgretolare la facciata di indifferenza tenuta su con tanto sforzo alla presenza di Brian. Ma solo un cieco o un matto avrebbe sorvolato senza chiedere spiegazioni del repentino cambiamento d'umore dell'amico. Se Al non fosse andato via, avrebbe rischiato di essere cacciato fuori dal locale a calci e lui ora doveva scoprire il motivo. Si volt lentamente sentendo Brian muoversi veloce tra i tavoli per riassettare il locale. Faceva fin troppo rumore spostando le sedie e i tavoli, persino poggiando i bicchieri sul bancone. Sembr che l'amico avesse vissuto un incubo invece che una serata allegra. Era giunto il momento di conoscere la ragione di quel comportamento a dir poco assurdo. Damian si avvicin al bancone con gli occhi fissi su Brian intento a ripulire il The Castle da ogni traccia del loro amico. Si pass la mano tra i capelli pronto a prendere il toro per le corna: Al non  cambiato affatto, vero?  sempre lo stesso bastardo di sempre, eh? Brian grugn e quella fu l'unica risposta che Damian ricevette. Ma non demorse: In pi, in Australia ha davvero trovato il suo futuro. Ho sentito dei suoi traguardi e...
Oh adesso basta! Non ne posso pi di sentire cantare le sue doti!
Damian rest a bocca aperta. Che cosa ti succede? Perch questo tono ora? Pensavo ti stessi divertendo anche tu poco fa.
Ah s, specialmente quando non ha fatto altro che... ma lasciamo perdere. Perch non vai a casa anche tu?  tardi e pulisco prima da solo. Era piuttosto chiaro che fosse infuriato, Damian lo aveva capito, ma non si aspettava proprio una reazione simile. Vide l'amico pulire sui tavoli trattando le gocce di umido come incrostazioni di formaggio fuso. C'era del selvaggio nel movimento del braccio, nel muscolo che guizzava stendendosi e contraendosi, nella tensione dei lineamenti del viso che rendevano Brian ancora pi affascinante e maschio. E quella vena del collo tessa al limite e pronta per essere morsa... No, non era il momento per fare simili pensieri, ma doveva ammettere che anche se adirato, lui era davvero splendido. Damian cerc di non pensarci. L'importante era comprendere quale fosse la causa del malumore. Decise di chiederlo senza mezzi termini: Brian, che ti  preso? Non ho capito cosa  successo. E non rispondermi al tuo solito, tanto non mi convinci. Si vede lontano un miglio che qualcosa ti ha infastidito. Parla con me, per favore. 
Lasciami in pace, Damian. Vedi di andare a casa. Non ho pi voglia di parlare. E poi che dovrei dirti? Al ha parlato per tutti stasera. Ha fatto ben capire che pensa di te e tu lo hai lasciato fare. Anzi, ho notato che ti  anche piaciuto. Vai pure, allora e divertiti. Il tuo amichetto  tornato. Senza dire altro si rifugi nel retro portandosi dietro le bottiglie vuote. Non poteva crederci. Brian gli stava facendo una scenata di gelosia? No, sicuramente stava prendendo un abbaglio. In fondo, si erano chiariti e insieme avevano deciso di andare avanti come se niente fosse, e allora, perch quel comportamento? Decise di raggiungerlo e quando sent il rumore di vetri a terra, aument il passo. Ma di che stai parlando? Il mio amichetto? Pensavo fosse anche amico tuo. Brian, che cazzo succede? Damian non riusc a celare l'imbarazzo dopo aver pronunciato l'ultima frase ad alta voce, ma ormai era fatta. Di certo non si poteva sperare che Brian fosse come lui, lo aveva ribadito forte e chiaro: era etero a tutti gli effetti, quindi sembrava fuori luogo quella discussione. Rispondimi, non puoi lasciare le cose in aria cos. Che cavolo ti  successo? Se non ti conoscessi direi che sei geloso. Ma non  certo il tuo caso, lo so. Lo vide voltarsi come scosso dalla corrente elettrica, tanto che sobbalz indietro. 
Vuoi che ti risponda? Eh, vuoi che ti dica cosa penso? Eh? Vuoi sentirti dire che mi ha dato fastidio scoprire che Al aspettava solo un cenno per passare la notte con te?  questo che vuoi sentirti dire? Bene, hai vinto! L'ho sentito sai? Lui ti guardava come se fossi l'aria da respirare. Contento ora? Te l'ho detto. Brian si era avvicinato e Damian rimase allibito, agganciato allo sguardo di ghiaccio che tanto amava. Dio come avrebbe voluto passargli le mani tra i capelli e guardarlo ficcandogli la lingua in bocca. Adorava il suo viso e ogni cosa di lui. Ancora ricordava la morbidezza delle sue labbra e il calore dell'unico bacio rubato in giardino al castello. Ma che dici? Che stai dicendo? Al? Ma... 
Non negarlo, Damian. Non prendermi per il culo dicendomi che non  vero. Anche un bambino, se fosse stato qui, avrebbe visto quello che ho visto io. E che cazzo, non negarlo almeno.
Il cuore si riemp di orgoglio e di gioia. Mai avrebbe sperato di suscitare una reazione simile. Qualcosa scatt in lui e fece per avvicinarsi, ma l'altro lo ferm con una spinta. Vattene a casa, cazzo, e lasciami stare. Esci di qua Damian, vai a fanculo e lasciami solo. Era troppo, lo sentiva, non poteva sopportare oltre. Aveva l'uccello duro e grosso nei pantaloni e la testa intorpidita. Ma che cazzo dici, Brian? Non me ne vado finch non mi spieghi. Che ti  successo? Perch ce l'hai con me ora? Sembra quasi che ti abbia fatto un torto enorme. Parla, perdio! Ecco lo aveva detto. Aveva chiarito il punto. Non erano pi ragazzini e queste gelosie non avevano ragione di essere a meno che... Damian alz lentamente la testa costringendo l'amico a fare lo stesso. Non servirono parole per rivelare ci che aveva sempre rincorso, ma non osava sperare. Lo vide nei muscoli tesi fino allo spasimo tanto che pens alla roccia e lo sguardo scese all'inguine immaginando cosa ci fosse dietro i pantaloni. Si sent sporco. Non poteva costringere Brian a fare nulla di ci che odiava, ma tutti i segnali che riceveva dicevano l'opposto. Era davvero strano. Poi l'inevitabile accadde: Vuoi che parli? Vuoi che ti dica cosa mi d fastidio? Lo vuoi sapere? La furia era incontenibile cos come il corpo che si avvicin pericolosamente. Damian indietreggi; mai e poi mai avrebbe fatto a pugni con lui. Per cosa poi? 
Sei tu, cazzo! Tu, che flirti con quello davanti a me. Tu, che ridi alle sue battute e lo guardi come vorrei... Ho capito ora che lui aspetta solo una tua parola per... Brian si pass la mano tra i capelli esasperato. Tremava dalla tensione emotiva e si avvicinava Da quanto tempo, eh? Da quanto va avanti questa storia? Al  andato via all'altro capo del mondo per te, perch non sopportava di vederti ogni giorno senza poterti avere. O forse ti ha gi avuto e ora  tornato per reclamarti di nuovo? L'espressione del viso di Brian fu la conferma che Damian cercava. Sent il corpo fremere a quella rivelazione, ma non aspettava altro e senza pensarci fece la cosa pi ovvia e ne approfitt. Al diavolo le parole e le assicurazioni dei giorni precedenti. Lo voleva e per questo attu l'unica alternativa possibile: si avvicin bloccandolo per le spalle tentando di raggiungere la bocca con la sua. L'altro reag come si aspettava. Lo spinse indietro liberandosi dalla stretta: Che cazzo fai Dam? Che ti viene in mente ora? Vaffanculo! Non mi toccare! Ma Damian torn all'attacco braccandolo di nuovo. Ci furono altre spinte e altre grida, ma tutti e due rimanevano troppo vicini. Se ci fosse stato un terzo spettatore non avrebbe avuto dubbi sull'esito dell'incontro e avrebbe scommesso vincendo: tra i due le scintille portavano solo ad una conclusione. Damian raccolse la sfida rintuzzando colpo su colpo non volendo rinunciare al premio. Era convinto e troppo sbronzo e anche se il suo agire avrebbe significato perdere definitivamente l'amico di infanzia, quello era il momento di osare e di prendersi tutto fino all'ultima briciola. 
Arrivarono al bancone: Brian sembr senza via di fuga, sudato e provato, e Damian ne approfitt per sferrare l'attacco decisivo: lo baci. Per quanto la sorpresa fosse la stessa provata la prima volta al castello, in quel momento la rabbia, la tensione e la voglia che tutti e due provavano giocarono un ruolo fondamentale. Non ci fu nulla di tenero, di civile in quel bacio rubato, anzi, i due continuarono a respingersi, ma Damian non si allontan. Si strinse all'amico e quando l'altro tent di protestare socchiudendo le labbra, lui affond la lingua con tutta la rabbia, contento di averlo in pugno. Brian fece per ritrarsi una volta di pi, spingendolo via, ma senza successo. Poi tutto cambi: le lingue si unirono continuando tra loro la lotta dei corpi e furono spietate. Damian assapor la forza, la virilit di Brian, rilasciando ad ogni affondo la rabbia e il desiderio sopiti per anni e finalmente esplosi. Non si sarebbe fermato e l'odore e i movimenti del corpo gli fecero capire che era il momento giusto anche per Brian. 
Fu un intreccio di braccia e brandelli di stoffa che volavano. Graffi e grugniti e morsi sulle labbra si succedevano ad una velocit impensabile. Era suo in quel momento, solo suo, pens Damian e decise di approfittarne. La mano scatt alla cintura muovendosi sapientemente per sciogliere l'ultimo impedimento verso il piacere ambito. Non dirmi che non lo vuoi. Non ci credo. mormor tra gli affanni a Brian ancora una volta intento a fermare l'irreparabile. Trascinato da una forza insospettabile e da una brama crescente, riusc a sbottonargli i jeans e con un paio di strattoni li abbass assieme ai boxer liberando un membro gi splendidamente eretto. Rimase senza fiato di fronte a quella meraviglia. Damian lo aveva sognato tante volte, ma la realt superava di molto la fantasia. Si inginocchi e prima che Brian potesse protestare, apr la bocca sulla punta scura e gonfia e gust il paradiso. 
No, Damian, fermati cazzo, ma che...? Smettila, stronzo, non farlo, no... Oh cazzo! Brian sibil un'imprecazione dopo l'altra, lasciando uscire aria dai denti. Non capiva come era arrivato a quel punto. Cerc di spingere via l'amico, avvinghiato al suo cazzo e diamine, glielo stava lavorando per bene. No, non poteva sopportarlo. Non doveva andare cos tra loro. Continu a ripetersi come un mantra. Era etero, non poteva essere diversamente, non stava accadendo, era tutto un sogno. Ma intanto si sentiva sciogliere ad ogni stoccata di lingua. Damian gli stava facendo un pompino, il migliore della sua vita. Cerc di rimanere freddo senza riuscirci. L'alcol e la bocca rovente dell'amico lo stavano uccidendo. No, non doveva lasciarglielo fare, cazzo. Abbass lo sguardo incontrando cos quello di Damian. Fu eccitante nonostante tutto, vedere come l'uccello spariva dentro la sua bocca affiorando alla vista subito dopo. Oh, cazzo! Non riusciva a distogliere lo sguardo dal dio biondo che inginocchiato lo stava succhiando portandosi via le ultime forze e quello che rimaneva della ragione. Non riusciva a credere a ci che provava, ma gli piaceva. S, maledizione, vedere Damian lo eccitava da matti e sentire la bocca andare su e gi sull'uccello lo stava devastando. Si perse completamente quando lo vide giocare leccando attorno al punto pi sensibile della punta e poi leccare tutta l'asta per finire ai testicoli tesi. Dio, Dam, mi stai uccidendo, maledetto! Oh, cazzo! La rabbia di poco prima si era trasformata in lussuria e lo sguardo che i due si scambiarono fu tutto un programma. Damian aument il ritmo convinto che tacitamente Brian lo avesse accettato. Ormai avevano attraversato il guado ed era impossibile tornare indietro, men che meno fermarsi. Tutti e due erano consapevoli di avere una sola direzione da prendere e cos fecero. Brian afferr la testa dell'amico bloccandola su di lui. Aveva il fiato grosso quando vide l'altro continuare a leccarlo, succhiarlo e maneggiarlo fino allo spasimo. Tutte le inibizioni andarono al diavolo, cos come la morale e le donne. Voleva lasciarsi finalmente andare, assaporare la novit della situazione, venire come non aveva mai fatto prima. Quel che voleva ora era solo Damian. E proprio quando sent di non poter reggere oltre agli attacchi sempre pi devastanti dell'amico, vicinissimo all'orgasmo, raccolse le ultime forze per non soccombere e con uno strattone sollev Damian prendendolo per i capelli con una mano mentre con l'altra gli sbotton velocemente la cintura. I pantaloni di cachemire scivolarono a terra per poi volare sotto il tavolo. Senza tanti complimenti lo fece voltare di schiena e lo bracc facendolo piegare sul bracciolo del divano. Fu un attimo, Brian gli allarg i glutei, posizion la punta dell'uccello sulla fessura tra i glutei, ma si blocc estasiato davanti al chiaroscuro sinuoso che avvolgeva il fianco sinistro dell'amico. Le spire del cobra gli dettavano il movimento. Ancora ammaliato dal disegno perse il momento ma il tono deciso di Damian lo svegli: Non cos! Bagnami prima... Brian afferr il concetto dopo qualche secondo ed eccitato com'era, guard la piccola apertura tra le natiche e cap che doveva lubrificarla, ma non sapeva come. Senza aspettare oltre, sput sulla sua mano inumidendola con la saliva e con il dito prepar l'ingresso. Ci volle poco, una volta resosi conto di ci che stava facendo non si ferm e senza ulteriore indugio poggi la grossa punta all'ingresso e lo penetr di slancio urlando. Oh, MIO DIO! Fu un grido comune. Brian imprec pi volte restando fermo dentro di lui, ma non si tir indietro. Non rinunci. Aspett solo il tempo di realizzare ci che stava per accadere e poi si ritrasse per spingere di nuovo con pi forza facendo entrare il membro per tutta la lunghezza. Il fiato gli si mozz nel petto. Incamer pi aria possibile nei polmoni e ripet il movimento. Ben presto prese il ritmo giusto e cominci a pompare tutto s stesso dentro Damian. Cazzo gli stava piacendo e per questo spinse ancora di pi accompagnando ogni colpo con un grugnito. Sentire Damian gemere e incoraggiarlo, lo foment a tal punto che dopo aver emesso un verso simile ad un ringhio, strinse la mano tra i capelli e lo tir su piegando leggermente le gambe per non perdere la giusta angolazione. Una volta all'altezza della spalla, costrinse l'amico a girare la testa nella sua direzione e lo baci furente, mordendogli il labbro pi volte. Torn a muovere i fianchi dietro bloccando l'amico sul divano con una mano dietro alla nuca. Era completamente scosso perso nel turbinio delle sensazioni, ma non si ferm. 
Damian si tocc l'uccello cominciando a masturbarsi sentendo arrivare l'orgasmo. Sapeva che scopare con Brian sarebbe stato fantastico e le aspettative non lo delusero. Sentire muovere alle spalle l'uomo dei suoi sogni lo ripag di tutte le volte in cui aveva dovuto ingoiare l'orgoglio e rimanere in silenzio invece di gridargli in faccia che scopare con lui era ci che voleva. Le mani addosso, il suo profumo, l'odore del sudore e il corpo pressato dietro la schiena con i fianchi e i testicoli che battevano dietro al culo, lo fecero salire in alto presto, tanto che bastarono pochi tocchi ben assestati all'uccello affinch questo esplodesse. Vennero insieme, nello stesso preciso momento e insieme urlarono di nuovo. L'estasi li colse e fu un tripudio di suoni, odori, umori, liquidi e morsi. Damian venne in mano sporcando il cuscino del divano quando sent Brian bloccargli un fianco con la mano e riempirlo completamente. Rise felice rabbrividendo contro il suo petto. Ci era riuscito finalmente. E per quanto fosse incerto il futuro, Damian sapeva che ci che aveva vissuto era soltanto suo, loro, un segreto che avrebbe custodito per sempre. Era anche disposto a non rivivere pi la stessa esperienza, tanto aveva gi ottenuto la sua vittoria. Si sentiva come se stringesse in mano il biglietto del primo premio della lotteria nazionale. Strinse gli occhi non sapendo se piangere di gioia o gridare tutto il suo amore. Ma aspett di essere libero di muoversi prima di intraprendere un qualsiasi tipo di discorso. Non gli importava del domani. Adesso lo aveva e qualunque cosa fosse accaduta, la verit non sarebbe mai stata confutata, mai.
Brian strinse i denti cos come i fianchi di Damian quando sent l'uccello crescere ancora. Stava arrivando all'orgasmo lo sentiva e ne era felice. Stare dentro Damian gli procurava una sensazione di potenza e beatitudine allo stesso tempo mai immaginata n provata in altre circostanze. Per tutto il tempo non distolse lo sguardo dall'amico continuando a pompare come non gli era mai capitato. Per la prima volta non si preoccup dell'intensit o della foga. Stava scaricando tutta l'aggressivit incoraggiato dall'amico il quale lo spingeva a continuare. Cazzo, l'immagine di Damian che stava godendo lo ridusse in mille pezzi e dopo un paio di colpi venne urlando, libero dai pregiudizi, dalle consuetudini, dai problemi e le avversit, libero da tutto. Il piacere lo sconquass spezzandolo in tanti pezzi ognuno dei quali era felice di esistere. Anche l'orgasmo fu diverso, pi intenso, unico, grandioso. Accortosi del tremolio degli arti e non pi tanto sicuro di poter restare in piedi, si accasci dietro la schiena di Damian e lo sent ridere sebbene affaticato. Mi hai reso l'uomo pi felice della terra, Brian. Grazie. Ora comprendo finalmente la tua nomea di grande scopatore. Posso dire che non  un bluff. Damian si spost cercando una posizione migliore per poter respirare. Il corpo massiccio di Brian sembrava pi grande del normale rilasciato ed esanime sulla sua schiena. Quando riusc a voltare la testa lo vide con gli occhi chiusi, con il respiro corto, sudato e con la bocca socchiusa. Dio, quelle labbra... Soltanto guardarle gli procur un'altra erezione. Immagin quelle labbra succhiargli l'uccello tanto forte come aveva fatto lui, ma non si mosse. Che stronzo egoista! Come poteva pensare al suo piacere in un momento simile? Non sapeva neanche cosa gli avrebbe detto Brian una volta ripreso il controllo del corpo e della mente. Brian, tutto bene? Dimmi qualcosa, qualunque cosa, ma parlami. Accetter anche gli insulti, ma dammi un cenno che sei vivo.
Brian capt la voce di Damian, ma il corpo non se la sentiva di reagire in nessun modo. Stava ancora assaporando le forti sensazioni appena vissute. Era come viaggiare a duecento all'ora contromano su una strada a scorrimento veloce ed era sublime, si sentiva sulla vetta di un ghiacciaio libero e forte come mai. Deglut un paio di volte cercando di farfugliare qualcosa. Ci volle una buona dose di volont per aprire gli occhi e tornare alla realt. Cazzo! Che scopata! La risata di Damian gli scald il cuore che piano piano torn a pompare sangue in ogni cellula. Riusc ad alzarsi e a guardare l'amico ancora nudo e con l'uccello semi eretto, e il cobra che continuava a fissarlo con gli occhi luminosi e soddisfatti. Ma che stava farneticando? Eppure era sicuro, il ghigno del serpente tatuato sul corpo di Damian mostrava soddisfazione e la lingua biforcuta lo stava sfidando a smentirlo. Ci pens su. No, non poteva nascondere l'evidenza, non pi. Prese un bel respiro e si rilass. Fanculo tutto! Sto bene, pi che bene, cazzo! E rise anche lui. Ma dur poco. Ben presto la consapevolezza di aver oltrepassato la linea del buon senso e della consuetudine prese piede dentro il suo animo mettendo in dubbio tutte le sue convinzioni e gli manc l'aria. Barcoll all'indietro in cerca di un appiglio per non perdere quel poco di sanit mentale rimasta. Cap di essere nudo cos si affrett a raccogliere gli indumenti sparsi sul pavimento e si rivest non degnando pi di uno sguardo l'amico. Gi, pens, come doveva considerarlo ora? Come sarebbe finita la loro amicizia? Una serie infinita di pensieri gli attraversarono la mente, ma nessuno lo tranquillizz. Una volta vestito si sent sicuro e in grado di affrontare Damian che nel frattempo aveva seguito le sue mosse con preoccupazione. Che cazzo abbiamo fatto? Me lo dici tu che diavolo ci  successo? Come abbiamo fatto a cadere in questa trappola? Perch? Brian grid scosso e con gli occhi fuori dalle orbite. Guard l'amico rimasto in silenzio troppo a lungo. Aveva bisogno di una spiegazione, di un chiarimento. 
Abbiamo scopato, Brian. Semplicemente questo. Io e te abbiamo scopato. Tu mi hai preso e per me  stato bellissimo. So che sei confuso, che non ti aspettavi potesse avvenire, ma ora  successo e credimi, io non ti ho spinto a fare nulla che tu non abbia scelto di tua spontanea volont. Non ti affliggere, non lo sa nessuno e io di certo non mi vanter di essermi fatto l'uomo pi sexy della citt. La tua reputazione sar salva. Dammi retta, tra qualche giorno non ci penserai pi. Ma a me rimarr il ricordo, un dolce piacevole ricordo che nessuno potr togliermi. 
Brian vide Damian rimettersi in sesto abbottonandosi la camicia strappata sulla spalla che per, nascosta sotto la giacca, sembrava nuova. Si pass la mano tra i capelli pi volte e poi sul viso convinto di dover precisare il suo pensiero. Pi Damian parlava e pi lui si sentiva perso, distrutto, confuso. Non era la paura di essere scoperto, o il fatto di aver scopato con un uomo a renderlo inquieto, no. Comunque vedesse la cosa, c'era una sola conclusione: Tu non capisci, Damian. Non me ne frega un cazzo se dici o no cosa abbiamo fatto qui stasera. Quello che  strano  che mi  piaciuto, perdio. Sto bene, ed  questo che non mi torna. Scosse la testa guardando il pavimento in cerca di una spiegazione plausibile a quella pazzia. La risata dell'amico lo riport a concentrarsi su di lui: Che cazzo ridi ora?
Niente, amico, niente. Scusa Brian, ma non credevo fossi una verginella alla prima esperienza. Ma ti ascolti? Che abbiamo fatto, Che faremo, dove andiamo? Ma finiscila! Tu hai paura di aver finalmente scoperto la tua via. Ti piace fottermi, perch sai che non hai limiti con me, non mi spezzi se ci vai gi di brutto e sei soddisfatto. E allora? Cazzo! Non pensavo sarei stato io a dirlo, ma porca puttana, Brian, sii uomo e goditi il momento. Che importa cosa accadr dopo. Per me  stato bello cos come per te. Non  cambiato niente tra noi, semmai il rapporto si  rafforzato.
Fanculo Damian! Fai presto tu. Ma io... cazzo io...
Damian rise di nuovo trovando comica la preoccupazione dell'amico. Io... io, smettila. Sappi solo una cosa: se vuoi farlo di nuovo, io ti dico di s, ma se non vuoi, tutto finir cos. Non  successo nulla. Solo una splendida serata e una mezz'ora di pura, eccitante, magnifica, allettante follia
Brian lo fiss rivivendo in pochi secondi ogni attimo, ogni gemito, grido, spinta, bacio, che si erano scambiati e alla fine annu. Ma s,  stato folle. Prese dal frigo due birre passandone una a Damian che continuava a guardarlo divertito. Rimasero insieme in silenzio a bere e a riflettere fino al momento dei saluti. Era ormai notte fonda quando Damian prese il cappotto e si avvi alla porta. Per quanto tempo? Lo blocc Brian sulla soglia. L'altro si volt con aria interrogativa e il barman chiar: Per quanto tempo sei stato con Al? Damian abbass la testa e ricord: Un anno. Brian incass la risposta senza replicare limitandosi ad annuire semplicemente. Lo vide uscire senza ulteriori parole. Non ce n'era bisogno, anche se era ben conscio che da quella sera tutto sarebbe cambiato.

27.
 
Il sole splendeva gi alto quando Chiara apr finalmente gli occhi. Aveva trascorso una notte davvero strana. Neanche la doccia fatta dopo aver lasciato Roscoe, l'aveva rilassata. Sotto il getto d'acqua calda aveva rivissuto l'intera giornata passata con lui. Non poteva fare a meno di sorridere ripensando ai ricordi pi belli, molti per la verit. Sentiva ancora nelle orecchie la voce calda e musicale del suo Highlander, lo sguardo profondo e tumultuoso. E poi c'era stato quel bacio, tanto fuggevole quanto inaspettato. Un incontro di labbra breve ed elettrico. E come era successo gi sotto la doccia calda, rabbrivid di nuovo. Il confortevole piumone lilla non riusciva ad allentare la tensione addensatasi al basso ventre. Si sforz di reagire stiracchiandosi sotto le coltri e sorrise. Dio mio, che labbra morbide! Quell'uomo era un controsenso vivente, riusciva ad alternare rudezza e arroganza a gentilezza e calma, odioso un attimo prima, per poi spiazzare tutti per la sua dolcezza subito dopo. Chiss quante altre persone al mondo lo conoscevano veramente a fondo! Sicuramente i fratelli dovevano ricordarlo prima della condanna e pochi altri in citt. Chiara annot mentalmente la domanda da porli la prossima volta che si sarebbero visti. Voleva sapere dove erano i suoi amici, se ancora ce n'erano a Blantyre. Sbuff scostando la coperta pensando a Rose. Non l'avrebbe definita proprio un'amica da quel poco che aveva visto. Roscoe non si comportava serenamente in sua compagnia, a parte forse tra le lenzuola o su un divano o dio solo sa dove altro. Chiuse gli occhi stretti sentendo un grumo di bile scendere nello stomaco. Cavolo, era gelosa, ma ne aveva davvero il diritto? Doveva andare avanti con la raccolta di informazioni sulla donna e suo marito. Si prepar un buon caff accompagnandolo con una fetta di ciambellone italiano infornato la sera prima. Era il suo modo di scaricarsi e rilassarsi, un metodo ormai sperimentato che, anche in quel caso, risult infallibile. Matthew non c'era, quindi aveva tutto il tempo di continuare le ricerche su internet per poi riferirle al cugino. Non voleva demordere ora pi che mai, convinta com'era dell'esistenza di un mistero da risolvere. Il suo sesto senso era in allarme e una campanella suonava nel cervello. La psicologa che era in lei si mise all'opera di nuovo. Chiss cosa stava facendo Roscoe. Moriva dalla voglia di salutarlo augurandogli una buona giornata, ma non aveva il coraggio di fare la prima mossa dopo il bacio della sera prima. Meglio restare in attesa magari di una telefonata del bel tenebroso. Ma l'avrebbe poi fatta? Roscoe, infatti, si era scusato subito dopo aggiungendo confusione all'ansia che le imperava dentro. Aveva passato la prima parte della serata a chiedersi perch un uomo forte, bello e sexy come lui dovesse risultare quasi goffo e timoroso. Ci vollero ben due tazze di tisana alle erbe per potersi rilassare ed andare finalmente a letto. Quell'uomo aveva sconvolto il suo mondo, era certo, ma Chiara aveva intuito anche la presenza della dolcezza racchiusa per bene dalla corazza rude. Accese il computer sospirando, pronta per una nuova ricerca, ma dovette rimandare quando sent le note di Wonderful life: qualcuno la stava chiamando al cellulare. Lo prese dalla mensola della cucina e clicc il tasto verde.
Chiara, buongiorno. Spero di non averti svegliato. Forse  ancora presto per disturbare, ma credimi se ti dico che non ce la facevo pi ad aspettare. Avevo voglia di sentire ancora una volta la tua voce...
Chiara deglut. Il suo Highlander l'aveva chiamata ed era anche impaziente di sentirla. La mano libera sfior la guancia arrossita. Abbass gli occhi come se l'interlocutore avesse qualche chance di poterla sorprendere rendendosi conto infine dell'effetto assurdo che le sue parole le stavano procurando. Stava letteralmente bruciando dentro e fuori. Buongiorno Roscoe. Tacque non riuscendo a pensare. Forse come saluto era stato brusca e fredda; corse ai ripari sperando di non avergli rovinato il buon umore. Si schiar la voce sonoramente, prese ci che rimaneva del suo dolce nel piatto e lo sevizi tagliuzzandolo con il coltello. Scusa,  che non mi aspettavo... cio...
Ok, ricevuto. Ho sbagliato a chiamarti cos presto. Mi dispiace Chiara, non ho tenuto conto di...
Ma che stava succedendo? Chiara si stropicci gli occhi mimando con le labbra un incitamento colorito. Stava trasformando una cosa desiderata in un incubo. Doveva correre ai ripari: Roscoe, no, no, che dici? Non mi hai svegliato e neanche disturbato, no. Per la verit mi sono alzata presto per darmi da fare in casa. E poi, mi fa piacere sentirti, s, credimi. Ti stavo anche pensando stamattina. Ecco qui la frittata era fatta. Strinse le palpebre e le labbra dandosi della patetica. La risata di Roscoe le fece piegare le ginocchia, calda e sensuale come un guanto di velluto passato su tutto il corpo, anche su posti di cui non conosceva l'esistenza fino a quel momento, e tutto in lei si risvegli minacciando di frantumarsi in schegge leggere. Lui la stava prendendo in giro ridendo della sua ingenuit. Come poteva sperare che un uomo bello e ambito da tutto il genere umano femminile potesse nutrire interesse per una sempliciotta come lei? Che le era venuto in mente? Probabilmente il bacio della sera prima non era neanche un vero e proprio bacio, ma solo un gesto carino di congedo, punto e basta.
Ti giuro che non  stato facile ieri riuscire ad addormentarmi dopo... ehm, dopo averti riportato a casa. Anzi Vorrei scusarmi per come ci siamo lasciati. No so cosa mi sia preso, ma di solito dopo aver trascorso una bella giornata con una bellissima donna, beh, di solito rendo meglio di ieri, credimi. Il tour non  ancora terminato, quindi spero mi concederai una seconda possibilit.
Chiara sgran gli occhi e l'aria scomparve nei polmoni. Barcoll e dovette appoggiarsi al bordo del tavolo per non liquefarsi a terra. Ma qualcosa dentro di lei si sciolse, doveva essere cos perch sent un calore al basso ventre e la sensazione forte del fluido caldo tra le cosce. Annasp incredula. Per fortuna erano solo al telefono e lontani una decina di chilometri, e il pensiero la calm. Riprese a respirare ma fu difficile trovare la forza per parlare.
Chiara, sono uno stronzo, lo so. Dimentico alle volte le buone maniere e ti chiedo ancora scusa. Cazzo, non mi sono mai scusato tanto come negli ultimi cinque minuti.
Doveva parlare e riuscire a raddrizzare quella telefonata che stava per trasformarsi in un fiasco gigantesco. Se non avesse preso in mano l'iniziativa rischiava di rovinare il loro rapporto per sempre. Di sicuro non avrebbe avuto pi il coraggio di farsi vedere dai Mac Talbot e non poteva permetterlo. Sospir forte tanto che Roscoe dall'altro capo del filo la chiam di nuovo. Riusc a interromperlo. Alleluia: Oh aspetta un minuto. Sono contenta della telefonata e ti prego non scusarti pi. Eravamo in due ieri sera e se non avessi voluto, mi sarei scansata prima che tu mi baciassi. Ho trascorso una giornata interessante e piacevole e s, ho voglia di conoscere anche il resto che ti riguarda. Sono disponibile, basta che tu lo dica. Ecco, ora si era tolta un grosso peso. In fondo, Roscoe aveva gi avuto un assaggio del suo carattere forte e niente affatto arrendevole, quindi niente pi timidezza e capo chino. Chiara era cos determinata da non recedere neanche di un passo. Ma allo stesso tempo voleva passare ancora qualche altro momento con l'uomo dei suoi sogni e perdersi nel mare in burrasca relegato nel suo sguardo scuro.
E quello che speravo. Ok, diciamo che possiamo vederci in serata, se non hai altri programmi. Prima non posso. Ho intenzione di dare un'occhiata al cantiere. Sono proprietario per un terzo, ed  giunto il momento di sapere di che si tratta. Magari trovo l'anello. Sicuramente mi divertir a far uscire fuori dai gangheri i miei fratelli. Ti porto a cena in un locale fuori citt, se sei d'accordo e da l partiremo per la seconda parte del tour.
Perfetto allora, a stasera e buon lavoro! Chiara chiuse la comunicazione con il cuore a mille e un sorriso stampato in faccia. Felice e rinfrancata cominci la ricerca di tutte le notizie possibili su Roscoe Mac Talbot e il legame con l'avvenente e misteriosa Rose.
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Roscoe sal a bordo della Jaguar fischiettando. Rudolph, fermo all'ingresso lo osservava. Quanti anni erano passati dall'ultima volta che aveva sentito il suo ragazzone, come lo chiamava un tempo, intonare un motivetto? Tanti, davvero troppi. Quel ragazzo aveva sopportato abbastanza e pagato moltissimo. Era giusto che vivesse un po' di pace. Era tutto meritato. Certo, non aveva mai avuto un carattere facile, molto simile a suo nonno, il vecchio Owen, despota della famiglia, ma anche con un cuore grande. Suo nonno aveva capito il pericolo che stava correndo, e dopo la galera, lo aveva spinto a lasciare la Scozia per trasferirsi all'estero. Doveva farlo per il bene di tutta la famiglia. Il maggiordomo sapeva la verit, ma aveva dato la sua parola al vecchio sul letto di morte: mai avrebbe raccontato al nipote la vera storia, il segreto e la colpa di tutto doveva essere sepolto con lui. Cos come l'anello doveva essere dato solo ed unicamente a Roscoe e non cadere in altre mani che non ne avrebbero tratto alcun vantaggio. Era un modo di chiedere scusa deciso dal vecchio Owen alla nascita del nipote. Era un modo di cancellare, almeno in parte, la sua colpa, il suo errore pi grosso, la sua vergogna. Solo cos La famiglia avrebbe continuato ad esistere senza troppi problemi e la reputazione dei Mac Talbot sarebbe stata per sempre al sicuro. Ma qualcosa era andato storto e i piani del vecchio non riuscirono. Rudolph sapeva tutto, ma doveva tacere. Sperava soltanto che Roscoe fosse abbastanza forte per sopportare la sconvolgente verit al momento opportuno. Signore, l'umore segue il tempo. Sono contento. Oggi splende il sole e lei  rilassato. La rivedr a pranzo?
Roscoe lo guard infilandosi i Persol scuri. Mio caro amico, mi sto preparando mentalmente a fare il mio ingresso in pompa magna al cantiere. Credi che saranno avvertite scosse di forte magnitudo in tutta l'isola? Roscoe rise di gusto mettendo in moto la macchina Non aspettatemi neanche per cena. Se va come dico io e se non ci sar spargimento di sangue, stasera mi divertir. In gamba vecchio mio. Io vado a fottere il mondo prima che lo faccia lui di nuovo. Ingran la marcia e part. La polvere e l'eco della risata riempirono il viale principale del castello. Rudolph rientr e tutto sembr tornare alla normalit ancora per una volta.
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...
Il parcheggio del cantiere era immenso, con molti posti auto vuoti. Roscoe trov facilmente il suo e si ferm. Prese il cellulare che vibrava nel porta oggetti e rispose alla chiamata, dopo aver letto il nome sul display. Sorellina, non dirmi che ti manco a tal punto da chiamarmi per chiedermi come sto? Via, vuoi farmi credere che ti piace giocare alla famiglia felice proprio oggi? Rise, ma la voce allarmata di Gladys lo blocc: Sto arrivando. Damian?
Vorrei saperlo anche io.  sempre stato preciso al lavoro e proprio oggi decide di ritardare? Oggi che si decide il futuro del cantiere? Quel cretino star ancora dormendo. Trovalo! Gladys chiuse la telefonata con un ordine. Roscoe scosse la testa divertito. In tempi normali avrebbe ruggito, ma quella mattina, grazie a Chiara e alla sua freschezza, decise di non farsi intaccare l'umore in alcun modo. Marci spedito tra le auto parcheggiate e raggiunse l'ingresso dell'imponente edificio delle Mac Talbot Industries. Si ferm prima di entrare voltandosi verso destra e not una berlina blu parcheggiata poco fuori dal cancello. Ancora? Storse la bocca. Doveva essere stata una moda in citt. Di certo erano considerate utilitarie a basso consumo, non c'era altra spiegazione. In soli due giorni ne aveva viste tre tutte uguali. Alz le spalle ed entr. Ben presto l'attenzione fu attirata dagli sguardi incuriositi dei dipendenti fermi all'ingresso. Roscoe salut tutti quelli che ricordava dall'ultima volta che aveva varcato il santuario di famiglia. Molte facce erano nuove e lo osservavano affascinate, specialmente le donne a cui non era certo sfuggita l'avvenenza di quel corpo statuario e del viso da angelo del peccato. Roscoe and alla reception e chiese il piano degli uffici dirigenziali. Lo ricordava perfettamente, ma dopo tanti anni, non poteva darlo per scontato.
Chi devo annunciare? Si vide rispondere da una graziosa signorina dai capelli neri tagliati a caschetto, gli occhi verdi e la bocca fresca di rossetto appena ritoccato. Nonostante il fard e il trucco perfetto, la donna era chiaramente in difficolt davanti a lui. Roscoe sollev un sopracciglio squadrandola da capo a piedi. La vide tremare, ma not che era una bella donna, nel suo completo scuro da segretaria. Torn a focalizzarsi su quelle labbra rosse e invitanti: Erede di un terzo di questa magnifica azienda che le paga lo stipendio, tesoro. Credi di poter rispondere ora alla mia domanda? La voce calda non nascose la nota polemica che subito and a segno perch la povera signorina Blanche arross violentemente abbassando gli occhi. Roscoe si accorse del tremolio delle mani, ma da bastardo qual era, non si cur di tranquillizzarla. Invece tamburell con le dita sul piano scuro del bancone inquietandola ancora di pi. Allora? Devo trovarlo da solo questo benedetto piano? Non sapeva bene il motivo, ma non aveva voglia di essere simpatico anche se la mattina era cominciata bene. Entrare nel regno del padre lo rendeva irritabile come sempre. Evidentemente anche dopo una settimana dalla morte dei vecchi, l dentro aleggiava ancora l'influenza negativa di Arthur che lui avvertiva in pieno.
Mi scusi, s ha ragione. Quarto piano, l'ascensore  alla sua desta in fondo al corridoio. Balbett la donna nel panico pi totale. Se fosse rimasto ancora un secondo davanti a lei, Roscoe l'avrebbe vista sbriciolarsi a terra come segatura dopo essersi incenerita per autocombustione. Perfetto, ora s che era incazzato.
Entr nell'ufficio di Gladys dopo aver appoggiato le nocche sul pannello della porta. La stanza ammobiliata come una sala dirigenziale tradizionale, tradiva un tocco femminile nei mobili e nel divano tutti di stile vecchia marina. Cos come la scrivania di rovere, lucida con il piano appoggiato su enormi gambe arrotondate al fondo e sul davanti su un timone intagliato con lo stemma del clan Mac Talbot. Eccomi sorellina. Il tuo amato fratello  arrivato. Non sei contenta di vedermi?
Gladys lo fulmin con lo sguardo. La sent digrignare i denti. Quello s che era amore fraterno. Ci mancavi solo tu. Ora s che la giornata  completa. Dove cavolo  tuo fratello? Ho telefonato a casa cinque minuti fa e mi hanno detto che  uscito molto presto. Dove accidenti si  ficcato?
Roscoe non sapeva se ridere o preoccuparsi. Lo stato della sorella era il solito. Andava nel panico quando qualcosa sfuggiva al suo controllo. Pianificava ogni dettaglio e non erano contemplati errori o cambiamenti dell'ultima ora. Era la prerogativa dei Mac Talbot. Anche Roscoe si comportava cos nel suo regno a Manhattan, ma solo osservando gli altri cos maniacali riusciva a notare le esagerazioni e a criticarle. Gladys era un fascio di nervi, un elegante e sicuramente affascinante fascio di nervi. Decise di sedersi sul divano in attesa dell'esplosione che non sarebbe tardata.
Allora? Che sei venuto a fare? Non abbiamo bisogno delle tue critiche oggi. Sai cosa ci aspetta? Un CdA con i fiocchi. E Damian non si vede. La sorella era sul punto di frantumarsi. Era palpabile nell'aria la tensione cos come sulla faccia che, sebbene ben truccata, di l a poco si sarebbe deformata per la disperazione. Calmati ora. Sono qui perch mi spetta un terzo di tutto questo, ricordi? E se vuoi prendertela con qualcuno, ringrazia il buon vecchio Arthur. 
Gi, ma solo se ti sposerai. Ricordi la storia del figlio? Nonostante tutto, doveva riconoscere alla sorella il dono innato di essere stronza al momento giusto.
Roscoe si avvicin alla scrivania imprecando. Si accorse della foto sul grande tavolo. Erano loro tre prima che l'inferno lo inghiottisse distruggendolo e fiaccandone l'anima. Prese la cornice e ricord il momento esatto in cui era stata scattata la foto. Era il giorno del suo diploma al college in una bella giornata di sole, poco dopo la cerimonia. I tre fratelli erano insieme sorridenti e contenti con la speranza di un futuro radioso. Niente avrebbe potuto oscurare quella giornata e la speranza di una vita felice insieme. Fu Brian a scattare la foto, dopo l'altra scattata con i genitori, sicuramente meno spontanea, incorniciata e ferma nell'ufficio del padre, cos almeno ricordava. Sospir espirando in fretta l'aria insieme alla punta di tristezza e commozione che gli stavano stritolando lo stomaco. Rimise la foto al suo posto proprio quando suo fratello entr. Pi che altro fu scosso dalla voce irritata di Gladys che annunci il suo arrivo: Era ora, Damian. Pensavo non arrivassi pi. Avanti siediti. Abbiamo mille cose da fare prima della riunione di oggi pomeriggio. Gladys era su di giri, in costante fermento. Era arrivata al cantiere di buon'ora e sedeva tesa dietro la scrivania sommersa da tomi e tabulati sparsi relativi all'ultimo anno di lavoro. La segretaria entrava ed usciva dalla stanza portando tazze di caff e posta recuperata nei vari uffici. Sorrise appena quando vide entrare Damian, ma se sperava di rasserenarsi come al solito, dovette ricredersi. L'espressione del viso dell'uomo non era affatto tranquilla. Che diavolo ti  successo? Sei bianco come un cencio e la camicia... Guardati, Dam. Ma vi siete messi d'accordo per farmi impazzire voi due? Fammi il favore, vai a lavarti e a cambiarti. Non abbiamo tempo da perdere. Gladys era una furia e per la prima volta Roscoe la vide scomporsi. Una ciocca si era spostata dallo chignon impeccabile ricadendo mollemente sul lato del viso. Se glielo avesse fatto notare avrebbe rischiato lo scoppio della guerra civile e si sarebbero contati i morti. Forse anche la segretaria aveva capito la situazione tanto che prima di essere travolta dalla furia omicida della donna, era fuggita lasciando le ultime scartoffie sulla scrivania.
Che cazzo hai fatto? Roscoe si un alla sorella. In effetti Damian non gli era mai apparso pi strano di allora. Doveva essere la giornata sbagliata, pens, per iniziare l'avventura al cantiere. Damian non rispose subito, ma and al mobile bar e si vers un generoso tumbler di whisky. Solo dopo averlo vuotato si volt. Avevo tutta l'intenzione di arrivare in orario, Gladys, non credere. Ma ho avuto un piccolo contrattempo con la macchina e mi sono recato al distretto di polizia per una denuncia contro ignoti. La bomba scoppi in mezzo alla stanza e la deflagrazione fu tale da bloccare il tempo tanto che gli altri due non fiatarono, ma non gli tolsero neanche gli occhi di dosso.
Damian, vuoi parlare perdio, e raccontarci che ti  successo? La polizia? Allora? Roscoe esplose per primo prendendolo per un braccio. Una volta avuta la sua attenzione lo fiss in attesa. Damian lo guard accigliato pendendosi tutto il tempo per trovare un modo tranquillo di esporre i fatti. Calma, Ros. Se mi lasci bere un altro po' vi dir tutto. Una volta libero prese la bottiglia, si pass la mano sugli occhi e poi si sedette sul divano. Qualcuno mi ha buttato fuori strada stamattina. Proprio dopo il bivio sulla Hamilton ho avuto un incontro ravvicinato con un pazzo che credeva di correre all'ultimo gran premio. Forse non si  accorto del limite di velocit e in curva mi ha affiancato dopo un sorpasso parecchio azzardato. Si alz sbottonandosi la camicia. Chiam la segretaria per il cambio, lo avrebbe trovato nel suo armadio in ufficio. Quando Meredith entr, fatic a mantenere il contegno. Aveva davanti agli occhi il corpo pi bello che si potesse sognare. Cerc la maniglia della porta per sostenersi, abbagliata dal disegno che morbidamente gli abbracciava la schiena squadrata, sul lato sinistro. Un serpente scuro, ma non minaccioso. Gladys si accorse dello sguardo voglioso, inconfondibile di chi avrebbe voluto ridisegnare i contorni del tatuaggio con la lingua. Doveva intervenire e porre fine a quel disgustoso siparietto, e prima che la bava della segretaria scendesse a terra inumidendo il pavimento, la conged bruscamente. Una volta chiusa la porta si volt e redargu il fratello puntandogli contro l'indice. Se avesse avuto un pugnale lo avrebbe sicuramente usato. Stava davvero perdendo la pazienza. Damian Mac Talbot, ti ricordo che qui tutti devono lavorare, persino le segretarie. E tu fai il tuo, per piacere. Evita pertanto di alimentare false illusioni in quelle poco di buono che gi s'illudono di aver trovato il modo giusto di arrotondare lo stipendio qui dentro.
Roscoe riprese la sorella e non fu tenero quando l'accus di badare troppo alle apparenze. Gladys, cazzo, smettila di essere bigotta una buona volta. Non sei decrepita e se solo ti rilassassi vivremmo tutti meglio qui dentro. Trovati un uomo e fatti montare fino a svenire. Vivresti meglio e cos anche noi.
Gladys inorrid sbiancando. Dovette appoggiarsi alla scrivania per non cadere. Aveva le gambe molli e le braccia tremanti. Chiuse gli occhi e con notevole sforzo richiam tutte le forze rimaste per riprendersi. Che il vecchio sia maledetto! Ti ha rovinato definitivamente e ora, vuole fare lo stesso con noi. Ma che mi venga un colpo se lascer che un morto mi tolga da sotto tutto quello per cui ho lottato in questi anni. Non lo permetter ne a lui, n a voi due. Quindi, a meno che non siate qui per leggere questi fottuti libri e prepararvi alla riunione di oggi, siete pregati di andare al diavolo fuori dalla stanza. Sono stata chiara? La reazione furiosa pronunciata a voce sempre pi alta blocc i gemelli che non si sognarono di replicare. Roscoe la guard, ma non riusc a scusarsi. Era troppo l'orgoglio da mandare gi e troppo pochi i giorni vissuti in quello che era rimasto della famiglia. C'era ancora molto da appianare tra loro prima di ritornare a considerarsi davvero fratelli come un tempo. Avvicinandosi al tavolo prese posto tornando per all'incidente di Damian. Doveva saperne di pi, nonostante tutto. Ok, c' un pazzo che gira per le strade della contea e si diverte a prendere le curve allegramente. Hai visto chi ? La targa? Perch sei andato al distretto?
Damian alz la mano smettendo di abbottonarsi la camicia per fermare la raffica di domande. Aveva gi la testa in fermento con un'emicrania che spingeva dietro al lobo frontale sinistro minacciando la fuoriuscita dell'occhio. Respir a lungo infilandosi la camicia nei pantaloni, riacquistando cos un aspetto pi consono al ruolo che ricopriva al cantiere e cerc di tranquillizzare gli altri. Pensare che quella mattina si era svegliato al settimo cielo dopo le vicende erotiche della notte precedente. Anzi, non era riuscito a dormire affatto perch ogni volta che le palpebre scendevano chiudendo il resto del mondo fuori dagli occhi, il pensiero di Brian dietro la schiena che pompava e lo amava come mai aveva potuto sperare, lo teneva sveglio e su di giri. Neanche la violenta sega fatta prima di alzarsi pensando all'amico aveva sortito l'effetto di calmarlo. Una pattuglia che proveniva in senso contrario ha visto la scena. Quindi, ha chiamato rinforzi per me prima di partire all'inseguimento del pirata. Non aveva neanche la targa, lo stronzo... Comunque mi hanno scortato in centrale per sporgere denuncia ed eccomi qui. Avr notizie appena ce ne saranno, mi hanno assicurato.
Gli altri annuirono e fecero domande sull'auto e sulla sua salute, ed una volta rassicurati, cominciarono il lavoro di preparazione all'importante riunione sul futuro del cantiere. Ognuno di loro prese ad esaminare un tomo con i movimenti finanziari degli ultimi anni. I tre fratelli furono assorti e le ore passarono in silenzio. Si sentivano solo il fruscio delle pagine e il click delle penne. Dopo tre ore buone passate a scartabellare e rivedere la contabilit, e due bottiglie di bourbon d'annata, era il momento di convocare la squadra dei commercialisti. Nel frattempo, Gladys era alle prese con un inizio di crisi isterica, mentre Damian, dimenticata la sconcertante avventura mattutina, era davvero preoccupato. E questo che vuol dire? Che in dieci anni qualcuno ci ha fregato alla grande facendoci fessi per tutto questo tempo? Gladys, perdio, tu ne sapevi niente? C' un ammanco di quasi un milione di sterline, cazzo. Come  potuto succedere? Roscoe tuon prendendo in mano la situazione. Andava avanti e indietro per la stanza come uno squalo con in mano il fascicolo dei rendiconti annuali. Sicuramente ci sar una spiegazione e sono ansioso di ascoltarla. Cosa  successo ai conti dall'azienda? Di che diavolo vi interessate voi due? Da quello che leggo qui, vi stanno fregando impallinandovi come due tordi. Ah, il vecchio Arthur era a conoscenza di questa catastrofe? Li guard imprecando.
Ros, non ti azzardare! Da quando lavoro qui non ho mai visto una cosa del genere.  la prima volta che leggo queste cifre e ti giuro non ne sapevo nulla. Non posso pensare che nostro padre coprisse un ammanco cos sostanzioso. Perch diamine, una cifra cos alta non si perde dall'oggi al domani Damian non riusciva a capacitarsi. Era evidente che negli ultimi anni, alla presenza del padre, i due eredi erano stati volutamente tenuti all'oscuro degli strani movimenti di denaro. Rimase a fissare i numeri sulla carta e per quanto volesse giustificare o pensare o trovare una motivazione, saltava agli occhi evidente e lampante la falla nella loro gestione. Scosse la testa e torn al computer per rivedere ancora una volta i movimenti effettuati negli ultimi anni e la conclusione era sempre la stessa: Siamo fottuti se non riusciamo a venirne a capo entro le quattro di oggi pomeriggio. Cazzo, ma vi rendete conto? Se il vecchio Logan e soci vengono a conoscenza di questo scempio, possiamo dire addio all'azienda. Tutto il lavoro di una vita, la nostra cazzo di vita si sbriciolerebbe davanti a noi in un baleno. Damian scosse la testa ancora incredulo e sorpreso. Si strofin la faccia energicamente, rassegnato. Mai si era sentito cos impotente e consapevole di poter letteralmente perdere il lavoro della famiglia. Torn sui numeri sperando in un miracolo o una svista inesistente per. Quanto cazzo ci mettono Lauren e Tobias ad arrivare? Li hai chiamati Gladys? Cristo, qualcuno ci ha fregati e non ce ne siamo accorti.
Gladys si attacc al telefono strapazzando a dovere la sua collaboratrice e non fu facile per lei rispondere alle urla concitate della donna. Riusc a sillabare solo un s prima che la cornetta fosse sbattuta con violenza al suo posto. Ok, ragioniamo. Dam, in quegli anni io e te eravamo gi qui e ricordo bene l'ultima volta in cui il vecchio mi chiese di aiutarlo prima del consiglio. Avrei notato di certo un ammanco cos rilevante.
Quanto tempo fa? Chiese Roscoe rabbuiato. Nonostante l'occhiataccia lanciatagli la sorella prese un lungo respiro non nascondendo insofferenza e fastidio: Non  il momento di gongolare, Ros. Perch diavolo sei venuto proprio oggi? Non avevi nessuno con cui sollazzarti? Dio la mia testa!
Vaffanculo, sorellina. Se non te ne fossi accorto, sono proprietario di un terzo di questo cazzo di castello di carta a quanto pare. Smettila di fare la martire e rispondi. Quanto cazzo di tempo fa hai visto per l'ultima volta questi fottuti bilanci?
Oh che bellezza, ho il fratello proprietario preoccupato per la sua eredit, ora. Che animo gentile! Ma non eri tu che due giorni fa hai precisato forte e chiaro che non volevi nulla a parte quello stupido introvabile anello? Ora vieni qui a far finta che ti interessi la sorte della famiglia? Ma fammi il piacere!
Roscoe scatt come un cobra sulla preda, con la freddezza e la consapevolezza di poter vincere facile. Era sul punto di replicare velenoso e implacabile quando Damian alz la voce fermando la faida: Basta cos! Farete meglio a concentrarvi per risolvere la questione o andatevene pure al diavolo una volta per tutte. Mi avete rotto i coglioni con i capricci.  ora di crescere e di affrontare un disastro che ci affosser tutti e tre, Gladys, tutti e tre! Con il viso stravolto la blocc sulla poltroncina piegato su di lei sulla scrivania. Quindi, fai un cazzo di favore a tutti noi e rispondi. Quando  stata l'ultima volta che nostro padre ti ha fatto vedere questi libri? E tu, - si rialz furioso puntando l'indice contro il fratello - se vuoi rimanere qui collabora senza provocare lo scontro, perch quanto  vero che sono tuo fratello, ti spaccher con sommo piacere la tua testa di cazzo. Cerchiamo di trovare la soluzione.
Rimasero a fissarsi tutti e tre. Dovevano convincersi in fretta che l'unico modo per uscirne indenni e con poche perdite era quello di poter contare su loro stessi. Gladys annu e alla fine parl continuando a spostare le ciocche ribelli dietro le orecchie: Se non sbaglio stiamo parlando di dieci anni fa. Ora che ci penso bene, s, eravamo nell'ufficio di pap. 
Ci mand a chiamare. Ricordo perfettamente quando arrivammo io e Hector, e lui era seduto proprio dietro alla scrivania. Aveva l'aria tranquilla, come sempre poco prima della riunione. Ricordo che disse Gladys, dai un'occhiata. Hai un'ora di tempo per ragguagliarmi sugli ultimi movimenti. Devo affondare quel coglione di Logan una volta per tutte. La donna si avvicin al finestrone. Ricordo che Hector rise prendendo in giro il senatore e pap dimostr come sempre la sua arroganza spiegando al mio dolce maritino come se lo sarebbe mangiato. Era sicuro che con me al fianco avrebbe potuto ridicolizzarlo come e quando avrebbe voluto. Ma i conti erano tutti in ordine, me lo ricordo. Entrate e uscite precise, fatture emesse riportate alla perfezione per giustificare i movimenti di denaro fino al pi piccolo scellino. Il vecchio si congratul come sempre con Hector non perdendo occasione di esaltarne le doti in fatto di conti. Sono stato davvero fortunato ad averti preso a lavorare qui, caro genero. Gladys, hai un marito fantastico. Meglio di cos non poteva andare...
Maledetto! Maledetti tutti e due! Era gi un anno che avevo scoperto le sue scappatelle, ma ovviamente non potevo dire nulla. Solo incassare e sopportare. Dio, quanto li ho odiati...
Damian torn a studiare i libri. Ricordo anch'io quel periodo e tuo marito, ma devo ammettere che ci sapeva fare con il suo lavoro. Se non sbaglio quella fu l'ultima riunione a cui Affleck partecip, vero?
S! Dopo pochi mesi ci separammo e l'anno dopo lasci il cantiere. Gladys sospir. Nonostante il tempo trascorso, i ricordi erano ancora dolorosi, un pezzo di vita che non riusciva a dimenticare, forse non ci sarebbe mai riuscita. 
Roscoe intervenne spezzando cos il flusso dei pensieri. Si dimostr pratico come sempre e sicuramente poco avvezzo alla nostalgia. Se vuoi vincere lascia a casa il cuore e usa solo il cervello. Colpirai senza piet La frase di Owen gli rimbomb nel cervello e come sempre lo riport alla realt. Decise di prendere in mano la situazione, e se i fratelli non erano d'accordo, potevano andare al diavolo. Lui doveva uscirne vincente come sempre. Dopo di te chi ha revisionato i conti?
Penso pap con l'aiuto dei commercialisti. Ricordo che dopo l'uscita di scena di Hector il vecchio cambi totalmente nei miei confronti anche a lavoro oltre che a casa, come se il fallimento del matrimonio fosse stata tutta opera mia. Bastardo! Gladys si ravvi di nuovo i capelli decidendo di sciogliere definitivamente lo chignon. Le mani si muovevano a scatti in testa e sul collo cos come gli occhi in preda al flusso dei ricordi. Da quella volta non mi sono pi occupata della revisione. Avevamo, allora come adesso, un intero settore commerciale a nostra disposizione pagato solo per fare questo lavoro.
Questo qui  un problema serio. Uno di quelli che ti spedisce diritto in galera a marcire fino alla fine dei tuoi giorni. Sentenzi Roscoe senza staccare gli occhi dalle pagine incriminate.
Bussarono alla porta e Gladys alz il tono della voce per permettere ai due commercialisti di entrare. Salutarono perplessi vedendo in ufficio i tre fratelli riuniti. La presenza di Roscoe non era prevista e la sua forte personalit proruppe quando li incalz senza aspettare che si accomodassero.
Che significano questi conteggi? Sono curioso di sentire la vostra versione convincente. L'ultima parola, pronunciata con un che di minaccioso, rimase sospesa tra loro e i due lo guardarono come un alieno. N Damian, n Gladys intervennero in aiuto. Mancava un'ora e mezza all'importante riunione, la prima dopo la morte del presidente delle Mac Talbot Industries e tutto sembrava presagire ad una vera e propria catastrofe. Roscoe prese in mano la situazione deciso a non fare sconti a nessuno. Non gli importava di risultare sgarbato e arrogante. Sapeva per esperienza come comportarsi di fronte ai subalterni e imporre la propria autorit. Anche l dovevano sapere ben presto che non era facile trattare con lui. Avrebbe preferito non trovarsi in quella situazione, ma il padre aveva pensato bene di coinvolgerlo e allora, che Dio aiutasse i dipendenti implicati nello scandalo che sicuramente sarebbe scoppiato se non avessero trovato un rapido rimedio. Li vedeva tremare al centro della stanza. Ormai avevano capito che nessuno li avrebbe aiutati. Non ebbe piet di loro: Vi dico solo una cosa e spero che la capiate in pieno, oggi potreste perdere l'incarico. Non ho bisogno di gente inetta nella mia azienda. Non sono abituato a perdere quando si tratta di affari. Quindi, se credete di appigliarvi a qualsiasi cosa per intenerirmi,  tempo sprecato.
I due si guardavano allibiti, ma fu Lauren a impallidire e a parlare per primo. Tremava e aveva le mani sudate strette insieme sul davanti. Si spost verso la scrivania cercando aiuto o conforto nella donna seduta di fronte. Si conoscevano da sempre e questo gli dette il diritto forse di contare sul suo appoggio che per non arriv. Nonostante il passo falso trov il coraggio per spiegare i fatti. Lui se li ricordava bene:  vero, i conti sono stati rivisti e alterati con uno scopo. Quattro teste si voltarono contemporaneamente verso il commercialista il quale deglut un paio di volte: Ma se volete sapere il motivo non  a me che dovete rivolgervi. Io all'epoca vidi i registri e controllai tutto. Era tutto in ordine, dovete credermi. So solo che John si fermava fino a tardi in ufficio e alle volte con vostro padre... Forse lui potrebbe essere pi utile...
E chi cazzo  questo John? Chiamiamolo, che diavolo state aspettando? Roscoe ringhi verso i fratelli fermi ad ascoltare. Beh, che cosa volete fare? Vi ricordo che manca poco alla riunione. Volete farvi mangiare vivi? Si avvicin al telefono, ma Damian gli blocc la mano sulla cornetta affrontandolo serio: John Dannis non lavora pi per noi da anni ormai. Lasci pap e l'azienda qualche anno fa. Indic le pagine in questione Si trasfer a Londra per un lavoro e non l'ho pi visto.
Ottimo! Li ha rubati lui questi soldi? Perch di certo c' che questa somma non si  volatilizzata da sola, ma  stata sottratta alla societ. Mi chiedo come avete fatto a nascondere la cosa tutto questo tempo.
Alle riunioni c'era pap che teneva banco e sinceramente se non li avessi visti con i miei occhi ora, non mi sarei certo preoccupata di trovare un responsabile. Per noi qui dentro il cantiere era in attivo. Le mani di Gladys tremavano vistosamente e a nulla valse il tentativo di tenerle strette tra loro. Il tremolio si stava propagando in tutto il corpo, persino il labbro superiore le vibrava mentre parlava.
Voi preparatevi il solito discorsetto con gli azionisti. Cercate di trovare il modo giusto per fotterli a dovere. Cazzo, saprete pure come si sarebbe mosso il vecchio, no? Io mi occupo dei libri contabili con loro - Roscoe indic i due uomini e dopo aver raccolto tutti i fascicoli dalla scrivania, si avvicin alla porta - Gladys, rifatti il trucco, sfodera la tua aria da stronza e usala al meglio. Non devono accorgersi di nulla. Dam, tieni il gioco in mano. Non devo insegnarti nulla. Pap credeva in te, nonostante tutto, e non devo essere certo io a dirti che sei pronto per sporcarti le mani. Fallo. Appena vengo a capo di qualcosa mi far vivo.
Il cenno di assenso di tutti e tre suggell il patto d'intesa. Almeno per una volta i Mac Talbot dovevano muoversi insieme per il bene di ci che rimaneva della famiglia: loro stessi.
...
FINE Parte 1.